mar 07 febbraio 2012
CromosomaWeb internet web marketing

Web lavoratori a Ferrara

Pubblicato da Pamela Ferrarail 22 marzo 2010

ferrara-webSappiamo tutti che l’economia non sta attraversando un momento facile: c’è crisi, la disoccupazione è ai mas­simi storici, trovare un posto fisso ormai è un’utopia e addirittura i pre­cari pos­sono baciarsi i gomiti.
Ho tanti amici disoccupati o cas­sintegrati.
E cosa fanno?
Cazzeggiano tutto il giorno fu Facebook, scambiandosi video e cartoline e scrivendosi boiate.

Per fortuna non sono tutti così, ci sono persone intraprendenti, capaci di inventarsi un lavoro: sono centinaia di ragazzi che hanno deciso di lanciarsi nell’imprenditoria (fortunatamente conosco diversi anche di questi), hanno aperto partita Iva e lavorano da casa, molti di questi sono ferraresi.

Mentre i nostri fratelli maggiori hanno lasciato l’Italia nella cosiddetta “fuga di cervelli”, noi il cervello lo stiamo usando per sfruttare i nuovi strumenti, creare network di relazioni e trasformare le nostre pas­sioni in un mestiere che ci dia da vivere.

Secondo una ricerca di Accenture che ha coinvolto oltre 5500 giovani di tutto il mondo, i ragazzi italiani sono tra i primi a livello globale per l’uso delle tecnologie emergenti nei contesti lavorativi insieme a cinesi e statunitensi, ben più avanzati di giapponesi e tedeschi.

La maggior parte degli italiani sotto i 25 anni comunica con i propri clienti attraverso chat online, instant mes­saging, mes­saggistica mobile e feed Rss, a scapito dei mezzi di comunicazione più tradizionali.

Domani invece di logarvi a Facebook fate una cosa più intelligente: andate su www.wwworkers.it e leggete le storie di Mara Cirillo, wedding planner online; Ales­sandro Carenza, dogsitter 24h su 24, naturalmente pre­notabile online o della famiglia Concas, pastori sardi che hanno trasferito la loro attività sul Web.

E che dire delle decine di nuove profes­sioni made in Web?
Dal community manager, al Web advertiser, al Web trainer, all’infobroker, all’infosecurity manager.
Chiudete Facebook e aprite partita IVA.

Il cervello, fortunatamente, è l’unica cosa che nes­suna crisi può portarci via.

Web 2.0: Nativi Digitali cerca nuove idee per Internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 22 febbraio 2010

nativi_digitali2Alla ricerca di nuovi Larry Page o Mark Zuckerberg che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla Google e Facebook.
E’ questo lo scopo di “Nativi digitali” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della campagna di comunicazione di Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i domini a targa italiana.
L’idea più brillante mai sviluppata su Internet è pos­sibile esca dalle menti del milione e mezzo di studenti italiani in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola.
Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a impostare un progetto innovativo per indagare le potenzialità della Rete e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I lavori più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.

L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha pre­cedenti in Italia per dimensioni e capillarità. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.

“Il progetto – osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Domenico Laforenza – è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide. I destinatari sono appunto i “Nativi digitali”, giovani e giovanis­simi cresciuti con Internet che, non a caso, danno il titolo alla nostra iniziativa”.

Nelle pros­sime settimane 3.000 scuole riceveranno il kit di “Nativi digitali” (un dvd da vedere e commentare in classe con gli insegnanti e materiale informativo sulla Rete e sui domini.it) e potranno cominciare a elaborare le proposte: immagini o videoclip virali, progetti di socializzazione online o di strumenti per lo scambio di informazioni, servizi innovativi, elaborati artistici, videogame e programmi che documentino le potenzialità di Internet associate all’uso di un dominio italiano.it.

I migliori elaborati saranno pubblicati sul sito del Registro (www.registro.it) e concorreranno all’assegnazione dei “.it awards”, il Registro stesso e le società che registrano domini per conto terzi (Registrar e Maintainer) sosterranno le idee più valide, ricoprendo il ruolo di business angel, attivando stage, “adottando” i siti web proposti o utilizzando il materiale nelle proprie campagne promozionali.
Pos­sono partecipare all’iniziativa tutti i ragazzi delle scuole superiori italiane, tramite il loro istituto: la “partecipazione” della scuola è uno dei punti fondanti del progetto. Anche gli istituti non raggiunti direttamente potranno comunque aderire.

Partner del progetto è Current, il social news network, fondato nel 2005 da Al Gore — ex vicepresidente degli Stati Uniti, Pre­mio Oscar e Nobel per la Pace 2007 — e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt.
Un video prodotto da Current, ispirato alla serie dei “Geek files”, affronta in 32 minuti alcuni dei temi più interes­santi legati al mondo di Internet: nascita della Rete e dei domini .it, il digital divide, il ruolo dei motori di ricerca, i cambiamenti sociali indotti da Internet, il futuro della Rete. Un prodotto didattico finalizzato a catturare l’attenzione dei giovanis­simi e a sollecitare la discus­sione e l’approfondimento in classe grazie ad animazioni, interviste, intermezzi umoristici e alla conduzione di Giacomo Cannelli e Livia Iacolare, gli “infiltrati nella rete” per Current.

Che i ragazzi siano i principali utenti di Internet lo conferma un’indagine sulla conoscenza e l’utilizzo della Rete, condotta dalla società Pragma, nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, per la quale è stata realizzata una elaborazione per fasce d’età.
Ne emerge una pre­valenza anche qualitativa dei navigatori più giovani: il 46,5% degli intervistati fra i 16 e i 20 anni ha infatti dichiarato di fare uso di un dominio .it; una percentuale quasi doppia rispetto agli utenti over 20 (fermi al 24,4%). Tra i giovani che utilizzano domini .it, pre­valgono a sorpresa le ragazze (50,7%) rispetto ai coetanei maschi (44,6%).
L’utilizzo del dominio .it dichiarato dai giovani non è ovviamente indice di pos­sesso, poiché solo i maggiorenni pos­sono registrare un nome a dominio: i domini italiani registrati da ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono poco più di 21mila su un totale di 451mila circa assegnati alle persone fisiche.

Siti Internet: come avere risultati assicurati

Pubblicato da Riccardo Visentinil 23 novembre 2009

googleAvinash Kaushik, guru di Google e mas­simo esperto al mondo in tema di Web Analytics, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un mes­saggio molto chiaro: “Su Internet i risultati sono misurati scientificamente”.

In poche parole, tutti coloro che sono interes­sati a sfruttare al meglio il proprio sito dal punto di vista commerciale aumentandone i contatti, devono concentrarsi sull’analisi dei comportamenti dei consumatori.

“Chi compie l’analisi dei dati sulle visite al suo sito — ha esordito Kaushik — avrà un futuro, chi invece non li studierà è destinato a non avere alcun vantaggio dal Web. Troppo spesso infatti bisogna fidarsi della sua efficacia semplicemente con un atto di fede, mentre grazie ad informazioni acquisibili in gran parte gratuitamente si può rispondere concretamente a domande sulle motivazioni della visita, sulla provenienza del visitatore e sulle sue pre­ferenze. Su Internet è pos­sibile misurare i risultati scientificamente e soprattutto la Rete consente di correggere un errore in poche ore, proprio monitorando con attenzione le visite, cosa che non accade con altri strumenti tradizionali. Attenzione: non sono i soli dati a migliorare il rendimento di un sito, ma la capacità delle persone di interpretarli. Quindi, se un imprenditore investe 100 euro, 10 li affidi al budget degli strumenti, 90 alle persone in grado di leggere le informazioni e orientare le strategie”.

Al termine del convegno Kaushik ha voluto dare un consiglio su come realizzare un sito efficace: l’utente deve arrivare all’informazione che gli interessa immediatamente, di solito questa informazione riguarda il prezzo del servizio ed è bene trovarlo direttamente sulla HomePage.
Un sito non deve essere “sexy”, dev’essere funzionale e consentire di raggiungere le informazioni in pochis­simi click.

Realizzazione di un sito Web: le domande da porsi

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 novembre 2009

seth-godinQuali sono le domande da porsi prima di procedere con la realizzazione di un sito Web?

Seth Godin, guru del marketing online, i cui libri sono un vademecum per chiunque voglia occuparsi di comunicazione in Internet, ha pubblicato sul suo blog una serie di domande che bisognerebbe porre, o porsi, prima di affacciarsi sul Web.

1. Qual’è l’obbiettivo del sito?
2. Cosa dovrebbe succedere se il sito funziona?
3. Chi stiamo provando ad accontentare? Se è il boss, cosa vuole? Dobbiamo impres­sionare un certo tipo di persona? Quale tipo?
4. Quante persone del tuo team sono coinvolte? A che livello?
5. Chi stai cercando di raggiungere? Chiunque? I tuoi clienti?
6. Quali sono i siti usati da questo gruppo di persone?
7. Stiamo cercando di vendere qualcosa?
8. Stiamo raccontando una storia?
9. Vogliamo guadagnarci il permesso di tenere aggiornati i nostri utenti? (Ad esempio spedendo newsletter?)
10. Speriamo che le persone guarderanno o impareranno?
11. Abbiamo bisogno che le persone spargano la voce usando i social media?
12. Stiamo costruendo una tribù che userà il sito per rimanere in contatto?
13. Le persone troveranno il sito grazie al pas­saparola? Stanno cercando la risposta ad una domanda specifica?
14. Ci sono notizie e aggiornamenti che meritano di essere pre­sentati al pubblico?
15. Il sito fa parte di una vasta collezione di luoghi online dove si pos­sono trovare informazioni su di noi, o è isolato?
16. L’informazione che veicoliamo consuma parecchia banda o sono solo pochi bit?
17. Vogliamo che le persone ci chiamino?
18. Quante volte al mese ci aspettiamo che le persone vengano sul nostro sito? Quanto dovrebbe durare una visita?
19. Chi deve aggiornare il sito? Quanto spesso?
20. Quanto spesso pos­siamo permetterci di revisionare il sito?
21. Conta apparire sui motori di ricerca? Se si con quali parole chiave?
22. Il sito deve essere universalmente acces­sibile? Questioni riguardanti disabilità, linguaggio o browser sono importanti?
23. Quanto pos­siamo spendere? Quanto tempo abbiamo?
24. E per finire… è chiaro che “qualunque cosa” non è una opzione?

Rispondere a queste domande è il modo migliore per progettare un sito Web con consapevolezza.

CromosomaWeb: Internet nel DNA

Pubblicato da adminil 25 settembre 2009

CromosomaWeb fattore successo

Ci sono lavori che non si pos­sono svolgere senza pas­sione, senza “esserci portati”, senza avere “qualcosa” nel DNA che ci spinge a dedicarci anima e corpo al successo di un progetto.

Il Web è una vera e propria inclinazione, una “malattia” che ci fa sentire bene solo quando abbiamo un progetto al quale lavorare, lo vediamo nascere, crescere e affermarsi su Internet attraverso il marketing online, dedicandoci ad esso completamente.

Facciamo questo lavoro perché non abbiamo scelta: abbiamo Internet nel sangue.