gio 09 febbraio 2012
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Italia 2009: più computer, più connessioni (lente), più Web

Pubblicato da Ilaria Mariniil 28 dicembre 2009

computer_italiaPiù volte è stato rimarcato da autorevoli sondaggi e ricerche di quanto in Italia il computer sia oramai un bene di largo utilizzo e di quanto siano aumentata la permanenza davanti al desktop e gli accessi ad Internet: insomma, a grandi passi hardware, software e modem stanno tenendo il passo dei diffusis­simi televisione e cellulare.
Ma se questo è il lato progres­sista della medaglia, quello oscuro riguarda l’avvento della banda larga, che vede il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

A confermare sia gli aspetti positivi che negativi della tecnologia informatica italiana è l’ultimo rapporto in merito dell’Istat, che con le indagini “Multiscopo” rileva i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.
I dati del rapporto, di cui riportiamo i punti salienti, sono stati rilevati nel febbraio 2009.
 
Più linee Adsl, accessi ad Internet e pc
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, pre­sente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore Dvd (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Tra i beni tecnologici pre­senti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna para­bolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che pos­siede il personal computer, pas­sando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%).
Migliora anche la qualità della connes­sione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connes­sioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connes­sione a banda larga (linea telefonica Adsl o altro tipo di connes­sione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%.
 
Italia, connes­sione lumaca
Le differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa.
È pos­sibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%.
Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%. 
 
Web, questione di generazione
Nel 2009 il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Se si considera la frequenza di utilizzo, inoltre, si evidenzia che il 27% delle persone di 3 anni e più usa il personal computer tutti i giorni e il 21,8% di quelle di 6 anni e più usa Internet quotidianamente (Tavola 2.1).
Rispetto al 2008, aumenta la quota degli utenti sia del personal computer (2,6 punti percentuali) sia di Internet (4,2 punti percentuali), confermando così il trend registrato anche nel 2008 dopo il sus­seguirsi di due anni di stagnazione (2006−2007). In particolare, si registra un incremento significativo nell’uso quotidiano: dal 24,4% al 27% per il pc e dal 17,7% al 21,8% per Internet.
Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11–19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35–44 anni l’uso del personal computer (62%) e di Internet (58,2%) è molto più contenuto.
 
Internet, questione di classe (sociale)
L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale che comunque appare in attenuazione. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 90,2% e 88,3%) per i quali la sovrapposizione nell’uso del personal computer e di Internet è quasi totale, seguiti dagli occupati (66,7% e 63,6%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (16,3% e 14,3%) e i ritirati dal lavoro (12,4% e 10,6%).
Tra gli occupati l’uso del personal computer pre­vale tra i direttivi, quadri, impiegati (85,4%). Seguono i dirigenti, imprenditori, liberi profes­sionisti (81,3%) e, a grande distanza, i lavoratori in proprio e coadiuvanti (53,8%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 45,1%. Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (82,9%), seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi profes­sionisti (79,1%). Solo il 40,9% degli operai e apprendisti usa, invece, la rete.
Rispetto al 2008, l’uso di personal computer tra gli occupati è pas­sato dal 63,4% al 66,7% e la navigazione in Internet dal 59% al 63,6%.
 
Internet Home
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi pre­cedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo. Considerando i figli di 3–17 anni che vivono con i genitori (con uno o entrambi), si evidenzia che il 18,2% usa il personal computer solo a casa, il 2,3% lo usa solo a scuola, il 15% sia a scuola sia a casa (ma non altrove) e il 23% utilizza il personal computer in molteplici luoghi (a casa di altri e/o a casa propria e/o a scuola).
 
WiFi in aumento
Considerando, infine, il collegamento ad Internet senza fili, si evidenzia che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%). La quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.
Rispetto all’anno pre­cedente la situazione è piuttosto stabile, ad eccezione di chi usa il portatile con collegamento senza cavi (WIFI) che passa dal 22,1% nel 2008 al 32% nel 2009.
 
Mi connetto per…
Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete pre­valentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (79,1%), hanno consultato Internet per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%).
Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).
Decisamente più contenute le quote di utenti che negli ultimi tre mesi hanno usato Internet per cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro (17,7%), che hanno venduto merci o servizi (7,8%) o hanno fatto un corso on line (6,2%).
Rispetto all’anno pre­cedente si registra un incremento per quasi tutte le attività; in particolare, aumenta la quota di chi consulta Internet per apprendere (dal 58,3% del 2008 al 69,4% del 2009) e per leggere o scaricare giornali news, riviste (dal 38,4% al 46,7%). Aumenta anche la quota di chi ascolta la radio e guarda programmi televisivi via web (dal 21,4% al 29,5%) e di chi usa il web per trovare informazioni su servizi relativi a viaggi e soggiorni (dal 43,2% al 48,3%) e per cercare informazioni sanitarie (dal 35,7% al 40,5%).
Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software (38,5% rispetto al 22,7% delle donne), nell’usare servizi bancari (34,4% rispetto al 25,8%), nel cercare informazioni su merci e servizi (68,4% rispetto al 59,9%), nel giocare o scaricare giochi, immagini, musica (45,2% rispetto al 37,5%), nel vendere merci o servizi (10,8% rispetto al 4,3%) e nel leggere o scaricare giornali, news, riviste (49,7% rispetto al 43,2%).
Le donne sono più interes­sate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie (46,5% delle donne contro il 35,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di qualunque tipo (42% contro il 36,4% degli uomini).
 
Internet è comunicazione
Il 34,6% degli utenti di Internet utilizza la rete per inserire mes­saggi in chat, newsgroup o forum e il 27,9% utilizza i servizi di instant mes­saging. Internet risulta meno usato per effettuare videochiamate (19,7%) e per telefonare (16,9%).
Rispetto all’anno pre­cedente aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale: in particolare, registra un incremento di 13,3 punti percentuali l’uso della chat e di 6,6 punti percentuali l’uso di servizi di istant mes­saging.
L’uso della rete per comunicare è fortemente connotato con l’età: sono soprattutto i giovani di 15–24 anni ad inserire mes­saggi in chat, newsgroup, forum (oltre il 62% contro il 34,6% della media nazionale) o ad utilizzare i servizi di instant mes­saging (più del 51% contro il 27,9% della media nazionale).
Rispetto all’anno pre­cedente si sono registrati incrementi significativi in queste attività sia tra i giovani che tra gli adulti, anche se tale incremento non ha ridotto le distanze generazionali.
Va comunque sottolineato che, rispetto all’anno pre­cedente, si sono registrati incrementi significativi anche tra gli adulti di 35–44 anni. Ad esempio la quota degli individui che usano la chat è più che raddoppiata (pas­sando dal 12,2% al 24,5%), anche se tale incremento non ha ridotto le distanze con i giovani di 15–24 anni.
 
E-commerce in ascesa
Più di un quarto degli utenti di Internet acquista beni e servizi online. Il 24,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato nello stesso arco temporale (pari a 5 milioni 612 mila persone). A questa quota si aggiunge un 6,2% di utilizzatori di Internet che hanno ordinato e/o comprato merci e/o servizi più di un anno prima dell’intervista (1 milione 437 mila). Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 29,1% contro il 18,7% delle donne), delle persone tra i 20 e i 54 anni (oltre il 23% con un picco del 30,7% nella fascia 25–34 anni) e della popolazione residente nel Centro-nord (oltre il 26%) rispetto a quella residente nel Sud.
Analizzando l’acquisto di beni e servizi on line nell’arco temporale che va dal 2005 al 2009 si nota come l’uso del web per ordinare o comprare merci e/o servizi sia cresciuto in modo significativo tra il 2005 e il 2006 (pas­sando dal 16,8% al 20,6%), mentre per gli anni succes­sivi si sono registrati incrementi minimi.
Nel 2009, tra i beni e i servizi acquistati via web, si collocano le spese per viaggi e soggiorni (biglietti ferroviari, aerei, ecc.), ordinati o acquistati dal 38,4% delle persone che hanno effettuato ordini o acquisti su Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, e i pernottamenti per vacanza (27,6%). Seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%), attrezzature elettroniche e biglietti per spettacoli (entrambi con il 17,6%), software per computer e/o loro aggiornamenti (esclusi i videogiochi) (16,4%), gli articoli per la casa (14,5%) e hardware per computer (13,3%).
 

Tutto il rapporto è visionabile e scaricabile all’indirizzo http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091228_01/testointegrale20091228.pdf

Internet boom: quasi 24milioni di utenti a ottobre

Pubblicato da Ilaria Mariniil 22 dicembre 2009

internet_connessioneQualcosa come quasi ventiquattro milioni di utenti nel mese di ottobre. Ovvero un italiano su tre ha avviato la procedura per la connes­sione al mondo on line. Il dato che conferma per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, di come il futuro e la Rete viaggino a braccetto.

E’ il risultato dell’ennesima statistica pubblicata dalla Nielsen e relativo ai primi dieci mesi del calendario.
Sono esattamente 23,6milioni gli internauti del decimo mese del 2009, 2 milioni in più rispetto al medesimo periodo del 2008 e 700mila in più rispetto al mese di settembre.

Le Pagine Web visualizzate ad ottobre sono state 2.009 (2.235 a settembre).

La connes­sione media giornalieri per utente che si attesta sull’ora al giorno (33,9 minuti) e che cresce ben del 25% rispetto alle rilevazioni del 2008.

Cosa cerca un italiano medio che si connette al Web? L’informazione on line sta macinando strada: con una crescita del 22% rispetto all’anno pas­sato, la categoria News risulta la più gettonata con 13,5 milioni di utenti.
Come ragionevole pensare cliccatis­sima anche i siti facenti parte della categoria Communities, ed anche quella Videos/Movies, che in dodici mesi fanno un balzo in avanti rispettivamente del 20 e 22%.
Non perdono il loro appeal e la loro utilità i motori di ricerca (li naviga un utente su sei), i portali generici, i servizi di posta elettronica (44,5% di utilizzo) e tutto ciò che è riconducibile allo svago (musica, pre­visioni del tempo, scienza etc.).

Oltre 7 milioni di utenti si collegano a Internet via mobile.

Fiat, Ducati e Dolce & Gabbana cavalcano l’onda di Facebook

Pubblicato da Ilaria Mariniil 21 dicembre 2009

Business on a laptopFiat, Piaggio, Ducati, Dolce & Gabbana. Certo, li conosciamo tutti. Forse perché sono stati capaci di diffondere e soprattutto dare continuità alla loro popolarità e al loro brand. E continuano a farlo anche in era del Web 2.0.

A rivelarlo uno studio condotto da FrozenFrogs, agenzia digitale con specializzazione sui media emergenti: chi ha saputo prendere al volo le posizioni migliori sul treno chiamato Social Network sono stati i dirigenti del settore automotive, sport e fashion e dello sport, mentre arrancano ben distanziati dal gruppo di testa compagnie telefoniche e banche.

L’analisi è incentrata su Facebook, ed in particolare sull’indice di coinvolgimento (E.R. ovvero Engagement Rate) emerso dalle fan-page che spopolano sul Social Network del momento: l’indice è in grado di rivelare qual è l’efficacia degli investimenti scelti dalla campagna di Web Marketing dei colossi messi sotto esame su Facebook.
E non è scontato che l’azienda più grande e più conosciuto abbia un E.R. elevato: al contrario, aziende medie hanno saputo sfruttare la connes­sione internet per catalizzare potenziali clienti, mentre diversi colossi hanno fan-page con l’E.R. fermo al 0,16%.

Commercialmente parlando, cosa fa più presa sul popolo di FB? Il lancio di nuovi prodotti (quelli eco-sostenibili attirano parecchio), le promozioni e il proporre la propria campagna marketing attraverso modalità multimediali.

Ma vediamo qualche dato concreto. L’automotive si staglia nelle fan-page panorama Facebook: Piaggio guida le aziende che hanno centrato le scelte marketing (96), poi Fiat (49) e Ducati (47); nel mondo di lustrini e paillettes bene Dolce & Gabbana (38).
Ed una fan-page spontanea, creata proprio dall’utenza cui il prodotto è rivolto, è la dimostrazione inconfutabile dell’efficacia della diffusione di un determinato brand.
Latita una delle categorie che in Internet dovrebbe seminare in abbondanza, ovvero quella delle compagnie telefoniche; balza meno agli occhi ma fa sempre scalpore la pres­soché totale mancanza nell’universo Social degli istituti bancari.
 
 
Glos­sario

Brand
La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.
 
Engagement Rate
Indiche che fornisce una dimensione di quanto gli utenti interagiscano con il brand e di conseguenza veicolino altri utenti verso quella determinato prodotto e/o argomento.

Pubblicità: il marketing del futuro è in Internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 dicembre 2009

advertising_webSocial Network, Blog, Portali di annunci, Forum, e-commerce: il Web 2.0 invade quotidianamente le nostre vite e prende sempre più corpo ed importanza.
Non stupiscono quindi i risultati della ricerca effettuata dall’Osservatorio New Tv & Media della School of Management del Politecnico di Milano, pre­sentati nei giorni scorsi nel capoluogo meneghino durante il convegno “New Tv & Media: la crisi accelera la trasformazione”.

I New Media, quelli legati alla nuova concezione del Web, quello che comunica ed interagisce, stanno pian piano soffocando i media tradizionali: i nuovi investimenti pubblicitari e le nuove campagne marketing è naturale siano indirizzati on line.

Qualche dato per capire la portata del cambiamento del tipo di investimento pubblicitario.
Media tradizionali (giornali, televisione analogica e radio) perdono rispettivamente il 20%, il 10% ed il 14% sulla raccolta pubblicitaria nel 2009 giunto quasi a conclusione. Per contro, c’è un considerevole aumento delle tv digitali che toccano il 41% (35% nel 2008).

dati_osservatorio_new_mediaI nuovi media hanno salito un gradino pari al 15%, che porta dietro di se un giro d’affari di oltre 3.800 milioni di euro.
Web, Mobile e televisioni coprono il 29% degli introiti: +13% nel confronto con il 2008 in ambito advertising, andando a colmare parte delle perdite dei media tradizionali.

Mentre i media basati sul Web sono cresciuti del 10% grazie alla pubblicità e ai contenuti pre­mium del 10%. A tal proposito, per l’anno in corso gli introiti pubblicitari dei contenuti pre­mium dovrebbero raggiungere un valore di circa 910 milioni di euro, ovvero il 10% in più rispetto al 2008, ma gli esperti ritengono che il potenziale inespresso “è ancora elevatissimo”.

Ancora. I direttori marketing parte del panel utilizzato dall’Osservatorio racconta di come quasi uno su tre (28%) abbia investito in campagne digitali oltre il 10% del budget pubblicitario a disposizione; il 22% ha speso per tale scopo dal 5 al 10% delle risorse disponibili mentre la metà degli intervistati ha investito meno del 5%.
Le pre­visioni in tal senso puntano inequivocabilmente sul web marketing: nel 2010 un responsabile su tre incrementerà gli investimenti di un altro 10%.

Wi-Fe: a Ferrara Internet è gratis e senza limiti di tempo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 15 dicembre 2009

internet_wi-fiConnettersi a Ferrara col proprio portatile seduti al tavolino di un bar del centro? Da tempo questo tipo di servizio gratuito è pos­sibile all’ombra del Castello Estense grazie alla rete wireless Wi-Fe, con delle limitazioni temporali ovviamente. Ma per le festività natalizie il servizio rilancia.
Viene infatti abbattuta ogni barriera legata agli orari e sarà pos­sibile navigare senza fili per l’intera giornata: fino a domenica 10 gennaio il limite mas­simo di connes­sione verrà azzerato e la navigazione diventerà full time.
L’aumento del tempo varrà sia per tutti gli utenti già registrati sia per tutti quelli nuovi che si registreranno in questo periodo.
Le rete, attiva da aprile 2009 e ancora in fase di espansione, sta registrando un ottimo successo e la relativa community Wi-Fe di Facebook conta ormai circa 700 iscritti.
Per informazioni: http://wife.comune.fe.it (su Facebook “Wi-Fe: il wi-fi pubblico di Ferrara”)

Il progetto Wi-Fe (copertura con una rete pubblica wireless di alcune aree della città di Ferrara) inizia pre­valentemente con il centro storico, garantendo la copertura contemporanea per alcune decine di computer (o altri dispositivi collegabili a Internet) nelle seguenti zone:
- Piazza Municipale
- Corso Martiri della Libertà, Piazza Savonarola, Piazza Trento e Trieste
- Piazza Castello, Largo Castello, Piazza della Repubblica
- Giardino delle Duchesse
- Piazza XXIV Maggio (giardini acquedotto)

Il servizio, in questa fase, è strutturato per fornire la navigazione web e l’uso della posta elettronica.
 
 
Glos­sario
 
Wi-Fi
Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che pos­sono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei “Totem Free­station”.
Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un conces­sionario privato, come nel caso di Ferrara.

Lavoro: e-skills nuovo lasciapassare per le aziende

Pubblicato da Ilaria Mariniil 14 dicembre 2009

ict_aziendeLe competenze informatiche diventeranno sempre più importanti per chi cerca lavoro, in special modo in Italia: nei pros­simi cinque anni infatti la percentuale di lavoratori che avranno competenze nell’utilizzo di strumenti technology-base nel nostro Paese sarà pari al 40%, la più alta in un’Europa che vedrà tale cifra attestarsi sul 31%.
Non solo: a tutto il 2014 è stimato in un 10% il numero mas­simo di persone senza tali competenze fondamentali all’interno di un’azienda.

E’ il risultato principale dello studio condotto da IDC per conto Microsoft inerente il peso delle e-skill in ambito lavorativo e pre­sentata recentemente a Bruxelles.

La ricerca è imperniata sui 1.370 pareri raccolti da altrettanti datori di lavoro in tredici Paesi dell’Europa (ovvero Italia, Gran Bretagna, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia).
L’Italia, il cui peso nello studio è dell’8%, al pari di Romania e Polonia vedrà accrescere in maniera concreta le competenze di base, ma in tutta Europa non sarà così: in Ungheria ad esempio a lievitare saranno le competenze avanzate.

Quali i settori maggiormente influenzati di tale prospettiva di evoluzione? Per oltre la metà degli intervistati (58%) saranno il settore educativo e quello dell’istruzione (scuole e università), che dovranno immettere sul mercato studenti e laureati con maggiori competenze ICT, competenze che concretamente forniranno pos­sibilità nel breve tempo di trovare l’agognato posto di lavoro.

Alla luce di tali pre­messe, la certificazione delle competenze informatiche per entrare nel mondo del lavoro sarà un lasciapas­sare dall’elevato peso specifico.
 
 

Glos­sario
 
ICT (Information and Communication Technology)
La tecnologia dell’informazione e della comunicazione, in sigla TIC, più conosciuta con il sinonimo inglese information and communication technology, in sigla ICT, è l’insieme delle tecnologie che consentono di elaborare e comunicare l’informazione attraverso mezzi digitali.
Rientrano in quest’ambito lo studio, la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, il supporto e la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazione computerizzati, anche con attenzione alle applicazioni software e ai componenti hardware che le ospitano.
Il fine ultimo dell’ICT è la manipolazione dei dati tramite conversione, immagazzinamento, protezione, trasmis­sione e recupero sicuro delle informazioni.
I profes­sionisti ICT sono caratterizzati da molteplici capacità di intervento, dall’installazione alla progettazione di architetture telematiche, dalla gestione di basi di dati alla progettazione di servizi integrati per la convergenza di informatica e telefonia nella telematica per i nuovi metodi di trasmis­sione dell’informazione.
L’Information Technology è anche un ambito di studio che si occupa dell’archiviazione, dell’elaborazione, della trasformazione e della rappresentazione delle informazioni con l’aiuto del computer e delle tecnologie a esso connesse.
 
E-skill
Neologismo che prende origine dalla parola inglese skill che signiifica “capacità di fare bene qualcosa; tecnica, abilità. Per skill si intende, solitamente, un’abilità acquisita o imparata, a differenza delle abilità innate”.
Il pre­fisso “e” trasla tali competenze all’ambito informatico, ad Internet ed il suo mondo.

Social Network, la nuova frontiera della comunicazione

Pubblicato da Ilaria Mariniil 12 dicembre 2009

socialnetwork_newmediaNon c’è davvero bisogno di aggiungere nulla all’approfondita, realistica ed attenta analisi effettuata dal Censis, l’8° edizione del Rapporto sulla comunicazione “I media tra crisi e metamorfosi”.
Il Centro Studi Investimenti Sociali, istituto di ricerca socioeconomica fondato nel 1964, spiega in maniera più che esaustiva il tipo di trasformazione che sta subendo la comunicazione nel nostro Paese e quali sono le nuove “tendenze” della popolazione Internet.

Il succo della ricerca è condensato in queste righe: “La crisi economica mondiale che stiamo attraversando – che è anche la prima grande crisi conosciuta dalla società digitale – ha accelerato il processo di trasformazione del sistema dei media già in atto, sospinto dallo sviluppo tecnologico, modificandone alcune direttrici. E determinando metamorfosi inattese, secondo il para­digma della moltiplicazione e integrazione dei media, con l’assottigliamento dei confini tra i mezzi e tra i generi della comunicazione. Il Rapporto si focalizza anche su tre questioni di grande rilevanza e attualità. La prima è la moltiplicazione degli usi della televisione: un mezzo che rimane saldamente dominante nel panorama mediatico degli italiani e che le innovazioni tecnologiche stanno spingendo al centro di nuovi scenari di offerta. Il secondo approfondimento tocca il tema cardine dell’informazione e della fiducia riposta dal pubblico nei media. Il terzo focus riguarda l’affermazione di un nuovo para­digma nell’uso dei media, rispecchiato dalla crescita esponenziale degli utenti di Facebook e degli altri social network”.

Sono cinque i social network più popolari: Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube (60,9%), Mes­senger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%). Le percentuali raggiungono valori ancora più elevati tra i giovani di 14–29 anni. Per nove ragazzi su dieci Facebook (90,3%), YouTube (89,2%) e Mes­senger (89,1%) rappresentano mondi ben noti, con le loro regole e i loro “contatti”. Nell’universo giovanile hanno una popolarità considerevole, sebbene inferiore, anche MySpace (68,8%) e Skype (62,9%).
I giovani hanno preso l’abitudine a “vivere connessi”, dato che l’uso congiunto dei cellulari e di Internet li ha messi nella condizione di essere continuamente in rapporto con tutti quelli che condividono la loro esperienza di vita quotidiana. Comples­sivamente, si può stimare che poco meno di 33 milioni di italiani conoscano almeno un social network e che gli effettivi utilizzatori siano 19,8 milioni.

Facebook il più popolare, YouTube il più utilizzato. Gli utenti di YouTube sono pari al 28,3% della popolazione (il 67,8% nella fascia 14–29 anni, il 39,5% tra le persone più istruite), quelli di Facebook il 22,9% (il 56,8% dei giovani, il 34,4% dei soggetti con titolo di studio più elevato).
Il web 2.0 ha avuto uno sviluppo esponenziale grazie all’impiego di Internet per costruire insieme agli altri una conoscenza diffusa (come Wikipedia), trovare opportunità di lavoro e di carriera (LinkedIn), scambiarsi merci (eBay), ma anche notizie, confidenze e pettegolezzi (Mes­senger, Facebook, Twitter), oppure video (YouTube) e ogni altro prodotto audiovisivo, quand’anche protetto dal diritto d’autore (eMule).
Grazie a smartphone, lettori mp3, e-reader, il centro di gravità dei consumi digitali si sposta sempre più dal computer ai piccoli apparecchi portatili, che consentono di accedere a informazioni, musica, libri, giochi, utilities in un rapporto di piena complementarietà con la rete, con forme e tempi di fruizione sempre più personalizzati.

Cosa si fa su Facebook. La principale motivazione che ha spinto gli utenti a iscriversi a Facebook è il desiderio di mantenere i contatti con gli amici (70,5%) e di ritrovare vecchi compagni di scuola ed ex colleghi (57,8%), mentre la speranza di intrecciare una relazione intima ha spinto all’iscrizione appena l’1,8% degli utenti, in particolare i maschi (2,6%). La maggioranza (il 68,4%) pre­ferisce accedere a Facebook nelle ore serali, il 36,5% si connette solitamente nelle ore diurne, il 15,3% durante l’orario di lavoro o di studio, e solo uno su dieci accede al sito esclusivamente nel weekend.
Le attività pre­ferite dagli utenti di Facebook sono: guardare cosa c’è nelle bacheche degli amici (41,2%), inviare mes­saggi personali (40,5%), inserire commenti nelle bacheche degli amici (37,2%), chattare con chi è in linea (35,7%), utilizzare le applicazioni disponibili come test e giochi (24,6%), inserire foto, video o file musicali (21,3%). Il 54,6% degli utenti fa parte di gruppi di interesse o ha sottoscritto citazioni apparse su Facebook, e il 10% ha effettivamente partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui è venuto a conoscenza tramite il social network.

Luci e ombre su Fb. Poco più di un utente su quattro (il 26,8%) constata che da quando si è iscritto a Facebook tende a dedicare meno tempo ad altro. L’attività più penalizzata è la lettura di libri, per il 42,4% degli iscritti a Facebook che avvertono di dedicare meno tempo ad altre attività. Segue la consultazione di altri siti Internet (40%), guardare la televisione (26,5%), studiare o lavorare (21,7%), sentire gli amici al telefono (14,4%), uscire con gli amici (11,5%), andare al cinema (11%).
C’è anche, seppure in misura minoritaria (per l’8,5% degli iscritti), il timore che dalla pre­senza su Facebook pos­sano derivare dei rischi. Quello che pre­occupa di più è la violazione della privacy: il 72,1% degli utenti che nutrono pre­occupazioni è di questo avviso, il 35,1% teme l’eventualità di conoscere persone pericolose, il 23,4% indica l’indebolimento delle relazioni dirette con i familiari e gli amici, il 13,4% l’abbassamento del rendimento nel lavoro o nello studio, e il 9,3% teme che dall’uso di Facebook pos­sano derivare problemi per la propria reputazione (ad esempio, che il profilo personale venga controllato dal datore di lavoro).

Shopping on line? L’e-commerce strega gli uomini!

Pubblicato da Ilaria Mariniil 1 dicembre 2009

ecommerce-onlineInternet sforna sondaggi a ripetizione per ogni argomento ed in ogni momento dell’anno. Arrivati a Natale, poteva mancare il consuntivo sul target e le abitudini del compratore in Rete per l’anno che sta finendo? Certo che no.

I dati arrivano da Twenga, uno dei motori di ricerca per lo shopping più completo del panorama Web, che ha messo sotto la lente le abitudini di uomini e donne italiane. E se lo shopping on the road è monopolio delle donne, quello on the web vede avvantaggiati… gli uomini!

Non solo. Il risultato del sondaggio fa trasparire che l’e-commerce è forse più radicato di quanto si possa immaginare: quasi una persona su due acquista on line. E, rispetto al 2008, sono le donne ad aver aumentato la propensione all’acquisto on the Web (+13%), anche se rimangono staccate.

La meticolosità nelle analisi prima di aprire il portafogli: confronto dei prezzi: 74%, delle donne contro il 75% degli uomini; informazioni supplementari prodotti e marche: gentil sesso 71% contro il 78% degli uomini.
Altri para­metri. La metà delle donne vuole toccare con mano ciò che acquista on line (37% degli uomini); quasi la metà (42%) teme che i prodotti consegnati siano un bluff rispetto a quanto proposto dalla pre­sentazione di chi lo vende (gli uomini sono fermi al 29%); il 37% teme ritardi nella consegna (contro il 28% degli uomini).
E la paura del pagamento elettronico? La paura di venire truffate frena una donna su tre (30%) e solamente un uomo su cinque (23%).
 

Le cifre raccolte da Twenga sugli acquisti on line (535 intervistati):

- Utilizzo di internet nel 2008: donne 26%, uomini 38%
- Utilizzo di internet nel 2009: donne 39%, uomini 59%
- Quest’anno mi informerò in rete su prodotti e marche: donne 71%, uomini 78%
- Quest’anno mi informo sui negozi: donne 57%, uomini 63%
- Quest’anno confronto i prezzi on line: donne 74%, uomini 75%
- Non mi fido dei pagamenti on-line: donne 30%, uomini 23%
- Voglio vedere e toccare con mano ciò che acquisto: donne 50%, uomini 37%
- Ho paura che i prodotti consegnati non siano fedeli alla descrizione: donne 42%, uomini 29%
- Temo ritardi e che non rispettino i termini di consegna: donne 37%, uomini 28%
- Ho paura di non poter cambiare i prodotti che non vanno bene: donne 32%, uomini 22%

Web 2.0: l’Università di Ferrara punta sulla digitalizzazione

Pubblicato da Ilaria Mariniil 27 novembre 2009

universita_ferrara_digitaleL’Università di Ferrara crede nel Web 2.0, nella Rete e nella velocità di trasmis­sione delle comunicazioni. Ed entra in un importante progetto che ha come oggetto l’era digitale.

La rete di Atenei U4U, guidata dal Politecnico di Torino e che conta come partner la stessa Unife, il Politecnico di Milano, le Università di Catania, ed Urbino) si è aggiudicata il primo posto tra i progetti finanziati nell’ambito dell’iniziativa “Università digitale”, iniziativa promossa dal dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica del Ministero per la Pubblica Amministrazione.

Dei sedici progetti pre­sentati comples­sivamente da 48 università, solamente sei otterranno finanziamenti per coinvolgere sempre più nell’era digitale e della comunicazione attraverso Internet quasi un milione di studenti (oltre la metà della popolazione universitaria).

La rete U4U ora avrà a disposizione il mas­simo delle risorse disponibili, ovvero 2 milioni di euro, che permetteranno di sviluppare un progetto che ha un budget di 5,5 milioni di euro.

Siti Internet: come avere risultati assicurati

Pubblicato da Riccardo Visentinil 23 novembre 2009

googleAvinash Kaushik, guru di Google e mas­simo esperto al mondo in tema di Web Analytics, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un mes­saggio molto chiaro: “Su Internet i risultati sono misurati scientificamente”.

In poche parole, tutti coloro che sono interes­sati a sfruttare al meglio il proprio sito dal punto di vista commerciale aumentandone i contatti, devono concentrarsi sull’analisi dei comportamenti dei consumatori.

“Chi compie l’analisi dei dati sulle visite al suo sito — ha esordito Kaushik — avrà un futuro, chi invece non li studierà è destinato a non avere alcun vantaggio dal Web. Troppo spesso infatti bisogna fidarsi della sua efficacia semplicemente con un atto di fede, mentre grazie ad informazioni acquisibili in gran parte gratuitamente si può rispondere concretamente a domande sulle motivazioni della visita, sulla provenienza del visitatore e sulle sue pre­ferenze. Su Internet è pos­sibile misurare i risultati scientificamente e soprattutto la Rete consente di correggere un errore in poche ore, proprio monitorando con attenzione le visite, cosa che non accade con altri strumenti tradizionali. Attenzione: non sono i soli dati a migliorare il rendimento di un sito, ma la capacità delle persone di interpretarli. Quindi, se un imprenditore investe 100 euro, 10 li affidi al budget degli strumenti, 90 alle persone in grado di leggere le informazioni e orientare le strategie”.

Al termine del convegno Kaushik ha voluto dare un consiglio su come realizzare un sito efficace: l’utente deve arrivare all’informazione che gli interessa immediatamente, di solito questa informazione riguarda il prezzo del servizio ed è bene trovarlo direttamente sulla HomePage.
Un sito non deve essere “sexy”, dev’essere funzionale e consentire di raggiungere le informazioni in pochis­simi click.