mar 07 febbraio 2012
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Web 2.0: furti, quando il database è un sito di gossip

Pubblicato da Ilaria Marini il 20 gennaio 2010

gossip_internetQuando è il dettaglio a fare la differenza. E quando un Sito Internet diventa involontariamente fonte di informazioni che verranno utilizzate per attività illecite.
In America, e non solo, Tzm.com è uno dei più cliccati per restare sempre al passo con gli eventi, essendo uno dei siti più cool in tema di gos­sip, moda, lustrini e paillettes.

Le ragazze magari guardano la foto di Paris Hilton e commentano l’abbigliamento diamond del cane, la nuova acconciatura, il trucco, la borsa che lancerà una nuova moda fashion.
Ma Tzm.com ed alcuni dei siti destinati alle “leggerezze” mondane erano il… database di una giovane banda, ribattezzata immediatamente oltreoceano dall’autorevole quotidiano Los Angeles Time “Bling Ring”.

Ma chi ha astutamente sfruttato la capillarità di Interne per arricchirsi non sono chissà quali bande storiche, organizzazioni malavitose o chissà cosa, ma ragazzi di buona famiglia, cui l’ingegnoso piano “informatico” dei furti ha fruttato qualcosa come 3 milioni di dollari, provento della razzia di capi di abbigliamento, pietre pre­ziose, orologi, e acces­sori di lusso.
Vittime della Bling Ring le celebrità più esposte alla visibilità del Web e del calibro di Paris Hilton, Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom.

In generale, le case svaligiate sono concentrate per la maggiore sulle colline di Hollywood, territorio distante appena trenta chilometri dal sobborgo in cui si sono conosciuti ed aggregati i giovani ladri, il sobborgo alle periferia di Los Angeles Calabasas.

Mappe interattive della pianificazione dei furti, oltre ai siti gos­sipari, anche Social Network quali Facebook e Twitter, da tempo intelligentemente eletti quale sorta di ufficio stampa non convenzionale da parte delle star.

E se già utilizzare Internet come strumento… di lavoro per i furti, colpisce anche la fine della vicenda.
Gli inquirenti non hanno dovuto cercare tra ricettatori e mercato nero per trovare la maggior parte della refurtiva: non era infatti stata rivenduta per ottenere proventi milionari, ma i Bling Ring’s le avevano tenute a mo’ di trofeo facendosi fotografare con gli oggetti o addirittura indos­sandoli a feste ed eventi cui prendevano parte.
Forse perché la diciannovenne che viene indicata la “mente” della banda, Rachel J., è letteralmente osses­sionata dallo stile di vita delle star, dai vestiti agli accessori.

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