mar 07 febbraio 2012
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Emilia Romagna: SI-Impresa il nuovo portale per le aziende

Pubblicato da Ilaria Mariniil 19 febbraio 2010

Maleís hand writing in the documentLa Regione Emilia Romagna porta le aziende nell’era del Web 2.0: lo dimostra la messa on line del nuovo portale SI-IMPRESA (Url www.emiliaromagna.si-impresa.it), realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi neces­sari alle attività economiche.
Il Sito Internet regionale dedicato ospita al proprio interno anche lo “Sportello unico telematico per le Attività Produttive”.
Si tratta di un portale di facile accesso per le imprese, che ha al suo interno tutte le informazioni sul sistema economico regionale, sulle opportunità per le imprese e sui servizi offerti dalla pubblica amministrazione per via telematica, con enormi vantaggi per le imprese, che risparmieranno tempo e denaro nell’acquisizione delle informazioni e nello svolgimento delle pratiche burocratiche.
Un ruolo centrale per il nuovo sportello on line e per il nuovo portale è giocato dal Coordinamento regionale degli sportelli unici per le attività produttive, coordinato dal Servizio sportelli unici della Regione: una rete regionale composta da 350 sportelli unici e dai Coordinamenti provinciali Suap. Un servizio, quello degli sportelli unici degli enti locali, che ogni anno si occupa di circa 25 mila procedimenti amministrativi per le imprese.

Su SI-IMPRESA troverà quindi spazio la costruzione e messa a disposizione della nuova piattaforma informatica per il “Suap on-line dell’Emilia-Romagna”, che informatizzando i procedimenti amministrativi, su cui opera ogni sportello unico, renderà disponibili alle imprese servizi on-line, garantendo l’integrazione tra la nuova piattaforma e le soluzioni già adottate dai comuni.

Il contenuto della banca dati è costituito da 350 interventi, detti anche endoprocedimenti, che riguardano gli ambiti tematici ambientale, edilizio e produttivo, censiti e condivisi a livello regionale, attraverso l’apporto dei Coordinamenti provinciali Suap e delle singole realtà dei Suap locali, nell’ambito del Tavolo di coordinamento regionale Suap.
Il database riporta, in relazione ai singoli procedimenti, indicazione della normativa applicabile, degli adempimenti procedurali, della modulistica, nonché dei relativi allegati da utilizzare uniformemente nel territorio regionale. E contiene, altresì, le indicazione della normativa e degli elementi procedurali specifici dei singoli enti locali.
Grazie alla struttura, sarà pos­sibile coprire tutte le circa 150 procedure amministrative di cui l’impresa può neces­sitare nella sua quotidianità.

Web 2.0: prende piede il fascicolo sanitario elettronico

Pubblicato da Ilaria Mariniil 8 febbraio 2010

sanita_internetSi è partiti con la cartella clinica on line, che ha tagliato centinaia di fotocopie richieste dopo ore di coda allo sportello terminato l’iter del ricovero.
Da poco è stata introdotta la chiavetta “rosa”, che permette alle donne in cinta di avere “in tasca” tutti i dati dall’inizio della gestazione.

Ed ora, 6 ospedali italiani su 10 utilizzano in maniera proficua il fascicolo sanitario elettronico (Fse) che permette una consultazione contemporanea da parte di più strutture del percorso clinico completo del paziente, dal medico di base all’ambulatorio Usl od ospedaliero.
Una cronistoria della sua salute raccolta in un mini Sito Internet in pratica, acces­sibile in ogni momento e che permette di analizzare ogni fase della vita del paziente.
E, in un secondo momento, visto l’imperversare nell’utilizzo del computer e dell’accesso ad Internet in Web 2.0 style, anche il paziente potrà accedere a questa pre­ziosa banca dati.
Un altro passo non indifferente del filone inerente l’e-Healt.

Il fascicolo sanitario elettronico, in fase già avanzata di sperimentazione in quasi metà delle Regioni italiane, è utilizzato nel 43% delle Asl, nel 62% delle aziende e dei pre­sidi ospedalieri, cioè 3 su 5, oltre che nel 19% degli ambulatori territoriali.

Ancora. Il database medico personale è conosciuto al 71% dei medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, al 67% dei camici bianchi ospedalieri e specialisti e al 29% degli infermieri, mentre tra i farmacisti la diffusione è ferma al 5%.
Con il Fse vengono gestite oltre la metà delle pre­stazioni specialistiche e ospedaliere, un 33% di quelle farmaceutiche e il 24% per quelle di Pronto soccorso.
In particolare, risultano sette le Regioni con una diffusione del Fse superiore al 75% tra Asl e aziende ospedaliere: Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Giochi 2.0: addio Monopoli, ecco le applicazioni di Facebook

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 febbraio 2010

farmiville_facebookMonopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Certo, hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in Rete.
E la realtà diventa più virtuale che mai.

A dimostrarlo, le diverse applicazioni gratuite del Social Network Facebook, diventate ormai il pas­satempo pre­ferito di decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Quando eravate all’asilo vi facevano curare un orto, dalle semina ai primi ortaggi? Ora non c’è bisogno di zappa e bustine di sementi perché Farmville, con una semplice connes­sione ad Internet, permette di sviluppare e gesitire l’attività legata al lavoro dei campi, dalle basi al raccolto alla gestione di stalle e pollai.
Ad oggi, Farmville conta oltre 70 milioni di utenti attivi, ed il successo dell’applicazione è talmente alto che è stato sfruttato come veicolo di raccolta fondi per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.

Non appas­sionano concime e potatura ma c’è una pre­disposizione alla ristorazione? Ecco che il Web offre Restaurant City, che permette di mettersi alla prova con la gestione di un ristorante.

Parallelamente, se ci si sente vocati per stare dietro al bancone di un bar, ecco Cafè City.

La mamma non vuole animali in casa ma sogni un pesce rosso? O più di uno? La versione 2.0 del mitico Tamagotchi è Happy Acquarium, dove si mette alla prova la costanza del padrone nel curare e nutrire gli amici muniti di pinne.

Pros­simo passo dopo il boom dei giochi-gestionale, alla luce delle prime sperimentazioni già in atto, è la creazione e utilizzo di una moneta virtuale.

Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa

Pubblicato da Ilaria Mariniil 13 gennaio 2010

giochi_onlineGirl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai giochi di ruolo on line che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno pre­ferito dai componenti di genere maschile.

A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito Internet dalla University of Southern California e relativa ai giocatori statunitensi di EverQuest II: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggres­sive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.

Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria pas­sione per il gioco in Rete.

Web 2.0: la ricetta medica viaggerà in Internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 9 dicembre 2009

ricette_onlineChi non ha mai sbuffato per le lunghe code dal medico: ore di attesa per una pre­scrizione da 30 secondi?
Beh, ora l’apertura di una nuova frontiera legate al Web 2.0, quella delle ricette on line, potrebbe far diventare tutto ciò un lontano ricordo.
Che potrebbe essere in pre­cursore – il condizionale è d’obbligo – del certificato Inps via Web. Ma, sottolineano gli esperti, va fatto un passo alla volta.

Il servizio partirà dal 2010 in due regioni che sperimenteranno il servizio: Piemonte e Campania.
E si accoda alla rivoluzione informatica legata alla sanità che ha visto nei mesi scorsi l’erogazione su appositi siti internet pre­disposti dalle aziende ospedaliere delle cartelle cliniche, una volta ottenute a distanza di mesi dopo richieste in forma cartacea e lunghe code agli sportelli.

Tornando alla pre­scrizione on the web, attraverso un apposito software sviluppato dalla Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il medico di base (o il pediatra) caricherà una ricetta sul proprio computer, i dati in Rete finiranno sui server del Ministero della Salute e quindi alla farmacia.
L’utente finale non dovrà fare altro che recarsi dal farmacista munito di tes­sera sanitaria, e dal terminale della farmacia si risalirà all’ordine approvato dal medico curante.
Per il rinnovo della ricetta, sarà sufficiente recarsi solamente in farmacia, dove si potrà controllare la regolare pre­scrizione medica rilasciata in pre­cedenza al cittadino.

I vantaggi sarebbero diversi se la realtà confermerà le attese della teoria: oltre a snellire l’iter burocratico legato al rilascio di una ricetta medica permettendo una migliore fruibilità del servizio sanitario, lo Stato riuscirà a tenere sotto controllo in real time la spesa farmaceutica convenzionata; inoltre, porterà ad un 10% di risparmio su costi la soppres­sione della carta su cui fino ad oggi vengono impresse le pre­scrizioni mediche. 

Virus Zeus: anche a Ferrara cresce la soglia di attenzione

Pubblicato da Ilaria Mariniil 4 dicembre 2009

antivirusCome riportato dal quotidiano on line di Ferrara Estense.com (leggi articolo) anche la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ferrara mette guardia da “Zeus”, nuovo virus informatico conosciuto anche con il nome di Zbot.
Un software che “mangia” i dati: stando alle cifre relazionare dalla Polizia postale, ha danneggiato nel nostro Paese una rete di oltre 1.400 computer.

Ma se già per un utente privato è un piccolo dramma perdere file pre­ziosi per l’uso quotidiano, Zeus – una sua variante — ha dimostrato avere potenti tentacoli in affaire molto più delicati su scala nazionale, come riportato in maniera dettagliata dall’edizione on line del pre­stigioso PC World:
“Sta dilagando una nuova campagna di diffusione di virus malware attraverso mes­saggi di posta elettronica che promuovono la vaccinazione contro l’influnza A, falsamente inviate dal Centers for Disease Control and Pre­vention (CDC). Peccato che le mail in questione contengano il trojan Zeus. 
L’allarme è stato lanciato da McAfee e Symantec, dopo che entrambi hanno rilevato la pre­senza di moltis­sime mail ingannevoli che figurano come quella riportata nella schermata di questa notizia. L’oggetto della mail può variare rispetto a quella d’esempio che pubblichiamo in questa notizia e potrebbe includere le frasi “Il tuo profilo personale per la vaccinazione” o “Il programma di registrazione governativo per la vaccinazione contro l’influenza H1N1”; in ogni caso sappiate che nes­sun ente governativo ha avviato una campagna di mail di allerta alla popolazione per la vaccinazione contro il virus dell’influenza suina. 
Le mail malevole invitano a collegarsi al sito cdc.gov per controllare il vostro profilo di vaccinazione, ma la URL del sito in questione porta in realtà a un dominio tipo yhnbad.com.im, che scarica un file trojan sul computer che McAfee ha riconosciuto come una variante recente e non ancora conosciuta del malefico Zeus”.


 
Glos­sario
 

Virus
Nell’ambito dell’informatica un virus è un software, appartenente alla categoria dei malware, che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei file in modo da riprodursi facendo copie di sé stesso, generalmente senza farsi rilevare dall’utente. I virus pos­sono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all’hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento.
Nell’uso comune il termine virus viene frequentemente ed impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di “infestanti” diverse, come ad esempio worm, trojan o dialer.

Trojan
Un trojan o trojan horse (dall’inglese per Cavallo di Troia), è un tipo di malware. Deve il suo nome al fatto che le sue funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile; è dunque l’utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente, installa ed esegue anche il codice trojan nascosto.
I trojan non si diffondono autonomamente come i virus o i worm, quindi richiedono un intervento diretto dell’aggressore per far giungere l’eseguibile maligno alla vittima. A volte agiscono insieme: un worm viene iniettato in rete con l’intento di installare dei trojan sui sistemi. Spesso è la vittima stessa a ricercare e scaricare un trojan sul proprio computer, dato che i cracker amano inserire queste “trappole” ad esempio nei videogiochi piratati, che in genere sono molto richiesti.
Vengono in genere riconosciuti da un anti­virus aggiornato come tutti i malware. Se il trojan in questione non è ancora stato scoperto dalle software house degli anti­virus, è pos­sibile che esso venga rilevato, con la scansione euristica, come probabile malware. 

Malware
Qualsiasi software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software e ha dunque il significato letterale di “programma malvagio”; in italiano è detto anche codice maligno.

Aziende: sicurezza 2.0, social network armi a doppio taglio

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 dicembre 2009

sicurezza_informaticaLe imprese devono imparare a gestire i rischi del Web 2.0: è questo il succo del convegno sul tema “Sicurezza 2.0” organizzato dal gruppo di lavoro Enterprise 2.0.

Perché se l’esplosione dei social network da un lato ha aumentato in maniera considerevole la pos­sibilità di decuplicare i propri contatti, è diventato strumento di marketing a costo nullo per accresce il business aziendale, parallelamente ha ampliato la pos­sibilità di divulgare informazioni, anche riservate, substrato ottimale per l’attacco da parte di pirati informatici e hacker.
E, considerato con quasi un sito su due ad oggi è da ritenersi 2.0 (in grado di “interagire”, non statico come ai primordi dei siti Web), il materiale disponibile per un uso distorto per chi vuole creare danni è davvero tanto.

Un esempio recente ed eclatante? Il nuovo sito internet del calciatore Francesco Totti a poche ore dalla messa on line è stato “bucato”. E si può immaginare che il calciatore della Roma e della Nazionale si sia rivolto a profes­sionisti del settore per la creazione della sua vetrina virtuale.

Dove si annidano i pericoli per le aziende? Ad esempio nel fatto che fatto che i social network abbiano quasi reso impercettibile quella che è la linea di separazione tra pubblico e privato. Nulla vieta che, in maniera inconsapevole, un dipendente divulghi informazioni aziendali all’apparenza banali ma utilis­sime alle operazioni degli hacker.

Lo dimostra una ricerca relativa ai primi sei mesi del 2009 curata da Websense: oltre la metà (57%) delle incursioni di pirati informatici hanno avuto come obiettivo il rubare informazioni vitali per la sicurezza o il business dell’attività. Strada spesso spianata dalle pas­sword di semplice rintracciabilità usate per accedere ai profili personali nei social network.

Ancora. Il dare poco peso alla sicurezza informatica aziendale nell’era della condivisione dei contenuti.
Sempre Websense ha illustrato che a fronte della quasi totalità di aziende che concedono l’accesso ad almeno un social network, solamente il 9% ha avuto l’accortezza di incrementare il livello di protezione verso il Web 2.0.
Il costo della sicurezza – unita alla poca conoscenza dei rischi — è elevato, ma un attacco informatico è molto più dannoso a livello economico, ma non solo: è un danno al lavoro fin lì intrapreso, all’immagine aziendale, al business insomma.

Ma cosa serve come pacchetto base per difendersi? Per garantire un livello minimo di sicurezza 2.0 è neces­sario gestire una policy aziendale, utilizzare software e firewall idonei e, fondamentale, gestire in maniera disciplinata e monitorati diritti di accesso degli utenti ai sistemi informatici locali.
 
 


Glos­sario
Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.

Google Apps: 2 milioni di aziende usano il software free

Pubblicato da Ilaria Mariniil 21 ottobre 2009

google_appsAnche saper scegliere prodotti di ottima concezione in versione open source può essere un modo per fare business: uno de primi casi è l’utilizzo del pacchetto simil Office costituito da Open Office, open source che ha sviluppato una suite per l’ufficio parallela al colosso (con licenza) della Microsoft.

Utilizzare free non significa utilizzare prodotti meno efficienti o meno testati: lo dimostrano i numeri delle applicazioni da ufficio messe a disposizione da Google Apps: sono più di due milioni le aziende che utilizzano la piattaforma di applicazioni per ufficio messa a disposizione da Google.

Non solo: a queste cifre vanno aggiunti diciotto milioni di consumer, gli utenti che usano il software on line, in maniera da non occupare spazio sul proprio computer.

Il target di Google Apps? Grandi società (che pagano in media ogni anno 50 euro per ogni fruitore) e le aziende con meno di 50 dipendenti, che utilizano il servizio senza spendere nulla. Per contrastare la futura ascesa di Windows 7 firmato Microsoft il motore di ricerca principe nel mondo vuole accaparrarsi utenti con un servizio utile e snello: utilizzare una suite (denominata cloud-based ) direttamente sul Web e salvare i dati non sul proprio hard disk è uno dei punti di forza.

Il rovescio della medaglia esiste però: se da un lato la riduzione dei costi alletta le aziende, dall’altra alcuni recenti episodi di interruzione delle linee elettriche che si sono ripercosse sull’accessibilità ai propri dati dell’utenza lascia un po’ di titubanza nelle aziende.

Glos­sario: Open Source
In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più pre­cisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso
La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere una comples­sità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L’open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.
I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, OpenOffice, VLC, Gimp, 7-Zip, oltre ad un gran numero di progetti rivolti non all’utente finale ma ad altri programmatori.
Sono inoltre degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD , GNU e il kernel Linux, i cui autori e fautori hanno contribuito in modo fondamentale alla nascita del movimento. La comunità open source è molto attiva, comprende decine di migliaia di progetti, numero che cresce quotidianamente.

Ferrara: Starweb, il software che abbatte la burocrazia

Pubblicato da Ilaria Mariniil 14 ottobre 2009

speedLa Camera di Commercio di Ferrara continua il suo percorso verso lo snellimento dell’iter burocratico delle imprese, accorciando così tempistiche e dispendio di risorse, diminuendo in maniera tangibile i tempi per l’evasione delle pratiche.
Anche la CCIAA estense rientra dunque nella ventata generale che vede le aziende muoversi ed adattarsi a quelle che sono le applicazioni per le imprese del famigerato Web 2.0.
L’ultimo esempio in tal senso è Starweb, una nuova applicazione di tipo web acces­sibile da Internet, quindi on line, per la creazione guidata di pratiche di denuncia di iscrizione, modifica o cancellazione all’Albo delle Imprese Artigiane e al Registro Imprese.
Punto di forza di questa applicazione è la pos­sibilità di acquisire i dati già pre­senti nel Registro delle Imprese per comunicare le eventuali modifiche, di conseguenza viene ridotta notevolmente la pos­sibilità di errore.
E’ possibile pre­parare e inviare al Registro Imprese: tutte le pratiche di comunicazione unica relative a imprese individuali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di inizio, variazione o ces­sazione attività relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di apertura, variazione o ces­sazione di unità locali relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di variazione sede legale nello stesso comune relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di variazione residenza soci relative a società di persone artigiane e non; pratiche di comunicazione unica relative a responsabili tecnici per imprese artigiane e non.
Sono anche trattate le nuove sezioni AC/INPS di iscrizione, modifica e cancellazione alla gestione esercenti attività nel settore del commercio, terziario e turismo istituita presso l’INPS.
Il software permette, altresì, la generazione automatica della modulistica elettronica per l’Agenzia delle Entrate con le pratiche Registro Imprese e Albo Imprese Artigiani.
Starweb è semplice per quanto concerne l’accesso: è sufficiente una normalis­sima connes­sione Adsl ed uno scanner, poi una volta collegati a http://starweb.infocamere.it e loggati, il gioco è fatto.
Inoltre, l’utilizzo di Starweb è completamente gratuito.