Come riportato dal quotidiano on line di Ferrara Estense.com (leggi articolo) anche la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ferrara mette guardia da “Zeus”, nuovo virus informatico conosciuto anche con il nome di Zbot.
Un software che “mangia” i dati: stando alle cifre relazionare dalla Polizia postale, ha danneggiato nel nostro Paese una rete di oltre 1.400 computer.
Ma se già per un utente privato è un piccolo dramma perdere file preziosi per l’uso quotidiano, Zeus – una sua variante — ha dimostrato avere potenti tentacoli in affaire molto più delicati su scala nazionale, come riportato in maniera dettagliata dall’edizione on line del prestigioso PC World:
“Sta dilagando una nuova campagna di diffusione di virus malware attraverso messaggi di posta elettronica che promuovono la vaccinazione contro l’influnza A, falsamente inviate dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Peccato che le mail in questione contengano il trojan Zeus.
L’allarme è stato lanciato da McAfee e Symantec, dopo che entrambi hanno rilevato la presenza di moltissime mail ingannevoli che figurano come quella riportata nella schermata di questa notizia. L’oggetto della mail può variare rispetto a quella d’esempio che pubblichiamo in questa notizia e potrebbe includere le frasi “Il tuo profilo personale per la vaccinazione” o “Il programma di registrazione governativo per la vaccinazione contro l’influenza H1N1”; in ogni caso sappiate che nessun ente governativo ha avviato una campagna di mail di allerta alla popolazione per la vaccinazione contro il virus dell’influenza suina.
Le mail malevole invitano a collegarsi al sito cdc.gov per controllare il vostro profilo di vaccinazione, ma la URL del sito in questione porta in realtà a un dominio tipo yhnbad.com.im, che scarica un file trojan sul computer che McAfee ha riconosciuto come una variante recente e non ancora conosciuta del malefico Zeus”.
Glossario
Virus
Nell’ambito dell’informatica un virus è un software, appartenente alla categoria dei malware, che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei file in modo da riprodursi facendo copie di sé stesso, generalmente senza farsi rilevare dall’utente. I virus possono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all’hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento.
Nell’uso comune il termine virus viene frequentemente ed impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di “infestanti” diverse, come ad esempio worm, trojan o dialer.
Trojan
Un trojan o trojan horse (dall’inglese per Cavallo di Troia), è un tipo di malware. Deve il suo nome al fatto che le sue funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile; è dunque l’utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente, installa ed esegue anche il codice trojan nascosto.
I trojan non si diffondono autonomamente come i virus o i worm, quindi richiedono un intervento diretto dell’aggressore per far giungere l’eseguibile maligno alla vittima. A volte agiscono insieme: un worm viene iniettato in rete con l’intento di installare dei trojan sui sistemi. Spesso è la vittima stessa a ricercare e scaricare un trojan sul proprio computer, dato che i cracker amano inserire queste “trappole” ad esempio nei videogiochi piratati, che in genere sono molto richiesti.
Vengono in genere riconosciuti da un antivirus aggiornato come tutti i malware. Se il trojan in questione non è ancora stato scoperto dalle software house degli antivirus, è possibile che esso venga rilevato, con la scansione euristica, come probabile malware.
Malware
Qualsiasi software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software e ha dunque il significato letterale di “programma malvagio”; in italiano è detto anche codice maligno.










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