Trovare un lavoro, trovare nuove amicizie, ampliare la cerchia delle conoscenze, leggere notizie e perché no, anche trovare l’amore. Ma l’aspetto Social, grande novità che contraddistingue il Web 2.0 dall’era precedente, può però servire anche per portare a termine truffe celate dallo schermo, dalla virtualità: ormai la quotidianità ci porta a conoscenza di quanto Internet sia covo di malintenzionati, molteplici i casi in stile Striscia la Notizia che vengono alla luce.
E così è successo ad una ragazza di Montebelluna, come raccontato dalle pagine del quotidiano La Nuova Ferrara, il cui conto è stato prosciugato dal raggiro ben architettato da un 32enne ferrarese che l’aveva convinta del proprio amore sincero, aprendo così le porte della sua fiducia e del suo piccolo capitale: 60mila euro (oltre 25mila di debiti ancora aperti).
A.D.M., le iniziali della trevigiana in questione, come è capitato a molti è in un periodo buoi della sua esistenza: la perdita della madre è un dolore insopportabile, ed è umano cercare qualcuno che ti ascolti, e magari ti ami e ti protegga.
La chat è punto d’incontro di milioni di persone ogni giorno, e dalla Rete sbuca per la montebellunese C.D.P.: lui si finge promotore finanziario, e dopo aver instaurato una relazione con incontri periodici, viene a conoscenza che la ragazza ha avuto in eredità la casa della madre e la convince a venderla e ad investire su sue precise direttive tutto il denaro così ottenuto.
Sotto la minaccia di lasciarla se non avesse seguito le sue indicazioni, e regalandole anche l’anello di fidanzamento (a distanza, A.D.M. scoprirà di averlo pagato lei stessa) le fa aprire conti correnti bancari e postali, con tanto di carte di credito attive e blocchetto degli assegni.
Il ragazzo la convince che il business legato alla rivendita di beni di lusso (orologi, computer, videocamere) è redditizio, e la ammansisce promettendole anche un’imminente convivenza.
Ciliegina sulla torta la richiesta da parte di C.D.P. di richiedere un finanziamento per l’acquisto di un’automobile.
Morale della favola: col finanziamento il ferrarese ha pagato la prima rata, il resto è rimasto sulle spalle della ragazza cui non è rimasto che recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia per truffa. Dove però non è arrivata per prima: per C.D.P. nel 2003 venne esposta la medesima accusa.










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