gio 11 marzo 2010
CromosomaWeb internet web marketing

Archivio di dicembre, 2009

Web 2.0: Internet prende gli italiani… per la gola

Pubblicato da Antonella Neriil 31 dicembre 2009

cucina_internetIn televisione e sulla carta stampata impazzano i programmi di cucina: dall’ormai tradizionale Prova del Cuoco di Rai Uno alla rubrica Gusto del Tg5 fino al recente Cotto e Mangiato supplemento di Studio Aperto su Italia 1.
Ovunque, in qualsiasi ambito, viene proposta una ricetta o un consiglio sull’alimentazione.

E il Web? Poteva essere da meno? Certo che no.
Uno studio condotto dalla Nielsen per la Voiello, noto produttore di pasta made in Italy, e dall’eloquente titolo “Il web dei golosi”, porta alla luce di come anche Internet pulluli di appas­sionati di cucina: quasi due milioni di italiani visitano con regolarità i siti dedicati ai fornelli e ai suoi segreti. Ovvero un po’ meno della metà dei 4.5 milioni di internauti – recentemente censiti dalla ricerca Gpf/Negroni – risulta un foodies, giusto per utilizzare un neologismo di quelli che sforna quotidianamente la Rete, che ci ripropone quello che eravamo abituati ad etichettare come “buongustaio” in english style.

Tornando all’analisi Nielsen, nello scorso giungo una fetta pari al 7,9% degli 1,8 milioni di persone che si sono connesse ad Internet ha cercato o proposto una ricetta: la crescita rispetto al 2008 è notevole, + 4,6%.

I foodies di cosa dis­sertano in rete? Ma in Italia è ovvio: pasta. La clas­sifica? Spaghetti in pole position (la parola che identifica l’Italia nel mondo è pre­sente in 14.989 mes­saggi), penne al secondo (4.147), linguine medaglia di bronzo (2.990).

E la cucina sul Web poteva non seguire la strada Social? Certo che no. Un milione e mezzo di utenti si addentra in forum, blog e gruppi di discus­sione imperniati su spezie e sughi, o partecipa a concorsi a tema.

Non solo. Oltre un milione di persone utilizza l’e-commerce alimentare.

Il profilo del foodies: donna in tre casi su cinque, di età compresa tra 18 e 9 anni nel 70% dei casi.

I siti internet dedicati che hanno fatto… più gola sono www.cookaround.com (814mila utenti unici mensili), www.giallozafferano.it (626mila), www.cucinare.meglio.it (500mila).
Bene anche www.piacerevero.it , il sito creato dalla stessa Voiello per permettere agli utenti un interscambio culinario real time. Un successo? Considerando che nel mese di settembre il traffico è aumentato del 300%, l’azienda dal punto di vista marketing ha fatto centro.

KidzDream: il Web 2.0 offre la prima banca dei sogni

Pubblicato da Antonella Neriil 30 dicembre 2009

sogni_multimedialiAprendo una finestra sul mondo del Web, ad oggi, è praticamente pos­sibile trovar qualsiasi cosa.
Ma i sogni, evento che generalmente rimane appeso ad una descrizione sfocata, legata ai pochi ricordi che rimangono una volta svegli? Beh, il Web 2.0 offre una vetrina anche a quelli. E gli abbina una campagna di solidarietà.
La nuova era di Internet offre ai navigatori la banca dei sogni dei bambini, KidzDream, nato dal format multimediale online Artefacta, creato in collaborazione con Enciclopedia Treccani per la 52° Biennale arti visive di Venezia e basato su mappe in Google style.

Piccole pesti dai 6 ai 12 anni racconteranno davanti ad una telecamera i loro sogni, cucendo con il filo e tes­sendo un ordito fatto di colori, suoni, odori, sensazioni che solo i bambini riescono a mettere insieme. Il tutto in un tempo che varia di 60” ai 2 minuti.
Ed alla fine il tutto viene anche impresso sulla carta nel clas­sico disegno.
Nei luoghi tradizionalmente destinati ai più piccoli, come le scuole, ecco prendere vita il sogno più bello, quello più divertente, quello più pauroso, quello più nitido.

Sul sito ufficiale del progetto si parte da un planisfero, dove alcuni asterischi guidano ai paesi dove sono “pre­senti” sogni raccontati; entrando nelle varie città si accede ad un menù di piccoli film con i sogni dei bambini di quella parte del mondo.

Fino ad oggi il progetto pilota ha già raccolto video spaziando nel globo: dal Senegal (villaggio Mbour) a Napoli (scuola elementare 73° Circolo Didattico); da Barcellona a Roma (bambini Rom pre­senti della X circoscrizione). Per l’Italia, al momento sono disponibili anche i sogni di alcuni bambini di Venezia.

Ed i sogni dei bambini avranno come scopo finale – oltre a quello di assaporare la spontaneità e l’innocenza dei più piccoli – l’aiutare i pari età meno fortunati: dall’acquisto di materiale scolastico all’allestimento di luoghi per praticare sport, o per comprare giocattoli.

Marketing, il futuro è green

Pubblicato da Antonella Neriil 29 dicembre 2009

marketing_ambienteDa diversi anni i temi ecologisti, l’eco-sostenibilità e la compatibilità ambientale hanno occupato ampi spazi nel nostro quotidiano; dalla raccolta differenziata ai dibattiti televisivi, sui quotidiani e sul Web.
Non ci si meraviglia dunque se anche il marketing virerà… al verde per sposare l’avanzante cultura ecologista e creare un avvicinamento alla comunicazione e alla pubblicità “sostenibile”.

Su cosa verte l’attività di chi sviluppa green marketing? Come ogni buon pubblicitario-comunicatore, questa nuova figura manageriale dovrà far entrare nella quotidianità la sensibilità verso i prodotti che rispettano standard di qualità e sostenibilità ambientale. Ovvero, fargli ruotare attorno un business.

Ma, ad oggi, qual è la forza di penetrazione dei prodotti che rispettano l’ambiente degli italiani?
Secondo uno studio condotto dall’Istituto Eurisko, l’ambito “verde” interessa gli italiani addirittura al pari della disoccupazione: 90% il risultato delle mille intervistati effettuate in un panel 18–64 anni.
Ed una larga fetta (74%) constata l’arretratezza del Paese in tale ambito, e viene sottolineata l’importanza della diffusione di tali concetti attraverso gli organi di informazione.
Una questione d’interesse, e dove c’è interesse c’è business. Può un accorto piano marketing del futuro pros­simo non tenerne conto?

Inoltre, questo nuovo percorso creerà inevitabilmente nuove figure profes­sionali, pertanto nuovi posti di lavoro.
 

Ci sono già casi studiati in Italia, analizzati ad esempio da Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/imprese-ripresa/articoli/imprese-ripresa-via-italiana-green-economy.shtml

E sempre l’autorevole giornale rosa mette in guardia: non è tutto oro quello che luccica http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/30-agosto-2009/green-economy.shtml)
 
Altri approfondimenti:
http://www.greenme.it/informarsi/green-economy/1462-quanto-ci-costera-la-green-economy
http://blog.panorama.it/economia/2009/02/13/energia-pulita-la-via-italiana-alla-green-economy/
 
 
 
Glos­sario 
Green Economy
Al giorno d’oggi si definisce economia verde, o più propriamente economia ecologica, un tipo di ‘analisi econometrica’ che oltre ai benefici economici (aumento del Prodotto Interno Lordo) prende in considerazione i danni ambientali (che spesso diminuiscono anche il PIL, dal momento che riducono le rese della pesca, dell’agricoltura e la qualità dell’ambiente, fatto che danneggia il turismo) prodotti dall’estrazione delle materie prime, dal loro trasporto e trasformazione in energia, della loro manifattura in prodotti finiti ed infine del pos­sibile riciclaggio o danno ambientale che produce la loro eliminazione definitiva. Questa analisi propone misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione pubblica in grado di ridurre il consumo di energia e di risorse naturali (acqua, cibo, combustibili, metalli, ecc.); diminuire la dipendenza dall’estero; abbattere le emis­sioni di gas serra; ridurre l’inquinamento locale e globale ed infine cercare di istituire un’economia sostenibile per molti millenni, servendosi pre­valentemente di risorse rinnovabili (come le bio­masse, l’eolico, il solare, l’energia idraulica) e procedendo al più profondo riciclaggio di ogni tipo di scarto domestico o industriale.

Italia 2009: più computer, più connessioni (lente), più Web

Pubblicato da Antonella Neriil 28 dicembre 2009

computer_italiaPiù volte è stato rimarcato da autorevoli sondaggi e ricerche di quanto in Italia il computer sia oramai un bene di largo utilizzo e di quanto siano aumentata la permanenza davanti al desktop e gli accessi ad Internet: insomma, a grandi passi hardware, software e modem stanno tenendo il passo dei diffusis­simi televisione e cellulare.
Ma se questo è il lato progres­sista della medaglia, quello oscuro riguarda l’avvento della banda larga, che vede il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

A confermare sia gli aspetti positivi che negativi della tecnologia informatica italiana è l’ultimo rapporto in merito dell’Istat, che con le indagini “Multiscopo” rileva i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.
I dati del rapporto, di cui riportiamo i punti salienti, sono stati rilevati nel febbraio 2009.
 
Più linee Adsl, accessi ad Internet e pc
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, pre­sente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore Dvd (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Tra i beni tecnologici pre­senti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna para­bolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che pos­siede il personal computer, pas­sando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%).
Migliora anche la qualità della connes­sione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connes­sioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connes­sione a banda larga (linea telefonica Adsl o altro tipo di connes­sione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%.
 
Italia, connes­sione lumaca
Le differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa.
È pos­sibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%.
Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%. 
 
Web, questione di generazione
Nel 2009 il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Se si considera la frequenza di utilizzo, inoltre, si evidenzia che il 27% delle persone di 3 anni e più usa il personal computer tutti i giorni e il 21,8% di quelle di 6 anni e più usa Internet quotidianamente (Tavola 2.1).
Rispetto al 2008, aumenta la quota degli utenti sia del personal computer (2,6 punti percentuali) sia di Internet (4,2 punti percentuali), confermando così il trend registrato anche nel 2008 dopo il sus­seguirsi di due anni di stagnazione (2006−2007). In particolare, si registra un incremento significativo nell’uso quotidiano: dal 24,4% al 27% per il pc e dal 17,7% al 21,8% per Internet.
Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11–19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35–44 anni l’uso del personal computer (62%) e di Internet (58,2%) è molto più contenuto.
 
Internet, questione di classe (sociale)
L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale che comunque appare in attenuazione. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 90,2% e 88,3%) per i quali la sovrapposizione nell’uso del personal computer e di Internet è quasi totale, seguiti dagli occupati (66,7% e 63,6%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (16,3% e 14,3%) e i ritirati dal lavoro (12,4% e 10,6%).
Tra gli occupati l’uso del personal computer pre­vale tra i direttivi, quadri, impiegati (85,4%). Seguono i dirigenti, imprenditori, liberi profes­sionisti (81,3%) e, a grande distanza, i lavoratori in proprio e coadiuvanti (53,8%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 45,1%. Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (82,9%), seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi profes­sionisti (79,1%). Solo il 40,9% degli operai e apprendisti usa, invece, la rete.
Rispetto al 2008, l’uso di personal computer tra gli occupati è pas­sato dal 63,4% al 66,7% e la navigazione in Internet dal 59% al 63,6%.
 
Internet Home
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi pre­cedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo. Considerando i figli di 3–17 anni che vivono con i genitori (con uno o entrambi), si evidenzia che il 18,2% usa il personal computer solo a casa, il 2,3% lo usa solo a scuola, il 15% sia a scuola sia a casa (ma non altrove) e il 23% utilizza il personal computer in molteplici luoghi (a casa di altri e/o a casa propria e/o a scuola).
 
WiFi in aumento
Considerando, infine, il collegamento ad Internet senza fili, si evidenzia che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%). La quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.
Rispetto all’anno pre­cedente la situazione è piuttosto stabile, ad eccezione di chi usa il portatile con collegamento senza cavi (WIFI) che passa dal 22,1% nel 2008 al 32% nel 2009.
 
Mi connetto per…
Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete pre­valentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (79,1%), hanno consultato Internet per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%).
Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).
Decisamente più contenute le quote di utenti che negli ultimi tre mesi hanno usato Internet per cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro (17,7%), che hanno venduto merci o servizi (7,8%) o hanno fatto un corso on line (6,2%).
Rispetto all’anno pre­cedente si registra un incremento per quasi tutte le attività; in particolare, aumenta la quota di chi consulta Internet per apprendere (dal 58,3% del 2008 al 69,4% del 2009) e per leggere o scaricare giornali news, riviste (dal 38,4% al 46,7%). Aumenta anche la quota di chi ascolta la radio e guarda programmi televisivi via web (dal 21,4% al 29,5%) e di chi usa il web per trovare informazioni su servizi relativi a viaggi e soggiorni (dal 43,2% al 48,3%) e per cercare informazioni sanitarie (dal 35,7% al 40,5%).
Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software (38,5% rispetto al 22,7% delle donne), nell’usare servizi bancari (34,4% rispetto al 25,8%), nel cercare informazioni su merci e servizi (68,4% rispetto al 59,9%), nel giocare o scaricare giochi, immagini, musica (45,2% rispetto al 37,5%), nel vendere merci o servizi (10,8% rispetto al 4,3%) e nel leggere o scaricare giornali, news, riviste (49,7% rispetto al 43,2%).
Le donne sono più interes­sate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie (46,5% delle donne contro il 35,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di qualunque tipo (42% contro il 36,4% degli uomini).
 
Internet è comunicazione
Il 34,6% degli utenti di Internet utilizza la rete per inserire mes­saggi in chat, newsgroup o forum e il 27,9% utilizza i servizi di instant mes­saging. Internet risulta meno usato per effettuare videochiamate (19,7%) e per telefonare (16,9%).
Rispetto all’anno pre­cedente aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale: in particolare, registra un incremento di 13,3 punti percentuali l’uso della chat e di 6,6 punti percentuali l’uso di servizi di istant mes­saging.
L’uso della rete per comunicare è fortemente connotato con l’età: sono soprattutto i giovani di 15–24 anni ad inserire mes­saggi in chat, newsgroup, forum (oltre il 62% contro il 34,6% della media nazionale) o ad utilizzare i servizi di instant mes­saging (più del 51% contro il 27,9% della media nazionale).
Rispetto all’anno pre­cedente si sono registrati incrementi significativi in queste attività sia tra i giovani che tra gli adulti, anche se tale incremento non ha ridotto le distanze generazionali.
Va comunque sottolineato che, rispetto all’anno pre­cedente, si sono registrati incrementi significativi anche tra gli adulti di 35–44 anni. Ad esempio la quota degli individui che usano la chat è più che raddoppiata (pas­sando dal 12,2% al 24,5%), anche se tale incremento non ha ridotto le distanze con i giovani di 15–24 anni.
 
E-commerce in ascesa
Più di un quarto degli utenti di Internet acquista beni e servizi online. Il 24,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato nello stesso arco temporale (pari a 5 milioni 612 mila persone). A questa quota si aggiunge un 6,2% di utilizzatori di Internet che hanno ordinato e/o comprato merci e/o servizi più di un anno prima dell’intervista (1 milione 437 mila). Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 29,1% contro il 18,7% delle donne), delle persone tra i 20 e i 54 anni (oltre il 23% con un picco del 30,7% nella fascia 25–34 anni) e della popolazione residente nel Centro-nord (oltre il 26%) rispetto a quella residente nel Sud.
Analizzando l’acquisto di beni e servizi on line nell’arco temporale che va dal 2005 al 2009 si nota come l’uso del web per ordinare o comprare merci e/o servizi sia cresciuto in modo significativo tra il 2005 e il 2006 (pas­sando dal 16,8% al 20,6%), mentre per gli anni succes­sivi si sono registrati incrementi minimi.
Nel 2009, tra i beni e i servizi acquistati via web, si collocano le spese per viaggi e soggiorni (biglietti ferroviari, aerei, ecc.), ordinati o acquistati dal 38,4% delle persone che hanno effettuato ordini o acquisti su Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, e i pernottamenti per vacanza (27,6%). Seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%), attrezzature elettroniche e biglietti per spettacoli (entrambi con il 17,6%), software per computer e/o loro aggiornamenti (esclusi i videogiochi) (16,4%), gli articoli per la casa (14,5%) e hardware per computer (13,3%).
 

Tutto il rapporto è visionabile e scaricabile all’indirizzo http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091228_01/testointegrale20091228.pdf

Internet boom: quasi 24milioni di utenti a ottobre

Pubblicato da Antonella Neriil 22 dicembre 2009

internet_connessioneQualcosa come quasi ventiquattro milioni di utenti nel mese di ottobre. Ovvero un italiano su tre ha avviato la procedura per la connes­sione al mondo on line. Il dato che conferma per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, di come il futuro e la Rete viaggino a braccetto.

E’ il risultato dell’ennesima statistica pubblicata dalla Nielsen e relativo ai primi dieci mesi del calendario.
Sono esattamente 23,6milioni gli internauti del decimo mese del 2009, 2 milioni in più rispetto al medesimo periodo del 2008 e 700mila in più rispetto al mese di settembre.

Le Pagine Web visualizzate ad ottobre sono state 2.009 (2.235 a settembre).

La connes­sione media giornalieri per utente che si attesta sull’ora al giorno (33,9 minuti) e che cresce ben del 25% rispetto alle rilevazioni del 2008.

Cosa cerca un italiano medio che si connette al Web? L’informazione on line sta macinando strada: con una crescita del 22% rispetto all’anno pas­sato, la categoria News risulta la più gettonata con 13,5 milioni di utenti.
Come ragionevole pensare cliccatis­sima anche i siti facenti parte della categoria Communities, ed anche quella Videos/Movies, che in dodici mesi fanno un balzo in avanti rispettivamente del 20 e 22%.
Non perdono il loro appeal e la loro utilità i motori di ricerca (li naviga un utente su sei), i portali generici, i servizi di posta elettronica (44,5% di utilizzo) e tutto ciò che è riconducibile allo svago (musica, pre­visioni del tempo, scienza etc.).

Oltre 7 milioni di utenti si collegano a Internet via mobile.

Fiat, Ducati e Dolce & Gabbana cavalcano l’onda di Facebook

Pubblicato da Antonella Neriil 21 dicembre 2009

Business on a laptopFiat, Piaggio, Ducati, Dolce & Gabbana. Certo, li conosciamo tutti. Forse perché sono stati capaci di diffondere e soprattutto dare continuità alla loro popolarità e al loro brand. E continuano a farlo anche in era del Web 2.0.

A rivelarlo uno studio condotto da FrozenFrogs, agenzia digitale con specializzazione sui media emergenti: chi ha saputo prendere al volo le posizioni migliori sul treno chiamato Social Network sono stati i dirigenti del settore automotive, sport e fashion e dello sport, mentre arrancano ben distanziati dal gruppo di testa compagnie telefoniche e banche.

L’analisi è incentrata su Facebook, ed in particolare sull’indice di coinvolgimento (E.R. ovvero Engagement Rate) emerso dalle fan-page che spopolano sul Social Network del momento: l’indice è in grado di rivelare qual è l’efficacia degli investimenti scelti dalla campagna di Web Marketing dei colossi messi sotto esame su Facebook.
E non è scontato che l’azienda più grande e più conosciuto abbia un E.R. elevato: al contrario, aziende medie hanno saputo sfruttare la connes­sione internet per catalizzare potenziali clienti, mentre diversi colossi hanno fan-page con l’E.R. fermo al 0,16%.

Commercialmente parlando, cosa fa più presa sul popolo di FB? Il lancio di nuovi prodotti (quelli eco-sostenibili attirano parecchio), le promozioni e il proporre la propria campagna marketing attraverso modalità multimediali.

Ma vediamo qualche dato concreto. L’automotive si staglia nelle fan-page panorama Facebook: Piaggio guida le aziende che hanno centrato le scelte marketing (96), poi Fiat (49) e Ducati (47); nel mondo di lustrini e paillettes bene Dolce & Gabbana (38).
Ed una fan-page spontanea, creata proprio dall’utenza cui il prodotto è rivolto, è la dimostrazione inconfutabile dell’efficacia della diffusione di un determinato brand.
Latita una delle categorie che in Internet dovrebbe seminare in abbondanza, ovvero quella delle compagnie telefoniche; balza meno agli occhi ma fa sempre scalpore la pres­soché totale mancanza nell’universo Social degli istituti bancari.
 
 
Glos­sario

Brand
La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.
 
Engagement Rate
Indiche che fornisce una dimensione di quanto gli utenti interagiscano con il brand e di conseguenza veicolino altri utenti verso quella determinato prodotto e/o argomento.

Modem, Google, Facebook: Internet sempre più parte di noi

Pubblicato da Antonella Neriil 18 dicembre 2009

internet_futuroInternet qua, Social Network là, la Rete è il futuro, l’evoluzione passa per il Web, ci troviamo in chat, ho scritto sul mio Blog… Veniamo quotidianamente bombardati da neologismi inerenti il mondo del computer, e tutti abbiamo capito senza ombra di dubbio che un modem e la tecnologia informatica saranno il nostro pane quotidiano nel futuro pros­simo. Ma è pos­sibile quantificare ad oggi “quanto” Internet è pre­sente nelle nostre vite?

Ci ha pensato la società regina dei sondaggi sui contenuti del Web, la Nielsen che ha tracciato un profilo dell’utente americano.
Dall’altra sponda dell’Atlantico una persona trascorre 68 ore al mese connesso ad Internet, tra l‘ufficio e la propria abitazione).
L’analisi entra anche nei dettagli di queste ore di navigazione: in queste 68 ore vengono visitati 2700 Siti Web con una permanenza che in media si agira sui 57 secondi; l’ambito in cui si passa più tempo? Ovviamente Google, che rimane il siti internet più visitato (un’ora e 53 minuti) e ovviamente Facebook, su cui vengono trascorse 5 ore.
E i video? Quelli che hanno segnato la prima netta differenza con le forme cartacee di comunicazione? Gli strumenti on line nel 2009 hanno osservato un aumento di impiego del 25%.

Ma torniamo a Facebook, alle sue 5 ore di media per utente ed ai Social Network in particolare.
Un primo capostipite della comunicazione condivisa è stato MySpace sta arrancando (da giungo ad agosto sono stati persi 5 milioni di utenti), e nemmeno l’arrivo di Owen Van Natta, ex Facebook Executive, al momento sembra far invertire la rotta.

I due Social del momento, Facebook e Twitter, sono ancora nella loro fase positiva: non c’è più l’aumento sproporzionato di nuovi iscritti (forse perché del popolo di Internet ne fanno parte praticamente tutti) ma le utenze e i contatti restano attestati su cifre da capogiro, anche se con portate diverse.
FacciaLibro è il sito più visitato a fronte degli oltre 300 milioni di utenti registrati, mentre il microblogging di Twitter nella sua portata dimensionata rispetto al pre­cedente social network nel 2008 ha fatto segnare un + 400% in termini di utilizzo.
Pas­sando invece al social “profes­sionale” LinkedIn, nel settembre scorso ha conosciuto una crescita del 5,7% toccando i 50 milioni di utenti.

Medicina e salute: sul Web scarseggiano Siti di qualità

Pubblicato da Antonella Neriil 17 dicembre 2009

siti_web_saluteInternet soddisfa al giorno d’oggi quasi tutte le richieste: sul Web è pos­sibile cercare di tutto, e la Rete è utilizzata (purtroppo) spesso anche per cercare informazioni di carattere medico: secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, in Italia 18 mila realtà si occupano di tematiche inerenti medicina e salute.

Stando ad un’approfondita analisi condotta dallo studio Casaleggio Associati di Milano quattro milioni di italiani si connettono per cercare informazioni sanitarie.
Su quali dati è stata elaborata la ricerca? Il Ministero della Salute ha messo on line gli indirizzi di 53 siti web di associazioni di pazienti che mettono a confronto le loro conoscenze e le loro esperienze personali. Di queste realtà ne sono state isolate quindici, che sono state valutate in maniera peculiare: dalla struttura del sito ai servizi offerti e le modalità di comunicazione tra l’associazione in questione e i pazienti.
Tra queste il focus della Casaleggio ne ha scelte come detto quindici e ha analizzato i servizi che offrono nel sito on line, la struttura di quest’ultimo e le modalità con cui le associazioni comunicano ed interagiscono con i pazienti.

Il risultato però non è incoraggiante. Dei siti messi sotto la lente d’ingrandimento, solamente quattro hanno avuto come votazione un “ottimo”; uno solo ha raggiunto la sufficienza, nove sono stati giudicati “migliorabili” ed uno è stato bocciato.
In generale, la facilità di accesso ed utilizzo dei siti è risultata sufficiente, mentre è l’offerta dei servizi che è stata ritenuta migliorabile.

In pas­sato, nelle numerose analisi di questo genere, un fattore comune alle associazioni di pazienti on line è il mancato utilizzo di tecnologie informatiche già disponibili e di largo uso.
Non solo. Oltre al discorso prettamente tecnico, che però ricordiamo va a penalizzare sulla facilità di reperimento delle informazioni da parte degli utenti, in molti di questi siti difettano chiarezza dell’informazione, qualità e rigore, pes­simi pre­supposti per chi spesso è nel momento della vita – malati o parenti degli stessi — in cui ha bisogno di informazioni immediate ed attendibili.

Pubblicità: il marketing del futuro è in Internet

Pubblicato da Antonella Neriil 16 dicembre 2009

advertising_webSocial Network, Blog, Portali di annunci, Forum, e-commerce: il Web 2.0 invade quotidianamente le nostre vite e prende sempre più corpo ed importanza.
Non stupiscono quindi i risultati della ricerca effettuata dall’Osservatorio New Tv & Media della School of Management del Politecnico di Milano, pre­sentati nei giorni scorsi nel capoluogo meneghino durante il convegno “New Tv & Media: la crisi accelera la trasformazione”.

I New Media, quelli legati alla nuova concezione del Web, quello che comunica ed interagisce, stanno pian piano soffocando i media tradizionali: i nuovi investimenti pubblicitari e le nuove campagne marketing è naturale siano indirizzati on line.

Qualche dato per capire la portata del cambiamento del tipo di investimento pubblicitario.
Media tradizionali (giornali, televisione analogica e radio) perdono rispettivamente il 20%, il 10% ed il 14% sulla raccolta pubblicitaria nel 2009 giunto quasi a conclusione. Per contro, c’è un considerevole aumento delle tv digitali che toccano il 41% (35% nel 2008).

dati_osservatorio_new_mediaI nuovi media hanno salito un gradino pari al 15%, che porta dietro di se un giro d’affari di oltre 3.800 milioni di euro.
Web, Mobile e televisioni coprono il 29% degli introiti: +13% nel confronto con il 2008 in ambito advertising, andando a colmare parte delle perdite dei media tradizionali.

Mentre i media basati sul Web sono cresciuti del 10% grazie alla pubblicità e ai contenuti pre­mium del 10%. A tal proposito, per l’anno in corso gli introiti pubblicitari dei contenuti pre­mium dovrebbero raggiungere un valore di circa 910 milioni di euro, ovvero il 10% in più rispetto al 2008, ma gli esperti ritengono che il potenziale inespresso “è ancora elevatissimo”.

Ancora. I direttori marketing parte del panel utilizzato dall’Osservatorio racconta di come quasi uno su tre (28%) abbia investito in campagne digitali oltre il 10% del budget pubblicitario a disposizione; il 22% ha speso per tale scopo dal 5 al 10% delle risorse disponibili mentre la metà degli intervistati ha investito meno del 5%.
Le pre­visioni in tal senso puntano inequivocabilmente sul web marketing: nel 2010 un responsabile su tre incrementerà gli investimenti di un altro 10%.

Wi-Fe: a Ferrara Internet è gratis e senza limiti di tempo

Pubblicato da Antonella Neriil 15 dicembre 2009

internet_wi-fiConnettersi a Ferrara col proprio portatile seduti al tavolino di un bar del centro? Da tempo questo tipo di servizio gratuito è pos­sibile all’ombra del Castello Estense grazie alla rete wireless Wi-Fe, con delle limitazioni temporali ovviamente. Ma per le festività natalizie il servizio rilancia.
Viene infatti abbattuta ogni barriera legata agli orari e sarà pos­sibile navigare senza fili per l’intera giornata: fino a domenica 10 gennaio il limite mas­simo di connes­sione verrà azzerato e la navigazione diventerà full time.
L’aumento del tempo varrà sia per tutti gli utenti già registrati sia per tutti quelli nuovi che si registreranno in questo periodo.
Le rete, attiva da aprile 2009 e ancora in fase di espansione, sta registrando un ottimo successo e la relativa community Wi-Fe di Facebook conta ormai circa 700 iscritti.
Per informazioni: http://wife.comune.fe.it (su Facebook “Wi-Fe: il wi-fi pubblico di Ferrara”)

Il progetto Wi-Fe (copertura con una rete pubblica wireless di alcune aree della città di Ferrara) inizia pre­valentemente con il centro storico, garantendo la copertura contemporanea per alcune decine di computer (o altri dispositivi collegabili a Internet) nelle seguenti zone:
- Piazza Municipale
- Corso Martiri della Libertà, Piazza Savonarola, Piazza Trento e Trieste
- Piazza Castello, Largo Castello, Piazza della Repubblica
- Giardino delle Duchesse
- Piazza XXIV Maggio (giardini acquedotto)

Il servizio, in questa fase, è strutturato per fornire la navigazione web e l’uso della posta elettronica.
 
 
Glos­sario
 
Wi-Fi
Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che pos­sono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei “Totem Free­station”.
Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un conces­sionario privato, come nel caso di Ferrara.