dom 01 agosto 2010
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Archivio della categoria Web Curiosità

Sottrae al figlio account di Facebook

Pubblicato da Ilaria Mariniil 30 maggio 2010

donna-prigioneUna donna che ha sottratto l’account di Facebook del figlio ddi 17 anni è stata condannata per molestie.

Dovrà pagare una sanzione di 435 euro e frequentare un corso per genitori, prima della fine del quale non potrà vedere il figlio.

Da tempo madre e figlio avevano difficoltà a relazionarsi, fino a quando la donna l’ha buttato fuori di casa e ha cominciato ad usare il suo account di Facebook, inserendo commenti e cambiando la pas­sword per impedire al ragazzo di utilizzarlo.

Durante il processo, la madre si è difesa asserendo di aver voluto proteggere il figlio da Internet.
Il giudice però non ha creduto alla sua versione e l’ha condannata anche a 30 giorni di carcere.

Web 2.0: Nativi Digitali cerca nuove idee per Internet

Pubblicato da Antonella Neriil 22 febbraio 2010

nativi_digitali2Alla ricerca di nuovi Larry Page o Mark Zuckerberg che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla Google e Facebook.
E’ questo lo scopo di “Nativi digitali” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della campagna di comunicazione di Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i domini a targa italiana.
L’idea più brillante mai sviluppata su Internet è pos­sibile esca dalle menti del milione e mezzo di studenti italiani in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola.
Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a impostare un progetto innovativo per indagare le potenzialità della Rete e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I lavori più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.

L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha pre­cedenti in Italia per dimensioni e capillarità. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.

“Il progetto – osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Domenico Laforenza – è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide. I destinatari sono appunto i “Nativi digitali”, giovani e giovanis­simi cresciuti con Internet che, non a caso, danno il titolo alla nostra iniziativa”.

Nelle pros­sime settimane 3.000 scuole riceveranno il kit di “Nativi digitali” (un dvd da vedere e commentare in classe con gli insegnanti e materiale informativo sulla Rete e sui domini.it) e potranno cominciare a elaborare le proposte: immagini o videoclip virali, progetti di socializzazione online o di strumenti per lo scambio di informazioni, servizi innovativi, elaborati artistici, videogame e programmi che documentino le potenzialità di Internet associate all’uso di un dominio italiano.it.

I migliori elaborati saranno pubblicati sul sito del Registro (www.registro.it) e concorreranno all’assegnazione dei “.it awards”, il Registro stesso e le società che registrano domini per conto terzi (Registrar e Maintainer) sosterranno le idee più valide, ricoprendo il ruolo di business angel, attivando stage, “adottando” i siti web proposti o utilizzando il materiale nelle proprie campagne promozionali.
Pos­sono partecipare all’iniziativa tutti i ragazzi delle scuole superiori italiane, tramite il loro istituto: la “partecipazione” della scuola è uno dei punti fondanti del progetto. Anche gli istituti non raggiunti direttamente potranno comunque aderire.

Partner del progetto è Current, il social news network, fondato nel 2005 da Al Gore — ex vicepresidente degli Stati Uniti, Pre­mio Oscar e Nobel per la Pace 2007 — e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt.
Un video prodotto da Current, ispirato alla serie dei “Geek files”, affronta in 32 minuti alcuni dei temi più interes­santi legati al mondo di Internet: nascita della Rete e dei domini .it, il digital divide, il ruolo dei motori di ricerca, i cambiamenti sociali indotti da Internet, il futuro della Rete. Un prodotto didattico finalizzato a catturare l’attenzione dei giovanis­simi e a sollecitare la discus­sione e l’approfondimento in classe grazie ad animazioni, interviste, intermezzi umoristici e alla conduzione di Giacomo Cannelli e Livia Iacolare, gli “infiltrati nella rete” per Current.

Che i ragazzi siano i principali utenti di Internet lo conferma un’indagine sulla conoscenza e l’utilizzo della Rete, condotta dalla società Pragma, nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, per la quale è stata realizzata una elaborazione per fasce d’età.
Ne emerge una pre­valenza anche qualitativa dei navigatori più giovani: il 46,5% degli intervistati fra i 16 e i 20 anni ha infatti dichiarato di fare uso di un dominio .it; una percentuale quasi doppia rispetto agli utenti over 20 (fermi al 24,4%). Tra i giovani che utilizzano domini .it, pre­valgono a sorpresa le ragazze (50,7%) rispetto ai coetanei maschi (44,6%).
L’utilizzo del dominio .it dichiarato dai giovani non è ovviamente indice di pos­sesso, poiché solo i maggiorenni pos­sono registrare un nome a dominio: i domini italiani registrati da ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono poco più di 21mila su un totale di 451mila circa assegnati alle persone fisiche.

Internet nelle case di sei italiani su dieci

Pubblicato da Antonella Neriil 16 febbraio 2010

internet_italianiQuasi sei italiani su dieci hanno attiva una connes­sione Internet sotto il tetto di casa; il 9% degli italiani si connette via Mobile in qualunque posto si trovi, e l’entrata nel modo del Web in sostanza è parificata tra i due sessi.
Sono queste le principali conclusioni cui porta AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA, che alla sua VI edizione pre­senta il trend dell’online in Italia tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal 09 febbraio all’1 dicembre 2009), basati su un campione di rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130 interviste complessive).

Vediamo nel dettaglio questi dati.
Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più.

Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).

In base ai dati della Ricerca di Base, si conferma una crescente diffusione di Internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio — a eccezione dell’area Sud e le Isole che pre­senta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) -, un’elevata concentrazione nelle differenti fasce d’età e un’importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell’utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connes­sione in mobilità.

L’accesso a Internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne, in particolare tra i giovani di 11–17 anni (82,7%), 18–34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medio-alto: imprenditori e liberi profes­sionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) .

Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l’accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008.
L’accesso a internet da “altri luoghi”, quali biblioteche e internet point, pre­senta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione.
La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è pre­sente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008.
L’accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli Italiani occupati con una variazione percentuale del –4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35–54 anni nel 38,4% dei casi o 17–34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti.

Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili — cellulare, smartphone e PDA — che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%. La maggior parte dei pos­ses­sori di cellulare con accesso a internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda pre­pagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi.

Dall’analisi sulle motivazioni relative all’uso uso di Internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero.
Ci si collega alla Rete perché è pos­sibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%).

Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l’accesso a Internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse pos­sibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).

Consumatori multicanale: il Web influenza 1 italiano su 3

Pubblicato da Antonella Neriil 10 febbraio 2010

internet_italiaUn italiano su tre è influenzato da Internet. E’ questo il risultato principale emerso dall’Osservatorio Multicanalità relativo all’anno 2009, una particolareggiata ricerca condotta da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, pre­sentata nei giorni scorsi a Milano all’interno del convegno “Multicanalità: Orgoglio o Pregiudizio?”.

Una pre­messa: che cos’è il consumatore multicanale? Quali caratteristiche pos­siede? Sono coloro che sviluppano una decisione d’acquisto ed un legame con una determinata marca dall’interazione con più canali di comunicazione, che al giorno d’oggi spaziano dai volantini a i Siti Internet, dai blog ai forum.
Quindi, le aziende sono avvisate per le loro future campagna marketing.

Questi i punti salienti del rapporto che ha visto come substrato di studio la ricerca condotta sul panel Nielsen Homescan – 3.000 famiglie per un totale di 7.000 individui con età superiore ai 14 anni – i cui dati sono stati integrati e supportati da ulteriori analisi dei database Nielsen consumer, Nielsen Media e Nielsen Online (statistiche, accessi, dinamiche, trend) e contestualizzati grazie alle ricerche della School of Management del Politecnico di Milano (interviste e survey su oltre 100 Responsabili Marketing di imprese italiane) e Connexia.

Always Internet
Internet nel 2009 in Italia è cresciuto in termini di numero di utenti unici attivi, a quota 23,6 milioni a dicembre 2009, ma soprattutto in termini di tempo speso per persona (+11%).
Maggiore uso di Internet come fonte di informazione prima di procedere all’acquisto (gli utenti unici dei siti di informazione sono cresciuti del +20%), sia per soddisfare vecchi e nuovi bisogni di socialità: aumentano, infatti, del +13% rispetto a dicembre 2008 gli utenti dei social media e proliferano i contenuti generati dagli utenti in termini di numero di blog attivi (oltre 127 milioni al mondo) e di contribuzione attiva da parte degli utenti.
La multicanalità passa sempre più anche dal telefonino: il Mobile continua a essere il device più diffuso nella popolazione italiana con oltre 50 milioni di utenze attive e con un elevato tasso di diffusione di device “intelligenti” (gli smartphone) che, nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, raggiunge la penetrazione del 35% della popolazione; grazie anche all’introduzione di tariffe flat di connettività, nel 3° trimestre 2009 il numero di utenti unici che fruiscono Internet dal Mobile ha raggiunto quota 8,5 milioni, considerando i navigatori in Internet, i fruitori di email e dei servizi di instant mes­saging da Mobile; l’accesso in mobilità consente agli utenti una connes­sione real time con il proprio network di relazioni: il 13% degli utenti di Mobile Internet accede a Facebook dal telefonino.
 
L’andamento
I consumatori multicanale in Italia aumentano ancora e raggiungono quota 20,4 milioni (pari al 40% della popolazione italiana): diffusione e evoluzione della tecnologica tra i principali motori della crescita, mentre Mobile e nuovi media per gli italiani sono fenomeni che prendono piede molto rapidamente. Il pas­saparola sempre più come leva aggiuntiva di marketing, il Web come luogo dove sempre di più si prendono le informazioni prima di decidere un acquisto.
 
I consumatori multimediali non sono tutti uguali!
Reloaded: sono i consumatori propriamente multicanale, essendo fortemente coinvolti nei processi di relazione con le aziende e gli altri consumatori attraverso una molteplicità di canali di contatto. Sono gli influential e attivatori di dinamiche virali anche e soprattutto attraverso Internet. Sono marcatamente attratti dalle novità, e infedeli alla marca con un indice elevato di acquisto della marca privata. Hanno un approccio positivo verso la vita e dimostrano un’elevata neces­sità di arricchimento delle proprie conoscenze sia attraverso relazioni sociali che viaggi.
Open Minded: Sono consumatori fortemente aperti all’innovazione. Conoscono le nuove tecnologie ma ne fanno un uso pre­valentemente individualista, caratterizzati da tratti di autosufficienza psicologica (priorità: stare bene con me stesso); sono tranquilli e non pre­occupati per il futuro. Sono attratti dalle novità (ma in misura minore rispetto al cluster Reloaded) senza tradurre questo aspetto in una marcata infedeltà alla marca.

Il claim di questa edizione “Multicanalità: Orgoglio o Pre­giudizio?” racchiude in sé il doppio atteggiamento nei confronti della multicanalità che vede contrapposti il consumatore e le aziende. Da un lato l’orgoglio dei Reloaded, consumatori multicanale e sociali, fortemente coinvolti e interattivi nei processi di relazione con le imprese, nei blog e forum, che raggiungono quota 8,6 milioni, e degli Open Minded, consumatori multicanale che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni ma non diventano parte attiva, che sfiorano gli 11,8 milioni.
Dall’altro il pre­giudizio, l’approccio della media delle aziende italiane che cercano di stare al passo con i nuovi trend ma non hanno ancora messo a punto strategie mirate su questi target.
I consumatori Reloaded rispetto agli Open Minded tendono maggiormente a programmare con attenzione la spesa settimanale e sono molto accorti e informati circa i prezzi di una marca, tanto che il 72% di essi si accorge quando aumentano; entrambi i segmenti non ricercano la convenienza in quanto tale ma il concetto di value for money e sono molto attenti alla qualità: il 59% dei Reloaded e la metà degli Open Minded acquista prodotti per sé e per la casa solo se di ottima qualità; entrambi i segmenti dimostrano minor attitudine a comprare un nuovo prodotto solo per curiosità di provarlo, attitudine più tipica dei consumatori meno evoluti, indice ancora di alta ponderazione nella scelta degli acquisti; con riferimento ai beni di largo consumo, i Reloaded acquistano maggiormente in promozione rispetto al totale Italia (+3%), mentre nei clienti Open Minded l’acquisto in promozione non è protagonista; i clienti Reloaded, oltre ad acquistare molto in promozione, si affidano meno ai prodotti delle marche leader; opposto invece il comportamento degli Open Minded.
 
Il consumatore multicanale e la raccolta di informazioni
Il consumo mediatico si fa sempre più articolato con evidenze chiare di ibridazione fra i mezzi:
- l’11% degli italiani guarda almeno una volta al mese un programma Tv su Internet;
- il 14% ascolta almeno una volta al mese la radio su Internet;
- il 27% legge un giornale su Internet almeno una volta al mese;
- nei segmenti di consumatori più multicanale l’ibridazione tra i mezzi è maggiore: picchi sulla lettura di giornali su Internet del 58% nei clienti Reloaded e del 44% negli Open Minded.

I canali interattivi, come Internet, giocano sempre più un ruolo fondamentale nell’ambito del processo di acquisto:
- Internet è percepito come il mezzo migliore per approfondire argomenti di proprio interesse per gli Open Minded e i Reloaded
- i segmenti di consumatori percepiscono diversamente il mezzo più efficace per le comunicazioni pubblicitarie: per i segmenti più tradizionali il mezzo su cui le comunicazioni pubblicitarie sono più interes­santi risulta essere la Tv, anche gli Open Minded pre­feriscono la Tv, anche se, in questo caso, il gap tra Tv e Internet è molto ridotto; tra i consumatori Reloaded, invece, avviene il sorpasso: Internet distacca di 3 punti percentuali la Tv come mezzo in cui le comunicazioni pubblicitarie sono più gradite, ma attenzione: i Reloaded guardano la Tv per svago, per cui sono comunque raggiungibili con i contenuti e il linguaggio giusto anche con questo mezzo, magari visto sullo schermo del computer.
 
Consumatori multimediali all’arrembaggio
Crescono notevolmente i due cluster di clienti più multicanale, ovvero gli Open Minded, e i Reloaded, consumatori fortemente coinvolti nei processi di relazione con le imprese anche in logiche co-creative lungo tutto il processo di creazione del valore (sviluppo nuovi prodotti, personalizzazione, marketing e comunicazione, pas­saparola positivi e negativi).
In particolare il cluster dei consumatori Open Minded cresce del +4% rispetto al 2009 raggiungendo quota 11,8 milioni (pari al 23% della popolazione italiana) mentre i Reloaded crescono del +19% raggiungendo quota 8,6 milioni (pari al 17% della popolazione italiana): è interes­sante osservare come la crescita dei consumatori Reloaded continui a doppia cifra, considerando il +31% registrato nel 2008 rispetto al 2007.
In uno scenario di consolidamento e crescita della diffusione di nuove tecnologie di accesso, il consumatore italiano è sempre più multicanale e migra da logiche di interazione più tradizionali e di basso coinvolgimento nei processi di acquisto a logiche di maggior coinvolgimento e interazione multicanale con le aziende e gli altri consumatori: in particolare dal 2007 al 2009 si osserva la migrazione di circa 4 milioni di persone verso i cluster multicanale.
Anche la crisi ha costretto alcune fasce di popolazione a non dare delega in bianco al punto vendita e alla marca, e ad attivarsi con un maggior coinvolgimento nel processo d’acquisto per confrontare prezzi e cercare occasioni di risparmio.

Web 2.0: in Italia Internet si legge Facebook

Pubblicato da Antonella Neriil 4 febbraio 2010

facebook_socialnetworkSe un tempo all’estero le associazioni mentali con l’Italia erano spaghetti, pizza e mandolino, ora gli italiani si distinguono per l’amore verso i Social Network, portando anche i gusti del romanico popolo in balia della corrente dell’imperversante Web 2.0.

La constatazione arriva dall’ennesima analisi firmata dalla Nielsen, e relativa alle connes­sioni ad Internet del dicembre 2009, che disegna gli italiani immersi nei labirinti di Facebook & Co. in media sei ore al mese. Tale numero porta l’Italia al quarto posto tra i paesi che utilizzano i Social Network: prima troviamo solamente Australia, Regno Unito e Stati Uniti.
Per la pre­cisione: nella terra dei canguri, leader per tale propensione, le community virtuali intrattengono mensilmente 6 ore e 52 minuti; in the United Kingdom si chatta per 6 ore e 7 minuti al mese, gli statunitensi ci restano in media per 6 ore e 3 minuti
Ancora. In Svizzera il tempo dedicato a tale frangia di Internet è pari a 3 ore e 54, in Germania quattro ore e 11 minuti. Il Giappone sembra lontano da tale moda, superando di pochis­simo le due ore e mezza.

E se i minutaggi non rendono l’esplosione del fenomeno Social Network, basta dire che, rispetto al dicembre 2008, il loro utilizzo è aumentato dell’82%.
Questa continua escalation permetterà anche guadagni correlati alle pubblicità che appa­iono nei miliardi di pagine Web cliccate: stando alle pre­visioni di eMarketer, nel 2010 Facebook ricaverà qualcosa come 605 milioni di dollari, contro i 435 milioni dell’anno appena trascorso.
Cifre giustificate dai 350 milioni di utenti sulla faccia della terra, di cui 19 in Italia.

Giochi 2.0: addio Monopoli, ecco le applicazioni di Facebook

Pubblicato da Antonella Neriil 3 febbraio 2010

farmiville_facebookMonopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Certo, hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in Rete.
E la realtà diventa più virtuale che mai.

A dimostrarlo, le diverse applicazioni gratuite del Social Network Facebook, diventate ormai il pas­satempo pre­ferito di decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Quando eravate all’asilo vi facevano curare un orto, dalle semina ai primi ortaggi? Ora non c’è bisogno di zappa e bustine di sementi perché Farmville, con una semplice connes­sione ad Internet, permette di sviluppare e gesitire l’attività legata al lavoro dei campi, dalle basi al raccolto alla gestione di stalle e pollai.
Ad oggi, Farmville conta oltre 70 milioni di utenti attivi, ed il successo dell’applicazione è talmente alto che è stato sfruttato come veicolo di raccolta fondi per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.

Non appas­sionano concime e potatura ma c’è una pre­disposizione alla ristorazione? Ecco che il Web offre Restaurant City, che permette di mettersi alla prova con la gestione di un ristorante.

Parallelamente, se ci si sente vocati per stare dietro al bancone di un bar, ecco Cafè City.

La mamma non vuole animali in casa ma sogni un pesce rosso? O più di uno? La versione 2.0 del mitico Tamagotchi è Happy Acquarium, dove si mette alla prova la costanza del padrone nel curare e nutrire gli amici muniti di pinne.

Pros­simo passo dopo il boom dei giochi-gestionale, alla luce delle prime sperimentazioni già in atto, è la creazione e utilizzo di una moneta virtuale.

Sicurezza informatica: come scardinare il Web in 6 caratteri

Pubblicato da Antonella Neriil 1 febbraio 2010

login_passwordAlcuni istituti di credito, al giorno d’oggi, pre­sentano una tastiera virtuale che cambia di volta in volta per impedire alla pas­sword di essere “rubata” da qualche pirata informatico.
E, sulla stessa scia, si potrebbe parlare di ingegnosi ed efficienti sistemi di protezione dall’hackeraggio dei pre­ziosi contenuti che ognuno di noi pos­siede in Rete.

Ma c’è un curioso studio, condotto negli Stati Uniti dall’Imperva Application Defense Center (ADC), società della California che lavora in ambito protezione dati, in particolare legati a mondo del business, che rivela di come gli stessi utenti facilitino il compito ai pirati informatici scegliendo pas­sword davvero banali e prevedibili.

Un esempio per rendere l’idea? 123456 è la pas­sword più digitata sul Web.
Un caso particolare ma isolato? Una coincidenza? A giudicare dalle succes­sive prime scelte degli internauti, si direbbe proprio di no.
Forse sottovalutando l’abilità degli hacker, risulta oltreoceano che su oltre 32milioni di pas­sword salvate sul proprio browser al secondo posto risulti 12345; e la terza sia la più sostenuta… 123456789.

Ancora. Un utente su tre alle prese con gli asterischi del campo “login” e/o “pas­sword” usa una sequenza segreta composta da meno di cinque caratteri, ed un utente su due sceglie oltre che le cifre sequenziali nomi comuni o definizioni da vocabolario.
E se la semplicità di identificazione da parte degli esperti ladri della Rete è semplice, agevola ancor di più la caccia grossa in Internet il fatto che le persone usino nella maggior parte dei casi le medesime credenziali per diversi servizi.
Come ovviare a questo buco nella sicurezza dei dati personali on the Web? Seguire ad esempio le direttive utilizzate nientemeno che dalla Nasa:
- pas­sword composta da almeno 7 caratteri
- i codici devono essere alfanumerici, né solo lettere, né solo numeri
- alternare caratteri maiuscoli e minuscoli
- non utilizzare nomi di persona, né tantomeno il proprio di battesimo
- ancor di più: come pas­sword blindata, consigliata una frase composta, magari dove al posto delle vocali vengono sostitutiti dei numeri (es. 4=a, 3=e, 0=o).
 
 
Glos­sario
 
Hacker
Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.
 
Phishing
In ambito informatico il phishing (“spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto mes­saggi di posta elettronica fasulli o mes­saggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a mes­saggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione ecc.

Pubblicazioni di matrimonio: addio affissioni, arriva Internet

Pubblicato da Antonella Neriil 22 gennaio 2010

pubblicazioni_onlineE’ sempre stata la bacheca del Comune la detentrice della verità, dove anni fa i nomi si leggevano con curiosità le coppie che pre­sto sarebbero convolate all’altare, nel caso si scorgesse nella lista la vecchia compagna di classe bruttina che aveva battuto sul tempo.
E per un periodo, prima dell’avvento della privacy, anche sulla terza pagina dei quotidiani locali.
Stiamo parlando delle affis­sioni relative ai matrimoni, le obbligatorie pubblicazioni.

Ma anche questo tradizionale ed un pochino affascinante iter, al passo con la velocità con cui evolve Internet e di conseguenza i servizi burocratici e delle Pubbliche Amministrazioni… trasloca sul Web.
In Rete è infatti finito l’Albo pre­torio, per cui da tempo le pubblicazioni di matrimonio sono visibili anche ben oltre la piazza comunale.

Ma non solo “eterne promesse” scritte con la tastiera: l’obbligatorietà delle migrazioni on line dell’Albo pre­torio sposterà on the Web anche una serie innumerevoli di annunci: dalle gare d’appalto alle, licenze commerciali, dagli atti amministrativi all’elenco degli oggetti smarriti.

Tra i vantaggi una consultazione che non comporta l’obbligo di recarsi in Comune — tagliati viaggi in macchina, problema del parcheggio, maltempo — e lo snellimento delle pratiche burocratiche, tema centrale dalla notte dei tempi in ciascuna Amministrazione.
E chi non dispone di un computer io di una connes­sione Internet? Se non c’è un amico a disposizione, le biblioteche comunali risolvono tale problematica.
Ma, tra i contro, c’è già chi punta il dito su un servizio che potrebbe offuscare io diritto alla privacy…

Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa

Pubblicato da Antonella Neriil 13 gennaio 2010

giochi_onlineGirl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai giochi di ruolo on line che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno pre­ferito dai componenti di genere maschile.

A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito Internet dalla University of Southern California e relativa ai giocatori statunitensi di EverQuest II: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggres­sive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.

Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria pas­sione per il gioco in Rete.

Informatici Senza Frontiere: quando la connessione è vitale

Pubblicato da Antonella Neriil 8 gennaio 2010

connessione_socialQuante volte abbiamo pensato che Internet unisce? Che abbatte barriere e distanze?
Questi concetti sono le basi dell’opera di Informatici Senza Frontiere, che sulla scia dei più famosi Medici non portano medicinali ma una connes­sione Internet. Che nella società industriale viene dato per scontato, ma in certi posti può davvero salvare la vita.

Informatici Senza Frontiere è un’associazione Onlus nata nel 2005 e formata da 180 manager, in pre­valenza veneti, che ha deciso di offrire a chi non la pos­siede conoscenza e strumentazione informatica. Dell’organizzazione fanno parte programmatori, informatici, ma anche marketing manager ed esperti in comunicazione.
Le partnership, ad esempio con il mondo universitario, spiegano la filosofia di ISF: tutti, informatici e non, pos­sono aiutare ad abbattere l’isolamento tecnologico e mediatico che è più diffuso di quanto si possa immaginare nell’era del Web 2.0.

La mis­sion del gruppo è ben pre­cisa: annullare il digital divide in tutte le sue forme, sia in Italia che all’estero, dalle carceri ai luoghi terremotati, dagli ospedali ai villaggi più poveri.
L’attività dei volontari verte alla “correzione” dell’utilizzo errato del computer e di tutto ciò che lo riguarda, ad esempio installare un software open source che possa aiutare chi non ha le competenze minime per farlo da solo a svolgere operazioni con il minor spreco di tempo ed energie. Come avvenuto per l’installazione del software Open Hospital in due istituti africani di Uganda e Kenia (poi visto il successo l’operazione è stata ampliata), che serve nelle operazioni di routine in ambito medico come la gestione di cartelle cliniche e medicinali.
Dalla penna al disco rigido, si capisce come il passo possa essere materialmente piccolo, ma socialmente immenso.

E l’aiuto in Africa non avviene solo per la Sanità: in Madagascar l’installazioni di appositi programmi free permettono agli operatori di microcredito di portare avanti l’attività e quindi nel loro piccolo l’economia del Paese.

Ma, senza oltrepas­sare le frontiere, pensiamo all’isolamento cui porta la malattia, l’ospedalizzazione, la diminuzione dei contatti con l’esterno. Per questo ISF ha allestito presso il reparto oncologico pediatrico dell’ospedale di Brescia una vera e propria aula informatica in cui vengono tenute lezioni sull’uso del computer, un mix utile tra svago e insegnamento.

Ancora. Il computer e le sue potenzialità come aiuto sulla strada di un detenuto che deve riacquisire il contatto con la realtà: ecco spiegato il progetto “Detenuti hi-tech” sperimentato all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso: ISF offre una piccola profes­sionalità a chi dovrà reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro.

Alla parola aiuto non può non venire in mente il terremoto in Abruzzo dello scorso aprile. Ed anche in questo caso Informatici Senza Frontiera ha offerto il propri sostegno, aiutando persone che hanno perso tutto ad abituarsi a sopravvivere anche all’isolamento mediatico e tecnologico, aiutando la popolazione tramite l’allestimento di postazioni volanti dotate di connes­sione alla Rete.