gio 09 febbraio 2012
CromosomaWeb internet web marketing

Web 2.0: Facebook, quando il viral message è molto… intimo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 14 gennaio 2010

facebook_status2Per avere successo c’è un’unica, basilare ed imprescindibile regola: far parlare di sé. Attirare l’attenzione. Anche per cose o argomenti che, alla fin fine, sono come sabbia tra le mani. Ma catalizzare le attenzioni altrui su se stessi, sul proprio prodotto, o sul proprio Sito Web serve a mantenersi “vivi”.

Queste sono le sette vite di Facebook, che continua a stupire – come nel caso dello sposo che cambiò il suo status direttamente davanti all’altare – con eventi che non hanno nes­suna rilevanza, ma creano una moda, un filone.
Ora su FacciaLibro impazza la moda… del colore di reggiseno.

Da qualche settimana molti dei frequentatori del Social Network più cool del globo si stanno domandando cosa significhino enigmatici post come “nero”, “bianco”, “rosa”. E un indizio: le parole arrivano esclusivamente da utenti del gentil sesso. Con una provocazione: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.
Poco ci è voluto a scoprire che i colori altro non erano che.. la tinta del reggiseno delle utenti in quel pre­ciso momento.

Il trend altro non è che l’ennesimo caso di viral mes­sage, quelle geniali invenzioni che fanno scervellare l’intera popolazione Internet o che ne attirano l’attenzione, aumentando il traffico e i contatti.
Stesso principio del diffuso video virale o del più strutturato marketing virale.

Siete marketing manager in erba e avete la tentazione di provare a generare un mes­saggio virale?
Utile può tornare questo breve vademecum in 7 punti pubblicato dall’agenzia GoViral per creare qualcosa che lasci il segno attirando attenzione:
1. la storia deve essere divertente, provocatoria, irriverente, sovversiva, fuori di testa per catturare l’attenzione;
2. il contenuto deve essere fresco, qualcosa che l’utente non ha mai visto prima o comunque migliore di quello che ha già visto;
3. l’associazione con la marca deve essere sottile, deve intrattenere con leggerezza senza riferimenti troppo diretti alla marca;
4. l’esecuzione neces­sita di un format che si possa condividere online con la propria rete sociale;
5. gli esseri umani hanno una tendenza innata a raccontare storie, quindi condivideranno e creeranno conversazioni quando il materiale offre i giusti spunti;
6. i riferimenti devono essere ad avvenimenti attuali, dato che la vita media di una notizia è breve, questi devono essere utilizzati con la mas­sima tempestività per evitare di essere respinti;
7. il pay-off deve avvenire rapidamente, il tempo è denaro e i consumatori non vogliono far sprecare tempo alle altre persone.

Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa

Pubblicato da Ilaria Mariniil 13 gennaio 2010

giochi_onlineGirl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai giochi di ruolo on line che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno pre­ferito dai componenti di genere maschile.

A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito Internet dalla University of Southern California e relativa ai giocatori statunitensi di EverQuest II: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggres­sive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.

Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria pas­sione per il gioco in Rete.

Aziende: davvero semplice il business in Internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 7 gennaio 2010

facebook_businessAncora testimonianze reali di quanto investire un po’ del proprio tempo per prendere dimestichezza con i Social Network possa diventare fonte di business per la Pmi italiana.
“Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con Facebook”. Parola del New York Times e della sua indagine, riportata recentemente anche da Il Sole 24 Ore.

Un primo dato: il costo nullo dell’iscrizione a Facebook.
Punto secondo: a costo zero, il bacino di utenza è pari a 12 milioni di persone, tanti sono ad oggi gli account attivi su FacciaLibro.

Certo, per buttarsi nella web community bisogna avere un minimo di cognizione di causa non tanto sulla tecnologia, che per i Sociale Network è davvero spicciola, quanto sul proprio scopo in Rete.

Si parte con una domanda scontata per qualsiasi tipo di campagna marketing: qual è l’obiettivo finale?
Da qui capire come strutturare la propria pagina, che proponga i contenuti giusti ma soprattutto faccia trasparire senza equivoco la serietà dell’azienda e dei suoi prodotti e/o servizi offerti. Perché di ciarlatani, purtroppo, è pieno il Web.

Altro punto da non sottovalutare, fonte di studio da parte degli uffici marketing di qualsiasi azienda: quale il target da colpire? Quali le esigenze che devo soddisfare?

Ancora: un mes­saggio finalizzato unicamente al “rifilare” il proprio prodotto ha l’effetto contrario a quello ricercato. Comunicare è il segreto: confrontarsi, saper ascoltare suggerimenti e – soprattutto — le critiche.

Anche mantenere freschi i contenuti è segnale verso l’esterno di costante studio attorno al prodotto e/o servizio, di ricerca, sinonimo di profes­sionalità ed affidabilità; in tal senso, l’utilizzo di newsfeed e status update è basilare per mantenere viva l’attenzione dei clienti che vi hanno già scelto o attirare potenziali nuove entrate.

Un caso di conclamato e tangibile successo al costo di una connes­sione Internet?
E’ quello arcinoto di Chris Meyer, di profes­sione fotografo, residente a Woodbury in Minnesota.
Specializzato in servizi fotografici per matrimoni, si è trovato alle prese con un mercato già saturo di pubblicità tradizionali che offrono servizi similari: comprare a suon di dollari un’inserzione domenicale su un pre­stigioso quotidiano, ormai, non gli dava più il riscontro cercato. Stesso discorso per lo stand nelle Fiere del settore.
Di qui, probabilmente, la scelta di virare verso la Rete, in particolare Facebook.
Semplicemente dalla rilevazione dello status, Meyer ha fatto conoscere i propri servizi alle ragazze fidanzate in età compresa tra 22 e 28 anni residenti nella zona metropolitana di St. Paul (Minneapolis) che avevano indicato di essere fidanzate nell’apposita casella dei loro profili personali. Più targetizzato di così…
Ed infatti, il suo è stato un business che gli ha permesso di continuare ad avere un mercato, un lavoro. “Se Facebook non esistesse, sarei senza lavoro” la frase più celebre di Meyer che circola per il Web.

Quindi: un profilo di Facebook, per quanto insignificante possa sembrare, è fonte di informazioni pre­ziosis­sime per indirizzare la propria pubblicità on the web.
E, rispetto alle forme di pubblicità tradizionali, che neces­sitano di un tempo di incubazione molto più lungo (semplicemente, per quanto un quotidiano nazionale abbia una cassa di risonanza innegabile, chi legge la pubblicità domenicale nell’inserto centrale non è detto che sia in età da matrimonio o intenzionato a sposarsi), Facebook & Co. riescono a fornire nell’arco di poche ore un indice di “apprezzamento” di una determinata proposta/idea pubblicitaria, dal numero di clic e soprattutto dal numero di commenti, indice dell’interesse verso l’argomento, riscontrabile in maniera analoga per le notizie on line ad esempio per un caso di cronaca.

Un altro caso talmente “semplice” da sembrare non pos­sibile?
Tale Charles Nelson è proprietario della pasticceria Sprinkles, specializzata in cupcake (torte monoporzione). In media ogni giorno controlla le impres­sioni degli utenti su Facebook quaranta volte, ed offre quotidianamente un buono omaggio per assaggiare nuove delizie per il palato da lui testate:
Morale della favola: da aprile ad oggi i suoi fans sono decuplicati, toccando quota 70mila.

Browser: nella leadership di Explorer, avanza Chrome

Pubblicato da Ilaria Mariniil 5 gennaio 2010

browser_chromeInternet Explorer non molla la presa sul primo posto tra i browser utilizzato da chi attiva una connes­sione ad Internet. Ma la notizia che crea un pre­cedente è quella relativa al terzo gradino conquistato nel dicembre scorso da Chrome, che ha buttato fuori dal podio relativo ai browser Safari.

Lo studio, condotto da Net Applications, attribuisce al browser di Apple il 4,46% delle scelte degli utenti, mentre il browser lanciato da Google è salito al 4,63%: un bel traguardo raggiunto in un solo anno di vita.
Tale dato però non stupisce più di tanto, alla luce di una strategia ben pre­cisa disegnata da Google: il rilascio nelle settimane scorse della versione di Chrome per Linux e Mac, oltre alla continua campagna di diffusione della versione Beta 4.0 e l’introduzione del supporto per le estension.

Si diceva della leadership incontrastata di Explorer, attualmente alla versione 8.0: oltre sei tenti su dieci (62,69%) utilizzano per la navigazione il browser made in Microsoft, mentre la medaglia d’argenta, Firefox (oggi disponibile la release 3.5), è molto staccata: 24,61%.
Nella clas­sifica troviamo poi Opera (2,40%), Opera Mini (0,53%) e Netscape (0,32%).

Ma ad oggi una larga fetta, sempre crescente, di utenti si collega via Mobile (ad oggi 1,3% del traffico web). Ed anche in questo caso da registrare un grande passo in avanti di un altro prodottto sviluppato da Google: Android ha registrato un raddoppio degli accessi tra novembre e dicembre 2009 (+ 54%); nella speciale graduatoria troviamo poi BlackBerry (+22,2%), iPhone (20,1%), Symbian (+19,0%) e Java ME (+15,66%).

Web 2.0: Internet prende gli italiani… per la gola

Pubblicato da Ilaria Mariniil 31 dicembre 2009

cucina_internetIn televisione e sulla carta stampata impazzano i programmi di cucina: dall’ormai tradizionale Prova del Cuoco di Rai Uno alla rubrica Gusto del Tg5 fino al recente Cotto e Mangiato supplemento di Studio Aperto su Italia 1.
Ovunque, in qualsiasi ambito, viene proposta una ricetta o un consiglio sull’alimentazione.

E il Web? Poteva essere da meno? Certo che no.
Uno studio condotto dalla Nielsen per la Voiello, noto produttore di pasta made in Italy, e dall’eloquente titolo “Il web dei golosi”, porta alla luce di come anche Internet pulluli di appas­sionati di cucina: quasi due milioni di italiani visitano con regolarità i siti dedicati ai fornelli e ai suoi segreti. Ovvero un po’ meno della metà dei 4.5 milioni di internauti – recentemente censiti dalla ricerca Gpf/Negroni – risulta un foodies, giusto per utilizzare un neologismo di quelli che sforna quotidianamente la Rete, che ci ripropone quello che eravamo abituati ad etichettare come “buongustaio” in english style.

Tornando all’analisi Nielsen, nello scorso giungo una fetta pari al 7,9% degli 1,8 milioni di persone che si sono connesse ad Internet ha cercato o proposto una ricetta: la crescita rispetto al 2008 è notevole, + 4,6%.

I foodies di cosa dis­sertano in rete? Ma in Italia è ovvio: pasta. La clas­sifica? Spaghetti in pole position (la parola che identifica l’Italia nel mondo è pre­sente in 14.989 mes­saggi), penne al secondo (4.147), linguine medaglia di bronzo (2.990).

E la cucina sul Web poteva non seguire la strada Social? Certo che no. Un milione e mezzo di utenti si addentra in forum, blog e gruppi di discus­sione imperniati su spezie e sughi, o partecipa a concorsi a tema.

Non solo. Oltre un milione di persone utilizza l’e-commerce alimentare.

Il profilo del foodies: donna in tre casi su cinque, di età compresa tra 18 e 9 anni nel 70% dei casi.

I siti internet dedicati che hanno fatto… più gola sono www.cookaround.com (814mila utenti unici mensili), www.giallozafferano.it (626mila), www.cucinare.meglio.it (500mila).
Bene anche www.piacerevero.it , il sito creato dalla stessa Voiello per permettere agli utenti un interscambio culinario real time. Un successo? Considerando che nel mese di settembre il traffico è aumentato del 300%, l’azienda dal punto di vista marketing ha fatto centro.

Italia 2009: più computer, più connessioni (lente), più Web

Pubblicato da Ilaria Mariniil 28 dicembre 2009

computer_italiaPiù volte è stato rimarcato da autorevoli sondaggi e ricerche di quanto in Italia il computer sia oramai un bene di largo utilizzo e di quanto siano aumentata la permanenza davanti al desktop e gli accessi ad Internet: insomma, a grandi passi hardware, software e modem stanno tenendo il passo dei diffusis­simi televisione e cellulare.
Ma se questo è il lato progres­sista della medaglia, quello oscuro riguarda l’avvento della banda larga, che vede il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

A confermare sia gli aspetti positivi che negativi della tecnologia informatica italiana è l’ultimo rapporto in merito dell’Istat, che con le indagini “Multiscopo” rileva i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.
I dati del rapporto, di cui riportiamo i punti salienti, sono stati rilevati nel febbraio 2009.
 
Più linee Adsl, accessi ad Internet e pc
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, pre­sente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore Dvd (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Tra i beni tecnologici pre­senti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna para­bolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che pos­siede il personal computer, pas­sando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%).
Migliora anche la qualità della connes­sione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connes­sioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connes­sione a banda larga (linea telefonica Adsl o altro tipo di connes­sione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%.
 
Italia, connes­sione lumaca
Le differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa.
È pos­sibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%.
Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%. 
 
Web, questione di generazione
Nel 2009 il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Se si considera la frequenza di utilizzo, inoltre, si evidenzia che il 27% delle persone di 3 anni e più usa il personal computer tutti i giorni e il 21,8% di quelle di 6 anni e più usa Internet quotidianamente (Tavola 2.1).
Rispetto al 2008, aumenta la quota degli utenti sia del personal computer (2,6 punti percentuali) sia di Internet (4,2 punti percentuali), confermando così il trend registrato anche nel 2008 dopo il sus­seguirsi di due anni di stagnazione (2006−2007). In particolare, si registra un incremento significativo nell’uso quotidiano: dal 24,4% al 27% per il pc e dal 17,7% al 21,8% per Internet.
Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11–19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35–44 anni l’uso del personal computer (62%) e di Internet (58,2%) è molto più contenuto.
 
Internet, questione di classe (sociale)
L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale che comunque appare in attenuazione. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 90,2% e 88,3%) per i quali la sovrapposizione nell’uso del personal computer e di Internet è quasi totale, seguiti dagli occupati (66,7% e 63,6%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (16,3% e 14,3%) e i ritirati dal lavoro (12,4% e 10,6%).
Tra gli occupati l’uso del personal computer pre­vale tra i direttivi, quadri, impiegati (85,4%). Seguono i dirigenti, imprenditori, liberi profes­sionisti (81,3%) e, a grande distanza, i lavoratori in proprio e coadiuvanti (53,8%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 45,1%. Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (82,9%), seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi profes­sionisti (79,1%). Solo il 40,9% degli operai e apprendisti usa, invece, la rete.
Rispetto al 2008, l’uso di personal computer tra gli occupati è pas­sato dal 63,4% al 66,7% e la navigazione in Internet dal 59% al 63,6%.
 
Internet Home
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi pre­cedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo. Considerando i figli di 3–17 anni che vivono con i genitori (con uno o entrambi), si evidenzia che il 18,2% usa il personal computer solo a casa, il 2,3% lo usa solo a scuola, il 15% sia a scuola sia a casa (ma non altrove) e il 23% utilizza il personal computer in molteplici luoghi (a casa di altri e/o a casa propria e/o a scuola).
 
WiFi in aumento
Considerando, infine, il collegamento ad Internet senza fili, si evidenzia che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%). La quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.
Rispetto all’anno pre­cedente la situazione è piuttosto stabile, ad eccezione di chi usa il portatile con collegamento senza cavi (WIFI) che passa dal 22,1% nel 2008 al 32% nel 2009.
 
Mi connetto per…
Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete pre­valentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (79,1%), hanno consultato Internet per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%).
Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).
Decisamente più contenute le quote di utenti che negli ultimi tre mesi hanno usato Internet per cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro (17,7%), che hanno venduto merci o servizi (7,8%) o hanno fatto un corso on line (6,2%).
Rispetto all’anno pre­cedente si registra un incremento per quasi tutte le attività; in particolare, aumenta la quota di chi consulta Internet per apprendere (dal 58,3% del 2008 al 69,4% del 2009) e per leggere o scaricare giornali news, riviste (dal 38,4% al 46,7%). Aumenta anche la quota di chi ascolta la radio e guarda programmi televisivi via web (dal 21,4% al 29,5%) e di chi usa il web per trovare informazioni su servizi relativi a viaggi e soggiorni (dal 43,2% al 48,3%) e per cercare informazioni sanitarie (dal 35,7% al 40,5%).
Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software (38,5% rispetto al 22,7% delle donne), nell’usare servizi bancari (34,4% rispetto al 25,8%), nel cercare informazioni su merci e servizi (68,4% rispetto al 59,9%), nel giocare o scaricare giochi, immagini, musica (45,2% rispetto al 37,5%), nel vendere merci o servizi (10,8% rispetto al 4,3%) e nel leggere o scaricare giornali, news, riviste (49,7% rispetto al 43,2%).
Le donne sono più interes­sate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie (46,5% delle donne contro il 35,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di qualunque tipo (42% contro il 36,4% degli uomini).
 
Internet è comunicazione
Il 34,6% degli utenti di Internet utilizza la rete per inserire mes­saggi in chat, newsgroup o forum e il 27,9% utilizza i servizi di instant mes­saging. Internet risulta meno usato per effettuare videochiamate (19,7%) e per telefonare (16,9%).
Rispetto all’anno pre­cedente aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale: in particolare, registra un incremento di 13,3 punti percentuali l’uso della chat e di 6,6 punti percentuali l’uso di servizi di istant mes­saging.
L’uso della rete per comunicare è fortemente connotato con l’età: sono soprattutto i giovani di 15–24 anni ad inserire mes­saggi in chat, newsgroup, forum (oltre il 62% contro il 34,6% della media nazionale) o ad utilizzare i servizi di instant mes­saging (più del 51% contro il 27,9% della media nazionale).
Rispetto all’anno pre­cedente si sono registrati incrementi significativi in queste attività sia tra i giovani che tra gli adulti, anche se tale incremento non ha ridotto le distanze generazionali.
Va comunque sottolineato che, rispetto all’anno pre­cedente, si sono registrati incrementi significativi anche tra gli adulti di 35–44 anni. Ad esempio la quota degli individui che usano la chat è più che raddoppiata (pas­sando dal 12,2% al 24,5%), anche se tale incremento non ha ridotto le distanze con i giovani di 15–24 anni.
 
E-commerce in ascesa
Più di un quarto degli utenti di Internet acquista beni e servizi online. Il 24,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato nello stesso arco temporale (pari a 5 milioni 612 mila persone). A questa quota si aggiunge un 6,2% di utilizzatori di Internet che hanno ordinato e/o comprato merci e/o servizi più di un anno prima dell’intervista (1 milione 437 mila). Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 29,1% contro il 18,7% delle donne), delle persone tra i 20 e i 54 anni (oltre il 23% con un picco del 30,7% nella fascia 25–34 anni) e della popolazione residente nel Centro-nord (oltre il 26%) rispetto a quella residente nel Sud.
Analizzando l’acquisto di beni e servizi on line nell’arco temporale che va dal 2005 al 2009 si nota come l’uso del web per ordinare o comprare merci e/o servizi sia cresciuto in modo significativo tra il 2005 e il 2006 (pas­sando dal 16,8% al 20,6%), mentre per gli anni succes­sivi si sono registrati incrementi minimi.
Nel 2009, tra i beni e i servizi acquistati via web, si collocano le spese per viaggi e soggiorni (biglietti ferroviari, aerei, ecc.), ordinati o acquistati dal 38,4% delle persone che hanno effettuato ordini o acquisti su Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, e i pernottamenti per vacanza (27,6%). Seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%), attrezzature elettroniche e biglietti per spettacoli (entrambi con il 17,6%), software per computer e/o loro aggiornamenti (esclusi i videogiochi) (16,4%), gli articoli per la casa (14,5%) e hardware per computer (13,3%).
 

Tutto il rapporto è visionabile e scaricabile all’indirizzo http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091228_01/testointegrale20091228.pdf

Wi-Fe: a Ferrara Internet è gratis e senza limiti di tempo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 15 dicembre 2009

internet_wi-fiConnettersi a Ferrara col proprio portatile seduti al tavolino di un bar del centro? Da tempo questo tipo di servizio gratuito è pos­sibile all’ombra del Castello Estense grazie alla rete wireless Wi-Fe, con delle limitazioni temporali ovviamente. Ma per le festività natalizie il servizio rilancia.
Viene infatti abbattuta ogni barriera legata agli orari e sarà pos­sibile navigare senza fili per l’intera giornata: fino a domenica 10 gennaio il limite mas­simo di connes­sione verrà azzerato e la navigazione diventerà full time.
L’aumento del tempo varrà sia per tutti gli utenti già registrati sia per tutti quelli nuovi che si registreranno in questo periodo.
Le rete, attiva da aprile 2009 e ancora in fase di espansione, sta registrando un ottimo successo e la relativa community Wi-Fe di Facebook conta ormai circa 700 iscritti.
Per informazioni: http://wife.comune.fe.it (su Facebook “Wi-Fe: il wi-fi pubblico di Ferrara”)

Il progetto Wi-Fe (copertura con una rete pubblica wireless di alcune aree della città di Ferrara) inizia pre­valentemente con il centro storico, garantendo la copertura contemporanea per alcune decine di computer (o altri dispositivi collegabili a Internet) nelle seguenti zone:
- Piazza Municipale
- Corso Martiri della Libertà, Piazza Savonarola, Piazza Trento e Trieste
- Piazza Castello, Largo Castello, Piazza della Repubblica
- Giardino delle Duchesse
- Piazza XXIV Maggio (giardini acquedotto)

Il servizio, in questa fase, è strutturato per fornire la navigazione web e l’uso della posta elettronica.
 
 
Glos­sario
 
Wi-Fi
Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che pos­sono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei “Totem Free­station”.
Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un conces­sionario privato, come nel caso di Ferrara.