<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CromosomaWeb &#187; Aziende</title>
	<atom:link href="http://www.cromosomaweb.it/category/aziende/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cromosomaweb.it</link>
	<description>your one and only web agency</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Jun 2010 20:23:53 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Aziende 2.0 per i nuovi consumatori</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1574/aziende-2-0-per-i-nuovi-consumatori.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1574/aziende-2-0-per-i-nuovi-consumatori.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1574</guid>
		<description><![CDATA[Siamo finalmente arrivati a una svolta per il <b>social marketing</b> e, in particolar modo, per le <b>aziende</b> che stanno imparando a sfruttare il <b>Web 2.0</b> a proprio vantaggio. Il problema di molte imprese è che sono più indietro degli utenti, che ci mettono molto più tempo a capire le nuove tendenze, perdendo così rapidamente quote di quel mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1575 alignleft" title="social-media" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/social-media.jpg" alt="social-media" width="300" height="180" />Siamo finalmente arrivati a una svolta per il social marketing e, in particolar modo, per le aziende che stanno imparando a sfruttare il Web 2.0 a proprio vantaggio.</p>
<p>Il problema di molte imprese è che sono più indietro degli utenti, che ci mettono molto più tempo a capire le nuove tendenze, perdendo così rapidamente quote di quel mercato che oggi cerca sempre più un dialogo e non è più disponibile all’informazione unidirezionale.</p>
<p>Dare massima visibilità al proprio brand significa oggi anche gestire la propria presenza online: non più solo comunicati stampa dunque, ma soprattutto blog e social network.</p>
<p>Il 73% delle aziende dichiara di avere già avviato comunicazioni con i clienti a scopo promozionale e molte utilizzano i dati che riescono a raccogliere tramite il Web per prendere decisioni su offerte marketing. Sempre più numerose, infine, le imprese che apprezzano e si affidano a nuovi canali per il Marketing, in particolar modo i Social Media.</p>
<p>Le aziende si stanno progressivamente rendendo conto che i nuovi consumatori 2.0, per poter essere raggiunti efficacemente con i messaggi pubblicitari, hanno bisogno di ricevere contenuti espressi in forme innovative, con mezzi adeguati e rispondenti alle loro necessità.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1574&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1574/aziende-2-0-per-i-nuovi-consumatori.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emilia Romagna: SI-Impresa il nuovo portale per le aziende</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1483/emilia-romagna-aziende-agevolate-dal-nuovo-portale-si-impresa.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1483/emilia-romagna-aziende-agevolate-dal-nuovo-portale-si-impresa.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 17:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[database]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1483</guid>
		<description><![CDATA[La <b>Regione Emilia Romagna</b> porta le aziende nell'era del <b>Web 2.0</b> con la <b>messa on line</b> del nuovo <b>portale</b> SI-IMPRESA, realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi di necessità quotidiana: dai contributi ai regolamenti per le <b>start-up</b>, per le <b>aziende</b> tutto è a portata di mouse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1492" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/aziende_emiliaromagna.jpg" alt="MaleÃ­s hand writing in the document" width="300" height="199" />La <strong>Regione Emilia Romagna</strong> porta le aziende nell’era del <strong>Web 2.0</strong>: lo dimostra la messa on line del nuovo <strong>portale </strong>SI-IMPRESA (Url <a href="http://www.emiliaromagna.si-impresa.it" target="_blank">www.emiliaromagna.si-impresa.it</a>), realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi necessari alle attività economiche.<br />
Il <strong>Sito Internet</strong> regionale dedicato ospita al proprio interno anche lo “Sportello unico telematico per le <strong>Attività Produttive</strong>”.<br />
Si tratta di un portale di <strong>facile accesso</strong> per le<strong> imprese</strong>, che ha al suo interno tutte le informazioni sul sistema economico regionale, sulle opportunità per le imprese e sui servizi offerti dalla pubblica amministrazione per <strong>via telematica</strong>, con enormi vantaggi per le imprese, che risparmieranno tempo e denaro nell’acquisizione delle informazioni e nello  svolgimento delle pratiche burocratiche.<br />
Un ruolo centrale per il nuovo <strong>sportello on line </strong>e per il nuovo portale è giocato dal Coordinamento regionale degli sportelli unici per le attività produttive, coordinato dal Servizio sportelli unici della Regione: una rete regionale composta da 350 sportelli unici e dai Coordinamenti provinciali Suap. Un servizio, quello degli sportelli unici degli enti locali,  che ogni anno si occupa di circa 25 mila procedimenti amministrativi per le imprese.</p>
<p>Su SI-IMPRESA troverà quindi spazio la costruzione e messa a disposizione della nuova<strong> piattaforma informatica</strong> per il “Suap on-line dell’Emilia-Romagna”, che informatizzando i procedimenti amministrativi, su cui opera ogni sportello unico, renderà disponibili alle imprese <strong>servizi on-line</strong>, garantendo l’integrazione tra la nuova piattaforma e le soluzioni già adottate dai comuni.</p>
<p>Il contenuto della <strong>banca dati</strong> è costituito da 350 interventi, detti anche endoprocedimenti, che riguardano gli ambiti tematici ambientale, edilizio e produttivo, censiti e condivisi a livello regionale, attraverso l’apporto dei Coordinamenti provinciali Suap e delle singole realtà dei Suap locali, nell’ambito del Tavolo di coordinamento regionale Suap.<br />
Il <strong>database</strong> riporta, in relazione ai singoli procedimenti, indicazione della normativa applicabile, degli adempimenti procedurali, della modulistica, nonché dei relativi allegati da utilizzare uniformemente nel territorio regionale. E contiene, altresì, le indicazione della normativa e degli elementi procedurali specifici dei singoli enti locali.<br />
Grazie alla struttura, sarà possibile coprire tutte le circa 150 procedure amministrative di cui l’impresa può necessitare nella sua quotidianità.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1483&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1483/emilia-romagna-aziende-agevolate-dal-nuovo-portale-si-impresa.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavoro: aziende attentissime alla e-reputation dei candidati</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1399/lavoro-le-aziende-valutano-anche-la-e-reputation.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1399/lavoro-le-aziende-valutano-anche-la-e-reputation.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[carriere]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[e-reputation]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1399</guid>
		<description><![CDATA[La tua immagine è inflazionata in <b>Internet</b>? In tanti ti conoscono? Le tue pagine <b>Facebook</b>, <b>Twitter</b> e il tuo <b>blog</b> pullulano di <b>contatti</b>? Buon per te. Ma attenzione a “come” sei conosciuto e ai contenuti che divulghi per il <b>Web</b>: la tua <b>e-reputation</b> potrebbe portarti ad essere bocciato anzitempo dal tuo prossimo <b>datore di lavoro</b> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1402" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/e-reputation.jpg" alt="e-reputation" width="300" height="189" />La tua immagine è inflazionata in <strong>Internet</strong>? In tanti ti conoscono? Le tue pagine <strong>Facebook </strong>e <strong>Twitter </strong>ed il tuo <strong>blog </strong>pullulano di <strong>contatti</strong>? Buon per te.<br />
Ma attenzione a “come” sei conosciuto ed ai <strong>contenuti</strong> che divulghi per il <strong>Web</strong>. Ovvero la tua <strong><em>e-reputation</em></strong>, neologismo molto utilizzato negli ultimi anni, potrebbe portarti ad essere giudicato in maniera negativa dal tuo prossimo datore di <strong>lavoro</strong>, che scarterà così la tua candidatura indipendentemente dalle tue capacità e <strong>professionalità</strong>.</p>
<p>La tendenza è stata attestata da uno studio commissionato dalla <em><a href="http://www.microsoft.com" target="_blank">Microsoft</a></em> e presentato nei giorni scorsi in occasione del <em>Data Privacy Day</em>: il 70% delle <strong>aziende</strong> statunitensi interpellate in merito hanno confermato che il 70% dei <strong>selezionatori di personale</strong> ha rifiutato a priori candidature di soggetti su cui aveva effettuato una veloce <strong>ricerca</strong> in <strong>Internet</strong>, e che secondo i responsabili godevano di “cattiva” fama in <strong>Rete</strong>.<br />
In Gran Bretagna tale percentuale si attesta sul 41%, una fetta comunque considerevole, 16% in Germania e 14% in Francia.</p>
<p>Il panel su cui è stato elaborato lo studio è formato da 1.200<strong> manager</strong> e selezionatori, intervistati sulle abitudini nelle valutazioni dei candidati, e 1.200<strong> internauti</strong> residenti negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.</p>
<p>Quello che più viene temuto dalle aziende sono eventuali grattacapi dovuti ai “comportamenti del candidato” e “commenti e testi inappropriati”, oltre a commenti negativi sui precedenti posti e colleghi di lavoro.</p>
<p>L’altra faccia della medaglia. In terra statunitense è praticamente ignorato il pericolo legato alla <em>e-reputation</em>: solamente il 7% dei soggetti coinvolti nella ricerca ravvede il proprio comportamenti in Rete.<br />
Più preoccupati in merito i tedeschi: sale al 13% la percentuale dei titubanti.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1399&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1399/lavoro-le-aziende-valutano-anche-la-e-reputation.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavoro 2.0: per le aziende un database di manager on line</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1269/lavoro-2-0-per-le-aziende-un-database-di-manager.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1269/lavoro-2-0-per-le-aziende-un-database-di-manager.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 12:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[carriere]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[database]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1269</guid>
		<description><![CDATA[Bypassati <b>annunci on line</b>, bacheche sul <b>Sito Internet</b> aziendale, costose società di <b>selezione personale</b>, ora le <b>Pmi</b> alla ricerca di rampanti <b>manager</b> con un valido pedigree alle spalle possono farlo in un clic. In maniera indiscussa una <b>nuova frontiera del Web 2.0</b> che spazia tra domanda e offerta nel mondo del <b>lavoro</b> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1275" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/manager_internet.jpg" alt="manager_internet" width="300" height="183" />Overquaranta it. Ovvero la nuova <strong>banca dati on line</strong> che contiene tutte le informazioni su esperti <strong>manager</strong> alla ricerca di un’occupazione, nuova frontiera per la <strong>ricerca di personale</strong> da parte delle <strong>aziende</strong>.</p>
<p>Bypassati <strong>annunci on line</strong>, bacheche sul<strong> Sito Internet</strong> dell’impresa, costose società di reclutamento e <strong>selezione personale</strong>: ora le<strong> Pmi</strong> alla ricerca di rampanti manager con un valido <em>pedigree</em> alle spalle possono farlo in un clic. In maniera indiscussa una nuova frontiera del<strong> Web 2.0</strong> che spazia tra domanda e offerta nel mondo del lavoro.</p>
<p>L’ideatore di tale <strong>database virtuale</strong>, Graziano Camanzi, all’indomani del successo del progetto snocciolò nel numero di 300 il numero di manager disoccupati collocabili nel corso di un anno.<br />
Che dei 150mila stimati in lista di mobilità non sarà un numero impressionante, ma è già qualcosa. E, soprattutto, a costo zero per il disoccupato.</p>
<p>Il sito. Semplice al primo impatto, <a href="http://www.overquaranta.it/" target="_blank">www.overquaranta.it</a> propone come prima scelta il form dove caricare il proprio <strong>curriculum</strong>, destinato quindi a chi cerca lavoro, e sotto un vero e proprio <strong>motore di ricerca</strong> per una ricerca che può diventare precisissima – per nome, per regione, per professionalità e secondo numerosi altri parametri — dedicato alle aziende che stanno in quel momento cercando una determinata <strong>figura manageriale</strong>.<br />
Apposite sezioni anche per il <strong>progetto</strong> e il manager del mese.</p>
<p>Dal febbraio dello scorso anno i numeri testimoniano che esisteva una necessità per un servizio di questo genere: ad oggi gli iscritti al <strong>portale </strong>sono oltre 1.800, e la previsione parla di 3mila per l’estate 2010.</p>
<p>Il sito è un ottimo interprete del “<strong><em>temporary management</em></strong>”, figura chiave degli ultimi anni, per consulenze giornaliere (o a tempo), che nella dilagante disoccupazione ben vengano.<br />
Diffusa anche la tipologia di somministrazione di lavoro “<em>try &amp; buy</em>” (letteralmente prova e paga): prima il manager dimostra la propria competenza, poi viene retribuito per il lavoro svolto.</p>
<p>Ottima la prospettiva della condivisione dei progetti, un marketing… <strong>Social </strong>se vogliamo: il sito mette a disposizione degli utenti un <strong><em>market-place</em></strong>, e se trova interesse da parte degli altri iscritti l’idea può essere portata avanti nelle opportune sedi.</p>
<p>Il “manifesto” di Overquaranta.it. “Dal giorno in cui siamo partiti è maturata in noi, e sta crescendo di giorno in giorno, una consapevolezza forte e precisa.<br />
Eravamo partiti con le idee abbastanza chiare, e gli inevitabili dubbi su come sarebbe stata accolta la nostra iniziativa non potevano mettere in discussione una certezza fondamentale: c’è un grande problema, ma si può lavorare per cercare una soluzione.<br />
Il problema non riguarda “solo” le nostre vite di manager, ex manager e consulenti alle prese con la più grave crisi dal dopoguerra: si tratta di crisi mondiale, certamente, ma con precise specificità italiane.<br />
Non vogliamo addentrarci in dettagliate analisi economiche e sociologiche: in seguito proporremo qualche contributo più approfondito ma, in questa pagina, vogliamo restare focalizzati sull’essenziale, sperando di essere chiari, pur nella estrema sintesi.<br />
Il punto centrale della specificità italiana è, per noi, questo: l’Italia è il paese della piccola e della media impresa.<br />
Tolte alcune multinazionali — comunque in continua riduzione di personale — e alcune ben note realtà di grandi aziende, il restante tessuto economico del nostro paese è costituito da aziende piccole e medie.<br />
Questo non è, di per sé, un bene o un male; è la situazione che si è venuta a creare e a consolidare nel tempo, a partire dalle condizioni specifiche del nostro paese e alle dinamiche evolutive del nostro sistema economico.<br />
Se guardassimo a questa situazione con gli occhi del marketing (che sono sempre occhi intelligenti…) potremmo anche riconoscervi un vantaggio, in termini di diversificazione del rischio.<br />
Se ci sono sul mercato pochi potenziali clienti, sei il loro “schiavo”; se falliscono o cambiano fornitore, fallisci anche tu. In presenza di molti potenziali clienti, questa minaccia svanisce.<br />
Se il “sistema paese” è costituito da poche grandi aziende, il rischio è enorme; in un mercato parcellizzato questo problema è molto minore.<br />
Occorrerebbe allora capitalizzare questo iniziale punto di forza: noi, invece, qui siamo in difficoltà.<br />
La macchina statale non porta alcun aiuto, anzi rappresenta un freno ulteriore: una politica ingessata e finalizzata unicamente a perpetuare se stessa è il desolante panorama che abbiamo di fronte.<br />
Le aziende sono sole, così come sono soli i manager e i collaboratori che ci lavorano.<br />
Per noi è questo il punto centrale: le aziende hanno bisogno di management, per sopravvivere, per consolidarsi, per crescere.<br />
In Italia c’è molto management a disposizione, e per di più, piaccia o no, costa sempre meno, per tutti i motivi che conosciamo.<br />
Noi, come overquaranta, ci poniamo l’obiettivo di fare incontrare imprese e manager.<br />
Ovviamente occorrerà portare avanti un preciso piano d’azione sul quale stiamo lavorando, anche con qualcuno di voi primi registrati.<br />
È abbastanza evidente che la prima necessità è quella di incrementare il numero di registrazioni per irrobustire la nostra presenza, in modo da presentare al mercato un’offerta importante; poi sarà necessario relazionarci con le aziende per convincerle della bontà della nostra proposta e della nostra modalità di approccio.<br />
La strada che abbiamo intrapreso è, a nostro parere, quella giusta.<br />
E la consapevolezza della quale parlavamo all’inizio è questa: possiamo farcela.<br />
Ma abbiamo bisogno del vostro contributo.<br />
E abbiamo bisogno che le aziende capiscano che senza un adeguato contributo manageriale il respiro è corto, troppo corto”.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1269&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1269/lavoro-2-0-per-le-aziende-un-database-di-manager.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Successo in Internet: i mercati di nicchia nuova frontiera</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1193/successo-in-internet-mercati-di-nicchia-nuova-frontiera.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1193/successo-in-internet-mercati-di-nicchia-nuova-frontiera.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mercato di nicchia]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1193</guid>
		<description><![CDATA[<b>Internet</b> sta prendendo sempre più piede, e l'inevitabile saturità dell’ambiente spinge i <b>nuovi imprenditori</b> a deviare leggermente il tiro e rivolgersi ai famosi <b>mercati di nicchia</b>. Bisogna cercare un ambito in cui le richieste inevase degli <b>utenti</b> siano molte, in maniera da innescare un <b>business</b> dal risultato sicuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1198" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/mercato_nicchia.jpg" alt="mercato_nicchia" width="300" height="198" />Internet</strong> sta prendendo sempre più piede, e come nei decenni è toccato alla<strong> pubblicità</strong> sulle edizioni cartacee dei quotidiani, la saturità dell’ambiente spinge i <strong>nuovi imprenditori</strong> a sterzare.<br />
Non avrebbe senso buttarsi – a meno con si sia studiata l’Idea vincente, con la I maiuscola – in un mercato che ormai non risponde nemmeno più anche a fronte di enormi capitali disponibili, come nel caso dei portali che raccolgono annunci immobiliari, ma ha senso deviare leggermente il tiro e rivolgersi ai famosi <strong>mercati di nicchia</strong>.<br />
Al momento attuale prodotti e servizi che rispondano a tale definizione potrebbero essere alcuni settori dell’<strong>industria turistica</strong>, consigli per animali, ricette fornite da qualche agriturismo o il mercato dei prodotti di lusso.</p>
<p>Insomma, bisogna cercare un ambito in cui le richieste inevase degli utenti siano molte, in maniera da raccogliere interesse innescando un<strong> business</strong> senza dover fare i conti (nelle prime fasi) con la concorrenza.<br />
C’è un esempio concreto in tal senso che viene dall’altra parte dell’Atlantico: in America hanno spopolati gli i <strong>e-book</strong> del “to do”, ed attualmente questo mercato conta un giro di fatture per 100 milioni di dollari.<br />
Ed anche nel nostro Paese tale strategia di marketing ripaga della scelta effettuata: ci sono casi che contano aziende che contano ogni mese entrate dell’ordine di 10mila euro, anche se al momento la somma totale del business fatto girare dagli e-book nostrani non supera i 10milioni di euro.</p>
<p>In tal proposito, c’è un piccolo <em>vademecum</em> reperibile facilmente sul<strong> Web</strong> che traccia i punti salienti che configurano le base per avere successo nei mercati di nicchia:<br />
1. Le persone all’interno della nicchia devono essere appassionate sull’argomento di interesse. Potete trovare persone interessate alla vostra nicchia cercando su <strong>Google</strong> con la <strong>keyword</strong> “ilvostropotenzialemercato forum”, “ilvostropotenzialemercato chat”, “ilvostropotenzialemercato club” ed altri.<br />
Dovrete trovare gruppi di persone che regolarmente visitano il vostro sito web, ad esempio potrete attrarli mettendo a disposizione una chat in modo da permettere a persone interessate agli stessi argomenti di potersi scambiare opinioni<br />
2. Gli utenti del vostro sito dovrebbero avere a disposizione una carta di credito per spendere. Potete spendere tutto il tempo e le energie che volete cercando di vendere e-books ai ragazzi, ma questa classe della popolazione è nota per non avere soldi da spendere. Focalizzate la vostra energia su mercati in cui sono presenti classi che hanno a disposizione denaro da spendere, dottori, manager, golfisti…<br />
3. <strong>Competitors</strong>. Se non ci sono competitors nella nicchia di mercato che avete individuato, forse è meglio lasciarla perdere e sceglierne un’altra.<br />
Pensi di essere la prima persona che ha cercato di vendere andando alla ricerca di nicchie di mercato? Nel 99.9% dei casi se non ci sono competitor nel mercato che avete individuato, significa che quella nicchia non è profittevole. Un buon modo per vedere se avete competitors è cercare in google utilizzando le chiavi con le quali avete individuato la vostra nicchia. Se vedete le <strong>ads</strong> (pubblicità) di Google sulla destra della pagina di ricerca o in alto, significa che avete dei competitors che già vendono prodotti simili a quelli che voi avete in mente di vendere.<br />
Non pensate di essere degli eroi e inventare nuovi prodotti, nessuno lo ha fatto prima. Invece guardate i prodotti che già si vendono è cercate di fornire un prodotto migliore<br />
4. Finalmente cercate le vostre keywords. Esistono dei<em> tools</em> disponibili liberamente che possono darvi delle buone idee per le keyword relazionate alla vostra nicchia di mercato. Potete utilizzare il suggeritore di keyword di overture. Inserite una keyword relazionata al vostro mercato e ne avrete molte altre ad essa correlate.<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario<br />
 <br />
</em>Mercato di nicchia</strong><br />
In economia, la nicchia è una parte di mercato che la concorrenza non ha ancora raggiunto, o che essa ha parzialmente occupato, ma in maniera tale da non venire incontro soddisfacentemente alla domanda. Può consistere in una parte di clientela, oppure in un determinato tipo di prodotti. Le nicchie sono in genere degli spazi piccoli, spesso ricercati da piccoli imprese. Dati i costi fissi e le dimensioni modeste di una nicchia di mercato, non è detto che la sua conquista comporti la necessaria redditività.<br />
 <br />
<strong>e-book<br />
</strong>Un eBook (anche chiamato e-book oppure ebook) o libro elettronico è un libro in formato elettronico (o meglio digitale). Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi electronic book, viene utilizzato sia per indicare la conversione in digitale di una qualsiasi pubblicazione sia il dispositivo con cui il libro può essere letto.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1193&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1193/successo-in-internet-mercati-di-nicchia-nuova-frontiera.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende: davvero semplice il business in Internet</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1059</guid>
		<description><![CDATA[Ancora testimonianze reali di quanto investire non soldi ma solamente un po’ del proprio tempo per prendere dimestichezza con i <b>Social Network</b> possa diventare fonte di <b>business</b> per la <b>Pmi</b> italiana. 
“Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con <b>Facebook</b>”. Parola del New York Times [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1077" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/facebook_business.jpg" alt="facebook_business" width="300" height="219" />Ancora testimonianze reali di quanto investire un po’ del proprio tempo per prendere dimestichezza con i <strong>Social Network</strong> possa diventare fonte di <strong>business</strong> per la Pmi italiana.<br />
“Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con <strong>Facebook</strong>”. Parola del <em>New York Times </em>e della sua indagine, riportata recentemente anche da <em>Il Sole 24 O</em>re.</p>
<p>Un primo dato: il costo nullo dell’iscrizione a Facebook.<br />
Punto secondo: a costo zero, il bacino di utenza è pari a 12 milioni di persone, tanti sono ad oggi gli account attivi su FacciaLibro.</p>
<p>Certo, per buttarsi nella <em>web community</em> bisogna avere un minimo di cognizione di causa non tanto sulla tecnologia, che per i Sociale Network è davvero spicciola, quanto sul proprio scopo in <strong>Rete.<br />
</strong><br />
Si parte con una domanda scontata per qualsiasi tipo di <strong>campagna marketing</strong>: qual è l’obiettivo finale?<br />
Da qui capire come strutturare la propria pagina, che proponga i contenuti giusti ma soprattutto faccia trasparire senza equivoco la serietà dell’azienda e dei suoi prodotti e/o servizi offerti. Perché di ciarlatani, purtroppo, è pieno il <strong>Web</strong>.</p>
<p>Altro punto da non sottovalutare, fonte di studio da parte degli uffici marketing di qualsiasi azienda: quale il <strong>target</strong> da colpire? Quali le esigenze che devo soddisfare?</p>
<p>Ancora: un messaggio finalizzato unicamente al “rifilare” il proprio prodotto ha l’effetto contrario a quello ricercato. <strong>Comunicare è</strong> il segreto: confrontarsi, saper ascoltare suggerimenti e – soprattutto — le critiche.</p>
<p>Anche mantenere freschi i <strong>contenuti </strong>è segnale verso l’esterno di costante studio attorno al prodotto e/o servizio, di ricerca, sinonimo di professionalità ed affidabilità; in tal senso, l’utilizzo di <em>newsfeed</em> e <em>status update</em> è basilare per mantenere viva l’attenzione dei clienti che vi hanno già scelto o attirare potenziali nuove entrate.</p>
<p>Un caso di conclamato e tangibile successo al costo di una <strong>connessione Internet</strong>?<br />
E’ quello arcinoto di Chris Meyer, di professione fotografo, residente a Woodbury in Minnesota.<br />
Specializzato in servizi fotografici per matrimoni, si è trovato alle prese con un mercato già saturo di pubblicità tradizionali che offrono servizi similari: comprare a suon di dollari un’inserzione domenicale su un prestigioso quotidiano, ormai, non gli dava più il riscontro cercato. Stesso discorso per lo stand nelle Fiere del settore.<br />
Di qui, probabilmente, la scelta di virare verso la Rete, in particolare Facebook.<br />
Semplicemente dalla rilevazione dello <em>status</em>, Meyer ha fatto conoscere i propri servizi alle ragazze fidanzate in età compresa tra 22 e 28 anni residenti nella zona metropolitana di St. Paul (Minneapolis) che avevano indicato di essere fidanzate nell’apposita casella dei loro profili personali. Più <em>targetizzato </em>di così…<br />
Ed infatti, il suo è stato un business che gli ha permesso di continuare ad avere un mercato, un lavoro. “Se Facebook non esistesse, sarei senza lavoro” la frase più celebre di Meyer che circola per il Web.</p>
<p>Quindi: un profilo di Facebook, per quanto insignificante possa sembrare, è fonte di informazioni preziosissime per indirizzare la propria pubblicità <em>on the web</em>.<br />
E, rispetto alle forme di pubblicità tradizionali, che necessitano di un tempo di incubazione molto più lungo (semplicemente, per quanto un quotidiano nazionale abbia una cassa di risonanza innegabile, chi legge la pubblicità domenicale nell’inserto centrale non è detto che sia in età da matrimonio o intenzionato a sposarsi), Facebook &amp; Co. riescono a fornire nell’arco di poche ore un indice di “apprezzamento” di una determinata proposta/idea pubblicitaria, dal numero di clic e soprattutto dal numero di commenti, indice dell’interesse verso l’argomento, riscontrabile in maniera analoga per le notizie on line ad esempio per un caso di cronaca.</p>
<p>Un altro caso talmente “semplice” da sembrare non possibile?<br />
Tale Charles Nelson è proprietario della pasticceria Sprinkles, specializzata in cupcake (torte monoporzione). In media ogni giorno controlla le impressioni degli utenti su Facebook quaranta volte, ed offre quotidianamente un buono omaggio per assaggiare nuove delizie per il palato da lui testate:<br />
Morale della favola: da aprile ad oggi i suoi fans sono decuplicati, toccando quota 70mila.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1059&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiat, Ducati e Dolce &amp; Gabbana cavalcano l’onda di Facebook</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=918</guid>
		<description><![CDATA[Fiat, Piaggio, Ducati, Dolce &#38; Gabbana. Certo, le conosciamo tutti: aziende capaci di diffondere e dare continuità alla loro popolarità e al loro <b>brand</b>. E proseguono anche nell'era del <b>Web 2.0</b>: le <b>aziende</b> dei settori automotive, sport e moda hanno infatti saputo occupare le posizioni migliori sul treno chiamato <b>Social Network</b> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-928" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/successo_in_internet.jpg" alt="Business on a laptop" width="300" height="190" />Fiat, Piaggio, Ducati, Dolce &amp; Gabbana. Certo, li conosciamo tutti. Forse perché sono stati capaci di diffondere e soprattutto dare continuità alla loro popolarità e al loro <strong>brand</strong>. E continuano a farlo anche in era del <strong>Web 2.0</strong>.</p>
<p>A rivelarlo uno studio condotto da <a href="http://www.frozenfrogs.it" target="_blank">FrozenFrogs</a>, <strong>agenzia digitale</strong> con specializzazione sui <strong>media emergenti</strong>: chi ha saputo prendere al volo le posizioni migliori sul treno chiamato <strong>Social Network</strong> sono stati i dirigenti del settore automotive, sport e fashion e dello sport, mentre arrancano ben distanziati dal gruppo di testa compagnie telefoniche e banche.</p>
<p>L’analisi è incentrata su <strong>Facebook</strong>, ed in particolare sull’indice di coinvolgimento (E.R. ovvero <strong>Engagement Rate</strong>) emerso dalle <strong>fan-page</strong> che spopolano sul Social Network del momento: l’indice è in grado di rivelare qual è l’efficacia degli investimenti scelti dalla campagna di <strong>Web Marketing</strong> dei colossi messi sotto esame su Facebook.<br />
E non è scontato che l’azienda più grande e più conosciuto abbia un E.R. elevato:  al contrario, aziende medie hanno saputo sfruttare la connessione internet per catalizzare potenziali clienti, mentre diversi colossi hanno fan-page con l’E.R. fermo al 0,16%.</p>
<p>Commercialmente parlando, cosa fa più presa sul popolo di FB? Il lancio di nuovi prodotti (quelli eco-sostenibili attirano parecchio), le promozioni e il proporre la propria <strong>campagna marketing</strong> attraverso <strong>modalità multimediali</strong>.</p>
<p>Ma vediamo qualche dato concreto. L’automotive si staglia nelle fan-page panorama Facebook: Piaggio guida le aziende che hanno centrato le scelte marketing (96), poi Fiat (49) e Ducati (47); nel mondo di lustrini e paillettes bene Dolce &amp; Gabbana (38).<br />
Ed una fan-page spontanea, creata proprio dall’utenza cui il prodotto è rivolto, è la dimostrazione inconfutabile dell’efficacia della diffusione di un determinato brand.<br />
Latita una delle categorie che in<strong> Internet</strong> dovrebbe seminare in abbondanza, ovvero quella delle compagnie telefoniche; balza meno agli occhi ma fa sempre scalpore la pressoché totale mancanza nell’universo Social degli istituti bancari.<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario</em></strong></p>
<p><strong>Brand<br />
</strong>La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.<br />
 <br />
<strong>Engagement Rate<br />
</strong>Indiche che fornisce una dimensione di quanto gli utenti interagiscano con il brand e di conseguenza veicolino altri utenti verso quella determinato prodotto e/o argomento.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=918&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavoro: e-skills nuovo lasciapassare per le aziende</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/814/lavoro-e-skills-nuovo-lasciapassare-per-le-aziende.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/814/lavoro-e-skills-nuovo-lasciapassare-per-le-aziende.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[e-skill]]></category>
		<category><![CDATA[ict]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=814</guid>
		<description><![CDATA[Le competenze informatiche sempre più importanti per chi cerca lavoro, in special modo in Italia: nei prossimi cinque anni infatti la percentuale di lavoratori che avranno competenze nell’utilizzo di strumenti technology-base nel nostro Paese sarà pari al 40%, la più alta in un’Europa che vedrà tale cifra attestarsi sul 31%[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-832" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/ict_aziende.jpg" alt="ict_aziende" width="300" height="179" />Le <strong>competenze informatiche</strong> diventeranno sempre più importanti per chi cerca <strong>lavoro</strong>, in special modo in Italia: nei prossimi cinque anni infatti la percentuale di lavoratori che avranno competenze nell’utilizzo di strumenti <strong>technology-base</strong> nel nostro Paese sarà pari al 40%, la più alta in un’Europa che vedrà tale cifra attestarsi sul 31%.<br />
Non solo: a tutto il 2014 è stimato in un 10% il numero massimo di persone senza tali competenze fondamentali all’interno di un’azienda.</p>
<p>E’ il risultato principale dello studio condotto da <strong><a href="http://www.idc.com/italy" target="_blank">IDC</a></strong> per conto <strong><a href="http://www.microsoft.com" target="_blank">Microsoft </a></strong>inerente il peso delle<strong> e-skill</strong> in ambito lavorativo e presentata recentemente a Bruxelles.</p>
<p>La ricerca è imperniata sui 1.370 pareri raccolti da altrettanti datori di lavoro in tredici Paesi dell’Europa (ovvero Italia, Gran Bretagna, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia).<br />
L’<strong>Italia</strong>, il cui peso nello studio è dell’8%, al pari di Romania e Polonia vedrà accrescere in maniera concreta le competenze di base, ma in tutta Europa non sarà così: in Ungheria ad esempio a lievitare saranno le <strong>competenze avanzate</strong>.</p>
<p>Quali i settori maggiormente influenzati di tale prospettiva di evoluzione? Per oltre la metà degli intervistati (58%) saranno il settore educativo e quello dell’istruzione (scuole e università), che dovranno immettere sul mercato studenti e laureati con maggiori competenze <strong>ICT</strong>, competenze che concretamente forniranno possibilità nel breve tempo di trovare l’agognato posto di lavoro.</p>
<p>Alla luce di tali premesse, la certificazione delle competenze informatiche per entrare nel mondo del lavoro sarà un lasciapassare dall’elevato peso specifico.<br />
 <br />
 </p>
<p><em><strong>Glossario<br />
</strong></em> <br />
<strong>ICT (Information and Communication Technology)<br />
</strong>La tecnologia dell’informazione e della comunicazione, in sigla TIC, più conosciuta con il sinonimo inglese information and communication technology, in sigla ICT, è l’insieme delle tecnologie che consentono di elaborare e comunicare l’informazione attraverso mezzi digitali.<br />
Rientrano in quest’ambito lo studio, la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, il supporto e la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazione computerizzati, anche con attenzione alle applicazioni software e ai componenti hardware che le ospitano.<br />
Il fine ultimo dell’ICT è la manipolazione dei dati tramite conversione, immagazzinamento, protezione, trasmissione e recupero sicuro delle informazioni.<br />
I professionisti ICT sono caratterizzati da molteplici capacità di intervento, dall’installazione alla progettazione di architetture telematiche, dalla gestione di basi di dati alla progettazione di servizi integrati per la convergenza di informatica e telefonia nella telematica per i nuovi metodi di trasmissione dell’informazione.<br />
L’Information Technology è anche un ambito di studio che si occupa dell’archiviazione, dell’elaborazione, della trasformazione e della rappresentazione delle informazioni con l’aiuto del computer e delle tecnologie a esso connesse.<br />
 <br />
<strong>E-skill</strong><br />
Neologismo che prende origine dalla parola inglese skill che signiifica “capacità di fare bene qualcosa; tecnica, abilità. Per skill si intende, solitamente, un’abilità acquisita o imparata, a differenza delle abilità innate”.<br />
Il prefisso “e” trasla tali competenze all’ambito informatico, ad Internet ed il suo mondo.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=814&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/814/lavoro-e-skills-nuovo-lasciapassare-per-le-aziende.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende: sicurezza 2.0, social network armi a doppio taglio</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/672/aziende-sicurezza-2-0-social-network-armi-a-doppio-taglio.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/672/aziende-sicurezza-2-0-social-network-armi-a-doppio-taglio.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 10:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=672</guid>
		<description><![CDATA[Se l’esplosione dei <b>social network</b> da un lato ha aumentato notevolmente la facilità di aumentare i contatti ed è diventato strumento di <b>marketing</b> a costo nullo, parallelamente ha ampliato la possibilità di divulgare informazioni, anche riservate, substrato ottimale per l’attacco da parte di pirati informatici e hacker [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-696" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/sicurezza_informatica.jpg" alt="sicurezza_informatica" width="300" height="200" />Le<strong> imprese</strong> devono imparare a gestire i rischi del <strong>Web 2.0</strong>: è questo il succo del convegno sul tema “<strong>Sicurezza 2.0”</strong> organizzato dal gruppo di lavoro <a href="http://www.enterprise20.it" target="_blank">Enterprise 2.0</a>.</p>
<p>Perché se l’esplosione dei <strong>social network</strong> da un lato ha aumentato in maniera considerevole la possibilità di decuplicare i propri contatti, è diventato strumento di<strong> marketing</strong> a costo nullo per accresce il <strong>business</strong> aziendale, parallelamente ha ampliato la possibilità di divulgare informazioni, anche riservate, substrato ottimale per l’attacco da parte di pirati informatici e hacker.<br />
E, considerato con quasi un sito su due ad oggi è da ritenersi 2.0 (in grado di “interagire”, non statico come ai primordi dei <strong>siti Web</strong>), il materiale disponibile per un uso distorto per chi vuole creare danni è davvero tanto.</p>
<p>Un esempio recente ed eclatante? Il nuovo sito internet del calciatore Francesco Totti a poche ore dalla messa on line è stato “bucato”. E si può immaginare che il calciatore della Roma e della Nazionale si sia rivolto a professionisti del settore per la creazione della sua vetrina virtuale.</p>
<p>Dove si annidano i pericoli per le <strong>aziende</strong>? Ad esempio nel fatto che fatto che i social network abbiano quasi reso impercettibile quella che è la linea di separazione tra pubblico e privato. Nulla vieta che, in maniera inconsapevole, un dipendente divulghi informazioni aziendali all’apparenza banali ma utilissime alle operazioni degli hacker.</p>
<p>Lo dimostra una ricerca relativa ai primi sei mesi del 2009 curata da <a href="http://www.websense.com" target="_blank">Websense</a>: oltre la metà (57%) delle incursioni di pirati informatici hanno avuto come obiettivo il rubare informazioni vitali per la sicurezza o il business dell’attività. Strada spesso spianata dalle password di semplice rintracciabilità usate per accedere ai profili personali nei social network.</p>
<p>Ancora. Il dare poco peso alla <strong>sicurezza informatica</strong> aziendale nell’era della condivisione dei contenuti.<br />
Sempre Websense ha illustrato che a fronte della quasi totalità di aziende che concedono l’accesso ad almeno un social network, solamente il 9% ha avuto l’accortezza di incrementare il livello di protezione verso il Web 2.0.<br />
Il costo della sicurezza – unita alla poca conoscenza dei rischi —  è elevato, ma un attacco informatico è molto più dannoso a livello economico, ma non solo: è un danno al lavoro fin lì intrapreso, all’immagine aziendale, al business insomma.</p>
<p>Ma cosa serve come pacchetto base per difendersi? Per garantire un livello minimo di sicurezza 2.0 è necessario gestire una <strong>policy aziendale</strong>, utilizzare <strong>software</strong> e <strong>firewall </strong>idonei e, fondamentale,  gestire in maniera disciplinata e monitorati diritti di accesso degli utenti ai sistemi informatici locali.<br />
 <br />
 </p>
<p><strong><em> <br />
Glossario<br />
</em></strong>Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.<br />
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=672&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/672/aziende-sicurezza-2-0-social-network-armi-a-doppio-taglio.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende: visualizzazione lenta? Un danno al business</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/536/lentezza-nella-visualizzazione-delle-pagine-nemica-delle-aziende.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/536/lentezza-nella-visualizzazione-delle-pagine-nemica-delle-aziende.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[pagine web]]></category>
		<category><![CDATA[web hosting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=536</guid>
		<description><![CDATA[La lentezza nella visualizzazione delle <b>pagine Web</b> porta ad aumento dello stress sul lavoratore, scarse performance, effetto negativo sul <b>business</b> aziendale fino ad arrivare a mancati guadagni e nei casi più gravi a danni al marchio aziendale. A rivelarlo uno studio condotto da Redshift Research per conto di Computer Associates [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-541" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/internet_speed.jpg" alt="internet_speed" width="300" height="230" />Sedia ergonomica. Scrivania in radica. Tastiera e mouse wireless. Corsi di aggiornamento. Tutti elementi che incidono innegabilmente sulla produttività aziendale, naturalmente se accompagnati da una competenza di base.<br />
Ma quello che incide sulla resa di chi lavora <em>on the web</em> la velocità di visualizzazione delle <strong>pagine Web</strong> di un <strong>sito Internet</strong> sul proprio <strong>computer</strong>.<br />
A rivelarlo uno studio condotto da <a href="http://www.redshiftresearch.co.uk" target="_blank">Redshift Research</a> per conto di <a href="http://www.ca.com/it/" target="_blank">Computer Associates</a>.</p>
<p>Dalle 2.500 esperienze di utenti europei raccolte in cinque nazioni (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna) si evince che un terzo (34%) degli utenti attende al massimo 10 secondi che si carichi una determinata pagina, poi avviene l’abbandono dell’operazione e si passa ad un’altra pagina; al ventesimo secondo il 62% degli utenti ha finito la pazienza ed allo scadere del minuto l’86% ha superato la propria soglia di tolleranza e passa a un altro sito.</p>
<p>Non ci si meraviglia quindi che la lentezza nella visualizzazione delle pagine Web si ripercuota a diversi livelli: in crescendo troviamo aumento dello stress sul lavoratore, scarse performance, effetto negativo sul business aziendale fino ad arrivare a mancati guadagni e nei casi più gravi a danni al marchio aziendale.</p>
<p>La lentezza nel visualizzare le pagine è la fetta più grossa (82%) che incide sulla produttività ma non è l’unica: si i messaggi di errore (68%), la scarsa intelligibilità delle informazioni visualizzate (50%).<br />
La colpa? Nel 76% dei casi viene affibbiata a chi fornisce all’azienda il servizio di <strong>Web Hosting</strong> o a chi gestisce il sito di cui non si visualizzano in tempi umani le pagine.</p>
<p>Quasi un dipendente su due (46%) che lavora in/con Internet si aspetta che il problema venga risolto da chi di dovere nell’arco di 10 minuti, l’80% entro sessanta giri di lancette, mentre il 97% può aspettare fino a 24 ore.</p>
<p>Il danno dopo la beffa consiste nel fatto che solamente un dipendente su quattro (25%) non segnala il problema, ecco l’importanza della crescita sei sistemi aziendali interni di monitoraggio che segnalino tempestivamente queste problematiche.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=536&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/536/lentezza-nella-visualizzazione-delle-pagine-nemica-delle-aziende.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
