mar 07 febbraio 2012
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Archivio della categoria Marketing

E-commerce: potere ai forum indipendenti di consigli

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 novembre 2009

ecommerce_forumComprare on line: l’e-commerce è in aumento, ma prima di aprire il portafoglio si chiede ancora il consiglio a chi il prodotto l’ha già testato, che batte le sirene della pubblicità o le recensioni di esperti. E le opinioni cui si fa affidamento arrivano proprio dalla Rete.

Morale: per comprare in Internet si chiede consiglio… al popolo di Internet. Quello non di parte, quello che testa i prodotti e mette a disposizioone di tutti la propria esperienza personale.

E’ quanto emerge da una ricerca effettuata dal portale Ciao!, community on line gratuita che aggrega le opinioni pratiche scritte direttamente dai consumatori che “con spirito critico – si legge sulle FAQ di ciao.it — valutano milioni di prodotti e servizi a beneficio di altri”.

Le percentuali: oltre i due terzi (70%) dei consumatori, per decidere se spendere o meno soldi per un determinato prodotto, ritiene le opinioni personali di utenti disinteres­sati molto più realistiche di quanto lo sia la pubblicità, sia per acquisti in Rete che in negozi o supermercati. E fa affidamento a tali informazioni raccolte sui forum indipendenti che influenzano nel 75% dei casi la scelta finale.

Non solo: un terzo degli intervistati (31%) fa affidamento alle recensioni ed ai test effettuate per conto degli usufruitori finali da parte dei profes­sionisti del settore.

Ancora: le pubblicità ritenute più utili ed esaurienti sono quelle proprio che si trovano sul Web.
 
 
 
Glos­sario
 
E-commerce
- Il commercio elettronico (e-commerce in inglese) viene utilizzato per indicare l’insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite Internet.
Nell’industria delle telecomunicazioni si può intendere l’e-commerce anche come l’insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali
Secondo una terza definizione il commercio elettronico è la comunicazione e la gestione di attività commerciali attraverso modalità elettroniche, come l’EDI (Electronic Data Interchange) e con sistemi automatizzati di raccolta dati.
Secondo una ricerca italiana del 2008 l’e-commerce in Italia ha un valore stimato di 4,868 miliardi di euro nel 2007, con una crescita del fatturato del 42,2%. Nel 2007 sono stati eseguiti circa 23 milioni di ordini on line in Italia.

Il significato del termine “commercio elettronico” è mutato col pas­sare del tempo. All’inizio indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, generalmente ricorrendo alla tecnologia EDI, per inviare documenti commerciali come ordini d’acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito vennero aggiunte delle funzioni che pos­sono venire denominate in modo più accurato come “e-commerce” — l’acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati dall’indirizzo HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell’ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento on-line, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.

Marketing: il futuro della pubblicità? L’Advertising on line

Pubblicato da Ilaria Mariniil 11 novembre 2009

marketing_advertisingUno studio diffuso dall’agenzia ZenithOptimedia ha confermato sensazioni e dati degli ultimi anni: man mano in Italia l’investimento su cartaceo lascerà spazio all’investimento on line.
D’altra parte la stessa strada è quella percorsa lentamente in Italia e più velocemente oltreoceano dall’informazione.

Cifre alla mano, che sono quelle che alla fine azzerano le chiacchiere, sono queste: rispetto al 2008, gli investimenti pubblicitari su carta stampata, televisione e radio sono calati quasi del 10% (per l’esattezza 9,9 punti percentuali) e per fine anno arriveranno a toccare anche il 20%.
L’investimento sul Web invece è pre­visto in percentuale simile ma di segno opposto: + 9,2%.
Gli esperti pre­vedono per il 2010 una crescita della spesa per gli advertising impercettibile (0,5%), che si tramuterà in un 4% nel 2011.

Non che on the web sia tutto rosa e viole, specie dall’altra parte dell’Atlantico. Analisi effettuate dagli esperti americani hanno visto la crisi economica riflettersi anche sulla spesa per il marketing on line di cui sono i maggiori interpreti: a tutto giugno infatti i riscontri sono stati negativi.
Nei primi sei mesi dell’anno in corso (dati Iab e Pricewaterhouse Coopers) è stato infatti solamente del 5% (11 miliardi di dollari) l’investimento in Rete, e tale situazione di empasse durerà da pre­visione sino alla primavera inoltrata.

E nel nostro Paese? Internet ha superato la radio. I dati elaborati da Nielsen per il primo semestre evidenziano che investimenti on line sono aumentati del 7% per una cifra pari a 340 milioni di euro, che sorpassa i 249 milioni investiti nelle radio. Con cartellonistica e affis­sioni parecchio arretrate: 100 milioni gli investimenti. 
In Italia chi vuole farsi conoscere, promuovere un brand sceglie ancora la televisione (52%) ed edizioni cartacee (20%). Ma l’adversiting on line sta avanzando in trincea con i gomiti: l’obiettivo di raggiungere il 10% sul totale della spesa pubblicitaria potrebbe addirittura realizzarsi nel 2010.
 
 
Glos­sario
 
Advertising
Insieme delle pratiche volte alla promozione di siti e aziende online sfruttando i mezzi interattivi (banner principalmente) disponibili nel Web.
Compito di norma affidato ad agenzie ed aziende specializzate che pos­siedono le tecnologie neces­sarie per realizzare e monitorare i risultati di una campagna pubblicitaria online.
 

Nielsen Media Research
La Nielsen Media Research (NMR) è un’azienda americana di New York City operante soprattutto da Oldsmar, Florida, specializzata nella misurazione dell’audience di tv, radio e giornali. È soprattutto conosciuta per il Rating Nielsen, nel campo della televisione.I Rating Nielsen per la televisione sono stati elaborati a partire dagli anni 50 e misurano quali programmi vengono visti da diversi segmenti della popolazione. La parte più conosciuta di questa ricerca è il “Diario”. Nei mesi di febbraio, maggio, luglio e novembre, la Nielsen chiede alle famiglie di appuntare sul “Diario” quali programmi vengono visti nell’arco di una settimana.
Alla stessa famiglia appartiene la Nielsen/NetRatings, che misura l’audience di Internet e di altri mezzi digitali attraverso sondaggi telefonici e via computer.
La Nielsen conduce ricerche anche per l’industria cinematografica attraverso il National Research Group (NRG).

E-commerce: in Emilia Romagna la spesa si fa con il mouse

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 novembre 2009

ecommerce_emiliaromagnaGià il Salvatempo firmato Coop Estense sembrò un’innovazione, a suo tempo.
Ora il Web 2.0 modifica il “luogo” dove fare la spesa: addio euro per il carrello che non si trova mai, addio coda alle casse! Infatti anche in Emilia Romagna come in molte regioni del Nord Italia la spesa può essere comodamente ordinata seduti alla scrivania, davanti allo schermo, utilizzando semplicemente la lista della spesa ed il… mouse.

E’ questo il futuro, il marketing basato sull’e-commerce, ed è quello proposto da quattro le grandi catene di supermercati italiani che offrono tale pos­sibilità: Esselunga, Coop e Despar e Auchan, quest’ultimo con un meccanismo leggermente diverso dalle prime tre realtà (la spesa si ordina al computer ma si ritira di persona).
Il “nuovo” modo di riempire la dispensa è rivolto ad un fruitore mediamente giovane ed evoluto.

Qualche cifra può rendere in maniera tangibile quanto l’idea di sostituire il mouse al carrello attiri gli acquirenti.
Se il servizio e-coop mette in cascina un migliaio di spese on line al mese (nel 2009 ad esempio l’e-commerce Coop ha registrato 1.429 utilizzatori mensili di cui oltre il 60% sono donne), la catena Esselunga grazie al suo sito www.esselungacasa.it on line dal 2001, nel corso del 2008 ha registrato un fatturato di 53 milioni di euro, di oltre un quarto superiore a quello dell’anno precedente.

Il Web 2.0 sta facendo impallidire, evidentemente, la tradizionale (e ben poco amata) coda alla cassa.
Il target? Profes­sionisti, che hanno i minuti contati, ed anziani e disabili, ovvero le categorie con problemi logistici negli spostamenti.
Contando su un parco veramente vasto di offerte, che viene implementato di continuo, tra cui scegliere e riempire il carrello “virtuale”, come funziona la spesa on line?
Davanti al computer, una volta entrati nel sito di Esselunga per esempio, è pos­sibile scegliere il giorno in cui farsi consegnare i sacchetti “veri” in un lasso di tempo che spazia nei venti giorni succes­sivi all’ordine.
Esiste un contributo pari a 7,90 euro per la consegna, costo azzerato per i disabili.
Il pagamento avviene esclusivamente attraverso strumenti on line, bancomat o carta di credito.

Qual è l’utente medio che fruisce del servizio? L’utilizzatore medio è compresa tra i 30–40 anni (38% dei casi), seguono poi i 40-50enni (32%).
La spesa-tipo è composta in media dal 60% di generi vari (alimenti confezionati), 23% salumi e latticini, 8% carni, 8% orto-frutta e dall’1% pesce.

Pubblicità: le aziende investono sul Web

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 ottobre 2009

pubblicita_webSecondo Nielsen, in Italia nei primi 8 mesi del 2009 la pubblicità ha subito una contrazione comples­siva pari a –16,4%, testimonianza tangibile del perdurare della crisi economica che blocca gli investimenti a 5.275 milioni di euro. Read the rest of this entry »

Il potere del marketing farmaceutico

Pubblicato da Ilaria Mariniil 9 ottobre 2009

vaccinoIl potere del marketing è immenso e incredibile, ce ne rendiamo conto quando alcuni prodotti riescono a diventare una moda, a creare una tendenza che ci spinge tutti all’acquisto, come se da un giorno all’altro non potes­simo più vivere senza.

Il problema è che talvolta il marketing viene “usato male”, cioè serve non tanto a far vendere un prodotto ma a creare paure che spingono a comprare un prodotto del quale non si ha alcun bisogno.

I casi più eclatanti sono legati all’industria farmaceutica, che periodicamente lancia prodotti sul mercato che servono per “salvarci” da disturbi che in realtà sono stati creati a tavolino: sì perché anche le malattie si pos­sono inventare dal nulla, e l’influenza A che tanto ci pre­occupa in questo periodo ne è un esempio eclatante.

Il tutto è anche piuttosto semplice: viene prodotto un farmaco, si fa un convegno che legittimi una determinata malattia e il farmaco inizia ad essere venduto: si chiama “disease mongering” e non è altro che la mercificazione della malattia, cioè quell’operazione di marketing finalizzata all’introduzione sul mercato di un farmaco già pronto in seguito al panico che viene creato dai media.

Ne fa parte anche l’influenza A, un tipico caso di “invenzione della malattia”, cioè di un virus che colpisce in forma leggera molte persone ma attorno al quale si crea una vera e propria pandemia che non tiene conto del fatto che il tasso di mortalità della malattia è bas­sis­simo, molto più basso di una normale influenza stagionale, e che colpisce solo per determinate complicazioni che riguardano lo stato di salute del paziente, non per la malattia in sé.

Intanto La Roche ha triplicato nel primo semestre 2009 il fatturato grazie alla vendita del Tamiflu, il farmaco inizialmente indicato per sconfiggere il virus A, con un miliardo di ricavi in 6 mesi.

Marketing virale: finge di cercare l’amante su YouTube

Pubblicato da Ilaria Mariniil 2 ottobre 2009

Marketing virale su YouTubeNegli ultimi giorni su YouTube ha spopolato il video di una ragazza danese che raccontava di essere rimasta incinta dopo un incontro occasionale e di voler far conoscere il figlio al padre del quale non ricorda né nome né nazionalità.

Il mes­saggio ha avuto un grande successo: più di un milione di utenti hanno cliccato nei giorni scorsi il video di Karen che tiene in braccio il suo bambino e ha ascoltato la sua storia commovente.

Peccato solo si trattasse di un falso.
Infatti il video è stato ideato dall’ente del turismo “Visit Denmark”, la cui responsabile, Dorte Kiilerich, ha dichiarato che lo scopo era quello di dimostrare che la Danimarca è una società libera, dove le donne sono indipendenti e fanno le loro scelte.

Che è un po’ come invitare a visitare la Danimarca con la promessa di donne dai costumi ses­suali decisamente liberi.

Molti danesi, però, non hanno gradito e lo spot è stato giudicato lesivo dell’immagine della Danimarca, una pubblicità “volgare che scredita le madri single”; “imbarazzante e triste”; “perfetta per un turismo ses­suale”, come è stato commentato in molti forum.

I giudizi della stampa non sono stati diversi e hanno sottolineato, tra l’altro, che lo spot è stato pagato coi soldi dei contribuenti e che trasmette un’immagine completamente distorta del paese, tant’è vero che il video è stato rimosso.

Le nuove frontiere del marketing, come il marketing virale, dovrebbero sempre tener ben pre­sente “cosa” stanno pubblicizzando e quali pos­sono essere le reazioni che l’argomento suscita perché far scalpore non è l’unico scopo, anche il mes­saggio è importante.

Marketing efficace con Facebook

Pubblicato da Ilaria Mariniil 24 settembre 2009

Facebook social mediaGrandi prospettive per l’utilizzo dei social media a livello business per il 2010: secondo un recente studio di Unisfair, 3 investitori su 4 stanno pianificando un maggiore sfruttamento dei canali social per il pros­simo anno. Ma i social network sui quali pas­siamo tanto tempo ogni giorno per chiacchierare con gli amici e scambiare le foto delle vacanze, pos­sono davvero diventare luogo di promozione e comunicazione, di marketing a 360°? Si può fare business attraverso Facebook & Co.?

Facebook è già oggi un formidabile strumento di comunicazione e di promozione che, se ben sfruttato in ottica marketing, potrebbe consentire alle aziende di incrementare notevolmente i propri affari. Come? Attraverso il pas­saparola. Ognuno di noi si fida maggiormente del consiglio di un amico arrivato tramite Facebook che della pubblicità in televisione che ormai non incanta più nes­suno. Read the rest of this entry »