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	<title>CromosomaWeb &#187; Esperto Web</title>
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		<title>Pubblicità AdSense di Google sotto inchiesta</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 17:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si è ancora placata la polemica riguardante la condanna di Google a causa di un video online, che l’Italia si vuole distinguere ancora dalle altre nazioni mettendo le <b>campagne AdSense</b> sotto inchiesta. Google ha rivoluzionato la pubblicità online, targhettizzandola come mai nessuno era riuscito a fare e dando così un gran fastidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1570 alignleft" title="google" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/google1.jpg" alt="google" width="200" height="120" />Non si è ancora placata la polemica riguardante la condanna di Google a causa di un video online, che l’Italia si vuole distinguere ancora dalle altre nazioni mettendo le campagne AdSense sotto inchiesta.</p>
<p>Google ha rivoluzionato la pubblicità online, targhettizzandola come mai nessuno era riuscito a fare e dando così un gran fastidio ai grandi gruppi editoriali che, dopo aver denunciato Google News all’Antitrust, adesso vogliono un controllo sui ricavi derivanti dalla pubblicità AdSense.<br />
Perché stiamo parlando di milioni di euro che vengono sottratti proprio ai giornali che, anziché fare accordi col colosso di Mountain View come hanno fatto in tutto il mondo i grandi dell’editoria, hanno deciso di fargli la guerra.</p>
<p>Se poi consideriamo che AdSense, in Italia, ha interrotto il monopolio dei media tradizionali garantendo a centinaia di siti gli introiti necessari per mantenere una democrazia basata sulla pluralità delle voci, è davvero il caso di preoccuparsi.<br />
E se venisse condannato e bloccato?<br />
Paradossalmente la condanna di una potenza economica americana potrebbe creare dei grossi problemi di libertà al Web italiano, che ormai da tempo ha capito di non poter sperare in politiche governative attente alla tutela di un’informazione democratica.</p>
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		<title>Siti Internet: come avere risultati assicurati</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Visentin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperto Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Avinash Kaushik, guru di <b>Google</b> e massimo esperto al mondo in tema di Web Analytics, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un messaggio molto chiaro: “Su Internet i risultati sono misurati scientificamente”.

In poche parole, tutti coloro che sono interessati a <b>sfruttare al meglio il proprio sito</b> dal punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-593" title="google" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/google.jpg" alt="google" width="200" height="120" />Avinash Kaushik, guru di <strong><em>Google</em></strong> e massimo esperto al mondo in tema di <strong>Web Analytics</strong>, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un messaggio molto chiaro: “<strong>Su Internet i risultati sono misurati scientificamente</strong>”.</p>
<p>In poche parole, tutti coloro che sono interessati a <strong>sfruttare al meglio il proprio sito</strong> dal punto di vista commerciale aumentandone i contatti, devono concentrarsi sull’analisi dei comportamenti dei consumatori.</p>
<p>“Chi compie l’analisi dei dati sulle visite al suo sito — ha esordito Kaushik — avrà un futuro, chi invece non li studierà è destinato a non avere alcun vantaggio dal Web. Troppo spesso infatti bisogna fidarsi della sua efficacia semplicemente con un atto di fede, mentre grazie ad informazioni acquisibili in gran parte gratuitamente si può rispondere concretamente a domande sulle motivazioni della visita, sulla provenienza del visitatore e sulle sue preferenze. Su Internet è possibile misurare i risultati scientificamente e soprattutto la Rete consente di correggere un errore in poche ore, proprio <strong>monitorando con attenzione le visite</strong>, cosa che non accade con altri strumenti tradizionali. Attenzione: non sono i soli dati a migliorare il rendimento di un sito, ma la capacità delle persone di interpretarli. Quindi, se un imprenditore investe 100 euro, 10 li affidi al budget degli strumenti, 90 alle persone in grado di leggere le informazioni e orientare le strategie”.</p>
<p>Al termine del convegno Kaushik ha voluto dare un consiglio su come realizzare un sito efficace: <strong>l’utente deve arrivare all’informazione che gli interessa immediatamente</strong>, di solito questa informazione riguarda il prezzo del servizio ed è bene trovarlo direttamente sulla HomePage.<br />
Un sito non deve essere “sexy”, dev’essere funzionale e consentire di raggiungere le informazioni in pochissimi click.</p>
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		<title>Realizzazione di un sito Web: le domande da porsi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 21:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quali sono le domande da porsi prima di procedere con la <b>realizzazione di un sito Web?</b>

Seth Godin, guru del <b>marketing online</b>, i cui libri sono un vademecum per chiunque voglia occuparsi di <b>comunicazione in Internet</b>, ha pubblicato sul suo blog una serie di domande che bisognerebbe porre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-465" title="seth-godin" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/seth-godin.jpg" alt="seth-godin" width="200" height="120" />Quali sono le domande da porsi prima di procedere con la realizzazione di un <strong>sito Web</strong>?</p>
<p>Seth Godin, guru del <strong>marketing online</strong>, i cui libri sono un vademecum per chiunque voglia occuparsi di <strong>comunicazione in Internet</strong>, ha pubblicato sul suo <a href="http://sethgodin.typepad.com/" target="_blank"><strong>blog</strong></a> una serie di domande che bisognerebbe porre, o porsi, prima di affacciarsi sul <strong>Web</strong>.</p>
<p>1. Qual’è l’obbiettivo del sito?<br />
2. Cosa dovrebbe succedere se il sito funziona?<br />
3. Chi stiamo provando ad accontentare? Se è il boss, cosa vuole? Dobbiamo impressionare un certo tipo di persona? Quale tipo?<br />
4. Quante persone del tuo team sono coinvolte? A che livello?<br />
5. Chi stai cercando di raggiungere? Chiunque? I tuoi clienti?<br />
6. Quali sono i siti usati da questo gruppo di persone?<br />
7. Stiamo cercando di vendere qualcosa?<br />
8. Stiamo raccontando una storia?<br />
9. Vogliamo guadagnarci il permesso di tenere aggiornati i nostri utenti? (Ad esempio spedendo newsletter?)<br />
10. Speriamo che le persone guarderanno o impareranno?<br />
11. Abbiamo bisogno che le persone spargano la voce usando i social media?<br />
12. Stiamo costruendo una tribù che userà il sito per rimanere in contatto?<br />
13. Le persone troveranno il sito grazie al passaparola? Stanno cercando la risposta ad una domanda specifica?<br />
14. Ci sono notizie e aggiornamenti che meritano di essere presentati al pubblico?<br />
15. Il sito fa parte di una vasta collezione di luoghi online dove si possono trovare informazioni su di noi, o è isolato?<br />
16. L’informazione che veicoliamo consuma parecchia banda o sono solo pochi bit?<br />
17. Vogliamo che le persone ci chiamino?<br />
18. Quante volte al mese ci aspettiamo che le persone vengano sul nostro sito? Quanto dovrebbe durare una visita?<br />
19. Chi deve aggiornare il sito? Quanto spesso?<br />
20. Quanto spesso possiamo permetterci di revisionare il sito?<br />
21. Conta apparire sui motori di ricerca? Se si con quali parole chiave?<br />
22. Il sito deve essere universalmente accessibile? Questioni riguardanti disabilità, linguaggio o browser sono importanti?<br />
23. Quanto possiamo spendere? Quanto tempo abbiamo?<br />
24. E per finire… è chiaro che “qualunque cosa” non è una opzione?</p>
<p>Rispondere a queste domande è il modo migliore per progettare un <strong>sito Web</strong> con consapevolezza.</p>
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		<title>Realizzazione di portali e-commerce</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 11:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso ci troviamo di fronte alla richiesta da parte di clienti di creazione di <b>portali e-commerce.</b> E’ un dato di fatto che oggi i consumatori si rivolgono ad <b>Internet</b> prima di acquistare un prodotto, o solo per informarsi o per procedere direttamente all’<b>acquisto online</b>. Ciò che spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-430" title="portale-ecommerce" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/portale-ecommerce.jpg" alt="portale-ecommerce" width="300" height="180" />Sempre più spesso ci troviamo di fronte alla richiesta da parte di clienti di creazione di <strong>portali e-commerce. </strong><br />
E’ un dato di fatto che oggi i consumatori si rivolgono ad<strong> Internet</strong> prima di acquistare un prodotto, o solo per informarsi o per procedere direttamente all’<strong>acquisto online</strong>.<br />
Ciò che spesso non si tiene in considerazione sono gli aspetti “collaterali” ad una scelta di questo genere: decidere di creare un sito e-commerce di successo non è come creare un profilo su Facebook o una casella di posta elettronica: è una scelta che richiede consapevolezza, preparazione e competenze.</p>
<p>Competenze che vanno dalla capacità di realizzare la <strong>giusta strategia di comunicazione</strong> (dal posizionamento della marca alla capacità di creare un rapporto di fiducia col consumatore) alla competenza tecnica del customer care fino ai problemi logistici di un magazzino che possa far fronte alle richieste, passando per la necessità di mantenere i costi di spedizione i più bassi possibile.</p>
<p>Ma esiste un elemento davvero cruciale in questo meccanismo: la conoscenza del <strong>Web marketing</strong> e l’attenzione all’<strong>analisi dei risultati</strong>.<br />
E’ necessario saper gestire gli strumenti offerti dal Web (dai motori di ricerca ai social network) ed essere in grado di analizzarne accuratamente i risultati per poter eventualmente procedere a modifiche e ottimizzazioni, sia del portale sia delle strategie di marketing.</p>
<p>In particolar modo i dati sulla navigazione degli utenti aiuta a capire la reale accessibilità dei contenuti, l’efficienza del funzionamento di ordini e pagamenti, l’aggiornamento dei dati pubblicati rispetto all’effettiva disponibilità del magazzino, ecc.</p>
<p>Sono necessarie competenze e una visione moderna del Web, rivolta all’analisi della sua funzionalità ed efficacia.</p>
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		<title>Aziende: la pubblicità sui blog ha delle regole</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 19:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di <b>blog</b> che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-314" title="blog-fiesta" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/blog-fiesta.jpg" alt="blog-fiesta" width="300" height="180" />Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli <strong>autori di blog</strong> che fanno <strong>recensioni</strong> a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi.<span id="more-315"></span></p>
<p>La decisione è stata presa dalla Federal Trade Commission, l’authority che protegge il consumatore e costituisce una vera rivoluzione per i blog e i social network in continuo aumento.</p>
<p>Negli ultimi anni gli <strong>investimenti pubblicitari delle aziende</strong> <strong>si sono spostati in maniera esponenziale verso il Web</strong>, approdando alla pubblicità virale e facendo leva sugli influenzatori in grado di far nascere nuove tendenze di consumo.<br />
Tra questi “influenzatori” ci sono parecchi blogger che, soprattutto grazie al fatto che hanno un rapporto diretto coi loro lettori e che dicono (o dovrebbero dire) ciò che pensano senza filtri, ottengono quella fiducia necessaria a diffondere una buona opinione su un prodotto.</p>
<p>La <strong>Ford</strong> ad esempio, che dal 2010 venderà anche negli Usa la Fiesta, ha creato un “Fiesta Movement” per cercare di convertire il gusto degli americani alle auto “mini”: 140 vetture sono state affidate ad altrettanti blogger, selezionati attraverso <em>YouTube</em> e considerati dei trendsetter, che racconteranno le loro esperienze di guida sui vari social network.</p>
<p>Ora la norma c’è e sta già accendendo dibattiti sulla trasparenza in Rete.<br />
L’unico dubbio è l’attuabilità di norme come questa che dovrebbero prevedere un gran numero di ispettori Ftc che dovrebbero passare in rassegna un’infinità di blog e siti Web per poterli eventualmente multare… e si sa che le norme, senza un istituto di controllo, non bastano.</p>
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		<title>Twitter in Italia: nuova strategia di marketing</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia gli utilizzatori di Twitter sono poche decina di migliaia, contro gli oltre 11 milioni di utenti di Facebook. Una delle ragioni potrebbe essere linguistica: Facebook è tradotto in più di 70 lingue, Twitter è attualmente disponibile solo in inglese e giapponese.
La nuova strategia del sito di microblogging punta ad ampliare il numero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-234" title="twitter" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/twitter.jpg" alt="twitter" width="300" height="180" />In Italia gli utilizzatori di <strong>Twitter</strong> sono poche decina di migliaia, contro gli oltre 11 milioni di utenti di <strong>Facebook</strong>. Una delle ragioni potrebbe essere linguistica: Facebook è tradotto in più di 70 lingue, Twitter è attualmente disponibile solo in inglese e giapponese.</p>
<p>La <strong>nuova strategia del sito di microblogging punta ad ampliare il numero di utenti</strong>, in primo luogo <a href="http://blog.twitter.com/" target="_blank">estendendo</a> il servizio ad altre 4 lingue: italiano, francese, tedesco e spagnolo.</p>
<p>Ovviamente, in pieno spirito social, <strong>la traduzione spetterà agli stessi utilizzatori</strong>: ne verrà coinvolto un numero limitato che, dopo aver accettato precise condizioni (la gratuità della collaborazione e il riconoscimento dei diritti di proprietà a Twitter), visualizzerà una schermata speciale dove potrà suggerire la traduzione di ogni singolo termine nella propria lingua, con la possibilità di votare anche le scelte dagli altri traduttori.</p>
<p>Oltre ad aumentare il numero di utenti, Twitter sta cercando d’<strong>implementare i propri guadagni</strong>: secondo il Wall Street Journal, ci sarebbero trattative in corso con <strong>Google</strong> e <strong>Microsoft</strong> per consentire l’indicizzazione dei tweet all’interno dei rispettivi motori di ricerca.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=233&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Web e Turismo, binomio vincente</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Minio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperto Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Se c’è un settore ell’economia che sembra essere stato <b>affascinato dal web</b> prima degli altri, questo è sicuramente il turismo. Internet è per le strutture turistiche l’unico strumento in grado di offrire visibilità su scala globale, a fronte di un investimento tutto sommato sostenibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-52" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="web_turismo" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/web_turismo-300x233.jpg" alt="Web e turismo binomio vincente" width="300" height="233" />Se c’è un settore dell’economia che sembra essere stato <strong>affascinato dal web</strong> prima degli altri, questo è sicuramente il <strong>turismo</strong>. Internet è per le strutture turistiche l’unico strumento in grado di offrire visibilità su scala globale, a fronte di un investimento tutto sommato sostenibile.</p>
<p>Anche oggi, in cui il web sta rapidamente cambiando, il comparto dimostra vivacità e si getta convintamente nel web 2.0 attraverso i social network e tutti i suoi strumenti. Ma non è un vero e proprio idillio. Alla base dell’impegno di albergatori e affini c’è sempre e soltanto la ricerca dei click e dei contatti, troppo spesso senza una vera strategia di marketing.</p>
<p>I motivi di questa contraddizione? Intanto, come in molti settori, le aziende dimostrano una fiducia relativa nel mezzo ed una competenza ancora troppo scarsa e frammentariamente aggiornata. Gli albergatori hanno forse una maggiore disponibilità di tempo per esplorare il web 2.0 o per “riparare” reviews o commenti negativi in giro per la rete, ma non sembrano determinati ad un vero cambiamento.</p>
<p>Quello che manca è la conoscenza del mezzo e delle sue potenzialità, ma anche la consapevolezza della necessità di acquisire competenze e di instaurare partnership con referenti qualificati e in grado di offrire strumenti, consulenza, formazione e collaborazione. Servono competenze nuove e figure professionali diverse, in grado di promuovere le strutture e di inserirle in un tessuto più ampio, fatto di marketing territoriale e di grandi opportunità.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=51&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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