mar 07 febbraio 2012
CromosomaWeb internet web marketing

E-mail marketing a doppio taglio: facilità e rischio privacy

Pubblicato da Ilaria Mariniil 24 febbraio 2010

3d people and symbol InternetQuante volte sarà capitato, a chi pos­siede almeno un account di posta elettronica, di venire invasi la propria e-mail – vere o finte che siano – pubblicitarie sottendenti ogni genere di proposta: dal Viagra agli elettrodomestici, da un corso di formazione ad elettrodomestici.
Alcune, il che fa spesso sorridere, tradotte alla meno peggio dall’inglese tramite l’ausilio di un traduttore on line.

Ma, in epoca di privacy a go go, l’e-mail marketing andrebbe affidarlo alle mani di chi per mestiere si occupa di reperire database, specifici o aspecifici che siano, in cui tutti i proprietari degli account cui verrà inviata una determinata informativa abbiano accettato di ricevere materiale tramite tale strumento.

Infatti la raccolta di indirizzi e-mail dal Web è pos­sibile (o meglio, sarebbe visto il numero di spot giornalieri che intasano la nostra posta elettronica) solo nel caso in cui mandiamo prima l’informativa ai nostri eventuali futuri clienti.
La richiesta di tale autorizzazione potrebbe anche venire richiesta tramite una semplice telefonata. O… tramite una specifica richiesta via Rete.

Il rischio, al di là della tempistica per raggiungere l’obiettivo che verrebbe raddoppiata, è che la maggior parte degli utenti, oberati di posta indesiderata, mai rilascerebbero tale permesso ufficiale.
In mancanza di specifica autorizzazione, quella che invade i nostri account – e quasi tutti i client riescono ad arginarla ma non ad impedirla al 100% — è la cosiddetta spam.

Che, se si volesse perseguire legalmente pagando un avvocato ed attendendo i tempi della giustizia italiana, è sanzionabile con una multa che varia dai 6mila ai 36mila euro, come stabilito dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
 
 
Glos­sario
 
E-mail marketing 
L’e-mail marketing è un tipo di marketing diretto che usa la posta elettronica come mezzo per comunicare mes­saggi commerciali (e non) al pubblico. In senso lato qualunque e-mail inviata a un cliente (o cliente potenziale), può essere considerato e-mail marketing.
Ma solitamente si usa questo termine per riferirsi a:
- invio di e-mail con l’intento di portare a livello più avanzato il rapporto tra un’azienda e i suoi vecchi o attuali clienti e per incoraggiare la fidelizzazione dei clienti
- invio di e-mail con l’intendo di acquisire nuovi clienti o convincere i vecchi a comprare qualcosa subito.
Aggiungere elementi pubblicitari nelle e-mail inviate da altre aziende ai loro clienti

L’e-mail marketing piace alle aziende perché:
- è meno costoso del marketing diretto fatto con materiale cartaceo
- il ritorno d’investimento (ROI) è solitamente molto alto, se il lavoro viene fatto bene
- è istantaneo, soprattutto se comparato con la posta cartacea: una e-mail arriva in secondi o minuti
- permette al pubblicitario di “spingere” il mes­saggio al pubblico, al contario di un Sito Web che “aspetta” che i visitatori lo raggiungano
- è facile da tracciare. Un pubblicitario può tracciare gli utenti con i Web bug, bounce mes­sage, disiscrizioni, conferme di ricezione, click-through, etc. Questi pos­sono essere usati per tracciare i tassi di apertura delle e-mail, i riscontri positivi o negativi, le vendite derivate dal marketing
- i pubblicitari pos­sono acquisire grandi numeri di iscritti che desiderano ricevere e-mail su argomenti di loro interesse
- oltre la metà degli utenti della Rete inviano o leggono mes­saggi di posta elettronica in una loro giornata tipo
- consente di stabilire una relazione “uno a uno”, cioè di personalizzare il mes­saggio in base al destinatario che riceverà quella comunicazione specifica
- permette di fare test per vedere quale tipo di mes­saggio produce migliori risultati in base al pubblico cui si rivolge.

Web 2.0: Nativi Digitali cerca nuove idee per Internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 22 febbraio 2010

nativi_digitali2Alla ricerca di nuovi Larry Page o Mark Zuckerberg che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla Google e Facebook.
E’ questo lo scopo di “Nativi digitali” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della campagna di comunicazione di Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i domini a targa italiana.
L’idea più brillante mai sviluppata su Internet è pos­sibile esca dalle menti del milione e mezzo di studenti italiani in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola.
Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a impostare un progetto innovativo per indagare le potenzialità della Rete e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I lavori più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.

L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha pre­cedenti in Italia per dimensioni e capillarità. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.

“Il progetto – osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Domenico Laforenza – è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide. I destinatari sono appunto i “Nativi digitali”, giovani e giovanis­simi cresciuti con Internet che, non a caso, danno il titolo alla nostra iniziativa”.

Nelle pros­sime settimane 3.000 scuole riceveranno il kit di “Nativi digitali” (un dvd da vedere e commentare in classe con gli insegnanti e materiale informativo sulla Rete e sui domini.it) e potranno cominciare a elaborare le proposte: immagini o videoclip virali, progetti di socializzazione online o di strumenti per lo scambio di informazioni, servizi innovativi, elaborati artistici, videogame e programmi che documentino le potenzialità di Internet associate all’uso di un dominio italiano.it.

I migliori elaborati saranno pubblicati sul sito del Registro (www.registro.it) e concorreranno all’assegnazione dei “.it awards”, il Registro stesso e le società che registrano domini per conto terzi (Registrar e Maintainer) sosterranno le idee più valide, ricoprendo il ruolo di business angel, attivando stage, “adottando” i siti web proposti o utilizzando il materiale nelle proprie campagne promozionali.
Pos­sono partecipare all’iniziativa tutti i ragazzi delle scuole superiori italiane, tramite il loro istituto: la “partecipazione” della scuola è uno dei punti fondanti del progetto. Anche gli istituti non raggiunti direttamente potranno comunque aderire.

Partner del progetto è Current, il social news network, fondato nel 2005 da Al Gore — ex vicepresidente degli Stati Uniti, Pre­mio Oscar e Nobel per la Pace 2007 — e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt.
Un video prodotto da Current, ispirato alla serie dei “Geek files”, affronta in 32 minuti alcuni dei temi più interes­santi legati al mondo di Internet: nascita della Rete e dei domini .it, il digital divide, il ruolo dei motori di ricerca, i cambiamenti sociali indotti da Internet, il futuro della Rete. Un prodotto didattico finalizzato a catturare l’attenzione dei giovanis­simi e a sollecitare la discus­sione e l’approfondimento in classe grazie ad animazioni, interviste, intermezzi umoristici e alla conduzione di Giacomo Cannelli e Livia Iacolare, gli “infiltrati nella rete” per Current.

Che i ragazzi siano i principali utenti di Internet lo conferma un’indagine sulla conoscenza e l’utilizzo della Rete, condotta dalla società Pragma, nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, per la quale è stata realizzata una elaborazione per fasce d’età.
Ne emerge una pre­valenza anche qualitativa dei navigatori più giovani: il 46,5% degli intervistati fra i 16 e i 20 anni ha infatti dichiarato di fare uso di un dominio .it; una percentuale quasi doppia rispetto agli utenti over 20 (fermi al 24,4%). Tra i giovani che utilizzano domini .it, pre­valgono a sorpresa le ragazze (50,7%) rispetto ai coetanei maschi (44,6%).
L’utilizzo del dominio .it dichiarato dai giovani non è ovviamente indice di pos­sesso, poiché solo i maggiorenni pos­sono registrare un nome a dominio: i domini italiani registrati da ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono poco più di 21mila su un totale di 451mila circa assegnati alle persone fisiche.

Emilia Romagna: SI-Impresa il nuovo portale per le aziende

Pubblicato da Ilaria Mariniil 19 febbraio 2010

Maleís hand writing in the documentLa Regione Emilia Romagna porta le aziende nell’era del Web 2.0: lo dimostra la messa on line del nuovo portale SI-IMPRESA (Url www.emiliaromagna.si-impresa.it), realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi neces­sari alle attività economiche.
Il Sito Internet regionale dedicato ospita al proprio interno anche lo “Sportello unico telematico per le Attività Produttive”.
Si tratta di un portale di facile accesso per le imprese, che ha al suo interno tutte le informazioni sul sistema economico regionale, sulle opportunità per le imprese e sui servizi offerti dalla pubblica amministrazione per via telematica, con enormi vantaggi per le imprese, che risparmieranno tempo e denaro nell’acquisizione delle informazioni e nello svolgimento delle pratiche burocratiche.
Un ruolo centrale per il nuovo sportello on line e per il nuovo portale è giocato dal Coordinamento regionale degli sportelli unici per le attività produttive, coordinato dal Servizio sportelli unici della Regione: una rete regionale composta da 350 sportelli unici e dai Coordinamenti provinciali Suap. Un servizio, quello degli sportelli unici degli enti locali, che ogni anno si occupa di circa 25 mila procedimenti amministrativi per le imprese.

Su SI-IMPRESA troverà quindi spazio la costruzione e messa a disposizione della nuova piattaforma informatica per il “Suap on-line dell’Emilia-Romagna”, che informatizzando i procedimenti amministrativi, su cui opera ogni sportello unico, renderà disponibili alle imprese servizi on-line, garantendo l’integrazione tra la nuova piattaforma e le soluzioni già adottate dai comuni.

Il contenuto della banca dati è costituito da 350 interventi, detti anche endoprocedimenti, che riguardano gli ambiti tematici ambientale, edilizio e produttivo, censiti e condivisi a livello regionale, attraverso l’apporto dei Coordinamenti provinciali Suap e delle singole realtà dei Suap locali, nell’ambito del Tavolo di coordinamento regionale Suap.
Il database riporta, in relazione ai singoli procedimenti, indicazione della normativa applicabile, degli adempimenti procedurali, della modulistica, nonché dei relativi allegati da utilizzare uniformemente nel territorio regionale. E contiene, altresì, le indicazione della normativa e degli elementi procedurali specifici dei singoli enti locali.
Grazie alla struttura, sarà pos­sibile coprire tutte le circa 150 procedure amministrative di cui l’impresa può neces­sitare nella sua quotidianità.

Il Marketing 2.0 si adatta all’utente media multitasking

Pubblicato da Ilaria Mariniil 18 febbraio 2010

media_multitaskingDopo che dall’Osservatorio Multicanalità qualche settimana fa aveva svelato che un italiano su tre nel 2009 è stato influenzato da Internet negli acquisti, ecco arrivare un’ulteriore, autorevole voce a confermare che il Web è sempre più radicato nel quotidiano.
Un recente studio firmato Media Meshing e condotto da Microsoft Advertising su un panel di 1.000 individui adulti in sette Paesi, Italia inclusa, ha confermato che gli utenti europei sono sempre di più media multitasking.
In parole povere: se una volta c’era solamente la radio, poi alle onde sonore si è affiancata la televisione ed i giornali, ora chi acquista controlla e spulcia anche in Internet prima di mettere mano al portafoglio.

I dati. Sette persone su dieci coinvolte almeno una volta alla settimana consultano le Pagine Web, mentre addirittura quattro utenti su dieci lo fanno tutti i giorni. E almeno il 30% dei futuri consumatori effettua ricerche su un determinato prodotto che vorrebbe acquistare.
Questo è reso pos­sibile dalla crescente diffusione e dal crescente utilizzo di dispositivi portatili quali iPhone, notebook e smartphone, che permettono una connes­sione real time in quasi tutti i luoghi.

Naturalmente il multitasking abbraccia di più le nuove generazioni, più inserite nel contesto Web 2.0 e più pratici di dispositivi che si connettono via Mobile: nove giovani su dieci di età compresa trai 16 e 24 anni sono fruitori assidui e simultanei di televisione e computer.

Dove è maggiore l’attitudine alla multicanalità? In Danimarca e nel Regno Unito il 77% dei navigatori utilizzano entrambi i media almeno una volta alla settimana, cui si accoda la new generation tedesca (73%), belga (71%), poi troviamo quella italiana (69%).

Spesso, sono le pause televisive che “innescano” il fenomeno della consultazione parallela di due fonti di informazione, accentuata di sera e durante i fine settimana: il 37% dei soggetti attiva la connes­sione Internet quando viene trasmessa la pubblicità in Tv, mentre il 39% resta sulla poltrona limitandosi a fare zapping con il telecomando.
Con il plasma acceso e il modem in funzione, cosa hanno dichiarato di fare gli internauti coinvolti nello studio? Tre persone su scaricano la posta elettronica, il 64% gira nel Web, il 49% si dedica ai Social Network e il 39% alle chat.

Altre casistiche. Oltre la metà del panel ha dichiarato di aver cercato anche sul Web un annuncio pubblicitario già visto in televisione; sempre oltre la metà dei consumatori multitasking ritengono maggiormente appetibili e coinvolgenti le campagne on the Web rispetto ai tradizionali mezzi pubblicitari.
Per il Marketing 2.0 tutte queste informazioni relative alle nuove tendenze dei consumatori sono vere e proprie miniere d’oro.

Non solo. Azzeccata la scelta del canale pubblicitario adatto, due utenti su dieci hanno diffuso la propria pre­ferenza tramite e-mail, postando su Social Network & Co. il link dello spot che ha suscitato interesse.
Prende sempre più credibilità, alla luce di questa ennesima ricerca, che il tanto celebrato “media mix”, ovvero una ripartizione più equilibrata tra i vari media scelti nelle le campagne pubblicitarie, permetta di ottenere risultati molto più soddisfacenti.

Internet nelle case di sei italiani su dieci

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 febbraio 2010

internet_italianiQuasi sei italiani su dieci hanno attiva una connes­sione Internet sotto il tetto di casa; il 9% degli italiani si connette via Mobile in qualunque posto si trovi, e l’entrata nel modo del Web in sostanza è parificata tra i due sessi.
Sono queste le principali conclusioni cui porta AW Trends, il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA, che alla sua VI edizione pre­senta il trend dell’online in Italia tra il 2008 e il 2009 e la sintesi dei risultati cumulati di quattro cicli (dal 09 febbraio all’1 dicembre 2009), basati su un campione di rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni (10.130 interviste complessive).

Vediamo nel dettaglio questi dati.
Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più.

Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).

In base ai dati della Ricerca di Base, si conferma una crescente diffusione di Internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio — a eccezione dell’area Sud e le Isole che pre­senta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%) -, un’elevata concentrazione nelle differenti fasce d’età e un’importante espansione della base degli utilizzatori, soprattutto nell’utilizzo individuale e domestico del mezzo, guidata anche da una forte crescita delle nuove forme di connes­sione in mobilità.

L’accesso a Internet da qualsiasi luogo e strumento è disponibile per il 68,2% degli uomini e il 61,2% delle donne, in particolare tra i giovani di 11–17 anni (82,7%), 18–34 anni (78,9%) e tra i 35 e i 54 anni (71,9%). Gran parte degli Italiani con accesso alla Rete risponde a un profilo medio-alto: imprenditori e liberi profes­sionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) .

Entrando nel dettaglio dei differenti luoghi di fruizione, l’accesso da casa tramite computer è indicato da 27,2 milioni di Italiani, il 57,1% della popolazione, con un trend in crescita costante in tutto il 2009 che registra il 15,1% in più rispetto al 2008.
L’accesso a internet da “altri luoghi”, quali biblioteche e internet point, pre­senta una crescita del 6,5% rispetto al 2008, toccando il 4,9% della popolazione.
La disponibilità di accesso da luogo di studio come scuole e università è pre­sente nel 7,3% della popolazione, registrando un calo del 12% rispetto al 2008.
L’accesso da luogo di lavoro e ufficio è indicato dal 38,2% degli Italiani occupati con una variazione percentuale del –4,7% rispetto al 2008. Più in dettaglio, gli occupati che accedono a internet da lavoro o ufficio hanno più di 54 anni nel 40,1% dei casi, 35–54 anni nel 38,4% dei casi o 17–34 anni nel 37,2%. Più donne (40,4%) che uomini (36,8%) e un profilo decisamente elevato: il 69,1% dei laureati occupati, il 78,2% dei dirigenti, quadri o docenti universitari e il 68,6% degli imprenditori e liberi professionisti.

Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili — cellulare, smartphone e PDA — che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%. La maggior parte dei pos­ses­sori di cellulare con accesso a internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda pre­pagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi.

Dall’analisi sulle motivazioni relative all’uso uso di Internet, emerge che la Rete rappresenta soprattutto una fonte di conoscenza, uno strumento che semplifica e velocizza attività di lavoro, studio o relative a pratiche di vario tipo e attraverso cui gestire le proprie relazioni e divertirsi nel tempo libero.
Ci si collega alla Rete perché è pos­sibile trovare qualsiasi tipo di informazione (47,2%), accedere velocemente ai servizi pubblici e privati a distanza (29,5%), trovare cose disponibili solo sul Web (26,2%), essere informati in tempo reale su notizie di cronaca (20,8%), mettersi in contatto con molte persone in qualsiasi parte del mondo (20,2%).

Per i navigatori occasionali (coloro che non hanno navigato negli ultimi 7 giorni), l’accesso a Internet sarebbe più frequente soprattutto se costasse meno (29,1%), se fosse più veloce (18,4%) o se fosse pos­sibile collegarsi dal telefonino senza spendere troppo (10,6%).

Consumatori multicanale: il Web influenza 1 italiano su 3

Pubblicato da Ilaria Mariniil 10 febbraio 2010

internet_italiaUn italiano su tre è influenzato da Internet. E’ questo il risultato principale emerso dall’Osservatorio Multicanalità relativo all’anno 2009, una particolareggiata ricerca condotta da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano, pre­sentata nei giorni scorsi a Milano all’interno del convegno “Multicanalità: Orgoglio o Pregiudizio?”.

Una pre­messa: che cos’è il consumatore multicanale? Quali caratteristiche pos­siede? Sono coloro che sviluppano una decisione d’acquisto ed un legame con una determinata marca dall’interazione con più canali di comunicazione, che al giorno d’oggi spaziano dai volantini a i Siti Internet, dai blog ai forum.
Quindi, le aziende sono avvisate per le loro future campagna marketing.

Questi i punti salienti del rapporto che ha visto come substrato di studio la ricerca condotta sul panel Nielsen Homescan – 3.000 famiglie per un totale di 7.000 individui con età superiore ai 14 anni – i cui dati sono stati integrati e supportati da ulteriori analisi dei database Nielsen consumer, Nielsen Media e Nielsen Online (statistiche, accessi, dinamiche, trend) e contestualizzati grazie alle ricerche della School of Management del Politecnico di Milano (interviste e survey su oltre 100 Responsabili Marketing di imprese italiane) e Connexia.

Always Internet
Internet nel 2009 in Italia è cresciuto in termini di numero di utenti unici attivi, a quota 23,6 milioni a dicembre 2009, ma soprattutto in termini di tempo speso per persona (+11%).
Maggiore uso di Internet come fonte di informazione prima di procedere all’acquisto (gli utenti unici dei siti di informazione sono cresciuti del +20%), sia per soddisfare vecchi e nuovi bisogni di socialità: aumentano, infatti, del +13% rispetto a dicembre 2008 gli utenti dei social media e proliferano i contenuti generati dagli utenti in termini di numero di blog attivi (oltre 127 milioni al mondo) e di contribuzione attiva da parte degli utenti.
La multicanalità passa sempre più anche dal telefonino: il Mobile continua a essere il device più diffuso nella popolazione italiana con oltre 50 milioni di utenze attive e con un elevato tasso di diffusione di device “intelligenti” (gli smartphone) che, nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, raggiunge la penetrazione del 35% della popolazione; grazie anche all’introduzione di tariffe flat di connettività, nel 3° trimestre 2009 il numero di utenti unici che fruiscono Internet dal Mobile ha raggiunto quota 8,5 milioni, considerando i navigatori in Internet, i fruitori di email e dei servizi di instant mes­saging da Mobile; l’accesso in mobilità consente agli utenti una connes­sione real time con il proprio network di relazioni: il 13% degli utenti di Mobile Internet accede a Facebook dal telefonino.
 
L’andamento
I consumatori multicanale in Italia aumentano ancora e raggiungono quota 20,4 milioni (pari al 40% della popolazione italiana): diffusione e evoluzione della tecnologica tra i principali motori della crescita, mentre Mobile e nuovi media per gli italiani sono fenomeni che prendono piede molto rapidamente. Il pas­saparola sempre più come leva aggiuntiva di marketing, il Web come luogo dove sempre di più si prendono le informazioni prima di decidere un acquisto.
 
I consumatori multimediali non sono tutti uguali!
Reloaded: sono i consumatori propriamente multicanale, essendo fortemente coinvolti nei processi di relazione con le aziende e gli altri consumatori attraverso una molteplicità di canali di contatto. Sono gli influential e attivatori di dinamiche virali anche e soprattutto attraverso Internet. Sono marcatamente attratti dalle novità, e infedeli alla marca con un indice elevato di acquisto della marca privata. Hanno un approccio positivo verso la vita e dimostrano un’elevata neces­sità di arricchimento delle proprie conoscenze sia attraverso relazioni sociali che viaggi.
Open Minded: Sono consumatori fortemente aperti all’innovazione. Conoscono le nuove tecnologie ma ne fanno un uso pre­valentemente individualista, caratterizzati da tratti di autosufficienza psicologica (priorità: stare bene con me stesso); sono tranquilli e non pre­occupati per il futuro. Sono attratti dalle novità (ma in misura minore rispetto al cluster Reloaded) senza tradurre questo aspetto in una marcata infedeltà alla marca.

Il claim di questa edizione “Multicanalità: Orgoglio o Pre­giudizio?” racchiude in sé il doppio atteggiamento nei confronti della multicanalità che vede contrapposti il consumatore e le aziende. Da un lato l’orgoglio dei Reloaded, consumatori multicanale e sociali, fortemente coinvolti e interattivi nei processi di relazione con le imprese, nei blog e forum, che raggiungono quota 8,6 milioni, e degli Open Minded, consumatori multicanale che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni ma non diventano parte attiva, che sfiorano gli 11,8 milioni.
Dall’altro il pre­giudizio, l’approccio della media delle aziende italiane che cercano di stare al passo con i nuovi trend ma non hanno ancora messo a punto strategie mirate su questi target.
I consumatori Reloaded rispetto agli Open Minded tendono maggiormente a programmare con attenzione la spesa settimanale e sono molto accorti e informati circa i prezzi di una marca, tanto che il 72% di essi si accorge quando aumentano; entrambi i segmenti non ricercano la convenienza in quanto tale ma il concetto di value for money e sono molto attenti alla qualità: il 59% dei Reloaded e la metà degli Open Minded acquista prodotti per sé e per la casa solo se di ottima qualità; entrambi i segmenti dimostrano minor attitudine a comprare un nuovo prodotto solo per curiosità di provarlo, attitudine più tipica dei consumatori meno evoluti, indice ancora di alta ponderazione nella scelta degli acquisti; con riferimento ai beni di largo consumo, i Reloaded acquistano maggiormente in promozione rispetto al totale Italia (+3%), mentre nei clienti Open Minded l’acquisto in promozione non è protagonista; i clienti Reloaded, oltre ad acquistare molto in promozione, si affidano meno ai prodotti delle marche leader; opposto invece il comportamento degli Open Minded.
 
Il consumatore multicanale e la raccolta di informazioni
Il consumo mediatico si fa sempre più articolato con evidenze chiare di ibridazione fra i mezzi:
- l’11% degli italiani guarda almeno una volta al mese un programma Tv su Internet;
- il 14% ascolta almeno una volta al mese la radio su Internet;
- il 27% legge un giornale su Internet almeno una volta al mese;
- nei segmenti di consumatori più multicanale l’ibridazione tra i mezzi è maggiore: picchi sulla lettura di giornali su Internet del 58% nei clienti Reloaded e del 44% negli Open Minded.

I canali interattivi, come Internet, giocano sempre più un ruolo fondamentale nell’ambito del processo di acquisto:
- Internet è percepito come il mezzo migliore per approfondire argomenti di proprio interesse per gli Open Minded e i Reloaded
- i segmenti di consumatori percepiscono diversamente il mezzo più efficace per le comunicazioni pubblicitarie: per i segmenti più tradizionali il mezzo su cui le comunicazioni pubblicitarie sono più interes­santi risulta essere la Tv, anche gli Open Minded pre­feriscono la Tv, anche se, in questo caso, il gap tra Tv e Internet è molto ridotto; tra i consumatori Reloaded, invece, avviene il sorpasso: Internet distacca di 3 punti percentuali la Tv come mezzo in cui le comunicazioni pubblicitarie sono più gradite, ma attenzione: i Reloaded guardano la Tv per svago, per cui sono comunque raggiungibili con i contenuti e il linguaggio giusto anche con questo mezzo, magari visto sullo schermo del computer.
 
Consumatori multimediali all’arrembaggio
Crescono notevolmente i due cluster di clienti più multicanale, ovvero gli Open Minded, e i Reloaded, consumatori fortemente coinvolti nei processi di relazione con le imprese anche in logiche co-creative lungo tutto il processo di creazione del valore (sviluppo nuovi prodotti, personalizzazione, marketing e comunicazione, pas­saparola positivi e negativi).
In particolare il cluster dei consumatori Open Minded cresce del +4% rispetto al 2009 raggiungendo quota 11,8 milioni (pari al 23% della popolazione italiana) mentre i Reloaded crescono del +19% raggiungendo quota 8,6 milioni (pari al 17% della popolazione italiana): è interes­sante osservare come la crescita dei consumatori Reloaded continui a doppia cifra, considerando il +31% registrato nel 2008 rispetto al 2007.
In uno scenario di consolidamento e crescita della diffusione di nuove tecnologie di accesso, il consumatore italiano è sempre più multicanale e migra da logiche di interazione più tradizionali e di basso coinvolgimento nei processi di acquisto a logiche di maggior coinvolgimento e interazione multicanale con le aziende e gli altri consumatori: in particolare dal 2007 al 2009 si osserva la migrazione di circa 4 milioni di persone verso i cluster multicanale.
Anche la crisi ha costretto alcune fasce di popolazione a non dare delega in bianco al punto vendita e alla marca, e ad attivarsi con un maggior coinvolgimento nel processo d’acquisto per confrontare prezzi e cercare occasioni di risparmio.

Lavoro: aziende attentissime alla e-reputation dei candidati

Pubblicato da Ilaria Mariniil 9 febbraio 2010

e-reputationLa tua immagine è inflazionata in Internet? In tanti ti conoscono? Le tue pagine Facebook e Twitter ed il tuo blog pullulano di contatti? Buon per te.
Ma attenzione a “come” sei conosciuto ed ai contenuti che divulghi per il Web. Ovvero la tua e-reputation, neologismo molto utilizzato negli ultimi anni, potrebbe portarti ad essere giudicato in maniera negativa dal tuo pros­simo datore di lavoro, che scarterà così la tua candidatura indipendentemente dalle tue capacità e profes­sionalità.

La tendenza è stata attestata da uno studio commis­sionato dalla Microsoft e pre­sentato nei giorni scorsi in occasione del Data Privacy Day: il 70% delle aziende statunitensi interpellate in merito hanno confermato che il 70% dei selezionatori di personale ha rifiutato a priori candidature di soggetti su cui aveva effettuato una veloce ricerca in Internet, e che secondo i responsabili godevano di “cattiva” fama in Rete.
In Gran Bretagna tale percentuale si attesta sul 41%, una fetta comunque considerevole, 16% in Germania e 14% in Francia.

Il panel su cui è stato elaborato lo studio è formato da 1.200 manager e selezionatori, intervistati sulle abitudini nelle valutazioni dei candidati, e 1.200 internauti residenti negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.

Quello che più viene temuto dalle aziende sono eventuali grattacapi dovuti ai “comportamenti del candidato” e “commenti e testi inappropriati”, oltre a commenti negativi sui pre­cedenti posti e colleghi di lavoro.

L’altra faccia della medaglia. In terra statunitense è praticamente ignorato il pericolo legato alla e-reputation: solamente il 7% dei soggetti coinvolti nella ricerca ravvede il proprio comportamenti in Rete.
Più pre­occupati in merito i tedeschi: sale al 13% la percentuale dei titubanti.

Web 2.0: prende piede il fascicolo sanitario elettronico

Pubblicato da Ilaria Mariniil 8 febbraio 2010

sanita_internetSi è partiti con la cartella clinica on line, che ha tagliato centinaia di fotocopie richieste dopo ore di coda allo sportello terminato l’iter del ricovero.
Da poco è stata introdotta la chiavetta “rosa”, che permette alle donne in cinta di avere “in tasca” tutti i dati dall’inizio della gestazione.

Ed ora, 6 ospedali italiani su 10 utilizzano in maniera proficua il fascicolo sanitario elettronico (Fse) che permette una consultazione contemporanea da parte di più strutture del percorso clinico completo del paziente, dal medico di base all’ambulatorio Usl od ospedaliero.
Una cronistoria della sua salute raccolta in un mini Sito Internet in pratica, acces­sibile in ogni momento e che permette di analizzare ogni fase della vita del paziente.
E, in un secondo momento, visto l’imperversare nell’utilizzo del computer e dell’accesso ad Internet in Web 2.0 style, anche il paziente potrà accedere a questa pre­ziosa banca dati.
Un altro passo non indifferente del filone inerente l’e-Healt.

Il fascicolo sanitario elettronico, in fase già avanzata di sperimentazione in quasi metà delle Regioni italiane, è utilizzato nel 43% delle Asl, nel 62% delle aziende e dei pre­sidi ospedalieri, cioè 3 su 5, oltre che nel 19% degli ambulatori territoriali.

Ancora. Il database medico personale è conosciuto al 71% dei medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, al 67% dei camici bianchi ospedalieri e specialisti e al 29% degli infermieri, mentre tra i farmacisti la diffusione è ferma al 5%.
Con il Fse vengono gestite oltre la metà delle pre­stazioni specialistiche e ospedaliere, un 33% di quelle farmaceutiche e il 24% per quelle di Pronto soccorso.
In particolare, risultano sette le Regioni con una diffusione del Fse superiore al 75% tra Asl e aziende ospedaliere: Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Self Marketing: creare il brand vincente di noi stessi

Pubblicato da Ilaria Mariniil 5 febbraio 2010

self_marketingNavigando in Rete, si pos­sono riscontrare diversi stati d’animo nei confronti dell’argomento: dal più completo scetticismo, ad un generico “palloso” fino al convincimento più totale nei confronti dei dogmi.
Il riferimento sono le famose “4 P del self marketing” di . Sottotitolabile con un “come vendere meglio sé stessi”.

Sono in continua ascesa e mutamento le teorie relative al self marketing: gli slogan facilmente riscontrabili nello smisurato mondo del Web, che come capofila potrebbero essere riconducibili al motto “chi non comunica non esiste!”.

Bisognerebbe dunque secondo le regole del Web 2.0 far sapere che si esiste, che si pos­siede una determinata profes­sionalità, un certo tipo di attitudini. Che poggiano sulla conoscenza millimetrica di noi stessi.
Partendo dalle domande alla base della vita Social, così come fu per l’uomo alle origini, ci sono alcuni interrogativi da porsi prima di “vendersi” sia nel mondo reale che in quello virtuale.
A chi mi sto rivolgendo? Qual è il mio target? Quale la caratteristica in mio pos­sesso che più colpisce e mi rende “unico” ed appetibile?

Ma vediamole, queste 4P, ovvero prodotto, prezzo, posto e promozione. Ed applichiamole all’articolo da “vendere” al meglio: noi.

–Prodotto: se ci si dovesse para­gonare ad un prodotto cosa saremmo? Quali le capacità,le conoscenze ed esperienze che pos­siamo giocare come carta vincente? Quali i nostri?
Fondamentale, come in tutti i campi, è la prima impres­sione che si desta: dal modo di porsi all’abbigliamento, ad altri dettagli che pos­sono fare la differenza come il tono di voce, i gesti
–Prezzo: il nostro valore è determinato da una serie di fattori: titolo di studio, curriculum, competenze.
La cosa fondamentale, oltre a “valere”, è saperlo trasmettere a chi si ha di fronte
–Posto: non sempre è vero che allargando a dismisura i siti cui far pervenire il proprio curriculum sia proporzionale alle probabilità di successo finale. Che in parte è vero, ma basilare è saper ritagliare con pre­cisione stile sarto il proprio range di azione, il substrato ottimale che non svilisca o svenda troppo il soggetto in questione
–Promozione: il far nascere curiosità ed attenzione verso di noi un’altra chiave per l’eventuale successo finale.
Bisogna creare un brand di noi stessi, come un’azienda che promuove la propria ultima creazione

Infine, a conferma che il mondo del Web è in continua evoluzione, alcuni hanno allargato… a 6 le P per il successo di sé stessi, che sarebbero per l’esattezza product, price, promotion, place, people, public.
In pratica, le ultime due P vanno in scia ai contenuti del Web 2.0: sfruttare i Social Network ed in generale le community on line facendo leva sulla loro popolarità e sul fatto che le aziende li tengono monitorati eccome, diffondere la propria immagine in Internet.
Insomma, essere il miglior marketing manager di noi stessi.

Giochi 2.0: addio Monopoli, ecco le applicazioni di Facebook

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 febbraio 2010

farmiville_facebookMonopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Certo, hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in Rete.
E la realtà diventa più virtuale che mai.

A dimostrarlo, le diverse applicazioni gratuite del Social Network Facebook, diventate ormai il pas­satempo pre­ferito di decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Quando eravate all’asilo vi facevano curare un orto, dalle semina ai primi ortaggi? Ora non c’è bisogno di zappa e bustine di sementi perché Farmville, con una semplice connes­sione ad Internet, permette di sviluppare e gesitire l’attività legata al lavoro dei campi, dalle basi al raccolto alla gestione di stalle e pollai.
Ad oggi, Farmville conta oltre 70 milioni di utenti attivi, ed il successo dell’applicazione è talmente alto che è stato sfruttato come veicolo di raccolta fondi per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.

Non appas­sionano concime e potatura ma c’è una pre­disposizione alla ristorazione? Ecco che il Web offre Restaurant City, che permette di mettersi alla prova con la gestione di un ristorante.

Parallelamente, se ci si sente vocati per stare dietro al bancone di un bar, ecco Cafè City.

La mamma non vuole animali in casa ma sogni un pesce rosso? O più di uno? La versione 2.0 del mitico Tamagotchi è Happy Acquarium, dove si mette alla prova la costanza del padrone nel curare e nutrire gli amici muniti di pinne.

Pros­simo passo dopo il boom dei giochi-gestionale, alla luce delle prime sperimentazioni già in atto, è la creazione e utilizzo di una moneta virtuale.