Negli ultimi giorni su YouTube ha spopolato il video di una ragazza danese che raccontava di essere rimasta incinta dopo un incontro occasionale e di voler far conoscere il figlio al padre del quale non ricorda né nome né nazionalità.
Il messaggio ha avuto un grande successo: più di un milione di utenti hanno cliccato nei giorni scorsi il video di Karen che tiene in braccio il suo bambino e ha ascoltato la sua storia commovente.
Peccato solo si trattasse di un falso.
Infatti il video è stato ideato dall’ente del turismo “Visit Denmark”, la cui responsabile, Dorte Kiilerich, ha dichiarato che lo scopo era quello di dimostrare che la Danimarca è una società libera, dove le donne sono indipendenti e fanno le loro scelte.
Che è un po’ come invitare a visitare la Danimarca con la promessa di donne dai costumi sessuali decisamente liberi.
Molti danesi, però, non hanno gradito e lo spot è stato giudicato lesivo dell’immagine della Danimarca, una pubblicità “volgare che scredita le madri single”; “imbarazzante e triste”; “perfetta per un turismo sessuale”, come è stato commentato in molti forum.
I giudizi della stampa non sono stati diversi e hanno sottolineato, tra l’altro, che lo spot è stato pagato coi soldi dei contribuenti e che trasmette un’immagine completamente distorta del paese, tant’è vero che il video è stato rimosso.
Le nuove frontiere del marketing, come il marketing virale, dovrebbero sempre tener ben presente “cosa” stanno pubblicizzando e quali possono essere le reazioni che l’argomento suscita perché far scalpore non è l’unico scopo, anche il messaggio è importante.










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