La tua immagine è inflazionata in Internet? In tanti ti conoscono? Le tue pagine Facebook e Twitter ed il tuo blog pullulano di contatti? Buon per te.
Ma attenzione a “come” sei conosciuto ed ai contenuti che divulghi per il Web. Ovvero la tua e-reputation, neologismo molto utilizzato negli ultimi anni, potrebbe portarti ad essere giudicato in maniera negativa dal tuo prossimo datore di lavoro, che scarterà così la tua candidatura indipendentemente dalle tue capacità e professionalità.
La tendenza è stata attestata da uno studio commissionato dalla Microsoft e presentato nei giorni scorsi in occasione del Data Privacy Day: il 70% delle aziende statunitensi interpellate in merito hanno confermato che il 70% dei selezionatori di personale ha rifiutato a priori candidature di soggetti su cui aveva effettuato una veloce ricerca in Internet, e che secondo i responsabili godevano di “cattiva” fama in Rete.
In Gran Bretagna tale percentuale si attesta sul 41%, una fetta comunque considerevole, 16% in Germania e 14% in Francia.
Il panel su cui è stato elaborato lo studio è formato da 1.200 manager e selezionatori, intervistati sulle abitudini nelle valutazioni dei candidati, e 1.200 internauti residenti negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.
Quello che più viene temuto dalle aziende sono eventuali grattacapi dovuti ai “comportamenti del candidato” e “commenti e testi inappropriati”, oltre a commenti negativi sui precedenti posti e colleghi di lavoro.
L’altra faccia della medaglia. In terra statunitense è praticamente ignorato il pericolo legato alla e-reputation: solamente il 7% dei soggetti coinvolti nella ricerca ravvede il proprio comportamenti in Rete.
Più preoccupati in merito i tedeschi: sale al 13% la percentuale dei titubanti.

Quando è il dettaglio a fare la differenza. E quando un Sito Internet diventa involontariamente fonte di informazioni che verranno utilizzate per attività illecite.
Quante volte abbiamo pensato che le enciclopedie sono dei “mattoni”, utili sì ma noiose? E, stando ai numeri in crescendo, quanti apprezzano la semplicità di Twitter?
In Italia gli utilizzatori di Twitter sono poche decina di migliaia, contro gli oltre 11 milioni di utenti di Facebook. Una delle ragioni potrebbe essere linguistica: Facebook è tradotto in più di 70 lingue, Twitter è attualmente disponibile solo in inglese e giapponese.