<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CromosomaWeb &#187; brand</title>
	<atom:link href="http://www.cromosomaweb.it/tag/brand/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cromosomaweb.it</link>
	<description>your one and only web agency</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Jun 2010 20:23:53 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Self Marketing: creare il brand vincente di noi stessi</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1361/self-marketing-il-brand-vincente-di-noi-stessi.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1361/self-marketing-il-brand-vincente-di-noi-stessi.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[carriere]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Kotler]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1361</guid>
		<description><![CDATA[Secondo le regole del <b>Web 2.0</b> è basilare far sapere che si esiste, che si possiede una determinata <b>professionalità</b>: in poche parole, creare il <b>brand</b> vincente di noi stessi. Ma ci sono alcuni interrogativi da porsi prima di “vendersi”: a chi mi sto rivolgendo? Qual è il mio <b>target</b>? Cosa mirende mi rende “unico” ed appetibile? [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1365" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/self_marketing.jpg" alt="self_marketing" width="300" height="192" />Navigando in <strong>Rete</strong>, si possono riscontrare diversi stati d’animo nei confronti dell’argomento: dal più completo scetticismo, ad un generico “palloso” fino al convincimento più totale nei confronti dei dogmi.<br />
Il riferimento sono le famose “<strong>4 P del self marketing</strong>” di . Sottotitolabile con un “come vendere meglio sé stessi”.</p>
<p>Sono in continua ascesa e  mutamento le teorie relative al self marketing: gli slogan facilmente riscontrabili nello smisurato mondo del<strong> Web</strong>, che come capofila potrebbero essere riconducibili al motto “chi non comunica non esiste!”.</p>
<p>Bisognerebbe dunque secondo le regole del <strong>Web 2.0</strong> far sapere che si esiste, che si possiede una determinata <strong>professionalità</strong>, un certo tipo di attitudini. Che poggiano sulla conoscenza millimetrica di noi stessi.<br />
Partendo dalle domande alla base della vita<strong> Social</strong>, così come fu per l’uomo alle origini, ci sono alcuni interrogativi da porsi prima di “vendersi” sia nel mondo reale che in quello virtuale.<br />
A chi mi sto rivolgendo? Qual è il mio <strong>target</strong>? Quale la caratteristica in mio possesso che più colpisce e mi rende “unico” ed appetibile?</p>
<p>Ma vediamole, queste 4P, ovvero <strong>prodotto</strong>, <strong>prezzo</strong>, <strong>posto</strong> e <strong>promozione</strong>. Ed applichiamole all’articolo da “vendere” al meglio: noi.</p>
<p>–Prodotto: se ci si dovesse paragonare ad un prodotto cosa saremmo? Quali le capacità,le conoscenze ed esperienze che possiamo giocare come carta vincente? Quali i nostri?<br />
Fondamentale, come in tutti i campi, è la prima impressione che si desta: dal modo di porsi all’abbigliamento, ad altri dettagli che possono fare la differenza come il tono di voce, i gesti<br />
–Prezzo: il nostro valore è determinato da una serie di fattori: titolo di studio,<strong> curriculum</strong>,<strong> competenze</strong>.<br />
La cosa fondamentale, oltre a “valere”, è saperlo trasmettere a chi si ha di fronte<br />
–Posto: non sempre è vero che allargando a dismisura i siti cui far pervenire il proprio curriculum sia proporzionale alle probabilità di successo finale. Che in parte è vero, ma basilare è saper ritagliare con precisione stile sarto il proprio range di azione, il substrato ottimale che non svilisca o svenda troppo il soggetto in questione<br />
–Promozione: il far nascere curiosità ed attenzione verso di noi un’altra chiave per l’eventuale successo finale.<br />
Bisogna creare un<strong> brand</strong> di noi stessi, come un’azienda che promuove la propria ultima creazione</p>
<p>Infine, a conferma che il mondo del Web è in continua evoluzione, alcuni hanno allargato… a 6 le P per il successo di sé stessi, che sarebbero per l’esattezza product, price, promotion, place, <strong>people</strong>, <strong>public</strong>.<br />
In pratica, le ultime due P vanno in scia ai contenuti del <strong>Web 2.0</strong>: sfruttare i <strong>Social Network</strong> ed in generale le <strong>community on line</strong> facendo leva sulla loro popolarità e sul fatto che le aziende li tengono monitorati eccome, diffondere la propria immagine in <strong>Internet</strong>.<br />
Insomma, essere il miglior <strong>marketing manager</strong> di noi stessi.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1361&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1361/self-marketing-il-brand-vincente-di-noi-stessi.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viral Marketing: obiettivo far parlaredi sé il Web</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1250/viral-marketing-obiettivo-far-parlaredi-se-il-web.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1250/viral-marketing-obiettivo-far-parlaredi-se-il-web.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[carriere]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing virale]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1250</guid>
		<description><![CDATA[Fare la differenza. Stagliarsi in un panorama saturo. Far parlare di sé. Sono queste le basi portanti del <b>Viral Marketing</b>. Bisogna far parlare autonomamente gli utenti, incuriosirli e affascinarli in maniera tale da portarli spontaneamente a diffondere il proprio <b>brand</b>: quale miglior <b>pubblicità</b> di quella che nasce “dal popolo”? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1255" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/marketing_virale.jpg" alt="marketing_virale" width="300" height="173" />Fare la differenza. Stagliarsi in un panorama saturo. Far parlare di sé. Sono queste le basi di una buona <strong>strategia di marketing</strong>, ma soprattutto le basi portanti del <strong>Viral Marketing</strong>.</p>
<p>Un passo alla volta. Cos’è per definizione il Viral Marketing?<br />
Prendiamo semplicemente la definizione che fornisce <strong>Wikipedia</strong> “Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la <strong>capacità comunicativa</strong> di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale. È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.<br />
Il termine nasce nella metà degli anni ’90 con Draper Fisher Jurvetson utilizzando una analogia biologica con la diffusione esponenziale di un virus e, l’espressione <strong>Viral Marketing</strong> diviene nel 1998 marketing “buzz-word of the year”.<br />
Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”, la conoscenza dell’idea”.</p>
<p>Specificato di cosa si parla, un buon stratega in questo settore della <strong>comunicazione </strong>deve riuscire a creare un meccanismo a catena, un passaparola mediatico in grado di catalizzare l’attenzione, far arrivare e far tornare gli <strong>utenti </strong>sul tuo sito, creare un’attenzione che cresce gradualmente.</p>
<p>Aspetto basilare è il prendere parte al mondo <strong>Social </strong>non “tanto per”, ma seguirlo perseguendo un obiettivo ben preciso, spiccando nella massa perché, volere o volare, oggi anche la più piccola delle realtà anche lontana anni luce dal<strong> Web</strong> ha la sua pagina di <strong>Facebook</strong>, ad esempio. Un biglietto da visita immobile e non visitato, ma c’è a fare numero, ad inflazionare il settore.</p>
<p>Per far lievitare il proprio <strong>brand</strong>, una buona campagna di Viral Marketing deve essere accattivante, non spiccatamente commerciale (assolutamente banditi gli <strong>spot commerciali</strong> puri, che allontanano l’utente).<br />
Anzi: bisogna avere la brillantezza e la capacità di arrivare indirettamente al proprio prodotto e/o servizio catalizzando l’attenzione degli internauti su un altro tema apparantemente esterno, legato ovviamente all’ambito in cui si opera.<br />
Un video, una frase sibillina, perché no uno sconto per testare un determinato prodotto, una musica sono elementi che attirano l’attenzione. E il piano marketing è praticamente già a metà strada.<br />
Bisogna far parlare autonomamente gli utenti, incuriosirli e affascinarli in maniera tale da portarli spontaneamente a diffondere il proprio marchio: quale miglior pubblicità di quella che nasce in maniera spontanea “dal popolo”?</p>
<p>C’è poi un altro equilibrio importante da rispettare: il far diffondere e veicolare nel Web il proprio prodotto ai fruitori finali è sinonimo di aver centrato il progetto, ma saper comunque mantenere la propria <strong>identità </strong>e saper farsi riconoscere resta necessità primaria, altrimenti il progetto va automaticamente a decadere.<br />
Ecco spiegata in tal senso l’importanza di dare riferimenti certi a chi si connette ad <strong>Internet</strong>: una Fan Page di Facebook, un <strong>Sito Internet</strong> ufficiale, un <strong>blog </strong>(o <strong>forum</strong>) aziendale.</p>
<p>Se il risultato finale è il cosiddetto <em><strong>engagement</strong></em> – in italiano la famosa <strong>fidelizzazione </strong>del cliente<strong> </strong>– il <strong>Marketing Manager</strong> può ritenere di aver svolto con perfezione chirurgica il proprio lavoro.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1250&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1250/viral-marketing-obiettivo-far-parlaredi-se-il-web.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Web Marketing 2009: Hewlett-Packard il brand meglio diffuso</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1102/web-marketing-hewlett-packard-il-brand-meglio-diffuso.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1102/web-marketing-hewlett-packard-il-brand-meglio-diffuso.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 10:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1102</guid>
		<description><![CDATA[Hewlett-Packard, Sony e Toshiba sul podio della miglior <b>diffusione on line</b> del proprio <b>brand</b> per l'anno 2009. E’ quanto emerge dalla ricerca ICEcat 2009 Brand Poluraity Index, che premia le tre multinazionali nel settore del <b>web marketing</b> e della pubblicità in <b>Rete</b> per aver meglio veicolato il proprio marchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1106" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/brand_internet.jpg" alt="brand_internet" width="300" height="213" />Hewlett-Packard, Sony e Toshiba sul podio della miglior <strong>diffusione on line</strong> del proprio<strong> brand</strong> nel 2009.<br />
E’ quanto emerge dalla ricerca <em>ICEcat 2009 Brand Poluraity Index</em>, che premia le tre multinazionali nel settore del <strong>marketing</strong> e della pubblicità in <strong>Rete</strong> per aver meglio veicolato il proprio marchio.</p>
<p>Lo scettro consegnato dopo aver analizzato una campione vastissimo, qualcosa come 494 milioni di schede tecniche raccolte.<br />
Le opinioni sono quelle scaricate dal sito ICEcat nel corso dell’anno appena concluso da oltre 8mila negozi <strong>e-commerce</strong>, per una copertura pari ad oltre 3mila<strong> brand tecnologici,</strong> per cui non indirizzata verso nessun risultato.</p>
<p>La top 15 delle aziende IT più ricercate in Rete: HP, Sony, Toshiba, Lenovo, Acer, Canon, Asus, IBM, Kingston, Belkin, Samsung, Philips, Cisco, Epson, Adobe.<br />
Per il futuro gli esperti prevedono una gran rentrée della giapponese Fujitsu e l’entrata nelle posizioni che contano della Dell.</p>
<p>Evidentemente l’ottimo rapporto costi/benefici, l’utilizzo sempre crescente del mezzo informatico confermato quotidianamente dall’ennesima statistica ha spinto i responsabili manager dei tre colossi mondiali a spingere sull’acceleratore del <strong>Web</strong>.<br />
Scelta confermata da un dato eclatante: se nei primi sei mesi del 2009 il trend di <strong>Internet</strong> mostrava un crescita di appena il 12%, nei primo mesi del 2010 il tasso di crescita media annua è previsto addirittura al 48%.<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glos­sario<br />
 <br />
</em></strong><strong>Brand<br />
</strong>La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1102&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/marketing/1102/web-marketing-hewlett-packard-il-brand-meglio-diffuso.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aziende: davvero semplice il business in Internet</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[connessione internet]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=1059</guid>
		<description><![CDATA[Ancora testimonianze reali di quanto investire non soldi ma solamente un po’ del proprio tempo per prendere dimestichezza con i <b>Social Network</b> possa diventare fonte di <b>business</b> per la <b>Pmi</b> italiana. 
“Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con <b>Facebook</b>”. Parola del New York Times [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1077" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/facebook_business.jpg" alt="facebook_business" width="300" height="219" />Ancora testimonianze reali di quanto investire un po’ del proprio tempo per prendere dimestichezza con i <strong>Social Network</strong> possa diventare fonte di <strong>business</strong> per la Pmi italiana.<br />
“Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con <strong>Facebook</strong>”. Parola del <em>New York Times </em>e della sua indagine, riportata recentemente anche da <em>Il Sole 24 O</em>re.</p>
<p>Un primo dato: il costo nullo dell’iscrizione a Facebook.<br />
Punto secondo: a costo zero, il bacino di utenza è pari a 12 milioni di persone, tanti sono ad oggi gli account attivi su FacciaLibro.</p>
<p>Certo, per buttarsi nella <em>web community</em> bisogna avere un minimo di cognizione di causa non tanto sulla tecnologia, che per i Sociale Network è davvero spicciola, quanto sul proprio scopo in <strong>Rete.<br />
</strong><br />
Si parte con una domanda scontata per qualsiasi tipo di <strong>campagna marketing</strong>: qual è l’obiettivo finale?<br />
Da qui capire come strutturare la propria pagina, che proponga i contenuti giusti ma soprattutto faccia trasparire senza equivoco la serietà dell’azienda e dei suoi prodotti e/o servizi offerti. Perché di ciarlatani, purtroppo, è pieno il <strong>Web</strong>.</p>
<p>Altro punto da non sottovalutare, fonte di studio da parte degli uffici marketing di qualsiasi azienda: quale il <strong>target</strong> da colpire? Quali le esigenze che devo soddisfare?</p>
<p>Ancora: un messaggio finalizzato unicamente al “rifilare” il proprio prodotto ha l’effetto contrario a quello ricercato. <strong>Comunicare è</strong> il segreto: confrontarsi, saper ascoltare suggerimenti e – soprattutto — le critiche.</p>
<p>Anche mantenere freschi i <strong>contenuti </strong>è segnale verso l’esterno di costante studio attorno al prodotto e/o servizio, di ricerca, sinonimo di professionalità ed affidabilità; in tal senso, l’utilizzo di <em>newsfeed</em> e <em>status update</em> è basilare per mantenere viva l’attenzione dei clienti che vi hanno già scelto o attirare potenziali nuove entrate.</p>
<p>Un caso di conclamato e tangibile successo al costo di una <strong>connessione Internet</strong>?<br />
E’ quello arcinoto di Chris Meyer, di professione fotografo, residente a Woodbury in Minnesota.<br />
Specializzato in servizi fotografici per matrimoni, si è trovato alle prese con un mercato già saturo di pubblicità tradizionali che offrono servizi similari: comprare a suon di dollari un’inserzione domenicale su un prestigioso quotidiano, ormai, non gli dava più il riscontro cercato. Stesso discorso per lo stand nelle Fiere del settore.<br />
Di qui, probabilmente, la scelta di virare verso la Rete, in particolare Facebook.<br />
Semplicemente dalla rilevazione dello <em>status</em>, Meyer ha fatto conoscere i propri servizi alle ragazze fidanzate in età compresa tra 22 e 28 anni residenti nella zona metropolitana di St. Paul (Minneapolis) che avevano indicato di essere fidanzate nell’apposita casella dei loro profili personali. Più <em>targetizzato </em>di così…<br />
Ed infatti, il suo è stato un business che gli ha permesso di continuare ad avere un mercato, un lavoro. “Se Facebook non esistesse, sarei senza lavoro” la frase più celebre di Meyer che circola per il Web.</p>
<p>Quindi: un profilo di Facebook, per quanto insignificante possa sembrare, è fonte di informazioni preziosissime per indirizzare la propria pubblicità <em>on the web</em>.<br />
E, rispetto alle forme di pubblicità tradizionali, che necessitano di un tempo di incubazione molto più lungo (semplicemente, per quanto un quotidiano nazionale abbia una cassa di risonanza innegabile, chi legge la pubblicità domenicale nell’inserto centrale non è detto che sia in età da matrimonio o intenzionato a sposarsi), Facebook &amp; Co. riescono a fornire nell’arco di poche ore un indice di “apprezzamento” di una determinata proposta/idea pubblicitaria, dal numero di clic e soprattutto dal numero di commenti, indice dell’interesse verso l’argomento, riscontrabile in maniera analoga per le notizie on line ad esempio per un caso di cronaca.</p>
<p>Un altro caso talmente “semplice” da sembrare non possibile?<br />
Tale Charles Nelson è proprietario della pasticceria Sprinkles, specializzata in cupcake (torte monoporzione). In media ogni giorno controlla le impressioni degli utenti su Facebook quaranta volte, ed offre quotidianamente un buono omaggio per assaggiare nuove delizie per il palato da lui testate:<br />
Morale della favola: da aprile ad oggi i suoi fans sono decuplicati, toccando quota 70mila.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=1059&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/1059/aziende-poche-regole-per-fare-business-in-rete.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiat, Ducati e Dolce &amp; Gabbana cavalcano l’onda di Facebook</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=918</guid>
		<description><![CDATA[Fiat, Piaggio, Ducati, Dolce &#38; Gabbana. Certo, le conosciamo tutti: aziende capaci di diffondere e dare continuità alla loro popolarità e al loro <b>brand</b>. E proseguono anche nell'era del <b>Web 2.0</b>: le <b>aziende</b> dei settori automotive, sport e moda hanno infatti saputo occupare le posizioni migliori sul treno chiamato <b>Social Network</b> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-928" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/successo_in_internet.jpg" alt="Business on a laptop" width="300" height="190" />Fiat, Piaggio, Ducati, Dolce &amp; Gabbana. Certo, li conosciamo tutti. Forse perché sono stati capaci di diffondere e soprattutto dare continuità alla loro popolarità e al loro <strong>brand</strong>. E continuano a farlo anche in era del <strong>Web 2.0</strong>.</p>
<p>A rivelarlo uno studio condotto da <a href="http://www.frozenfrogs.it" target="_blank">FrozenFrogs</a>, <strong>agenzia digitale</strong> con specializzazione sui <strong>media emergenti</strong>: chi ha saputo prendere al volo le posizioni migliori sul treno chiamato <strong>Social Network</strong> sono stati i dirigenti del settore automotive, sport e fashion e dello sport, mentre arrancano ben distanziati dal gruppo di testa compagnie telefoniche e banche.</p>
<p>L’analisi è incentrata su <strong>Facebook</strong>, ed in particolare sull’indice di coinvolgimento (E.R. ovvero <strong>Engagement Rate</strong>) emerso dalle <strong>fan-page</strong> che spopolano sul Social Network del momento: l’indice è in grado di rivelare qual è l’efficacia degli investimenti scelti dalla campagna di <strong>Web Marketing</strong> dei colossi messi sotto esame su Facebook.<br />
E non è scontato che l’azienda più grande e più conosciuto abbia un E.R. elevato:  al contrario, aziende medie hanno saputo sfruttare la connessione internet per catalizzare potenziali clienti, mentre diversi colossi hanno fan-page con l’E.R. fermo al 0,16%.</p>
<p>Commercialmente parlando, cosa fa più presa sul popolo di FB? Il lancio di nuovi prodotti (quelli eco-sostenibili attirano parecchio), le promozioni e il proporre la propria <strong>campagna marketing</strong> attraverso <strong>modalità multimediali</strong>.</p>
<p>Ma vediamo qualche dato concreto. L’automotive si staglia nelle fan-page panorama Facebook: Piaggio guida le aziende che hanno centrato le scelte marketing (96), poi Fiat (49) e Ducati (47); nel mondo di lustrini e paillettes bene Dolce &amp; Gabbana (38).<br />
Ed una fan-page spontanea, creata proprio dall’utenza cui il prodotto è rivolto, è la dimostrazione inconfutabile dell’efficacia della diffusione di un determinato brand.<br />
Latita una delle categorie che in<strong> Internet</strong> dovrebbe seminare in abbondanza, ovvero quella delle compagnie telefoniche; balza meno agli occhi ma fa sempre scalpore la pressoché totale mancanza nell’universo Social degli istituti bancari.<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario</em></strong></p>
<p><strong>Brand<br />
</strong>La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.<br />
 <br />
<strong>Engagement Rate<br />
</strong>Indiche che fornisce una dimensione di quanto gli utenti interagiscano con il brand e di conseguenza veicolino altri utenti verso quella determinato prodotto e/o argomento.</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=918&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/aziende/918/le-aziende-vincenti-cavalcano-londa-di-facebook.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Marketing: il futuro della pubblicità? L’Advertising on line</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/marketing/480/marketing-il-futuro-della-pubblicita-ladvertising-on-line.html</link>
		<comments>http://www.cromosomaweb.it/marketing/480/marketing-il-futuro-della-pubblicita-ladvertising-on-line.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cromosomaweb.it/?p=480</guid>
		<description><![CDATA[In Italia chi vuole fare <b>pubblicità</b>, promuovere un <b>brand</b>, sceglie ancora la televisione (52%) e le edizioni cartacee quali quotidiani e riviste (20%). Ma l’<b>adversiting on line</b> sta avanzando in trincea: l'obiettivo di raggiungere il 10% sul totale della <b>spesa pubblicitaria</b> potrebbe addirittura realizzarsi già nel 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-486" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/marketing_advertising.jpg" alt="marketing_advertising" width="300" height="186" />Uno studio diffuso dall’agenzia <a href="http://www.zenithoptimedia.com" target="_blank">ZenithOptimedia</a> ha confermato sensazioni e dati degli ultimi anni: man mano in Italia l’investimento su cartaceo lascerà spazio all’<strong>investimento on line</strong>.<br />
D’altra parte la stessa strada è quella percorsa lentamente in Italia e più velocemente oltreoceano dall’informazione.</p>
<p>Cifre alla mano, che sono quelle che alla fine azzerano le chiacchiere, sono queste: rispetto al 2008, gli investimenti pubblicitari su <strong>carta stampata</strong>, <strong>televisione </strong>e <strong>radio</strong> sono calati quasi del 10% (per l’esattezza 9,9 punti percentuali) e per fine anno arriveranno a toccare anche il 20%.<br />
L’investimento sul<strong> Web</strong> invece è previsto in percentuale simile ma di segno opposto: + 9,2%.<br />
Gli esperti prevedono per il 2010 una crescita della spesa per gli <strong>advertising</strong> impercettibile (0,5%), che si tramuterà in un 4% nel 2011.</p>
<p>Non che <em>on the web</em> sia tutto rosa e viole, specie dall’altra parte dell’Atlantico. Analisi effettuate dagli esperti americani hanno visto la crisi economica riflettersi anche sulla spesa per il marketing on line di cui sono i maggiori interpreti: a tutto giugno infatti i riscontri sono stati negativi.<br />
Nei primi sei mesi dell’anno in corso (dati Iab e Pricewaterhouse Coopers) è stato infatti solamente del 5% (11 miliardi di dollari) l’investimento in Rete, e tale situazione di empasse durerà da previsione sino alla primavera inoltrata.</p>
<p>E nel nostro Paese? <strong>Internet </strong>ha superato la radio. I dati elaborati da <strong>Nielsen</strong> per il primo semestre evidenziano che investimenti on line sono aumentati del 7% per una cifra pari a 340 milioni di euro, che sorpassa i 249 milioni investiti nelle radio. Con cartellonistica e affissioni parecchio arretrate: 100 milioni gli investimenti. <br />
In Italia chi vuole farsi conoscere, promuovere un <strong>brand</strong> sceglie ancora la televisione (52%) ed edizioni cartacee (20%). Ma l’adversiting on line sta avanzando in trincea con i gomiti: l’obiettivo di raggiungere il 10% sul totale della spesa pubblicitaria potrebbe addirittura realizzarsi nel 2010.<br />
 <br />
 <br />
<strong><em>Glossario<br />
 <br />
</em>Advertising<br />
</strong><span>Insieme delle pratiche volte alla promozione di siti e aziende online sfruttando i mezzi interattivi (banner principalmente) disponibili nel Web.<br />
Compito di norma affidato ad agenzie ed aziende specializzate che possiedono le tecnologie necessarie per realizzare e monitorare i risultati di una campagna pubblicitaria online.<br />
 </span><span><br />
</span><strong>Nielsen Media Research<br />
</strong>La Nielsen Media Research (NMR) è un’azienda americana di New York City operante soprattutto da Oldsmar, Florida, specializzata nella misurazione dell’audience di tv, radio e giornali. È soprattutto conosciuta per il Rating Nielsen, nel campo della televisione.I Rating Nielsen per la televisione sono stati elaborati a partire dagli anni 50 e misurano quali programmi vengono visti da diversi segmenti della popolazione. La parte più conosciuta di questa ricerca è il “Diario”. Nei mesi di febbraio, maggio, luglio e novembre, la Nielsen chiede alle famiglie di appuntare sul “Diario” quali programmi vengono visti nell’arco di una settimana.<br />
Alla stessa famiglia appartiene la Nielsen/NetRatings, che misura l’audience di Internet e di altri mezzi digitali attraverso sondaggi telefonici e via computer.<br />
La Nielsen conduce ricerche anche per l’industria cinematografica attraverso il National Research Group (NRG).</p>
<img src="http://www.cromosomaweb.it/?ak_action=api_record_view&id=480&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cromosomaweb.it/marketing/480/marketing-il-futuro-della-pubblicita-ladvertising-on-line.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
