mar 07 febbraio 2012
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Archivio di aprile, 2010

iPhone smarrito o mossa di marketing?

Pubblicato da Ilaria Mariniil 20 aprile 2010

iphoneUn tecnico Apple avrebbe perso in un pub il nuovo iPhone 4G che stava testando in attesa del lancio e, guarda caso, a ritrovarlo è un reporter di uno dei più noti blog tecnologici al mondo.

La storia lascia perplessi e fa tanto pensare ad un’operazione di marketing.

Le strategie di marketing della Apple mirano infatti da sempre a creare attesa per un prodotto e trasformarlo in oggetto di desiderio (quando non di culto) ancora prima che venga immesso nel mercato.

Oggi il sito Gizmodo conferma che si è trattata di una svista da parte dell’ingegnere della Apple Gray Powell che, in un bar californiano per testare l’iPhone, ha sottovalutato la bontà della birra tedesca e ha dimenticato il telefono sul tavolo prima di andarsene a casa.

Peccato. Era più auspicabile un marketer brillante a un ingegnere ubriaco.

Twitter entra a far parte della storia

Pubblicato da Ilaria Mariniil 19 aprile 2010

twitterLa settimana scorsa a San Francisco, al primo congresso di Twitter, è stato annunciato che gli utenti hanno superato i 105 milioni e che ogni giorno pas­sano sul social network 50 milioni di tweet.

In contemporanea, la biblioteca più grande del mondo, quella del Congresso Usa, ha diffuso la notizia che conserverà elettronicamente tutti i “cinguettii” di Twitter a partire dal primo datato marzo 2006.

Anche se potrebbe sembrare una notizia di scarso rilievo, si tratta in realtà di una vera e propria svolta epocale: Twitter non è più considerato mero strumento di “status update” ma ha avuto un riconoscimento istituzionale e gli storici di domani potrebbero utilizzare questa piattaforma per capire meglio i nostri tempi, dagli eventi politici ai fatti di cronaca ai disastri naturali.

Pubblicità AdSense di Google sotto inchiesta

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 aprile 2010

googleNon si è ancora placata la polemica riguardante la condanna di Google a causa di un video online, che l’Italia si vuole distinguere ancora dalle altre nazioni mettendo le campagne AdSense sotto inchiesta.

Google ha rivoluzionato la pubblicità online, targhettizzandola come mai nes­suno era riuscito a fare e dando così un gran fastidio ai grandi gruppi editoriali che, dopo aver denunciato Google News all’Antitrust, adesso vogliono un controllo sui ricavi derivanti dalla pubblicità AdSense.
Perché stiamo parlando di milioni di euro che vengono sottratti proprio ai giornali che, anziché fare accordi col colosso di Mountain View come hanno fatto in tutto il mondo i grandi dell’editoria, hanno deciso di fargli la guerra.

Se poi consideriamo che AdSense, in Italia, ha interrotto il monopolio dei media tradizionali garantendo a centinaia di siti gli introiti neces­sari per mantenere una democrazia basata sulla pluralità delle voci, è davvero il caso di pre­occuparsi.
E se venisse condannato e bloccato?
Para­dos­salmente la condanna di una potenza economica americana potrebbe creare dei grossi problemi di libertà al Web italiano, che ormai da tempo ha capito di non poter sperare in politiche governative attente alla tutela di un’informazione democratica.