YouTube: chi negli ultimi anni non ha mai cercato un video musicale da ascoltare mentre lavora al computer? O ha cercato un estratto video di un programma famoso diventato un “caso” mediatico? O sentito dire al telegiornale “è stato il video più cliccato su YouTube?”.
Bene. Forse un futuro non molto lontano potrebbe vedere il colosso dello streaming su web come nuova televisione: YouTube ha infatti recentemente intavolato trattative con alcune emittenti televisive degli Stati Uniti. Motivo dell’interesse ottenere i diritti di alcuni show che verrebbero trasmessi via streaming a pagamento.
E circolano già i primi dettagli tecnici: le messe in onda in esclusiva non sarebbero interrotte da alcuna forma pubblicitaria e costerebbero all’utente interessato meno di due dollari ad episodio (esattamente 1,99 dollari, che ad oggi valgono 1,35 euro).
Ogni puntata dello show sarebbe disponibile in Europa il giorno successivo a quello della programmazione americana.
Solamente in Italia, secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’8° “Rapporto Censis -Ucsi sulla comunicazione” in merito all’uso di Internet che fanno gli italiani, 19 milioni di persone sanno cosa sono i social network ed uno su 3 usa YouTube (28,3%, ovvero oltre sei milioni di persone).
Ancora: se Facebook è il più popolare (conosciuto dal 90,3% dei giovani), YouTube il più utilizzato (dal 67,8%).
Non solo: il bouquet che vorrebbe proporre YouTube sarebbe davvero appetitoso in quanto ad offerte, alla luce delle partnership che il social networking video sta intavolando con case cinematografiche e discografiche per offrire in pay per view eventi nel campo dello spettacolo, dello sport e della musica.
In ottica di diffusione streaming di video di media-lunga durata, ecco che YouTube sta sviluppando un software attualmente in versione beta per essere testato che si chiama Feather, per venire incontro a chi al giorno d’oggi ancora non dispone di una connessione sufficientemente veloce o dispone di hardware obsoleto.
Tutto ciò è possibile tecnicamente attraverso lo “snellimento” dell’interfaccia, che vede l’eliminazione delle funzionalità non indispensabili durante lo streaming ma che ne rallentano la velocità.










Aggiungi un commento