sab 11 settembre 2010
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Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa

Pubblicato da Antonella Neriil 13 gennaio 2010

giochi_onlineGirl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai giochi di ruolo on line che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno pre­ferito dai componenti di genere maschile.

A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito Internet dalla University of Southern California e relativa ai giocatori statunitensi di EverQuest II: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggres­sive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.

Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria pas­sione per il gioco in Rete.

Browser: nella leadership di Explorer, avanza Chrome

Pubblicato da Antonella Neriil 5 gennaio 2010

browser_chromeInternet Explorer non molla la presa sul primo posto tra i browser utilizzato da chi attiva una connes­sione ad Internet. Ma la notizia che crea un pre­cedente è quella relativa al terzo gradino conquistato nel dicembre scorso da Chrome, che ha buttato fuori dal podio relativo ai browser Safari.

Lo studio, condotto da Net Applications, attribuisce al browser di Apple il 4,46% delle scelte degli utenti, mentre il browser lanciato da Google è salito al 4,63%: un bel traguardo raggiunto in un solo anno di vita.
Tale dato però non stupisce più di tanto, alla luce di una strategia ben pre­cisa disegnata da Google: il rilascio nelle settimane scorse della versione di Chrome per Linux e Mac, oltre alla continua campagna di diffusione della versione Beta 4.0 e l’introduzione del supporto per le estension.

Si diceva della leadership incontrastata di Explorer, attualmente alla versione 8.0: oltre sei tenti su dieci (62,69%) utilizzano per la navigazione il browser made in Microsoft, mentre la medaglia d’argenta, Firefox (oggi disponibile la release 3.5), è molto staccata: 24,61%.
Nella clas­sifica troviamo poi Opera (2,40%), Opera Mini (0,53%) e Netscape (0,32%).

Ma ad oggi una larga fetta, sempre crescente, di utenti si collega via Mobile (ad oggi 1,3% del traffico web). Ed anche in questo caso da registrare un grande passo in avanti di un altro prodottto sviluppato da Google: Android ha registrato un raddoppio degli accessi tra novembre e dicembre 2009 (+ 54%); nella speciale graduatoria troviamo poi BlackBerry (+22,2%), iPhone (20,1%), Symbian (+19,0%) e Java ME (+15,66%).

KidzDream: il Web 2.0 offre la prima banca dei sogni

Pubblicato da Antonella Neriil 30 dicembre 2009

sogni_multimedialiAprendo una finestra sul mondo del Web, ad oggi, è praticamente pos­sibile trovar qualsiasi cosa.
Ma i sogni, evento che generalmente rimane appeso ad una descrizione sfocata, legata ai pochi ricordi che rimangono una volta svegli? Beh, il Web 2.0 offre una vetrina anche a quelli. E gli abbina una campagna di solidarietà.
La nuova era di Internet offre ai navigatori la banca dei sogni dei bambini, KidzDream, nato dal format multimediale online Artefacta, creato in collaborazione con Enciclopedia Treccani per la 52° Biennale arti visive di Venezia e basato su mappe in Google style.

Piccole pesti dai 6 ai 12 anni racconteranno davanti ad una telecamera i loro sogni, cucendo con il filo e tes­sendo un ordito fatto di colori, suoni, odori, sensazioni che solo i bambini riescono a mettere insieme. Il tutto in un tempo che varia di 60” ai 2 minuti.
Ed alla fine il tutto viene anche impresso sulla carta nel clas­sico disegno.
Nei luoghi tradizionalmente destinati ai più piccoli, come le scuole, ecco prendere vita il sogno più bello, quello più divertente, quello più pauroso, quello più nitido.

Sul sito ufficiale del progetto si parte da un planisfero, dove alcuni asterischi guidano ai paesi dove sono “pre­senti” sogni raccontati; entrando nelle varie città si accede ad un menù di piccoli film con i sogni dei bambini di quella parte del mondo.

Fino ad oggi il progetto pilota ha già raccolto video spaziando nel globo: dal Senegal (villaggio Mbour) a Napoli (scuola elementare 73° Circolo Didattico); da Barcellona a Roma (bambini Rom pre­senti della X circoscrizione). Per l’Italia, al momento sono disponibili anche i sogni di alcuni bambini di Venezia.

Ed i sogni dei bambini avranno come scopo finale – oltre a quello di assaporare la spontaneità e l’innocenza dei più piccoli – l’aiutare i pari età meno fortunati: dall’acquisto di materiale scolastico all’allestimento di luoghi per praticare sport, o per comprare giocattoli.

Internet boom: quasi 24milioni di utenti a ottobre

Pubblicato da Antonella Neriil 22 dicembre 2009

internet_connessioneQualcosa come quasi ventiquattro milioni di utenti nel mese di ottobre. Ovvero un italiano su tre ha avviato la procedura per la connes­sione al mondo on line. Il dato che conferma per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, di come il futuro e la Rete viaggino a braccetto.

E’ il risultato dell’ennesima statistica pubblicata dalla Nielsen e relativo ai primi dieci mesi del calendario.
Sono esattamente 23,6milioni gli internauti del decimo mese del 2009, 2 milioni in più rispetto al medesimo periodo del 2008 e 700mila in più rispetto al mese di settembre.

Le Pagine Web visualizzate ad ottobre sono state 2.009 (2.235 a settembre).

La connes­sione media giornalieri per utente che si attesta sull’ora al giorno (33,9 minuti) e che cresce ben del 25% rispetto alle rilevazioni del 2008.

Cosa cerca un italiano medio che si connette al Web? L’informazione on line sta macinando strada: con una crescita del 22% rispetto all’anno pas­sato, la categoria News risulta la più gettonata con 13,5 milioni di utenti.
Come ragionevole pensare cliccatis­sima anche i siti facenti parte della categoria Communities, ed anche quella Videos/Movies, che in dodici mesi fanno un balzo in avanti rispettivamente del 20 e 22%.
Non perdono il loro appeal e la loro utilità i motori di ricerca (li naviga un utente su sei), i portali generici, i servizi di posta elettronica (44,5% di utilizzo) e tutto ciò che è riconducibile allo svago (musica, pre­visioni del tempo, scienza etc.).

Oltre 7 milioni di utenti si collegano a Internet via mobile.

Modem, Google, Facebook: Internet sempre più parte di noi

Pubblicato da Antonella Neriil 18 dicembre 2009

internet_futuroInternet qua, Social Network là, la Rete è il futuro, l’evoluzione passa per il Web, ci troviamo in chat, ho scritto sul mio Blog… Veniamo quotidianamente bombardati da neologismi inerenti il mondo del computer, e tutti abbiamo capito senza ombra di dubbio che un modem e la tecnologia informatica saranno il nostro pane quotidiano nel futuro pros­simo. Ma è pos­sibile quantificare ad oggi “quanto” Internet è pre­sente nelle nostre vite?

Ci ha pensato la società regina dei sondaggi sui contenuti del Web, la Nielsen che ha tracciato un profilo dell’utente americano.
Dall’altra sponda dell’Atlantico una persona trascorre 68 ore al mese connesso ad Internet, tra l‘ufficio e la propria abitazione).
L’analisi entra anche nei dettagli di queste ore di navigazione: in queste 68 ore vengono visitati 2700 Siti Web con una permanenza che in media si agira sui 57 secondi; l’ambito in cui si passa più tempo? Ovviamente Google, che rimane il siti internet più visitato (un’ora e 53 minuti) e ovviamente Facebook, su cui vengono trascorse 5 ore.
E i video? Quelli che hanno segnato la prima netta differenza con le forme cartacee di comunicazione? Gli strumenti on line nel 2009 hanno osservato un aumento di impiego del 25%.

Ma torniamo a Facebook, alle sue 5 ore di media per utente ed ai Social Network in particolare.
Un primo capostipite della comunicazione condivisa è stato MySpace sta arrancando (da giungo ad agosto sono stati persi 5 milioni di utenti), e nemmeno l’arrivo di Owen Van Natta, ex Facebook Executive, al momento sembra far invertire la rotta.

I due Social del momento, Facebook e Twitter, sono ancora nella loro fase positiva: non c’è più l’aumento sproporzionato di nuovi iscritti (forse perché del popolo di Internet ne fanno parte praticamente tutti) ma le utenze e i contatti restano attestati su cifre da capogiro, anche se con portate diverse.
FacciaLibro è il sito più visitato a fronte degli oltre 300 milioni di utenti registrati, mentre il microblogging di Twitter nella sua portata dimensionata rispetto al pre­cedente social network nel 2008 ha fatto segnare un + 400% in termini di utilizzo.
Pas­sando invece al social “profes­sionale” LinkedIn, nel settembre scorso ha conosciuto una crescita del 5,7% toccando i 50 milioni di utenti.

Medicina e salute: sul Web scarseggiano Siti di qualità

Pubblicato da Antonella Neriil 17 dicembre 2009

siti_web_saluteInternet soddisfa al giorno d’oggi quasi tutte le richieste: sul Web è pos­sibile cercare di tutto, e la Rete è utilizzata (purtroppo) spesso anche per cercare informazioni di carattere medico: secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, in Italia 18 mila realtà si occupano di tematiche inerenti medicina e salute.

Stando ad un’approfondita analisi condotta dallo studio Casaleggio Associati di Milano quattro milioni di italiani si connettono per cercare informazioni sanitarie.
Su quali dati è stata elaborata la ricerca? Il Ministero della Salute ha messo on line gli indirizzi di 53 siti web di associazioni di pazienti che mettono a confronto le loro conoscenze e le loro esperienze personali. Di queste realtà ne sono state isolate quindici, che sono state valutate in maniera peculiare: dalla struttura del sito ai servizi offerti e le modalità di comunicazione tra l’associazione in questione e i pazienti.
Tra queste il focus della Casaleggio ne ha scelte come detto quindici e ha analizzato i servizi che offrono nel sito on line, la struttura di quest’ultimo e le modalità con cui le associazioni comunicano ed interagiscono con i pazienti.

Il risultato però non è incoraggiante. Dei siti messi sotto la lente d’ingrandimento, solamente quattro hanno avuto come votazione un “ottimo”; uno solo ha raggiunto la sufficienza, nove sono stati giudicati “migliorabili” ed uno è stato bocciato.
In generale, la facilità di accesso ed utilizzo dei siti è risultata sufficiente, mentre è l’offerta dei servizi che è stata ritenuta migliorabile.

In pas­sato, nelle numerose analisi di questo genere, un fattore comune alle associazioni di pazienti on line è il mancato utilizzo di tecnologie informatiche già disponibili e di largo uso.
Non solo. Oltre al discorso prettamente tecnico, che però ricordiamo va a penalizzare sulla facilità di reperimento delle informazioni da parte degli utenti, in molti di questi siti difettano chiarezza dell’informazione, qualità e rigore, pes­simi pre­supposti per chi spesso è nel momento della vita – malati o parenti degli stessi — in cui ha bisogno di informazioni immediate ed attendibili.

YouTube: è Internet la televisione del futuro?

Pubblicato da Antonella Neriil 10 dicembre 2009

televisione_internetYouTube: chi negli ultimi anni non ha mai cercato un video musicale da ascoltare mentre lavora al computer? O ha cercato un estratto video di un programma famoso diventato un “caso” mediatico? O sentito dire al telegiornale “è stato il video più cliccato su YouTube?”.

Bene. Forse un futuro non molto lontano potrebbe vedere il colosso dello streaming su web come nuova televisione: YouTube ha infatti recentemente intavolato trattative con alcune emittenti televisive degli Stati Uniti. Motivo dell’interesse ottenere i diritti di alcuni show che verrebbero trasmessi via streaming a pagamento.

E circolano già i primi dettagli tecnici: le messe in onda in esclusiva non sarebbero interrotte da alcuna forma pubblicitaria e costerebbero all’utente interes­sato meno di due dollari ad episodio (esattamente 1,99 dollari, che ad oggi valgono 1,35 euro).
Ogni puntata dello show sarebbe disponibile in Europa il giorno succes­sivo a quello della programmazione americana.

Solamente in Italia, secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’8° “Rapporto Censis -Ucsi sulla comunicazione” in merito all’uso di Internet che fanno gli italiani, 19 milioni di persone sanno cosa sono i social network ed uno su 3 usa YouTube (28,3%, ovvero oltre sei milioni di persone).
Ancora: se Facebook è il più popolare (conosciuto dal 90,3% dei giovani), YouTube il più utilizzato (dal 67,8%).

Non solo: il bouquet che vorrebbe proporre YouTube sarebbe davvero appetitoso in quanto ad offerte, alla luce delle partnership che il social networking video sta intavolando con case cinematografiche e discografiche per offrire in pay per view eventi nel campo dello spettacolo, dello sport e della musica.

In ottica di diffusione streaming di video di media-lunga durata, ecco che YouTube sta sviluppando un software attualmente in versione beta per essere testato che si chiama Feather, per venire incontro a chi al giorno d’oggi ancora non dispone di una connes­sione sufficientemente veloce o dispone di hardware obsoleto.
Tutto ciò è pos­sibile tecnicamente attraverso lo “snellimento” dell’interfaccia, che vede l’eliminazione delle funzionalità non indispensabili durante lo streaming ma che ne rallentano la velocità.

I siti Web e Internet hanno cambiato il mondo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 20 novembre 2009

internetI 10 eventi più importanti di Internet nell’ultimo decennio sono stati pre­miati dai Webby awards.

Scorrendo i “vincitori” ci rendiamo conto di come il tema ricorrente sia la capacità di Internet di mettere il potere nelle mani della gente, eludendo i vecchi sistemi.
“Internet è la storia del decennio perché è stato il catalizzatore del cambiamento non solo sotto l’aspetto della nostra vita quotidiana ma di ogni cosa dal commercio alla comunicazione alla politica alla cultura pop”, ha dichiarato David-Michel Davies, direttore esecutivo Webby Awards (Reuters).

Ecco alcuni degli eventi Internet premiati:

- Wikipedia, l’enciclopedia gratuita open-source, lanciata nel 2001 e che oggi contiene oltre 14 milioni di voci in 271 lingue e porta persone che non si conoscono a lavorare su progetti comuni;

- La chiusura di Napster nel 2001, che ha aperto le chiuse del file-sharing;

- La rivoluzione del video online nel 2006 che ha portato a un boom dei contenuti artigianali e profes­sionali su Internet e contribuito a ridisegnare qualsiasi cosa, dalla pop culture alla politica;

- L’apertura di Facebook a coloro che non erano studenti di college e il lancio di Twitter nel 2006;

- La campagna pre­sidenziale Usa del 2008 in cui Internet ha modificato ogni aspetto del modo in cui si faceva propaganda;

- Le proteste per le elezioni iraniane del 2009 in cui Twitter è risultato vitale nell’organizzare manifestazioni e nell’esprimere esso stesso la protesta;

Con l’aumento della sua diffusione e della sua acces­sibilità, Internet ha dimostrato di non essere solo un contenitore di pagine Web, ma si offre come pre­zioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepas­sare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare.
Ed è proprio partendo dall’idea che Internet si costituisca come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare mes­saggi di solidarietà e civiltà, che è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, con l’obiettivo di candidare la Rete al pros­simo Pre­mio Nobel per la Pace (Wired).

(Fonte: PamelaFerrara.com)

Sveltopedia, la nuova web-enciclopedia dissacrante

Pubblicato da Antonella Neriil 15 ottobre 2009

enciclopedia_sveltopediaQuante volte abbiamo pensato che le enciclopedie sono dei “mattoni”, utili sì ma noiose? E, stando ai numeri in crescendo, quanti apprezzano la semplicità di Twitter?
Bene. Unite l’utilità di Wikipedia — l’enciclopedia libera on line per eccellenza – e i 140 caratteri mas­simi messi a disposizione dal famoso “uccello blu” ed ecco… un sito web dis­sacrante ed intelligente, Sveltopedia.
Geniale? Sì, ma non è tutto.

Fin dall’antichità, e la pellicola “Il Nome della Rosa” è esempio per eccellenza del concetto, l’arte di far ridere era temuta perché porta alla rifles­sione, al pensiero. Sveltopedia tende a cavalcare questa scuola: le definizione pubblicate devono sposare la richiesta di essere ironiche per portare alla rifles­sione oltre che corrette.

Già la definizione che si legge nelle pagine di pre­sentazione del progetto danno di che pensare: “Sveltopedia è una Wikipedia in formato Twitter. Per i non addetti ai lavori (che non sono tali, in quanto nes­suno paga e non sono salariati), significa che è un’enciclopedia composta da voci stese collettivamente, le quali non superano i 140 caratteri – cioè lo spazio mas­simo dello status su Twitter”.
Ancora: “La scientificità di sveltopedia è para­gonabile a quella della “Britannica”, se solo la “Britannica” l’avessero stesa i Pink Floyd in determinati momenti. La potenziale espansione di questo dizionario collettivo è pari al vasto campo dei saperi umani, che disumanamente sveltopedia si propone di arare senza spendere nemmeno una goccia di sudore. E’ infatti semplicis­simo partecipare a questa monumentale opera della conoscenza: basta comporre una voce lunga come un sms. E’ così pos­sibile smentire con stile chiunque si permetta di dirvi che i mes­saggini sono inutili (comunque, davvero, smettela di mandarli ad amanti usando la “k” al posto di “ch”)”.
Qualche esempio? Digitiamo l’indirizzo www.sveltopedia.com (con il logo che richiama il marchio del famoso detersivo per i piatti) ed ecco che in home page c’è la definizione di “Silvio Berlusconi”. Anzi, diverse:
1. Celebre organizzatore di party segreti noti in tutto il pianeta. Da anni la sua prostata cerca di liberarsene
2. Qualcuno lodava, qualcuna la dava, qualcuno l’odiava. Ma era così, di Costituzione
3. Tecnicamente immortale
4. Papi
5. Utilizzatore finale

Un esempio non politico? La moda ad esempio? I famosi stilisti Dolce & Gabbana vengono così rias­sunti:
1. I Rick&Gian del Made in Italy
2. Vestieristi di Simona Ventura
3. Portatori insani di Swarovsky

I padri del progetto aperto a tutti, Lorenzo Viscanti e lo scrittore Giuseppe Genna, credono in Sveltopedia al di là del suo imprescindibile aspetto ludico: vogliono infatti farne una base per gli scrittori dell’era 2.0

Internet e i siti Web hanno cambiato le persone

Pubblicato da Ilaria Mariniil 10 ottobre 2009

siti-webQuanto c’è di vero nella teoria che le nuove generazioni sono state rovinate dal Web?
Internet ci logora il cervello, ci ha resi incapaci di pre­stare attenzione per più di una manciata di minuti, ha danneggiato il nostro modo di esprimerci, ci ha fatto dimenticare la lingua italiana e, grazie a Facebook, ora sono in pericolo anche le relazioni sociali.

Non male come quadro, soprattutto se si considera che si tratta dell’opinione di esimi studiosi.
Eppure, Internet o no, se facciamo un passo indietro nella storia ci rendiamo conto che tutte le grandi invenzioni hanno avuto detrattori che hanno gridato alla fine della civiltà.

David Thoreau criticò il telegrafo che velocizzava la comunicazione perchè non sempre le persone avevano qualcosa da dirsi. Samuel Morse criticò poi l’invenzione del telefono perché non consentiva di conservare le comunicazioni. Le macchine da scrivere vennero considerate troppo fredde perché creavano una distanza con lo scrivente che invece poteva rimanere maggiormente in contatto con le parole attraverso la penna.
Ora, come è normale che avvenga, si è pas­sati a criticare il computer, semplicemente perché in fondo ognuno pensa che si stava meglio quando si stava peggio.

Che abbia cambiato il nostro modo di comunicare e relazionarci non c’è alcun dubbio, ma non neces­sariamente si deve parlare di “peggioramento”.
Non è neces­sariamente vero che non siamo più capaci di comunicare: semplicemente comunichiamo in modo nuovo, più informale, con mutamenti linguistici dovuti ad abbreviazioni e simboli ma lasciando molto più spazio alla creatività.
E non siamo più asociali o distaccati dal mondo, semplicemente socializziamo in modo nuovo, attraverso una comunicazione virtuale che spesso abbatte le barriere, ci consente di essere noi stessi senza remore e mette le basi di amicizie che si consolidano, poi, nella vita reale.