Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di blog che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi.
La decisione è stata presa dalla Federal Trade Commission, l’authority che protegge il consumatore e costituisce una vera rivoluzione per i blog e i social network in continuo aumento.
Negli ultimi anni gli investimenti pubblicitari delle aziende si sono spostati in maniera esponenziale verso il Web, approdando alla pubblicità virale e facendo leva sugli influenzatori in grado di far nascere nuove tendenze di consumo.
Tra questi “influenzatori” ci sono parecchi blogger che, soprattutto grazie al fatto che hanno un rapporto diretto coi loro lettori e che dicono (o dovrebbero dire) ciò che pensano senza filtri, ottengono quella fiducia necessaria a diffondere una buona opinione su un prodotto.
La Ford ad esempio, che dal 2010 venderà anche negli Usa la Fiesta, ha creato un “Fiesta Movement” per cercare di convertire il gusto degli americani alle auto “mini”: 140 vetture sono state affidate ad altrettanti blogger, selezionati attraverso YouTube e considerati dei trendsetter, che racconteranno le loro esperienze di guida sui vari social network.
Ora la norma c’è e sta già accendendo dibattiti sulla trasparenza in Rete.
L’unico dubbio è l’attuabilità di norme come questa che dovrebbero prevedere un gran numero di ispettori Ftc che dovrebbero passare in rassegna un’infinità di blog e siti Web per poterli eventualmente multare… e si sa che le norme, senza un istituto di controllo, non bastano.










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