Si torna alla matita, che affianca e compensa il mouse.
E’ l’ennesimo argomento di vivo interesse uscito dai dibattiti proposti da Intenazionale, la tre giorni svoltasi a Ferrara che ha portato nella città degli Estensi il gotha della comunicazione, dell’informazione e della cultura, facendo registrare un tutto esaurito (e forse qualcosa di più).
Fra libertà di stampa, informazione corretta e politica, il festival non ha certo mancato di approfondire il tema del graphic journalism, ovvero il giornalismo che racconta i fatti – nessun argomento è escluso — attraverso il fumetto.
In Italia tale tipologia comunicativa non è certamente al passo con quello che avviene negli States, dove le imprinting date da tempo dalle graphic novel permette a chi racconta la notizia di diventarne vero protagonista. Oltreoceano è sempre minore la forbice che divide la comunicazione tradizionale da queste nuove forme di comunicazione: la prima cosa cercata infatti da chi fa cronaca fin dagli albori è “l’immagine”, uno scatto eloquente che “parla” per descrivere una scena di un delitto, un attacco in guerra, un furto, un’opera d’arte.
Basti pensare in tal senso l’evoluzione negli ultimi anni delle prime pagine dei quotidiani: le copertine “multi argomento” hanno lasciato spazio ad un’unica immagine, spesso legata all’argomento principale dell’edizione in questione, corredata di poche ma ficcanti righe (con “Libero” che ha fatto scuola).
Alcune delle nuove terminologie relative all’informazione che prendono sempre più piede:
Citizen journalism
Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism o open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet.
New Media
Nuovi media sono quei mezzi di comunicazione di massa sviluppatisi posteriormente alla nascita dell’informatica e in correlazione ad essa. Essendo ormai radicato l’uso del termine “medium” (singolare di media) per indicare i mezzi di comunicazione di massa, tali strumenti vengono definiti “nuovi media” nella misura in cui vengono usati come mezzi di comunicazione di massa (one-to-many) o comunque su larga scala. L’interattività offerta dalle applicazioni web consente una tipologia di comunicazione propria degli stessi nuovi media, e cioè né one-to-one né one-to-many, ma addirittura many-to-many. La comunicazione digitale permette infatti una simultaneità intercognitiva delle esperienze collettive.
Blog
In informatica, e più propriamente nel gergo internettiano, un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l’autore pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni riflessioni, considerazioni, ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video. Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.










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