Non si è ancora placata la polemica riguardante la condanna di Google a causa di un video online, che l’Italia si vuole distinguere ancora dalle altre nazioni mettendo le campagne AdSense sotto inchiesta.
Google ha rivoluzionato la pubblicità online, targhettizzandola come mai nessuno era riuscito a fare e dando così un gran fastidio ai grandi gruppi editoriali che, dopo aver denunciato Google News all’Antitrust, adesso vogliono un controllo sui ricavi derivanti dalla pubblicità AdSense.
Perché stiamo parlando di milioni di euro che vengono sottratti proprio ai giornali che, anziché fare accordi col colosso di Mountain View come hanno fatto in tutto il mondo i grandi dell’editoria, hanno deciso di fargli la guerra.
Se poi consideriamo che AdSense, in Italia, ha interrotto il monopolio dei media tradizionali garantendo a centinaia di siti gli introiti necessari per mantenere una democrazia basata sulla pluralità delle voci, è davvero il caso di preoccuparsi.
E se venisse condannato e bloccato?
Paradossalmente la condanna di una potenza economica americana potrebbe creare dei grossi problemi di libertà al Web italiano, che ormai da tempo ha capito di non poter sperare in politiche governative attente alla tutela di un’informazione democratica.

Avinash Kaushik, guru di Google e massimo esperto al mondo in tema di Web Analytics, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un messaggio molto chiaro: “Su Internet i risultati sono misurati scientificamente”.
Quali sono le domande da porsi prima di procedere con la realizzazione di un sito Web?
Sempre più spesso ci troviamo di fronte alla richiesta da parte di clienti di creazione di portali e-commerce.
Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di blog che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi.
In Italia gli utilizzatori di Twitter sono poche decina di migliaia, contro gli oltre 11 milioni di utenti di Facebook. Una delle ragioni potrebbe essere linguistica: Facebook è tradotto in più di 70 lingue, Twitter è attualmente disponibile solo in inglese e giapponese.
Se c’è un settore dell’economia che sembra essere stato affascinato dal web prima degli altri, questo è sicuramente il turismo. Internet è per le strutture turistiche l’unico strumento in grado di offrire visibilità su scala globale, a fronte di un investimento tutto sommato sostenibile.