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	<title>CromosomaWeb &#187; Web Curiosità</title>
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		<title>Sottrae al figlio account di Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 17:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una donna che <b>ha sottratto l’account di Facebook</b> del figlio ddi 17 anni è stata condannata per molestie. Dovrà pagare una sanzione di 435 euro e frequentare un corso per genitori, prima della fine del quale non potrà vedere il figlio. Da tempo madre e figlio avevano difficoltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1555 alignleft" title="donna-prigione" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/donna-prigione.jpg" alt="donna-prigione" width="300" height="180" />Una donna che ha sottratto l’account di Facebook del figlio ddi 17 anni è stata condannata per molestie.</p>
<p>Dovrà pagare una sanzione di 435 euro e frequentare un corso per genitori, prima della fine del quale non potrà vedere il figlio.</p>
<p>Da tempo madre e figlio avevano difficoltà a relazionarsi, fino a quando la donna l’ha buttato fuori di casa e ha cominciato ad usare il suo account di Facebook, inserendo commenti e cambiando la password per impedire al ragazzo di utilizzarlo.</p>
<p>Durante il processo, la madre si è difesa asserendo di aver voluto proteggere il figlio da Internet.<br />
Il giudice però non ha creduto alla sua versione e l’ha condannata anche a 30 giorni di carcere.</p>
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		<title>Web 2.0: Nativi Digitali cerca nuove idee per Internet</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla ricerca di nuovi <b>Larry Page</b> o <b>Mark Zuckerberg </b> che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla <b>Google</b> e <b>Facebook</b>: è questo lo scopo di “<b>Nativi digitali</b>” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della <b>campagna di comunicazione</b> di Registro .it [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1516" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/nativi_digitali2.jpg" alt="nativi_digitali2" width="300" height="194" />Alla ricerca di nuovi <strong>Larry Page</strong> o <strong>Mark Zuckerberg</strong> che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla <strong>Google</strong> e <strong>Facebook</strong>.<br />
E’ questo lo scopo di “Nativi digitali” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della <strong>campagna di comunicazione</strong> di Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i <strong>domini a targa italiana</strong>.<br />
L’idea più brillante mai sviluppata su <strong>Internet </strong>è possibile esca dalle menti del milione e mezzo di studenti italiani in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola.<br />
Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a impostare un progetto innovativo per indagare le potenzialità della <strong>Rete </strong>e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I lavori più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.</p>
<p>L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha precedenti in Italia per dimensioni e capillarità. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.</p>
<p>“Il progetto – osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Domenico Laforenza – è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide. I destinatari sono appunto i “Nativi digitali”, giovani e giovanissimi cresciuti con Internet che, non a caso, danno il titolo alla nostra iniziativa”.</p>
<p>Nelle prossime settimane 3.000 scuole riceveranno il kit di “Nativi digitali” (un dvd da vedere e commentare in classe con gli insegnanti e materiale informativo sulla Rete e sui domini.it) e potranno cominciare a elaborare le proposte: immagini o <strong>videoclip virali</strong>, progetti di <strong>socializzazione online</strong> o di strumenti per lo scambio di informazioni, servizi innovativi, elaborati artistici, videogame e <strong>programmi </strong>che documentino le potenzialità di Internet associate all’uso di un dominio italiano.it.</p>
<p>I migliori elaborati saranno pubblicati sul sito del Registro (www.registro.it) e concorreranno all’assegnazione dei “.it awards”, il Registro stesso e le società che registrano domini per conto terzi (Registrar e Maintainer) sosterranno le idee più valide, ricoprendo il ruolo di<em> business angel</em>, attivando stage, “adottando” i <strong>siti web</strong> proposti o utilizzando il materiale nelle proprie campagne promozionali.<br />
Possono partecipare all’iniziativa tutti i ragazzi delle scuole superiori italiane,  tramite il loro istituto: la “partecipazione” della scuola è uno dei punti fondanti del progetto. Anche gli istituti non raggiunti direttamente  potranno comunque aderire.</p>
<p>Partner del progetto è Current, il <strong>social news network</strong>, fondato nel 2005 da Al Gore — ex vicepresidente degli Stati Uniti, Premio Oscar e Nobel per la Pace 2007 — e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt.<br />
Un video prodotto da Current, ispirato alla serie dei “Geek files”, affronta in 32 minuti alcuni dei temi più interessanti legati al mondo di Internet: nascita della Rete e dei domini .it, il <em>digital divide</em>, il ruolo dei <strong>motori di ricerca</strong>, i cambiamenti sociali indotti da Internet, il futuro della Rete. Un prodotto didattico finalizzato a catturare l’attenzione dei giovanissimi e a sollecitare la discussione e l’approfondimento in classe grazie ad animazioni, interviste, intermezzi umoristici e alla conduzione di Giacomo Cannelli e Livia Iacolare, gli “infiltrati nella rete” per Current.</p>
<p>Che i ragazzi siano i principali <strong>utenti di Internet</strong> lo conferma un’indagine sulla conoscenza e l’utilizzo della Rete, condotta dalla società Pragma, nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, per la quale è stata realizzata una elaborazione per fasce d’età.<br />
Ne emerge una prevalenza anche qualitativa dei navigatori più giovani: il 46,5% degli intervistati fra i 16 e i 20 anni ha infatti dichiarato di fare uso di un dominio .it; una percentuale quasi doppia rispetto agli utenti over 20 (fermi al 24,4%). Tra i giovani che utilizzano domini .it, prevalgono a sorpresa le ragazze (50,7%) rispetto ai coetanei maschi (44,6%).<br />
L’utilizzo del dominio .it dichiarato dai giovani non è ovviamente indice di possesso, poiché solo i maggiorenni possono registrare un nome a dominio: i domini italiani registrati da ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono poco più di 21mila su un totale di 451mila circa assegnati alle persone fisiche.</p>
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		<title>Internet nelle case di sei italiani su dieci</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi sei italiani su dieci hanno attiva una <b>connessione Internet</b> in casa, il 9% della popolazione si connette via <b>Mobile</b>, e l'accesso al modo del <b>Web</b> è equidistribuita tra i due sessi. Queste le principali conclusioni di AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’<b>online</b> in Italia realizzato da <b>Audiweb</b>  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1458" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/internet_italiani.jpg" alt="internet_italiani" width="300" height="210" />Quasi sei italiani su dieci hanno attiva una<strong> connessione Internet</strong> sotto il tetto di casa; il 9% degli italiani si connette via <strong>Mobile</strong> in qualunque posto si trovi, e l’entrata nel modo del <strong>Web </strong>in sostanza è parificata tra i due sessi.<br />
Sono queste le principali conclusioni cui porta AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da <a href="http://www.audiweb.it" target="_blank">Audiweb</a> in collaborazione con DOXA, che alla sua VI edizione presenta il <strong>trend dell’online</strong> in Italia tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal 09 febbraio all’1 dicembre 2009), basati su un campione di rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130 interviste complessive).</p>
<p>Vediamo nel dettaglio questi dati.<br />
<strong>Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo</strong> (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più.</p>
<p><strong>Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni</strong> (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).</p>
<p>In base ai dati della Ricerca di Base, <strong>si conferma una crescente diffusione di Internet in Italia</strong>, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio — a eccezione dell’area Sud e le Isole che presenta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) -, un’elevata concentrazione nelle differenti fasce d’età e un’importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell’utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connessione in mobilità.</p>
<p><strong>L’accesso a Internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne</strong>, in particolare tra i giovani di 11–17 anni (82,7%), 18–34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medio-alto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) .</p>
<p><strong>Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l’accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione</strong>, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008.<br />
L’accesso a internet da “altri luoghi”, quali biblioteche e internet point, presenta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione.<br />
La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è presente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008.<br />
<strong>L’accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli Italiani occupati</strong> con una variazione percentuale del –4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35–54 anni nel 38,4% dei casi o 17–34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti.</p>
<p><strong>Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili — cellulare, smartphone e PDA — che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%</strong>. La maggior parte dei possessori di cellulare con accesso a internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda prepagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi.</p>
<p>Dall’analisi sulle motivazioni relative all’uso uso di Internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero.<br />
<strong>Ci si collega alla Rete perché è possibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%)</strong>, accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%).</p>
<p>Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l’accesso a Internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse possibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).</p>
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		<title>Consumatori multicanale: il Web influenza 1 italiano su 3</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un italiano su tre è influenzato da <b>Internet</b>. E’ questo il risultato principale emerso dall’<b>Osservatorio Multicanalità</b> relativo all’anno 2009, una particolareggiata ricerca condotta  da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, presentata nei giorni scorsi a Milano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1423" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/internet_italia.jpg" alt="internet_italia" width="300" height="199" />Un italiano su tre è influenzato da <strong>Internet</strong>. E’ questo il risultato principale emerso dall’<strong>Osservatorio Multicanalità</strong> relativo all’anno 2009, una particolareggiata ricerca condotta  da <em><a href="http://it.nielsen.com" target="_blank">Nielsen</a></em>, <a href="http://www.nielsen-online.com" target="_blank">Nielsen Online</a>, <em><a href="http://www.connexia.com" target="_blank">Connexia </a></em>e la <em><a href="http://www.som.polimi.it" target="_blank">School of Management</a></em> del Politecnico di Milano, presentata nei giorni scorsi a Milano all’interno del convegno “<strong>Multicanalità</strong>: Orgoglio o Pregiudizio?”.</p>
<p>Una premessa: che cos’è il<strong> consumatore multicanale</strong>? Quali caratteristiche possiede? Sono coloro che sviluppano una decisione d’acquisto ed un legame con una determinata marca dall’interazione con più <strong>canali di comunicazione</strong>, che al giorno d’oggi spaziano dai volantini a i<strong> Siti Internet</strong>, dai<strong> blog</strong> ai<strong> forum</strong>.<br />
Quindi, le <strong>aziende</strong> sono avvisate per le loro future <strong>campagna marketing</strong>.</p>
<p>Questi i punti salienti del rapporto che ha visto come substrato di studio la ricerca condotta sul <em>panel</em> Nielsen Homescan – 3.000 famiglie per un totale di 7.000 individui con età superiore ai 14 anni – i cui dati sono stati integrati e supportati da ulteriori analisi dei <strong>database </strong>Nielsen consumer, Nielsen Media e Nielsen Online (statistiche, accessi, dinamiche, trend) e contestualizzati grazie alle ricerche della School of Management del Politecnico di Milano (interviste e survey su oltre 100 Responsabili Marketing di imprese italiane) e Connexia.</p>
<p><strong>Always Internet<br />
</strong>Internet nel 2009 in Italia è cresciuto in termini di numero di utenti unici attivi, a quota 23,6 milioni a dicembre 2009, ma soprattutto in termini di tempo speso per persona (+11%).<br />
Maggiore uso di Internet come fonte di informazione prima di procedere all’acquisto (gli utenti unici dei siti di informazione sono cresciuti del +20%), sia per soddisfare vecchi e nuovi bisogni di socialità: aumentano, infatti, del +13% rispetto a dicembre 2008 gli utenti dei <strong>social media</strong> e proliferano i contenuti generati dagli utenti in termini di numero di blog attivi (oltre 127 milioni al mondo) e di contribuzione attiva da parte degli utenti.<br />
La multicanalità passa sempre più anche dal <strong>telefonino</strong>: il <strong>Mobile </strong>continua a essere il device più diffuso nella popolazione italiana con oltre 50 milioni di utenze attive e con un elevato tasso di diffusione di device “intelligenti” (gli smartphone) che, nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, raggiunge la penetrazione del 35% della popolazione; grazie anche all’introduzione di tariffe flat di<strong> connettività</strong>, nel 3° trimestre 2009 il numero di utenti unici che fruiscono Internet dal Mobile ha raggiunto quota 8,5 milioni, considerando i navigatori in Internet, i fruitori di email e dei servizi di instant messaging da Mobile; l’accesso in mobilità consente agli utenti una connessione real time con il proprio network di relazioni: il 13% degli utenti di Mobile Internet accede a <strong>Facebook</strong> dal telefonino.<br />
 <br />
<strong></strong><strong>L’andamento<br />
</strong>I consumatori multicanale in Italia aumentano ancora e raggiungono quota 20,4 milioni (pari al 40% della popolazione italiana): diffusione e evoluzione della tecnologica tra i principali motori della crescita, mentre Mobile e nuovi media per gli italiani sono fenomeni che prendono piede molto rapidamente. Il passaparola sempre più come leva aggiuntiva di <strong>marketing</strong>, il <strong>Web </strong>come luogo dove sempre di più si prendono le informazioni prima di decidere un acquisto.<br />
 <br />
<strong>I consumatori multimediali non sono tutti uguali!<br />
</strong><em>Reloaded</em>: sono i consumatori propriamente multicanale, essendo fortemente coinvolti nei processi di relazione con le aziende e gli altri consumatori attraverso una molteplicità di canali di contatto. Sono gli influential e attivatori di dinamiche virali anche e soprattutto attraverso Internet. Sono marcatamente attratti dalle novità, e infedeli alla marca con un indice elevato di acquisto della marca privata. Hanno un approccio positivo verso la vita e dimostrano un’elevata necessità di arricchimento delle proprie conoscenze sia attraverso relazioni sociali che viaggi.<br />
<em>Open Minded</em>: Sono consumatori fortemente aperti all’innovazione. Conoscono le nuove tecnologie ma ne fanno un uso prevalentemente individualista, caratterizzati da tratti di autosufficienza psicologica (priorità: stare bene con me stesso); sono tranquilli e non preoccupati per il futuro. Sono attratti dalle novità (ma in misura minore rispetto al cluster Reloaded) senza tradurre questo aspetto in una marcata infedeltà alla marca.</p>
<p>Il claim di questa edizione “Multicanalità: Orgoglio o Pregiudizio?” racchiude in sé il doppio atteggiamento nei confronti della multicanalità che vede contrapposti il consumatore e le aziende. Da un lato l’orgoglio dei Reloaded, consumatori multicanale e sociali, fortemente coinvolti e interattivi nei processi di relazione con le imprese, nei blog e forum, che raggiungono quota 8,6 milioni, e degli Open Minded, consumatori multicanale che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni ma non diventano parte attiva, che sfiorano gli 11,8 milioni.<br />
Dall’altro il pregiudizio, l’approccio della media delle aziende italiane che cercano di stare al passo con i nuovi trend ma non hanno ancora messo a punto strategie mirate su questi target.<br />
I consumatori Reloaded rispetto agli Open Minded tendono maggiormente a programmare con attenzione la spesa settimanale e sono molto accorti e informati circa i prezzi di una marca, tanto che il 72% di essi si accorge quando aumentano; entrambi i segmenti non ricercano la convenienza in quanto tale ma il concetto di value for money e sono molto attenti alla qualità: il 59% dei Reloaded e la metà degli Open Minded acquista prodotti per sé e per la casa solo se di ottima qualità; entrambi i segmenti dimostrano minor attitudine a comprare un nuovo prodotto solo per curiosità di provarlo, attitudine più tipica dei consumatori meno evoluti, indice ancora di alta ponderazione nella scelta degli acquisti; con riferimento ai beni di largo consumo, i Reloaded acquistano maggiormente in promozione rispetto al totale Italia (+3%), mentre nei clienti Open Minded l’acquisto in promozione non è protagonista; i clienti Reloaded, oltre ad acquistare molto in promozione, si affidano meno ai prodotti delle marche leader; opposto invece il comportamento degli Open Minded.<br />
 <br />
<strong>Il consumatore multicanale e la raccolta di informazioni<br />
</strong>Il consumo mediatico si fa sempre più articolato con evidenze chiare di ibridazione fra i mezzi:<br />
- l’11% degli italiani guarda almeno una volta al mese un programma Tv su Internet;<br />
- il 14% ascolta almeno una volta al mese la radio su Internet;<br />
-  il 27% legge un giornale su Internet almeno una volta al mese;<br />
-  nei segmenti di consumatori più multicanale l’ibridazione tra i mezzi è maggiore: picchi sulla lettura di giornali su Internet del 58% nei clienti Reloaded e del 44% negli Open Minded.</p>
<p>I canali interattivi, come Internet, giocano sempre più un ruolo fondamentale nell’ambito del processo di acquisto:<br />
-  Internet è percepito come il mezzo migliore per approfondire argomenti di proprio interesse per gli Open Minded e i Reloaded<br />
-  i segmenti di consumatori percepiscono diversamente il mezzo più efficace per le comunicazioni pubblicitarie: per i segmenti più tradizionali il mezzo su cui le comunicazioni pubblicitarie sono più interessanti risulta essere la Tv, anche gli Open Minded preferiscono la Tv, anche se, in questo caso, il gap tra Tv e Internet è molto ridotto; tra i consumatori Reloaded, invece, avviene il sorpasso: Internet distacca di 3 punti percentuali la Tv come mezzo in cui le comunicazioni pubblicitarie sono più gradite, ma attenzione: i Reloaded guardano la Tv per svago, per cui sono comunque raggiungibili con i contenuti e il linguaggio giusto anche con questo mezzo, magari visto sullo schermo del computer.<br />
 <br />
<strong>Consumatori multimediali all’arrembaggio<br />
</strong>Crescono notevolmente i due cluster di clienti più multicanale, ovvero gli Open Minded, e i Reloaded, consumatori fortemente coinvolti nei processi di relazione con le imprese anche in logiche co-creative lungo tutto il processo di creazione del valore (sviluppo nuovi prodotti, personalizzazione, marketing e comunicazione, passaparola positivi e negativi).<br />
In particolare il <em>cluster </em>dei consumatori Open Minded cresce del +4% rispetto al 2009 raggiungendo quota 11,8 milioni (pari al 23% della popolazione italiana) mentre i Reloaded crescono del +19% raggiungendo quota 8,6 milioni (pari al 17% della popolazione italiana): è interessante osservare come la crescita dei consumatori Reloaded continui a doppia cifra, considerando il +31% registrato nel 2008 rispetto al 2007.<br />
In uno scenario di consolidamento e crescita della diffusione di<strong> nuove tecnologie di accesso</strong>, il consumatore italiano è sempre più multicanale e migra da logiche di interazione più tradizionali e di basso coinvolgimento nei processi di acquisto a logiche di maggior coinvolgimento e interazione multicanale con le aziende e gli altri consumatori: in particolare dal 2007 al 2009 si osserva la migrazione di circa 4 milioni di persone verso i cluster multicanale.<br />
Anche la crisi ha costretto alcune fasce di popolazione a non dare delega in bianco al punto vendita e alla marca, e ad attivarsi con un maggior coinvolgimento nel processo d’acquisto per confrontare prezzi e cercare occasioni di risparmio.</p>
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		<title>Web 2.0: in Italia Internet si legge Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 19:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se una volta all’estero le associazioni mentali con l’Italia erano spaghetti e pizza, ora dire italiano equivale a dire <b>Social Network</b>. La conferma? L'ennesima analisi firmata dalla Nielsen,  relativa alle <b>connessioni ad Internet</b> del dicembre 2009, disegna gli italiani immersi nei labirinti di <b>Facebook</b> in media sei ore al mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1352" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/facebook_socialnetwork.jpg" alt="facebook_socialnetwork" width="300" height="175" />Se un tempo all’estero le associazioni mentali con l’Italia erano spaghetti, pizza e mandolino, ora gli italiani si distinguono per l’amore verso i <strong>Social Network</strong>, portando anche i gusti del romanico popolo in balia della corrente dell’imperversante<strong> Web 2.0</strong>.</p>
<p>La constatazione arriva dall’ennesima analisi firmata dalla <em><a href="http://http://it.nielsen.com/site/index.shtml" target="_blank">Nielsen</a></em>, e relativa alle <strong>connessioni ad Internet</strong> del dicembre 2009, che disegna gli italiani immersi nei labirinti di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> &amp; Co. in media sei ore al mese. Tale numero porta l’Italia al quarto posto tra i paesi che utilizzano i Social Network: prima troviamo solamente Australia, Regno Unito e Stati Uniti.<br />
Per la precisione: nella terra dei canguri, leader per tale propensione, le community virtuali intrattengono mensilmente 6 ore e 52 minuti; in <em>the United Kingdom</em> si chatta per 6 ore e 7 minuti al mese, gli statunitensi ci restano in media per 6 ore e 3 minuti<br />
Ancora. In Svizzera il tempo dedicato a tale frangia di Internet è pari a 3 ore e 54, in Germania quattro ore e 11 minuti. Il Giappone sembra lontano da tale moda, superando di pochissimo le due ore e mezza.</p>
<p>E se i minutaggi non rendono l’esplosione del fenomeno Social Network, basta dire che, rispetto al dicembre 2008, il loro utilizzo è aumentato dell’82%.<br />
Questa continua escalation permetterà anche guadagni correlati alle<strong> pubblicità</strong> che appaiono nei miliardi di <strong>pagine Web</strong> cliccate: stando alle previsioni di <em><a href="http://www.emarketer.com" target="_blank">eMarketer</a></em>, nel 2010 Facebook ricaverà qualcosa come 605 milioni di dollari, contro i 435 milioni dell’anno appena trascorso.<br />
Cifre giustificate dai 350 milioni di <strong>utenti</strong> sulla faccia della terra, di cui 19 in Italia.</p>
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		<title>Giochi 2.0: addio Monopoli, ecco le applicazioni di Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in <b>Rete</b>. E la realtà diventa più <b>virtuale</b> che mai. A dimostrarlo, le diverse <b>applicazioni gratuite</b> del <b>Social Network Facebook</b>, attuale passatempo per decine di milioni di persone in tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1345" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/farmiville_facebook.jpg" alt="farmiville_facebook" width="300" height="195" />Monopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Certo, hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in <strong>Rete</strong>.<br />
E la realtà diventa più virtuale che mai.</p>
<p>A dimostrarlo, le diverse <strong>applicazioni gratuite</strong> del <strong>Social Network Facebook</strong>, diventate ormai il passatempo preferito di decine di milioni di persone in tutto il mondo.</p>
<p>Quando eravate all’asilo vi facevano curare un orto, dalle semina ai primi ortaggi? Ora non c’è bisogno di zappa e bustine di sementi perché<strong> Farmville</strong>, con una semplice<strong> connessione ad Internet</strong>, permette di sviluppare e gesitire l’attività legata al lavoro dei campi, dalle basi al raccolto alla gestione di stalle e pollai.<br />
Ad oggi, Farmville conta oltre 70 milioni di <strong>utenti attivi</strong>, ed il successo dell’applicazione è talmente alto che è stato sfruttato come veicolo di raccolta fondi per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.</p>
<p>Non appassionano concime e potatura ma c’è una predisposizione alla ristorazione? Ecco che il <strong>Web </strong>offre <strong>Restaurant City,</strong> che permette di mettersi alla prova con la gestione di un ristorante.</p>
<p>Parallelamente, se ci si sente vocati per stare dietro al bancone di un bar, ecco<strong> Cafè City</strong>.</p>
<p>La mamma non vuole animali in casa ma sogni un pesce rosso? O più di uno? La <strong>versione 2.0</strong> del mitico <em>Tamagotchi </em>è <strong>Happy Acquarium</strong>, dove si mette alla prova la costanza del padrone nel curare e nutrire gli amici muniti di pinne.</p>
<p>Prossimo passo dopo il boom dei <strong>giochi-gestionale</strong>, alla luce delle prime sperimentazioni già in atto, è la creazione e utilizzo di una<strong> moneta virtuale</strong>.</p>
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		<title>Sicurezza informatica: come scardinare il Web in 6 caratteri</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio rivela di come gli stessi <b>utenti</b> facilitino il compito ai <b>pirati informatici</b> sguinzagliati in <b>Internet</b> scegliendo <b>password</b> davvero prevedibili: 123456 è la cobinazione più digitata sul <b>Web</b>. Non solo: negli States su oltre 32milioni di opzioni al secondo posto risulta 12345; e la terza è la più sostenuta… 123456789 [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1309" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/login_password.jpg" alt="login_password" width="300" height="192" />Alcuni istituti di credito, al giorno d’oggi, presentano una <strong>tastiera virtuale</strong> che cambia di volta in volta per impedire alla<strong> password</strong> di essere “rubata” da qualche<strong> pirata informatico</strong>.<br />
E, sulla stessa scia, si potrebbe parlare di ingegnosi ed efficienti sistemi di protezione dall’<strong>hackeraggio </strong>dei preziosi contenuti che ognuno di noi possiede in<strong> Rete</strong>.</p>
<p>Ma c’è un curioso studio, condotto negli Stati Uniti dall’<em><a href="http://www.imperva.com" target="_blank">Imperva Application Defense Center</a></em> (ADC), società della California che lavora in ambito protezione dati, in particolare legati a mondo del<strong> business</strong>, che rivela di come gli stessi utenti facilitino il compito ai pirati informatici scegliendo password davvero banali e prevedibili.</p>
<p>Un esempio per rendere l’idea? 123456 è la password più digitata sul <strong>Web</strong>.<br />
Un caso particolare ma isolato? Una coincidenza? A giudicare dalle successive prime scelte degli internauti, si direbbe proprio di no.<br />
Forse sottovalutando l’abilità degli hacker, risulta oltreoceano che su oltre 32milioni di password salvate sul proprio <strong>browser </strong>al secondo posto risulti 12345; e la terza sia la più sostenuta… 123456789.</p>
<p>Ancora. Un utente su tre alle prese con gli asterischi del campo “<strong>login</strong>” e/o “password” usa una sequenza segreta composta da meno di cinque caratteri, ed un utente su due sceglie oltre che le cifre sequenziali nomi comuni o definizioni da vocabolario.<br />
E se la semplicità di identificazione da parte degli esperti ladri della Rete è semplice, agevola ancor di più la caccia grossa in <strong>Internet</strong> il fatto che le persone usino nella maggior parte dei casi le medesime credenziali per diversi servizi.<br />
Come ovviare a questo buco nella sicurezza dei dati personali <em>on the Web</em>? Seguire ad esempio le direttive utilizzate nientemeno che dalla Nasa:<br />
- password composta da almeno 7 caratteri<br />
- i codici devono essere alfanumerici, né solo lettere, né solo numeri<br />
- alternare caratteri maiuscoli e minuscoli<br />
-  non utilizzare nomi di persona, né tantomeno il proprio di battesimo<br />
- ancor di più: come password blindata, consigliata una frase composta, magari dove al posto delle vocali vengono sostitutiti dei numeri (es. 4=a, 3=e, 0=o).<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario<br />
 <br />
</em>Hacker<br />
</strong>Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.<br />
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.<br />
 <br />
<strong>Phishing<br />
</strong>In ambito informatico il phishing (“spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione ecc.</p>
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		<title>Pubblicazioni di matrimonio: addio affissioni, arriva Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicazioni di matrimonio affisse alla bacheca comunale: anche questo tradizionale ed affascinante iter non può non stare al passo con la velocità con cui evolve <b>Internet</b> e di conseguenza i servizi burocratici e delle Pubbliche Amministrazioni. Alla luce del trasloco sul <b>Web</b> è infatti disponibile in <b>Rete</b> l’Albo pretorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1240" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/pubblicazioni_online.jpg" alt="pubblicazioni_online" width="300" height="188" />E’ sempre stata la bacheca del Comune la detentrice della verità, dove anni fa i nomi si leggevano con curiosità le coppie che presto sarebbero convolate all’altare, nel caso si scorgesse nella lista la vecchia compagna di classe bruttina che aveva battuto sul tempo.<br />
E per un periodo, prima dell’avvento della privacy, anche sulla terza pagina dei quotidiani locali.<br />
Stiamo parlando delle affissioni relative ai matrimoni, le obbligatorie pubblicazioni.</p>
<p>Ma anche questo tradizionale ed un pochino affascinante iter, al passo con la velocità con cui evolve <strong>Internet </strong>e di conseguenza i servizi burocratici e delle Pubbliche Amministrazioni… trasloca sul <strong>Web</strong>.<br />
In <strong>Rete </strong>è infatti finito l’Albo pretorio, per cui da tempo le pubblicazioni di matrimonio sono visibili anche ben oltre la piazza comunale.</p>
<p>Ma non solo “eterne promesse” scritte con la tastiera: l’obbligatorietà delle migrazioni <strong>on line</strong> dell’Albo pretorio sposterà <em>on the Web</em> anche una serie innumerevoli di annunci: dalle gare d’appalto alle, licenze commerciali, dagli atti amministrativi all’elenco degli oggetti smarriti.</p>
<p>Tra i vantaggi una consultazione che non comporta l’obbligo di recarsi in Comune — tagliati viaggi in macchina, problema del parcheggio, maltempo — e lo snellimento delle pratiche burocratiche, tema centrale dalla  notte dei tempi in ciascuna Amministrazione.<br />
E chi non dispone di un<strong> computer</strong> io di una <strong>connessione Internet</strong>? Se non c’è un amico a disposizione, le biblioteche comunali risolvono tale problematica.<br />
Ma, tra i contro, c’è già chi punta il dito su un servizio che potrebbe offuscare io diritto alla privacy…</p>
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		<title>Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/web-curiosita/1133/1133.html</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una ricerca in ambito <b>Internet</b> della University of Southern California sul profilo dei giocatori di EverQuest II, emerge che il gentil sesso vi riserva settimanalmente 29 ore contro le 25 dei maschi. L’indagine sui <b>giochi di ruolo on line</b> stravolge quindi l'assunto che accosta gli uomini alle strategie in <b>Rete</b> [...] 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1138" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/giochi_online.jpg" alt="giochi_online" width="300" height="218" />Girl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai <strong>giochi di ruolo on line</strong> che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno preferito dai componenti di genere maschile.</p>
<p>A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito <strong>Internet </strong>dalla<em> University of Southern California</em> e relativa ai giocatori statunitensi di <a href="http://everquest2.station.sony.com" target="_blank">EverQuest II</a>: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.<br />
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggressive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.</p>
<p>Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.<br />
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria passione per il gioco in<strong> Rete.</strong></p>
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		<title>Informatici Senza Frontiere: quando la connessione è vitale</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Informatici Senza Frontiere è un’associazione Onlus che ha deciso di offrire a chi non la possiede conoscenza e <b>strumentazione hardware</b>. Dell’organizzazione fanno parte <b>programmatori</b>, <b>informatici</b>, ma anche <b>marketing manager</b> ed esperti in <b>comunicazione</b>. Quando una connessione alla <b>Rete</b> vale più di quello che costa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1098" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/connessione_social.jpg" alt="connessione_social" width="300" height="195" />Quante volte abbiamo pensato che <strong>Internet </strong>unisce? Che abbatte barriere e distanze?<br />
Questi concetti sono le basi dell’opera di Informatici Senza Frontiere, che sulla scia dei più famosi Medici non portano medicinali ma una <strong>connessione Internet</strong>. Che nella società industriale viene dato per scontato, ma in certi posti può davvero salvare la vita.</p>
<p>Informatici Senza Frontiere è un’associazione Onlus nata nel 2005 e formata da 180 manager, in prevalenza veneti, che ha deciso di offrire a chi non la possiede conoscenza e <strong>strumentazione informatica</strong>. Dell’organizzazione fanno parte <strong>programmatori</strong>, informatici, ma anche <strong>marketing manager</strong> ed esperti in <strong>comunicazione</strong>.<br />
Le partnership, ad esempio con il mondo universitario, spiegano la filosofia di ISF: tutti, informatici e non, possono aiutare ad abbattere l’isolamento tecnologico e mediatico che è più diffuso di quanto si possa immaginare nell’era del <strong>Web 2.0</strong>.</p>
<p>La mission del gruppo è ben precisa: annullare il <em><strong>digital divide</strong> </em>in tutte le sue forme, sia in Italia che all’estero, dalle carceri ai luoghi terremotati, dagli ospedali ai villaggi più poveri.<br />
L’attività dei volontari verte alla “correzione” dell’utilizzo errato del <strong>computer </strong>e di tutto ciò che lo riguarda, ad esempio installare un <strong>software <em>open source</em></strong> che possa aiutare chi non ha le competenze minime per farlo da solo a svolgere operazioni con il minor spreco di tempo ed energie. Come avvenuto per l’installazione del software <em>Open Hospital</em> in due istituti africani di Uganda e Kenia (poi visto il successo l’operazione è stata ampliata), che serve nelle operazioni di routine in ambito medico come la gestione di cartelle cliniche e medicinali.<br />
Dalla penna al disco rigido, si capisce come il passo possa essere materialmente piccolo, ma socialmente immenso.</p>
<p>E l’aiuto in Africa non avviene solo per la Sanità: in Madagascar l’installazioni di appositi <strong>programmi <em>free</em></strong><em> </em>permettono agli operatori di microcredito di portare avanti l’attività e quindi nel loro piccolo l’economia del Paese.</p>
<p>Ma, senza oltrepassare le frontiere, pensiamo all’isolamento cui porta la malattia, l’ospedalizzazione, la diminuzione dei contatti con l’esterno. Per questo ISF ha allestito presso il reparto oncologico pediatrico dell’ospedale di Brescia una vera e propria aula informatica in cui vengono tenute lezioni sull’uso del computer, un mix utile tra svago e insegnamento.</p>
<p>Ancora. Il computer e le sue potenzialità come aiuto sulla strada di un detenuto che deve riacquisire il contatto con la realtà: ecco spiegato il progetto “Detenuti<strong> hi-tech</strong>” sperimentato all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso: ISF offre una piccola professionalità a chi dovrà reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro.</p>
<p>Alla parola aiuto non può non venire in mente il terremoto in Abruzzo dello scorso aprile. Ed anche in questo caso Informatici Senza Frontiera ha offerto il propri sostegno, aiutando persone che hanno perso tutto ad abituarsi a sopravvivere anche all’isolamento mediatico e tecnologico, aiutando la popolazione tramite l’allestimento di postazioni volanti dotate di connessione alla <strong>Rete</strong>.</p>
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