mar 07 febbraio 2012
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Archivio di novembre, 2009

Realizzazione di un sito Web: le domande da porsi

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 novembre 2009

seth-godinQuali sono le domande da porsi prima di procedere con la realizzazione di un sito Web?

Seth Godin, guru del marketing online, i cui libri sono un vademecum per chiunque voglia occuparsi di comunicazione in Internet, ha pubblicato sul suo blog una serie di domande che bisognerebbe porre, o porsi, prima di affacciarsi sul Web.

1. Qual’è l’obbiettivo del sito?
2. Cosa dovrebbe succedere se il sito funziona?
3. Chi stiamo provando ad accontentare? Se è il boss, cosa vuole? Dobbiamo impres­sionare un certo tipo di persona? Quale tipo?
4. Quante persone del tuo team sono coinvolte? A che livello?
5. Chi stai cercando di raggiungere? Chiunque? I tuoi clienti?
6. Quali sono i siti usati da questo gruppo di persone?
7. Stiamo cercando di vendere qualcosa?
8. Stiamo raccontando una storia?
9. Vogliamo guadagnarci il permesso di tenere aggiornati i nostri utenti? (Ad esempio spedendo newsletter?)
10. Speriamo che le persone guarderanno o impareranno?
11. Abbiamo bisogno che le persone spargano la voce usando i social media?
12. Stiamo costruendo una tribù che userà il sito per rimanere in contatto?
13. Le persone troveranno il sito grazie al pas­saparola? Stanno cercando la risposta ad una domanda specifica?
14. Ci sono notizie e aggiornamenti che meritano di essere pre­sentati al pubblico?
15. Il sito fa parte di una vasta collezione di luoghi online dove si pos­sono trovare informazioni su di noi, o è isolato?
16. L’informazione che veicoliamo consuma parecchia banda o sono solo pochi bit?
17. Vogliamo che le persone ci chiamino?
18. Quante volte al mese ci aspettiamo che le persone vengano sul nostro sito? Quanto dovrebbe durare una visita?
19. Chi deve aggiornare il sito? Quanto spesso?
20. Quanto spesso pos­siamo permetterci di revisionare il sito?
21. Conta apparire sui motori di ricerca? Se si con quali parole chiave?
22. Il sito deve essere universalmente acces­sibile? Questioni riguardanti disabilità, linguaggio o browser sono importanti?
23. Quanto pos­siamo spendere? Quanto tempo abbiamo?
24. E per finire… è chiaro che “qualunque cosa” non è una opzione?

Rispondere a queste domande è il modo migliore per progettare un sito Web con consapevolezza.

E-commerce: in Emilia Romagna la spesa si fa con il mouse

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 novembre 2009

ecommerce_emiliaromagnaGià il Salvatempo firmato Coop Estense sembrò un’innovazione, a suo tempo.
Ora il Web 2.0 modifica il “luogo” dove fare la spesa: addio euro per il carrello che non si trova mai, addio coda alle casse! Infatti anche in Emilia Romagna come in molte regioni del Nord Italia la spesa può essere comodamente ordinata seduti alla scrivania, davanti allo schermo, utilizzando semplicemente la lista della spesa ed il… mouse.

E’ questo il futuro, il marketing basato sull’e-commerce, ed è quello proposto da quattro le grandi catene di supermercati italiani che offrono tale pos­sibilità: Esselunga, Coop e Despar e Auchan, quest’ultimo con un meccanismo leggermente diverso dalle prime tre realtà (la spesa si ordina al computer ma si ritira di persona).
Il “nuovo” modo di riempire la dispensa è rivolto ad un fruitore mediamente giovane ed evoluto.

Qualche cifra può rendere in maniera tangibile quanto l’idea di sostituire il mouse al carrello attiri gli acquirenti.
Se il servizio e-coop mette in cascina un migliaio di spese on line al mese (nel 2009 ad esempio l’e-commerce Coop ha registrato 1.429 utilizzatori mensili di cui oltre il 60% sono donne), la catena Esselunga grazie al suo sito www.esselungacasa.it on line dal 2001, nel corso del 2008 ha registrato un fatturato di 53 milioni di euro, di oltre un quarto superiore a quello dell’anno precedente.

Il Web 2.0 sta facendo impallidire, evidentemente, la tradizionale (e ben poco amata) coda alla cassa.
Il target? Profes­sionisti, che hanno i minuti contati, ed anziani e disabili, ovvero le categorie con problemi logistici negli spostamenti.
Contando su un parco veramente vasto di offerte, che viene implementato di continuo, tra cui scegliere e riempire il carrello “virtuale”, come funziona la spesa on line?
Davanti al computer, una volta entrati nel sito di Esselunga per esempio, è pos­sibile scegliere il giorno in cui farsi consegnare i sacchetti “veri” in un lasso di tempo che spazia nei venti giorni succes­sivi all’ordine.
Esiste un contributo pari a 7,90 euro per la consegna, costo azzerato per i disabili.
Il pagamento avviene esclusivamente attraverso strumenti on line, bancomat o carta di credito.

Qual è l’utente medio che fruisce del servizio? L’utilizzatore medio è compresa tra i 30–40 anni (38% dei casi), seguono poi i 40-50enni (32%).
La spesa-tipo è composta in media dal 60% di generi vari (alimenti confezionati), 23% salumi e latticini, 8% carni, 8% orto-frutta e dall’1% pesce.

Web 2.0: un sito per conoscere la criminalità real time

Pubblicato da Ilaria Mariniil 2 novembre 2009

sito_crimineUn sito per incontrare l’anima gemella, un sito per vendere all’asta, un sito per controllare comodamente dal divano il proprio conto corrente, un sito per conoscere in tempo reale (sì internet offre anche questo) il numero e la localizzazione degli evasori fiscali in Italia.
Ma ora il Web offre una nuova frontiera della simultaneità, del real time: una mappa interattiva che censisce il livello di criminalità delle principali città statunitensi.

Tre semplici pas­saggi e la criminalità americana non ha più segreti: dopo aver digitato l’indirizzo www.crimemapping.com ed essere arrivati nell’home page si sceglie uno Stato (o un determinato comparto della locale Polizia), si indica una città e la dettagliata cartina che appare sul nostro schermo mostra quanti crimini sono stati commessi in un determinato lasso di tempo pre­cedente alla ricerca.

E come esistono alert per parole chiave inviate periodicamente su Google, newsletter periodiche di ogni genere che invadono le nostre caselle di posta beh, Crime Mapping segnala già dalla pagina principale il servizio di… Receive Crime Alerts!

In realtà una mappa del crimine al di qua dell’Atlantico esisteva già: in Inghilterra e Galles è attivo http://www.beatcrime.info, scaricabile sul proprio computer pre­via autorizzazione della locale polizia (che da tempo le utilizzava al proprio interno) per monitorare il numero e la tipologia di crimini in ogni quartiere del paese.

Ma, come in tutte le cose, ci sono due lati di una stessa medaglia: secondo alcune correnti di pensiero aiuta gli stessi malviventi che ne sono i primi fruitori, che ad esempio vedendo una determinata zona martellata da furti in abitazione, verranno sfiorati dall’idea che quell’area offre ghiotti bottini.
In negativo l’hanno presa anche i proprietari di case nelle zone più colpite dalla criminalità – o immobiliaristi che devono vendere proprio in quella zona – che vedono il valore del mattone scendere.

Di positivo c’è che queste mappe della criminalità riportano implicitamente la tangibilità del lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine: se esistono tanti crimini scoperti, la Polizia ne è venuta positivamente a capo.