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	<title>CromosomaWeb &#187; software</title>
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		<title>Emilia Romagna: SI-Impresa il nuovo portale per le aziende</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 17:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La <b>Regione Emilia Romagna</b> porta le aziende nell'era del <b>Web 2.0</b> con la <b>messa on line</b> del nuovo <b>portale</b> SI-IMPRESA, realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi di necessità quotidiana: dai contributi ai regolamenti per le <b>start-up</b>, per le <b>aziende</b> tutto è a portata di mouse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1492" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/aziende_emiliaromagna.jpg" alt="MaleÃ­s hand writing in the document" width="300" height="199" />La <strong>Regione Emilia Romagna</strong> porta le aziende nell’era del <strong>Web 2.0</strong>: lo dimostra la messa on line del nuovo <strong>portale </strong>SI-IMPRESA (Url <a href="http://www.emiliaromagna.si-impresa.it" target="_blank">www.emiliaromagna.si-impresa.it</a>), realizzato nell’ottica di semplificare e velocizzare tutte le pratiche e i procedimenti amministrativi necessari alle attività economiche.<br />
Il <strong>Sito Internet</strong> regionale dedicato ospita al proprio interno anche lo “Sportello unico telematico per le <strong>Attività Produttive</strong>”.<br />
Si tratta di un portale di <strong>facile accesso</strong> per le<strong> imprese</strong>, che ha al suo interno tutte le informazioni sul sistema economico regionale, sulle opportunità per le imprese e sui servizi offerti dalla pubblica amministrazione per <strong>via telematica</strong>, con enormi vantaggi per le imprese, che risparmieranno tempo e denaro nell’acquisizione delle informazioni e nello  svolgimento delle pratiche burocratiche.<br />
Un ruolo centrale per il nuovo <strong>sportello on line </strong>e per il nuovo portale è giocato dal Coordinamento regionale degli sportelli unici per le attività produttive, coordinato dal Servizio sportelli unici della Regione: una rete regionale composta da 350 sportelli unici e dai Coordinamenti provinciali Suap. Un servizio, quello degli sportelli unici degli enti locali,  che ogni anno si occupa di circa 25 mila procedimenti amministrativi per le imprese.</p>
<p>Su SI-IMPRESA troverà quindi spazio la costruzione e messa a disposizione della nuova<strong> piattaforma informatica</strong> per il “Suap on-line dell’Emilia-Romagna”, che informatizzando i procedimenti amministrativi, su cui opera ogni sportello unico, renderà disponibili alle imprese <strong>servizi on-line</strong>, garantendo l’integrazione tra la nuova piattaforma e le soluzioni già adottate dai comuni.</p>
<p>Il contenuto della <strong>banca dati</strong> è costituito da 350 interventi, detti anche endoprocedimenti, che riguardano gli ambiti tematici ambientale, edilizio e produttivo, censiti e condivisi a livello regionale, attraverso l’apporto dei Coordinamenti provinciali Suap e delle singole realtà dei Suap locali, nell’ambito del Tavolo di coordinamento regionale Suap.<br />
Il <strong>database</strong> riporta, in relazione ai singoli procedimenti, indicazione della normativa applicabile, degli adempimenti procedurali, della modulistica, nonché dei relativi allegati da utilizzare uniformemente nel territorio regionale. E contiene, altresì, le indicazione della normativa e degli elementi procedurali specifici dei singoli enti locali.<br />
Grazie alla struttura, sarà possibile coprire tutte le circa 150 procedure amministrative di cui l’impresa può necessitare nella sua quotidianità.</p>
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		<title>Web 2.0: prende piede il fascicolo sanitario elettronico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei ospedali italiani su dieci sperimentano il <b>fascicolo sanitario elettronico</b> (Fse), il <b>database</b> on line della storia clinica del paziente, accessibile in contemporanea da più strutture. E che, in un futuro non molto lontano visto il crescente utilizzo di <b>Internet</b>, anche il diretto interessato potrà consultare da casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1385" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/sanita_internet.jpg" alt="sanita_internet" width="300" height="200" />Si è partiti con la<strong> cartella clinica on line</strong>, che ha tagliato centinaia di fotocopie richieste dopo ore di coda allo sportello terminato l’iter del ricovero.<br />
Da poco è stata introdotta la <strong>chiavetta</strong> “rosa”, che permette alle donne in cinta di avere “in tasca” tutti i dati dall’inizio della gestazione.</p>
<p>Ed ora, 6 ospedali italiani su 10 utilizzano in maniera proficua il <strong>fascicolo sanitario elettronico</strong> (Fse) che permette una consultazione contemporanea da parte di più strutture del percorso clinico completo del paziente, dal medico di base all’ambulatorio Usl od ospedaliero.<br />
Una cronistoria della sua salute raccolta in un mini <strong>Sito Internet</strong> in pratica, accessibile in ogni momento e che permette di analizzare ogni fase della vita del paziente.<br />
E, in un secondo momento, visto l’imperversare nell’utilizzo del computer e dell’accesso ad <strong>Internet </strong>in <em><strong>Web 2.0</strong> style</em>, anche il paziente potrà accedere a questa preziosa banca dati.<br />
Un altro passo non indifferente del filone inerente l’<strong>e-Healt</strong>.</p>
<p>Il fascicolo sanitario elettronico, in fase già avanzata di sperimentazione in quasi metà delle Regioni italiane, è utilizzato nel 43% delle Asl, nel 62% delle aziende e dei presidi ospedalieri, cioè 3 su 5, oltre che nel 19% degli ambulatori territoriali.</p>
<p>Ancora. Il <strong>database</strong> medico personale è conosciuto al 71% dei medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, al 67% dei camici bianchi ospedalieri e specialisti e al 29% degli infermieri, mentre  tra i farmacisti la diffusione è ferma al 5%.<br />
Con il Fse vengono gestite oltre la metà delle prestazioni specialistiche e ospedaliere, un 33% di quelle farmaceutiche e il 24% per quelle di Pronto soccorso.<br />
In particolare, risultano sette le Regioni con una diffusione del Fse superiore al 75% tra Asl e aziende ospedaliere: Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia e Sardegna.</p>
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		<title>Giochi 2.0: addio Monopoli, ecco le applicazioni di Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 10:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in <b>Rete</b>. E la realtà diventa più <b>virtuale</b> che mai. A dimostrarlo, le diverse <b>applicazioni gratuite</b> del <b>Social Network Facebook</b>, attuale passatempo per decine di milioni di persone in tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1345" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/farmiville_facebook.jpg" alt="farmiville_facebook" width="300" height="195" />Monopoli e Risiko? Mazzi di carte per i giochi di ruolo? Certo, hanno cresciuto generazioni di adolescenti, ma ora il gioco si sposta… in <strong>Rete</strong>.<br />
E la realtà diventa più virtuale che mai.</p>
<p>A dimostrarlo, le diverse <strong>applicazioni gratuite</strong> del <strong>Social Network Facebook</strong>, diventate ormai il passatempo preferito di decine di milioni di persone in tutto il mondo.</p>
<p>Quando eravate all’asilo vi facevano curare un orto, dalle semina ai primi ortaggi? Ora non c’è bisogno di zappa e bustine di sementi perché<strong> Farmville</strong>, con una semplice<strong> connessione ad Internet</strong>, permette di sviluppare e gesitire l’attività legata al lavoro dei campi, dalle basi al raccolto alla gestione di stalle e pollai.<br />
Ad oggi, Farmville conta oltre 70 milioni di <strong>utenti attivi</strong>, ed il successo dell’applicazione è talmente alto che è stato sfruttato come veicolo di raccolta fondi per la ricostruzione di Haiti dopo il terremoto.</p>
<p>Non appassionano concime e potatura ma c’è una predisposizione alla ristorazione? Ecco che il <strong>Web </strong>offre <strong>Restaurant City,</strong> che permette di mettersi alla prova con la gestione di un ristorante.</p>
<p>Parallelamente, se ci si sente vocati per stare dietro al bancone di un bar, ecco<strong> Cafè City</strong>.</p>
<p>La mamma non vuole animali in casa ma sogni un pesce rosso? O più di uno? La <strong>versione 2.0</strong> del mitico <em>Tamagotchi </em>è <strong>Happy Acquarium</strong>, dove si mette alla prova la costanza del padrone nel curare e nutrire gli amici muniti di pinne.</p>
<p>Prossimo passo dopo il boom dei <strong>giochi-gestionale</strong>, alla luce delle prime sperimentazioni già in atto, è la creazione e utilizzo di una<strong> moneta virtuale</strong>.</p>
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		<title>Web 2.0: giochi di ruolo on line, lo scettro si tinge di rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una ricerca in ambito <b>Internet</b> della University of Southern California sul profilo dei giocatori di EverQuest II, emerge che il gentil sesso vi riserva settimanalmente 29 ore contro le 25 dei maschi. L’indagine sui <b>giochi di ruolo on line</b> stravolge quindi l'assunto che accosta gli uomini alle strategie in <b>Rete</b> [...] 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1138" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/giochi_online.jpg" alt="giochi_online" width="300" height="218" />Girl power. No, non è il vecchio cavallo di battaglia delle Spice Girls nel momento culminante del loro successo, ma il sorprendente risultato di un’indagine relativa ai <strong>giochi di ruolo on line</strong> che stravolge la credenza diffusa che vede i giochi, dal vecchio gioco elettronico alla Play Station, terreno preferito dai componenti di genere maschile.</p>
<p>A ribaltare questa credenza molto diffusa è stata una ricerca condotta in ambito <strong>Internet </strong>dalla<em> University of Southern California</em> e relativa ai giocatori statunitensi di <a href="http://everquest2.station.sony.com" target="_blank">EverQuest II</a>: il gentil sesso vi riserverebbe settimanalmente 29 ore contro le 25 dei colleghi maschietti.<br />
Le donne sono quindi più propense a rimanere in gioco e giocano con maggiore intensità ma sono meno aggressive degli uomini ed hanno più pazienza nel conseguire gli obiettivi.</p>
<p>Le femmine sei volte su dieci tendono a condividere il momento ludico con il partner o comunque con qualcun altro.<br />
E, visto il piccolo clamore suscitato dal risultato dello studio, non stupisce un altro dato emerso: che le ragazze mostrano più imbarazzo nell’ammettere la propria passione per il gioco in<strong> Rete.</strong></p>
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		<title>Web 2.0: la ricetta medica viaggerà in Internet</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/web-curiosita/763/web-2-0-la-ricetta-medica-passa-in-internet.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricetta medica correrà in <b>Internet</b>: attraverso un apposito <b>software</b> sviluppato dalla Sogei, società di ICT del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il medico di base (o il pediatra) caricherà una ricetta sul proprio <b>computer</b>, i dati in <b>Rete</b> finiranno sui <b>server</b> del Ministero della Salute e quindi alla farmacia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-781" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/ricette_online.jpg" alt="ricette_online" width="300" height="200" />Chi non ha mai sbuffato per le lunghe code dal medico: ore di attesa per una prescrizione da 30 secondi?<br />
Beh, ora l’apertura di una nuova frontiera legate al <strong>Web 2.0,</strong> quella delle ricette <strong>on line,</strong> potrebbe far diventare tutto ciò un lontano ricordo.<br />
Che potrebbe essere in precursore – il condizionale è d’obbligo – del certificato Inps via Web. Ma, sottolineano  gli esperti, va fatto un passo alla volta.</p>
<p>Il servizio partirà dal 2010 in due regioni che sperimenteranno il servizio: Piemonte e Campania.<br />
E si accoda alla rivoluzione informatica legata alla sanità che ha visto nei mesi scorsi l’erogazione su appositi<strong> siti internet</strong> predisposti dalle aziende ospedaliere delle cartelle cliniche, una volta ottenute a distanza di mesi dopo richieste in forma cartacea e lunghe code agli sportelli.</p>
<p>Tornando alla prescrizione <em>on the web</em>, attraverso un apposito<strong> software</strong> sviluppato dalla <a href="http://www.sogei.it" target="_blank">Sogei</a>, società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il medico di base (o il pediatra) caricherà una ricetta sul proprio computer, i dati in<strong> Rete</strong> finiranno sui<strong> server</strong> del Ministero della Salute e quindi alla farmacia.<br />
L’utente finale non dovrà fare altro che recarsi dal farmacista munito di tessera sanitaria, e dal <strong>terminale</strong> della farmacia si risalirà all’ordine approvato dal medico curante.<br />
Per il rinnovo della ricetta, sarà sufficiente recarsi solamente in farmacia, dove si potrà controllare la regolare prescrizione medica rilasciata in precedenza al cittadino.</p>
<p>I vantaggi sarebbero diversi se la realtà confermerà le attese della teoria: oltre a snellire l’iter burocratico legato al rilascio di una ricetta medica permettendo una migliore fruibilità del servizio sanitario, lo Stato riuscirà a tenere sotto controllo in <strong>real time</strong> la spesa farmaceutica convenzionata; inoltre, porterà ad un 10% di risparmio su costi la soppressione della carta su cui fino ad oggi vengono impresse le prescrizioni mediche. <em></em></p>
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		<title>Virus Zeus: anche a Ferrara cresce la soglia di attenzione</title>
		<link>http://www.cromosomaweb.it/ferrara/723/virus-zeus-anche-i-computer-di-ferrara-a-rischio.html</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[virus zeus]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ferrara mette guardia da “<b>Zeus</b>”, nuovo <b>virus informatico</b> conosciuto anche con il nome di <b>Zbot</b>. Un <b>software</b> “mangia” dati che, stando alle cifre relazionare dalla Polizia postale, ha danneggiato finora nel nostro Paese una rete di oltre 1.400 computer [...]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-728" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/antivirus.jpg" alt="antivirus" width="300" height="205" />Come riportato dal quotidiano on line di <strong>Ferrara</strong> Estense.com (<a href="http://www.estense.com/la-polizia-postale-mette-in-guardia-da-zeus-03620.html" target="_blank">leggi articolo</a>) anche la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ferrara mette guardia da “<strong>Zeus</strong>”, nuovo <strong>virus informatico</strong> conosciuto anche con il nome di Zbot.<br />
Un <strong>software</strong> che “mangia” i dati: stando alle cifre relazionare dalla Polizia postale, ha danneggiato nel nostro Paese una rete di oltre 1.400 computer.</p>
<p>Ma se già per un utente privato è un piccolo dramma perdere file preziosi per l’uso quotidiano, Zeus – una sua variante — ha dimostrato avere potenti tentacoli in affaire molto più delicati su scala nazionale, come riportato in maniera dettagliata dall’edizione on line del prestigioso <a href="http://www.pcworld.it" target="_blank">PC World</a>:<br />
“Sta dilagando una nuova campagna di diffusione di virus malware attraverso messaggi di posta elettronica che promuovono la vaccinazione contro l’influnza A, falsamente inviate dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Peccato che le mail in questione contengano il trojan Zeus.                          <br />
L’allarme è stato lanciato da McAfee e Symantec, dopo che entrambi hanno rilevato la presenza di moltissime mail ingannevoli che figurano come quella riportata nella schermata di questa notizia. L’oggetto della mail può variare rispetto a quella d’esempio che pubblichiamo in questa notizia e potrebbe includere le frasi “Il tuo profilo personale per la vaccinazione” o “Il programma di registrazione governativo per la vaccinazione contro l’influenza H1N1”; in ogni caso sappiate che nessun ente governativo ha avviato una campagna di mail di allerta alla popolazione per la vaccinazione contro il virus dell’influenza suina.                                                 <br />
Le mail malevole invitano a collegarsi al sito cdc.gov per controllare il vostro profilo di vaccinazione, ma la URL del sito in questione porta in realtà a un dominio tipo yhnbad.com.im, che scarica un file trojan sul computer che McAfee ha riconosciuto come una variante recente e non ancora conosciuta del malefico Zeus”.</p>
<p> <br />
 <br />
<strong><em>Glossario<br />
 </em></strong></p>
<p><strong>Virus<br />
</strong>Nell’ambito dell’informatica un virus è un software, appartenente alla categoria dei malware, che è in grado, una volta eseguito, di infettare dei file in modo da riprodursi facendo copie di sé stesso, generalmente senza farsi rilevare dall’utente. I virus possono essere o non essere direttamente dannosi per il sistema operativo che li ospita, ma anche nel caso migliore comportano un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all’hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento.<br />
Nell’uso comune il termine virus viene frequentemente ed impropriamente usato come sinonimo di malware, indicando quindi di volta in volta anche categorie di “infestanti” diverse, come ad esempio worm, trojan o dialer.</p>
<p><strong><em>Trojan<br />
</em></strong>Un trojan o trojan horse (dall’inglese per Cavallo di Troia), è un tipo di malware. Deve il suo nome al fatto che le sue funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile; è dunque l’utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente, installa ed esegue anche il codice trojan nascosto.<br />
I trojan non si diffondono autonomamente come i virus o i worm, quindi richiedono un intervento diretto dell’aggressore per far giungere l’eseguibile maligno alla vittima. A volte agiscono insieme: un worm viene iniettato in rete con l’intento di installare dei trojan sui sistemi. Spesso è la vittima stessa a ricercare e scaricare un trojan sul proprio computer, dato che i cracker amano inserire queste “trappole” ad esempio nei videogiochi piratati, che in genere sono molto richiesti.<br />
Vengono in genere riconosciuti da un antivirus aggiornato come tutti i malware. Se il trojan in questione non è ancora stato scoperto dalle software house degli antivirus, è possibile che esso venga rilevato, con la scansione euristica, come probabile malware. </p>
<p><strong>Malware<br />
</strong>Qualsiasi software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software e ha dunque il significato letterale di “programma malvagio”; in italiano è detto anche codice maligno.</p>
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		<title>Aziende: sicurezza 2.0, social network armi a doppio taglio</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 10:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l’esplosione dei <b>social network</b> da un lato ha aumentato notevolmente la facilità di aumentare i contatti ed è diventato strumento di <b>marketing</b> a costo nullo, parallelamente ha ampliato la possibilità di divulgare informazioni, anche riservate, substrato ottimale per l’attacco da parte di pirati informatici e hacker [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-696" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/sicurezza_informatica.jpg" alt="sicurezza_informatica" width="300" height="200" />Le<strong> imprese</strong> devono imparare a gestire i rischi del <strong>Web 2.0</strong>: è questo il succo del convegno sul tema “<strong>Sicurezza 2.0”</strong> organizzato dal gruppo di lavoro <a href="http://www.enterprise20.it" target="_blank">Enterprise 2.0</a>.</p>
<p>Perché se l’esplosione dei <strong>social network</strong> da un lato ha aumentato in maniera considerevole la possibilità di decuplicare i propri contatti, è diventato strumento di<strong> marketing</strong> a costo nullo per accresce il <strong>business</strong> aziendale, parallelamente ha ampliato la possibilità di divulgare informazioni, anche riservate, substrato ottimale per l’attacco da parte di pirati informatici e hacker.<br />
E, considerato con quasi un sito su due ad oggi è da ritenersi 2.0 (in grado di “interagire”, non statico come ai primordi dei <strong>siti Web</strong>), il materiale disponibile per un uso distorto per chi vuole creare danni è davvero tanto.</p>
<p>Un esempio recente ed eclatante? Il nuovo sito internet del calciatore Francesco Totti a poche ore dalla messa on line è stato “bucato”. E si può immaginare che il calciatore della Roma e della Nazionale si sia rivolto a professionisti del settore per la creazione della sua vetrina virtuale.</p>
<p>Dove si annidano i pericoli per le <strong>aziende</strong>? Ad esempio nel fatto che fatto che i social network abbiano quasi reso impercettibile quella che è la linea di separazione tra pubblico e privato. Nulla vieta che, in maniera inconsapevole, un dipendente divulghi informazioni aziendali all’apparenza banali ma utilissime alle operazioni degli hacker.</p>
<p>Lo dimostra una ricerca relativa ai primi sei mesi del 2009 curata da <a href="http://www.websense.com" target="_blank">Websense</a>: oltre la metà (57%) delle incursioni di pirati informatici hanno avuto come obiettivo il rubare informazioni vitali per la sicurezza o il business dell’attività. Strada spesso spianata dalle password di semplice rintracciabilità usate per accedere ai profili personali nei social network.</p>
<p>Ancora. Il dare poco peso alla <strong>sicurezza informatica</strong> aziendale nell’era della condivisione dei contenuti.<br />
Sempre Websense ha illustrato che a fronte della quasi totalità di aziende che concedono l’accesso ad almeno un social network, solamente il 9% ha avuto l’accortezza di incrementare il livello di protezione verso il Web 2.0.<br />
Il costo della sicurezza – unita alla poca conoscenza dei rischi —  è elevato, ma un attacco informatico è molto più dannoso a livello economico, ma non solo: è un danno al lavoro fin lì intrapreso, all’immagine aziendale, al business insomma.</p>
<p>Ma cosa serve come pacchetto base per difendersi? Per garantire un livello minimo di sicurezza 2.0 è necessario gestire una <strong>policy aziendale</strong>, utilizzare <strong>software</strong> e <strong>firewall </strong>idonei e, fondamentale,  gestire in maniera disciplinata e monitorati diritti di accesso degli utenti ai sistemi informatici locali.<br />
 <br />
 </p>
<p><strong><em> <br />
Glossario<br />
</em></strong>Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.<br />
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ottanta), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta è, invece, “cracker”.</p>
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		<title>Google Apps: 2 milioni di aziende usano il software free</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 07:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[motore di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
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		<description><![CDATA[Utilizzare free può essere un modo di fare business: lo dimostrano i numeri delle applicazioni da ufficio messe a disposizione da Google Apps: sono più di due milioni le aziende che utilizzano la piattaforma di applicazioni per ufficio messa a disposizione da Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-369" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/google_apps.jpg" alt="google_apps" width="300" height="189" />Anche saper scegliere prodotti di ottima concezione in versione open source può essere un modo per fare business: uno de primi casi è l’utilizzo del pacchetto simil Office costituito da <strong>Open Office</strong>, open source che ha sviluppato una suite per l’ufficio parallela al colosso (con licenza) della <strong>Microsoft</strong>.</p>
<p>Utilizzare <em>free</em> non significa utilizzare prodotti meno efficienti o meno testati: lo dimostrano i numeri delle applicazioni da ufficio messe a disposizione da <strong>Google Apps</strong>: sono più di due milioni le <strong>aziende</strong> che utilizzano la <strong>piattaforma</strong> di applicazioni per ufficio messa a disposizione da Google.</p>
<p>Non solo: a queste cifre vanno aggiunti diciotto milioni di <em>consumer</em>, gli utenti che usano il <strong>software</strong> on line, in maniera da non occupare spazio sul proprio computer.</p>
<p>Il target di Google Apps? Grandi società (che pagano in media ogni anno 50 euro per ogni fruitore) e le aziende con meno di 50 dipendenti, che utilizano il servizio senza spendere nulla. Per contrastare la futura ascesa di<strong> Windows 7</strong> firmato Microsoft il<strong> motore di ricerca</strong> principe nel mondo vuole accaparrarsi utenti con un servizio utile e snello: utilizzare una suite (denominata <strong>cloud-based </strong>) direttamente sul<strong> Web</strong> e salvare i dati non sul proprio hard disk è uno dei punti di forza.</p>
<p>Il rovescio della medaglia esiste però: se da un lato la riduzione dei costi alletta le aziende, dall’altra alcuni recenti episodi di interruzione delle linee elettriche che si sono ripercosse sull’accessibilità ai propri dati dell’utenza lascia un po’ di titubanza nelle aziende.</p>
<p>Glossario: <strong>Open Source<br />
</strong>In informatica, open source (termine inglese che significa <em>sorgente aperto</em>) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso<br />
La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L’open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.<br />
I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, OpenOffice, VLC, Gimp, 7-Zip, oltre ad un gran numero di progetti rivolti non all’utente finale ma ad altri programmatori.<br />
Sono inoltre degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD , GNU e il kernel Linux, i cui autori e fautori hanno contribuito in modo fondamentale alla nascita del movimento. La comunità open source è molto attiva, comprende decine di migliaia di progetti, numero che cresce quotidianamente.</p>
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		<title>Ferrara: Starweb, il software che abbatte la burocrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[La Camera di Commercio di <b>Ferrara</b> continua il percorso verso lo snellimento dell’iter burocratico delle imprese: ecco Starweb, una nuova applicazione di tipo <b>web on line</b>, per la creazione guidata di pratiche di denuncia di iscrizione, modifica o cancellazione all'Albo delle Imprese Artigiane e al Registro Imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-274  alignleft" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/speed.jpg" alt="speed" width="300" height="176" />La Camera di Commercio di Ferrara continua il suo percorso verso lo snellimento dell’iter burocratico delle <strong>imprese</strong>, accorciando così tempistiche e dispendio di risorse, diminuendo in maniera tangibile i tempi per l’evasione delle pratiche.<br />
Anche la CCIAA estense rientra dunque nella ventata generale che vede le aziende muoversi ed adattarsi a quelle che sono le applicazioni per le imprese del famigerato <strong>Web 2.0</strong>.<br />
L’ultimo esempio in tal senso è Starweb, una nuova <strong>applicazione</strong> di tipo web accessibile da <strong>Internet</strong>, quindi on line, per la creazione guidata di pratiche di denuncia di iscrizione, modifica o cancellazione all’Albo delle Imprese Artigiane e al Registro Imprese.<br />
Punto di forza di questa applicazione è la possibilità di acquisire i dati già presenti nel Registro delle Imprese per comunicare le eventuali modifiche, di conseguenza viene ridotta notevolmente la possibilità di errore.<br />
E’ possibile preparare e inviare al Registro Imprese: tutte le pratiche di comunicazione unica relative a imprese individuali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di inizio, variazione o cessazione attività relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di apertura, variazione o cessazione di unità locali relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di variazione sede legale nello stesso comune relative a società di persone o di capitali artigiane e non; pratiche di comunicazione unica di variazione residenza soci relative a società di persone artigiane e non;  pratiche di comunicazione unica relative a responsabili tecnici per imprese artigiane e non.<br />
Sono anche trattate le nuove sezioni AC/INPS di iscrizione, modifica e cancellazione alla gestione esercenti attività nel settore del commercio, terziario e turismo istituita presso l’INPS.<br />
Il <strong>software </strong>permette, altresì, la generazione automatica della <strong>modulistica elettronica</strong> per l’Agenzia delle Entrate con le pratiche Registro Imprese e Albo Imprese Artigiani.<br />
Starweb è semplice per quanto concerne l’accesso: è sufficiente una normalissima <strong>connessione Adsl</strong> ed uno scanner, poi una volta collegati a <a href="http://starweb.infocamere.it" target="_blank">http://starweb.infocamere.it</a> e loggati, il gioco è fatto.<br />
Inoltre, l’utilizzo di Starweb è completamente gratuito.</p>
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