Social Network, Blog, Portali di annunci, Forum, e-commerce: il Web 2.0 invade quotidianamente le nostre vite e prende sempre più corpo ed importanza.
Non stupiscono quindi i risultati della ricerca effettuata dall’Osservatorio New Tv & Media della School of Management del Politecnico di Milano, presentati nei giorni scorsi nel capoluogo meneghino durante il convegno “New Tv & Media: la crisi accelera la trasformazione”.
I New Media, quelli legati alla nuova concezione del Web, quello che comunica ed interagisce, stanno pian piano soffocando i media tradizionali: i nuovi investimenti pubblicitari e le nuove campagne marketing è naturale siano indirizzati on line.
Qualche dato per capire la portata del cambiamento del tipo di investimento pubblicitario.
Media tradizionali (giornali, televisione analogica e radio) perdono rispettivamente il 20%, il 10% ed il 14% sulla raccolta pubblicitaria nel 2009 giunto quasi a conclusione. Per contro, c’è un considerevole aumento delle tv digitali che toccano il 41% (35% nel 2008).
I nuovi media hanno salito un gradino pari al 15%, che porta dietro di se un giro d’affari di oltre 3.800 milioni di euro.
Web, Mobile e televisioni coprono il 29% degli introiti: +13% nel confronto con il 2008 in ambito advertising, andando a colmare parte delle perdite dei media tradizionali.
Mentre i media basati sul Web sono cresciuti del 10% grazie alla pubblicità e ai contenuti premium del 10%. A tal proposito, per l’anno in corso gli introiti pubblicitari dei contenuti premium dovrebbero raggiungere un valore di circa 910 milioni di euro, ovvero il 10% in più rispetto al 2008, ma gli esperti ritengono che il potenziale inespresso “è ancora elevatissimo”.
Ancora. I direttori marketing parte del panel utilizzato dall’Osservatorio racconta di come quasi uno su tre (28%) abbia investito in campagne digitali oltre il 10% del budget pubblicitario a disposizione; il 22% ha speso per tale scopo dal 5 al 10% delle risorse disponibili mentre la metà degli intervistati ha investito meno del 5%.
Le previsioni in tal senso puntano inequivocabilmente sul web marketing: nel 2010 un responsabile su tre incrementerà gli investimenti di un altro 10%.










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