La Cia, l’intelligence più famosa al mondo, sta comprando le quote di una delle società che monitora i social network, che sempre di più vengono considerati come la “nuova” informazione e per questo contenenti migliaia di informazioni da controllare a vista. A rivelarlo, la prestigiosa la rivista Wired.
In-Q-Tel, il braccio che si occupa degli investimenti dell’agenzia di Langley, ha comprato una quota di capitale di Visible Technologies, la società che “controlla” ogni giorno il contenuto di circa mezzo milione di siti sulla Terra.
Non averlo fatto sarebbe stato un’azione scellerata da parte degli 007 americani considerando che il 70% degli utenti Facebook è oggi fuori dagli Usa e i messaggi quotidiani sui social network sono centinaia di milioni al giorno.
Il fatto che la Cia disporrà di informazioni pubbliche non costituisce però il nocciolo della questione. I timori paralleli sono il tipo di utilizzo che l’intelligence americana potrebbe fare di questi dati.
Ma questa operazione non è che la seconda in tema di vastità: è già in piedi da tempo “Open Source Center”, un gigantesco database che studia ciò che accade su Internet.
Wired (da Wikipedia)
Wired è una rivista mensile statunitense con sede a San Francisco in California dal marzo 1993, e di proprietà di Condé Nast Publications.
Nota come “La Bibbia di Internet”, è stata fondata dall’italo-americano Louis Rossetto, ed è diretta da Chris Anderson. La rivista tratta tematiche di carattere tecnologico e di come influenzino la cultura, l’economia e la politica.
A partire dal 19 febbraio 2009 viene pubblicata anche la versione italiana di Wired, con l’uscita del primo numero nel mese di marzo 2009.

L’altra faccia della medaglia. La medaglia chiamata internet. Perché se il web ha unito distanze abissali sfruttando la velocità dei processori, ha aumentato i tavoli di confronto e discussione, sveltito la burocrazia e – perché no – permesso di trovare l’anima gemella, internet ha indiscutibilmente anche i suoi effetti collaterali.
Il modo di comunicare si sta evolvendo, il modo di concepire internet sta mutando rapidamente. Ma, dietro agli innumerevoli vantaggi che porta l’abbattimento delle distanze grande merito del web, c’è un rovescio della medaglia che, a pensarci, fa paura: anche la “dipendenza” da internet evolve, fino a portare uno degli ospedali più famosi in Italia ad allestire un day hospital dedicato. La dipendenza dal gioco d’azzardo e dall’alcolismo, ad esempio, sembrano essere preistoria. Ora si va in astinenza per mancanza o carenza di amici “virtuali”.
Quanto c’è di vero nella teoria che le nuove generazioni sono state rovinate dal Web?
E’ accaduto alle porte di Roma. Un ladro che stava svaligiando un appartamento, vedendo il pc acceso, non ha resistito a fare 2 chiacchiere con gli amici su Facebook, lasciando così i suoi dati.
Peter Ingram, un imprenditore australiano, spinto dalla paura di una morte improvvisa, ha realizzato un sito con messaggi e video personali che i suoi cari potranno visionare dopo la sua dipartita. Su