<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CromosomaWeb &#187; blogger</title>
	<atom:link href="http://www.cromosomaweb.it/tag/blogger/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cromosomaweb.it</link>
	<description>your one and only web agency</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Jun 2010 20:23:53 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Web 2.0: Facebook nuovo tornasole della vita di coppia</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/siti-internet/1461/web-2-0-facebook-nuovo-tornasole-della-vita-di-coppia.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/siti-internet/1461/web-2-0-facebook-nuovo-tornasole-della-vita-di-coppia.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 18:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1461</guid>
		<description><![CDATA[Adesso ci si mette anche <b>Facebook</b> ad indagare sulla nostra vita sentimentale, e decreta che la coppia aperta è la più triste, che gli utenti più felici sono quelli che hanno una relazione stabile o che sono sposati. D’altronde chi meglio del <b>Social Network</b> più famoso è in grado di fornire un’immagine fedele del mondo contemporaneo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1465" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/facebook_amore.jpg" alt="facebook_amore" width="300" height="208" />Adesso ci si mette anche <strong>Facebook</strong> ad indagare sulla nostra vita sentimentale, e decreta che la coppia aperta è la più triste, che gli utenti più felici sono quelli che hanno una relazione stabile o che sono sposati.<br />
D’altronde chi meglio del <strong>Social Network</strong> più famoso è in grado di attingere a milioni di dati e incrociarli per ottenere un’immagine fedele del mondo contemporaneo?</p>
<p>Come tutti sappiamo, Facebook ci da la possibilità di indicare quale sia la nostra situazione sentimentale: meglio essere dei single aperti ad ogni possibilità, impegnati ma non fino in fondo, fidanzati ufficialmente e in odore di matrimonio, sposati in modo irreversibile, avere una <a href="http://www.relazionecomplicata.it/" target="_blank">relazione complicata</a> da semplificare quanto prima o avere una relazione aperta e godersi tutte le opportunità che si presentano?</p>
<p>Lo studio ha intercettato in un primo momento tutti i termini positivi utilizzati nell’aggiornamento dello status degli iscritti, incrociando poi il dato numerico con la situazione sentimentale delle persone.<br />
La conclusione è che gli status più pessimisti sono proprio quelli di chi dichiara di avere un rapporto aperto, soprattutto se sono uomini che magari risentono della competizione con la partner e della mancanza di stabilità emotiva.<br />
Pare addirittura che la coppia aperta causi un danno alla serenità ancora più grave di quello causato da una relazione complicata o da una vedovanza.<br />
Anche i single hanno spesso momenti tristi, mentre i più positivi sono sicuramente gli sposati e i fidanzati, alla faccia di chi proclama la libertà delle relazioni anticonformiste.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1461&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/siti-internet/1461/web-2-0-facebook-nuovo-tornasole-della-vita-di-coppia.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sicurezza informatica: come scardinare il Web in 6 caratteri</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/web-curiosita/1294/sicurezza-informatica-come-scardinare-il-web-in-6-caratteri.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/web-curiosita/1294/sicurezza-informatica-come-scardinare-il-web-in-6-caratteri.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[login]]></category>
		<category><![CDATA[password]]></category>
		<category><![CDATA[phishing]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1294</guid>
		<description><![CDATA[Uno studio rivela di come gli stessi <b>utenti</b> facilitino il compito ai <b>pirati informatici</b> sguinzagliati in <b>Internet</b> scegliendo <b>password</b> davvero prevedibili: 123456 è la cobinazione più digitata sul <b>Web</b>. Non solo: negli States su oltre 32milioni di opzioni al secondo posto risulta 12345; e la terza è la più sostenuta… 123456789 [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1309" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/login_password.jpg" alt="login_password" width="300" height="192" />Alcuni istituti di credito, al giorno d’oggi, presentano una <strong>tastiera virtuale</strong> che cambia di volta in volta per impedire alla<strong> password</strong> di essere “rubata” da qualche<strong> pirata informatico</strong>.<br />
E, sulla stessa scia, si potrebbe parlare di ingegnosi ed efficienti sistemi di protezione dall’<strong>hackeraggio </strong>dei preziosi contenuti che ognuno di noi possiede in<strong> Rete</strong>.</p>
<p>Ma c’è un curioso studio, condotto negli Stati Uniti dall’<em><a href="http://www.imperva.com" target="_blank">Imperva Application Defense Center</a></em> (ADC), società della California che lavora in ambito protezione dati, in particolare legati a mondo del<strong> business</strong>, che rivela di come gli stessi utenti facilitino il compito ai pirati informatici scegliendo password davvero banali e prevedibili.</p>
<p>Un esempio per rendere l’idea? 123456 è la password più digitata sul <strong>Web</strong>.<br />
Un caso particolare ma isolato? Una coincidenza? A giudicare dalle successive prime scelte degli internauti, si direbbe proprio di no.<br />
Forse sottovalutando l’abilità degli hacker, risulta oltreoceano che su oltre 32milioni di password salvate sul proprio <strong>browser </strong>al secondo posto risulti 12345; e la terza sia la più sostenuta… 123456789.</p>
<p>Ancora. Un utente su tre alle prese con gli asterischi del campo “<strong>login</strong>” e/o “password” usa una sequenza segreta composta da meno di cinque caratteri, ed un utente su due sceglie oltre che le cifre sequenziali nomi comuni o definizioni da vocabolario.<br />
E se la semplicità di identificazione da parte degli esperti ladri della Rete è semplice, agevola ancor di più la caccia grossa in <strong>Internet</strong> il fatto che le persone usino nella maggior parte dei casi le medesime credenziali per diversi servizi.<br />
Come ovviare a questo buco nella sicurezza dei dati personali <em>on the Web</em>? Seguire ad esempio le direttive utilizzate nientemeno che dalla Nasa:<br />
- password composta da almeno 7 caratteri<br />
- i codici devono essere alfanumerici, né solo lettere, né solo numeri<br />
- alternare caratteri maiuscoli e minuscoli<br />
-  non utilizzare nomi di persona, né tantomeno il proprio di battesimo<br />
- ancor di più: come password blindata, consigliata una frase composta, magari dove al posto delle vocali vengono sostitutiti dei numeri (es. 4=a, 3=e, 0=o).<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario<br />
 <br />
</em>Hacker<br />
</strong>Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.<br />
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.<br />
 <br />
<strong>Phishing<br />
</strong>In ambito informatico il phishing (“spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione ecc.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1294&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/web-curiosita/1294/sicurezza-informatica-come-scardinare-il-web-in-6-caratteri.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende: la pubblicità sui blog ha delle regole</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/esperto-web/315/aziende-la-pubblicita-sui-blog-ha-delle-regole.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/esperto-web/315/aziende-la-pubblicita-sui-blog-ha-delle-regole.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 19:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperto Web]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=315</guid>
		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di <b>blog</b> che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-314" title="blog-fiesta" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/blog-fiesta.jpg" alt="blog-fiesta" width="300" height="180" />Gli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli <strong>autori di blog</strong> che fanno <strong>recensioni</strong> a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi.<span id="more-315"></span></p>
<p>La decisione è stata presa dalla Federal Trade Commission, l’authority che protegge il consumatore e costituisce una vera rivoluzione per i blog e i social network in continuo aumento.</p>
<p>Negli ultimi anni gli <strong>investimenti pubblicitari delle aziende</strong> <strong>si sono spostati in maniera esponenziale verso il Web</strong>, approdando alla pubblicità virale e facendo leva sugli influenzatori in grado di far nascere nuove tendenze di consumo.<br />
Tra questi “influenzatori” ci sono parecchi blogger che, soprattutto grazie al fatto che hanno un rapporto diretto coi loro lettori e che dicono (o dovrebbero dire) ciò che pensano senza filtri, ottengono quella fiducia necessaria a diffondere una buona opinione su un prodotto.</p>
<p>La <strong>Ford</strong> ad esempio, che dal 2010 venderà anche negli Usa la Fiesta, ha creato un “Fiesta Movement” per cercare di convertire il gusto degli americani alle auto “mini”: 140 vetture sono state affidate ad altrettanti blogger, selezionati attraverso <em>YouTube</em> e considerati dei trendsetter, che racconteranno le loro esperienze di guida sui vari social network.</p>
<p>Ora la norma c’è e sta già accendendo dibattiti sulla trasparenza in Rete.<br />
L’unico dubbio è l’attuabilità di norme come questa che dovrebbero prevedere un gran numero di ispettori Ftc che dovrebbero passare in rassegna un’infinità di blog e siti Web per poterli eventualmente multare… e si sa che le norme, senza un istituto di controllo, non bastano.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=315&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/esperto-web/315/aziende-la-pubblicita-sui-blog-ha-delle-regole.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Blog: l’informazione nuova non è una bolla</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/ferrara/178/blog-informazione-nuova.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/ferrara/178/blog-informazione-nuova.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=178</guid>
		<description><![CDATA[“Questa non è una bolla. La bolla della rete è già scoppiata: questo è un assetto che si regge bene in piedi e che nel lungo periodo non potrà che diventare più stabile ed efficace”. “Le cose stanno cambiando” è in sostanza il commento dal palco di Internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Questa non è una bolla. La bolla della rete è già scoppiata: questo è un assetto che si regge bene in piedi e che nel lungo periodo non potrà che diventare più stabile ed efficace”. “Le cose stanno cambiando” è in sostanza il commento dal palco di Internazionale, l’evento giornalistico-mediatico che ha recentemente riempito Ferrara di grosse firme dal mondo della comunicazione e dei “protagonisti” della comunicazione, ovvero “noi”, chi usufruisce dell’informazione ed anche chi la “produce”, dal giornalista professionista al pubblicista al blogger.<br />
Sì, perché i blog hanno cambiato il modo di fare informazione. In positivo? In negativo? Sicuramente l’hanno cambiata.<br />
Un interessante commento sul blog ufficiale di Internazionale (<a href="http://festival.internazionale.it/blog/">http://festival.internazionale.it/blog/</a>) riassume i punti cardine dell’intervento del giornalista e commentatore statunitense Steven Berlin Johnson al dubbio instillato da molti che vedrebbe quale principale responsabile della crisi che ha colpito il mondo del giornalismo tradizionale nell’ultimo anno.<br />
“Le cose nel campo delle notizie stanno cambiando molto, ma penso possiamo dirci con qualche certezza che stanno cambiando in meglio. Se penso a quelle che erano le mie fonti di informazioni e notizie al tempo delle elezioni presidenziali del 1992 e le confronto con quelle delle elezioni del 2008, non ho alcun dubbio sul fatto che l’anno scorso io fossi un cittadino più informato e consapevole”.<br />
Di fatto, ha spiegato Johnson, lo stesso meccanismo che grazie alla rete ha valorizzato l’informazione e le notizie di piccole realtà, quartieri, comunità locali, ha portato negli ultimi anni a una trasformazione globale del giornalismo.<br />
“Nel giornalismo tradizionale, le notizie compiono un percorso simile a quello di una fabbrica, una catena lineare di eventi e interventi. Nell’era del web, le notizie sono tutte collegate tra loro e formano un flusso che si arricchisce di passaggio in passaggio. Di fatto, non succede e non succederà più che otto persone chiuse in una sala riunioni decidano qual è la notizia su cui puntare: quel lavoro è diventato collettivo, coinvolge tantissime persone, professionisti e non, ed è quindi molto più collettivo, dinamico, spontaneo e imprevedibile”.<br />
Ed una certezza finale: “Questa non è una bolla. La bolla della rete è già scoppiata: questo è un assetto che si regge bene in piedi e che nel lungo periodo non potrà che diventare più stabile ed efficace”.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=178&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/ferrara/178/blog-informazione-nuova.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
