sab 04 settembre 2010
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Web Marketing 2009: Hewlett-Packard il brand meglio diffuso

Pubblicato da Antonella Neriil 11 gennaio 2010

brand_internetHewlett-Packard, Sony e Toshiba sul podio della miglior diffusione on line del proprio brand nel 2009.
E’ quanto emerge dalla ricerca ICEcat 2009 Brand Poluraity Index, che pre­mia le tre multinazionali nel settore del marketing e della pubblicità in Rete per aver meglio veicolato il proprio marchio.

Lo scettro consegnato dopo aver analizzato una campione vastis­simo, qualcosa come 494 milioni di schede tecniche raccolte.
Le opinioni sono quelle scaricate dal sito ICEcat nel corso dell’anno appena concluso da oltre 8mila negozi e-commerce, per una copertura pari ad oltre 3mila brand tecnologici, per cui non indirizzata verso nes­sun risultato.

La top 15 delle aziende IT più ricercate in Rete: HP, Sony, Toshiba, Lenovo, Acer, Canon, Asus, IBM, Kingston, Belkin, Samsung, Philips, Cisco, Epson, Adobe.
Per il futuro gli esperti pre­vedono una gran rentrée della giapponese Fujitsu e l’entrata nelle posizioni che contano della Dell.

Evidentemente l’ottimo rapporto costi/benefici, l’utilizzo sempre crescente del mezzo informatico confermato quotidianamente dall’ennesima statistica ha spinto i responsabili manager dei tre colossi mondiali a spingere sull’acceleratore del Web.
Scelta confermata da un dato eclatante: se nei primi sei mesi del 2009 il trend di Internet mostrava un crescita di appena il 12%, nei primo mesi del 2010 il tasso di crescita media annua è pre­visto addirittura al 48%.
 
 
Glos­sario
 
Brand
La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.

Shopping on line? L’e-commerce strega gli uomini!

Pubblicato da Antonella Neriil 1 dicembre 2009

ecommerce-onlineInternet sforna sondaggi a ripetizione per ogni argomento ed in ogni momento dell’anno. Arrivati a Natale, poteva mancare il consuntivo sul target e le abitudini del compratore in Rete per l’anno che sta finendo? Certo che no.

I dati arrivano da Twenga, uno dei motori di ricerca per lo shopping più completo del panorama Web, che ha messo sotto la lente le abitudini di uomini e donne italiane. E se lo shopping on the road è monopolio delle donne, quello on the web vede avvantaggiati… gli uomini!

Non solo. Il risultato del sondaggio fa trasparire che l’e-commerce è forse più radicato di quanto si possa immaginare: quasi una persona su due acquista on line. E, rispetto al 2008, sono le donne ad aver aumentato la propensione all’acquisto on the Web (+13%), anche se rimangono staccate.

La meticolosità nelle analisi prima di aprire il portafogli: confronto dei prezzi: 74%, delle donne contro il 75% degli uomini; informazioni supplementari prodotti e marche: gentil sesso 71% contro il 78% degli uomini.
Altri para­metri. La metà delle donne vuole toccare con mano ciò che acquista on line (37% degli uomini); quasi la metà (42%) teme che i prodotti consegnati siano un bluff rispetto a quanto proposto dalla pre­sentazione di chi lo vende (gli uomini sono fermi al 29%); il 37% teme ritardi nella consegna (contro il 28% degli uomini).
E la paura del pagamento elettronico? La paura di venire truffate frena una donna su tre (30%) e solamente un uomo su cinque (23%).
 

Le cifre raccolte da Twenga sugli acquisti on line (535 intervistati):

- Utilizzo di internet nel 2008: donne 26%, uomini 38%
- Utilizzo di internet nel 2009: donne 39%, uomini 59%
- Quest’anno mi informerò in rete su prodotti e marche: donne 71%, uomini 78%
- Quest’anno mi informo sui negozi: donne 57%, uomini 63%
- Quest’anno confronto i prezzi on line: donne 74%, uomini 75%
- Non mi fido dei pagamenti on-line: donne 30%, uomini 23%
- Voglio vedere e toccare con mano ciò che acquisto: donne 50%, uomini 37%
- Ho paura che i prodotti consegnati non siano fedeli alla descrizione: donne 42%, uomini 29%
- Temo ritardi e che non rispettino i termini di consegna: donne 37%, uomini 28%
- Ho paura di non poter cambiare i prodotti che non vanno bene: donne 32%, uomini 22%

E-commerce: potere ai forum indipendenti di consigli

Pubblicato da Antonella Neriil 16 novembre 2009

ecommerce_forumComprare on line: l’e-commerce è in aumento, ma prima di aprire il portafoglio si chiede ancora il consiglio a chi il prodotto l’ha già testato, che batte le sirene della pubblicità o le recensioni di esperti. E le opinioni cui si fa affidamento arrivano proprio dalla Rete.

Morale: per comprare in Internet si chiede consiglio… al popolo di Internet. Quello non di parte, quello che testa i prodotti e mette a disposizioone di tutti la propria esperienza personale.

E’ quanto emerge da una ricerca effettuata dal portale Ciao!, community on line gratuita che aggrega le opinioni pratiche scritte direttamente dai consumatori che “con spirito critico – si legge sulle FAQ di ciao.it — valutano milioni di prodotti e servizi a beneficio di altri”.

Le percentuali: oltre i due terzi (70%) dei consumatori, per decidere se spendere o meno soldi per un determinato prodotto, ritiene le opinioni personali di utenti disinteres­sati molto più realistiche di quanto lo sia la pubblicità, sia per acquisti in Rete che in negozi o supermercati. E fa affidamento a tali informazioni raccolte sui forum indipendenti che influenzano nel 75% dei casi la scelta finale.

Non solo: un terzo degli intervistati (31%) fa affidamento alle recensioni ed ai test effettuate per conto degli usufruitori finali da parte dei profes­sionisti del settore.

Ancora: le pubblicità ritenute più utili ed esaurienti sono quelle proprio che si trovano sul Web.
 
 
 
Glos­sario
 
E-commerce
- Il commercio elettronico (e-commerce in inglese) viene utilizzato per indicare l’insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite Internet.
Nell’industria delle telecomunicazioni si può intendere l’e-commerce anche come l’insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali
Secondo una terza definizione il commercio elettronico è la comunicazione e la gestione di attività commerciali attraverso modalità elettroniche, come l’EDI (Electronic Data Interchange) e con sistemi automatizzati di raccolta dati.
Secondo una ricerca italiana del 2008 l’e-commerce in Italia ha un valore stimato di 4,868 miliardi di euro nel 2007, con una crescita del fatturato del 42,2%. Nel 2007 sono stati eseguiti circa 23 milioni di ordini on line in Italia.

Il significato del termine “commercio elettronico” è mutato col pas­sare del tempo. All’inizio indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, generalmente ricorrendo alla tecnologia EDI, per inviare documenti commerciali come ordini d’acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito vennero aggiunte delle funzioni che pos­sono venire denominate in modo più accurato come “e-commerce” — l’acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati dall’indirizzo HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell’ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento on-line, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.

E-commerce: in Emilia Romagna la spesa si fa con il mouse

Pubblicato da Antonella Neriil 3 novembre 2009

ecommerce_emiliaromagnaGià il Salvatempo firmato Coop Estense sembrò un’innovazione, a suo tempo.
Ora il Web 2.0 modifica il “luogo” dove fare la spesa: addio euro per il carrello che non si trova mai, addio coda alle casse! Infatti anche in Emilia Romagna come in molte regioni del Nord Italia la spesa può essere comodamente ordinata seduti alla scrivania, davanti allo schermo, utilizzando semplicemente la lista della spesa ed il… mouse.

E’ questo il futuro, il marketing basato sull’e-commerce, ed è quello proposto da quattro le grandi catene di supermercati italiani che offrono tale pos­sibilità: Esselunga, Coop e Despar e Auchan, quest’ultimo con un meccanismo leggermente diverso dalle prime tre realtà (la spesa si ordina al computer ma si ritira di persona).
Il “nuovo” modo di riempire la dispensa è rivolto ad un fruitore mediamente giovane ed evoluto.

Qualche cifra può rendere in maniera tangibile quanto l’idea di sostituire il mouse al carrello attiri gli acquirenti.
Se il servizio e-coop mette in cascina un migliaio di spese on line al mese (nel 2009 ad esempio l’e-commerce Coop ha registrato 1.429 utilizzatori mensili di cui oltre il 60% sono donne), la catena Esselunga grazie al suo sito www.esselungacasa.it on line dal 2001, nel corso del 2008 ha registrato un fatturato di 53 milioni di euro, di oltre un quarto superiore a quello dell’anno precedente.

Il Web 2.0 sta facendo impallidire, evidentemente, la tradizionale (e ben poco amata) coda alla cassa.
Il target? Profes­sionisti, che hanno i minuti contati, ed anziani e disabili, ovvero le categorie con problemi logistici negli spostamenti.
Contando su un parco veramente vasto di offerte, che viene implementato di continuo, tra cui scegliere e riempire il carrello “virtuale”, come funziona la spesa on line?
Davanti al computer, una volta entrati nel sito di Esselunga per esempio, è pos­sibile scegliere il giorno in cui farsi consegnare i sacchetti “veri” in un lasso di tempo che spazia nei venti giorni succes­sivi all’ordine.
Esiste un contributo pari a 7,90 euro per la consegna, costo azzerato per i disabili.
Il pagamento avviene esclusivamente attraverso strumenti on line, bancomat o carta di credito.

Qual è l’utente medio che fruisce del servizio? L’utilizzatore medio è compresa tra i 30–40 anni (38% dei casi), seguono poi i 40-50enni (32%).
La spesa-tipo è composta in media dal 60% di generi vari (alimenti confezionati), 23% salumi e latticini, 8% carni, 8% orto-frutta e dall’1% pesce.