E chi dice che il computer è uomo? Certo, si è partiti negli anni ’80 da una presenza pressochè assoluta del genere maschile davanti al monitor, ma pian piano le donne on the web stanno prendendo il largo.
“Fatti più in là” riecheggia nel campo della programmazione dove il colore rosa è meno pallido rispetto ai primordi; nel campo del marketing, dove le manager in gonnella sono in costante aumento; ma soprattutto per quanto concerne la presenza all’interno dei social network, dove la presenza delle donne è lievitata vertiginosamente.
E questa presenza non può lasciare insensibili i marketing manager, che sapranno creare campagne ad hoc sui principali social network — visti i risultati documentati con accorte strategie a costi pressochè nulli — per attirare il target d’elezione dei medesimi.
La constatazione della strabiliante presenza del genere femminile all’interno delle Pagine Web deputate alla condivisione dei contenuti, Facebook in primis (ogni giorno gli utenti ci trascorrono cumulativamente qualcosa come 6 miliardi di minuti, il doppio di Google!), è il risultato di una ricerca effettuata su 19 dei social network più conosciuti ed utilizzati.
In concreto, per capire la portata del fenomeno: sul social network a taglio “artistico”, MySpace, un utente su tre è donna.
Facendo invece riferimento alle utenze di Facebook, gli uomini sfiorano appena il 40% del totale.
In generale, supera abbondantemente l’ottanta per cento delle presenze il rosa sui social network.
Le preferenze? Il gentil sesso sembra orientato su Xanga, Bebo e Classmates, il sesso duro su Digg, Reddit e Slashdot.
Piccola guida ai social network più diffusi:
Facebook (febbraio 2004)
Inizialmente noto col nome di Thefacebook, il nome del sito si riferisce agli annuari (facebook) con le foto di ogni singolo membro che alcuni college e scuole preparatorie statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti ed al personale della facoltà come mezzo per conoscere le persone del campus.
Secondo i dati forniti dal sito stesso, nel novembre 2009 il numero degli utenti attivi ha raggiunto quota 350 milioni[2] in tutto il mondo. In base all’acquisto di una quota del 1,6% da parte di Microsoft nel 2007 per 240 milioni di dollari e all’acquisto del 2% per 200 milioni di dollari da parte di un gruppo di investitori russi il valore del sito è stato stimato di 10 miliardi di dollari. Il sito nel 2009 è divenuto profittevole segnando il primo bilancio in attivo
Twitter (marzo 2006)
E’un servizio di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Gli aggiornamenti possono essere effettuati tramite il sito stesso, via sms, con programmi di messaggistica istantanea, e-mail, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco.
Gli aggiornamenti sono mostrati istantaneamente nella pagina di profilo dell’utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli. È anche possibile limitare la visibilità dei propri messaggi oppure renderli visibili a chiunque.
Il nome “Twitter”, corrispondente sonoro della parola tweeter, deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”. Tweet è anche il termine tecnico degli aggiornamenti del servizio.
I tweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh.
MySpace (novembre 2003)
E’una comunità virtuale, e più precisamente una rete sociale, creata nel 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe. Offre ai suoi utenti blog, profili personali, gruppi, foto, musica e video.
È attualmente l’undicesimo sito più popolare al mondo e il quinto negli Stati Uniti secondo Alexa. Grazie a questo spazio su internet, artisti e gruppi musicali come gli Arctic Monkeys, Lily Allen, i Belladonna ed i Cansei de Ser Sexy sono diventati famosi in tutto il mondo ancora prima di mettere effettivamente sul mercato i loro dischi.
Bebo (gennaio 2005)
Bebo, acronimo di Blog early, blog often, letteralmente Blog presto blog spesso, è un social network creato da due coniugi nel gennaio 2005 e successivamente venduto, nel marzo 2008, ad AOL per 850 milioni di dollari. Questo lo portò ad un grande rilancio del sito a partire dal luglio dello stesso anno.
Classmates (2005)
E’ il capostipite dei servizi di social network creato nel 1995 da Randy Conrads che decise di voler rintracciare un suo ex compagno delle superiori frequentate nelle Filippine.
Il sito aiuta i membri a trovare, collegare e tenersi in contatto con amici e conoscenti di lunga data tra quelli conosciuti alla scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola superiore, università, e lavoro. Il motto è infatti “riscoprite il vostro passato!”.
Ed ancora, tra la miriade di esempi on line, ecco Thounds dedicato alla musica, che aggrega coloro che hanno un’idea, un motivetto etc., Badoo (l’unico senza forme pubblicitarie) quale aggregatore di amicizie, QQ domina in Cina ed attualmente risulta la più grande community del mondo con i suoi 300milioni di iscritti.

Probabilmente è stato il primo, grande esempio di Web condiviso. Parliamo naturalmente di Wikipedia, l’enciclopedia libera, capostipite dell’open source e soprattutto dell’interazione fra utenti, caratteristica alla base della storica entrata in scena del Web 2.0.
Le tasse. Un incubo per larga parte dei contribuenti. Soprattutto quando ci si è dimenticati di pagarle, o quando arrivano avvisi di verifica in casi di (presunto) mancato pagamento. E via a cercare affannatamente ricevute, date etc.
Se c’è un settore dell’economia che sembra essere stato affascinato dal web prima degli altri, questo è sicuramente il turismo. Internet è per le strutture turistiche l’unico strumento in grado di offrire visibilità su scala globale, a fronte di un investimento tutto sommato sostenibile.
Si parla tanto di scuola italiana che non è al passo con i tempi… che sia anche perché i docenti capiscono poco di tecnologia? Da un’indagine condotta su circa 1.000 insegnanti realizzata da Edu-Tech in occasione del primo convegno dedicato al futuro della scuola che si aprirà giovedì prossimo a Milano, emerge che 7 insegnanti su 10 usano il computer abitualmente, ma senza avere una reale formazione.
Abbiamo sentito parlare di hacker, bug, millennium bug, virus che “divorano” l’hard disk all’apertura di una (apparente) innocente e-mail costringendo los fortunato utente a “cestinare” il proprio computer.