mer 10 marzo 2010
CromosomaWeb internet web marketing

Web 2.0: Facebook nuovo tornasole della vita di coppia

Pubblicato da Antonella Neriil 17 febbraio 2010

facebook_amoreAdesso ci si mette anche Facebook ad indagare sulla nostra vita sentimentale, e decreta che la coppia aperta è la più triste, che gli utenti più felici sono quelli che hanno una relazione stabile o che sono sposati.
D’altronde chi meglio del Social Network più famoso è in grado di attingere a milioni di dati e incrociarli per ottenere un’immagine fedele del mondo contemporaneo?

Come tutti sappiamo, Facebook ci da la pos­sibilità di indicare quale sia la nostra situazione sentimentale: meglio essere dei single aperti ad ogni pos­sibilità, impegnati ma non fino in fondo, fidanzati ufficialmente e in odore di matrimonio, sposati in modo irreversibile, avere una relazione complicata da semplificare quanto prima o avere una relazione aperta e godersi tutte le opportunità che si presentano?

Lo studio ha intercettato in un primo momento tutti i termini positivi utilizzati nell’aggiornamento dello status degli iscritti, incrociando poi il dato numerico con la situazione sentimentale delle persone.
La conclusione è che gli status più pes­simisti sono proprio quelli di chi dichiara di avere un rapporto aperto, soprattutto se sono uomini che magari risentono della competizione con la partner e della mancanza di stabilità emotiva.
Pare addirittura che la coppia aperta causi un danno alla serenità ancora più grave di quello causato da una relazione complicata o da una vedovanza.
Anche i single hanno spesso momenti tristi, mentre i più positivi sono sicuramente gli sposati e i fidanzati, alla faccia di chi proclama la libertà delle relazioni anticonformiste.

Sicurezza informatica: come scardinare il Web in 6 caratteri

Pubblicato da Antonella Neriil 1 febbraio 2010

login_passwordAlcuni istituti di credito, al giorno d’oggi, pre­sentano una tastiera virtuale che cambia di volta in volta per impedire alla pas­sword di essere “rubata” da qualche pirata informatico.
E, sulla stessa scia, si potrebbe parlare di ingegnosi ed efficienti sistemi di protezione dall’hackeraggio dei pre­ziosi contenuti che ognuno di noi pos­siede in Rete.

Ma c’è un curioso studio, condotto negli Stati Uniti dall’Imperva Application Defense Center (ADC), società della California che lavora in ambito protezione dati, in particolare legati a mondo del business, che rivela di come gli stessi utenti facilitino il compito ai pirati informatici scegliendo pas­sword davvero banali e prevedibili.

Un esempio per rendere l’idea? 123456 è la pas­sword più digitata sul Web.
Un caso particolare ma isolato? Una coincidenza? A giudicare dalle succes­sive prime scelte degli internauti, si direbbe proprio di no.
Forse sottovalutando l’abilità degli hacker, risulta oltreoceano che su oltre 32milioni di pas­sword salvate sul proprio browser al secondo posto risulti 12345; e la terza sia la più sostenuta… 123456789.

Ancora. Un utente su tre alle prese con gli asterischi del campo “login” e/o “pas­sword” usa una sequenza segreta composta da meno di cinque caratteri, ed un utente su due sceglie oltre che le cifre sequenziali nomi comuni o definizioni da vocabolario.
E se la semplicità di identificazione da parte degli esperti ladri della Rete è semplice, agevola ancor di più la caccia grossa in Internet il fatto che le persone usino nella maggior parte dei casi le medesime credenziali per diversi servizi.
Come ovviare a questo buco nella sicurezza dei dati personali on the Web? Seguire ad esempio le direttive utilizzate nientemeno che dalla Nasa:
- pas­sword composta da almeno 7 caratteri
- i codici devono essere alfanumerici, né solo lettere, né solo numeri
- alternare caratteri maiuscoli e minuscoli
- non utilizzare nomi di persona, né tantomeno il proprio di battesimo
- ancor di più: come pas­sword blindata, consigliata una frase composta, magari dove al posto delle vocali vengono sostitutiti dei numeri (es. 4=a, 3=e, 0=o).
 
 
Glos­sario
 
Hacker
Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.
 
Phishing
In ambito informatico il phishing (“spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto mes­saggi di posta elettronica fasulli o mes­saggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a mes­saggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione ecc.

Aziende: la pubblicità sui blog ha delle regole

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 ottobre 2009

blog-fiestaGli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di blog che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi. Read the rest of this entry »

Blog: l’informazione nuova non è una bolla

Pubblicato da Antonella Neriil 7 ottobre 2009

“Questa non è una bolla. La bolla della rete è già scoppiata: questo è un assetto che si regge bene in piedi e che nel lungo periodo non potrà che diventare più stabile ed efficace”. “Le cose stanno cambiando” è in sostanza il commento dal palco di Internazionale, l’evento giornalistico-mediatico che ha recentemente riempito Ferrara di grosse firme dal mondo della comunicazione e dei “protagonisti” della comunicazione, ovvero “noi”, chi usufruisce dell’informazione ed anche chi la “produce”, dal giornalista profes­sionista al pubblicista al blogger.
Sì, perché i blog hanno cambiato il modo di fare informazione. In positivo? In negativo? Sicuramente l’hanno cambiata.
Un interes­sante commento sul blog ufficiale di Internazionale (http://festival.internazionale.it/blog/) rias­sume i punti cardine dell’intervento del giornalista e commentatore statunitense Steven Berlin Johnson al dubbio instillato da molti che vedrebbe quale principale responsabile della crisi che ha colpito il mondo del giornalismo tradizionale nell’ultimo anno.
“Le cose nel campo delle notizie stanno cambiando molto, ma penso pos­siamo dirci con qualche certezza che stanno cambiando in meglio. Se penso a quelle che erano le mie fonti di informazioni e notizie al tempo delle elezioni pre­sidenziali del 1992 e le confronto con quelle delle elezioni del 2008, non ho alcun dubbio sul fatto che l’anno scorso io fossi un cittadino più informato e consapevole”.
Di fatto, ha spiegato Johnson, lo stesso meccanismo che grazie alla rete ha valorizzato l’informazione e le notizie di piccole realtà, quartieri, comunità locali, ha portato negli ultimi anni a una trasformazione globale del giornalismo.
“Nel giornalismo tradizionale, le notizie compiono un percorso simile a quello di una fabbrica, una catena lineare di eventi e interventi. Nell’era del web, le notizie sono tutte collegate tra loro e formano un flusso che si arricchisce di pas­saggio in pas­saggio. Di fatto, non succede e non succederà più che otto persone chiuse in una sala riunioni decidano qual è la notizia su cui puntare: quel lavoro è diventato collettivo, coinvolge tantis­sime persone, profes­sionisti e non, ed è quindi molto più collettivo, dinamico, spontaneo e imprevedibile”.
Ed una certezza finale: “Questa non è una bolla. La bolla della rete è già scoppiata: questo è un assetto che si regge bene in piedi e che nel lungo periodo non potrà che diventare più stabile ed efficace”.