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	<title>CromosomaWeb &#187; Video</title>
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		<title>Web 2.0: Nativi Digitali cerca nuove idee per Internet</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla ricerca di nuovi <b>Larry Page</b> o <b>Mark Zuckerberg </b> che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla <b>Google</b> e <b>Facebook</b>: è questo lo scopo di “<b>Nativi digitali</b>” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della <b>campagna di comunicazione</b> di Registro .it [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1516" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/nativi_digitali2.jpg" alt="nativi_digitali2" width="300" height="194" />Alla ricerca di nuovi <strong>Larry Page</strong> o <strong>Mark Zuckerberg</strong> che, poco più che maggiorenni, crearono dal nulla <strong>Google</strong> e <strong>Facebook</strong>.<br />
E’ questo lo scopo di “Nativi digitali” promosso dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) nell’ambito della <strong>campagna di comunicazione</strong> di Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i <strong>domini a targa italiana</strong>.<br />
L’idea più brillante mai sviluppata su <strong>Internet </strong>è possibile esca dalle menti del milione e mezzo di studenti italiani in oltre tremila istituti superiori sparsi per tutta la penisola.<br />
Con l’unico limite della fantasia e della creatività, i ragazzi sono invitati a impostare un progetto innovativo per indagare le potenzialità della <strong>Rete </strong>e trarne spunti per un utilizzo evoluto e consapevole. I lavori più validi verranno sostenuti per giungere a compimento.</p>
<p>L’iniziativa, “Nativi digitali”, è finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole e non ha precedenti in Italia per dimensioni e capillarità. La campagna, avviata nel novembre scorso con spazi rivolti al pubblico generalista, ha adesso l’obiettivo educativo e formativo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento di Internet e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it.</p>
<p>“Il progetto – osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Domenico Laforenza – è focalizzato sugli aspetti positivi di Internet e sulle opportunità, ancora tutte da scoprire, che la Rete offre a chiunque abbia idee valide. I destinatari sono appunto i “Nativi digitali”, giovani e giovanissimi cresciuti con Internet che, non a caso, danno il titolo alla nostra iniziativa”.</p>
<p>Nelle prossime settimane 3.000 scuole riceveranno il kit di “Nativi digitali” (un dvd da vedere e commentare in classe con gli insegnanti e materiale informativo sulla Rete e sui domini.it) e potranno cominciare a elaborare le proposte: immagini o <strong>videoclip virali</strong>, progetti di <strong>socializzazione online</strong> o di strumenti per lo scambio di informazioni, servizi innovativi, elaborati artistici, videogame e <strong>programmi </strong>che documentino le potenzialità di Internet associate all’uso di un dominio italiano.it.</p>
<p>I migliori elaborati saranno pubblicati sul sito del Registro (www.registro.it) e concorreranno all’assegnazione dei “.it awards”, il Registro stesso e le società che registrano domini per conto terzi (Registrar e Maintainer) sosterranno le idee più valide, ricoprendo il ruolo di<em> business angel</em>, attivando stage, “adottando” i <strong>siti web</strong> proposti o utilizzando il materiale nelle proprie campagne promozionali.<br />
Possono partecipare all’iniziativa tutti i ragazzi delle scuole superiori italiane,  tramite il loro istituto: la “partecipazione” della scuola è uno dei punti fondanti del progetto. Anche gli istituti non raggiunti direttamente  potranno comunque aderire.</p>
<p>Partner del progetto è Current, il <strong>social news network</strong>, fondato nel 2005 da Al Gore — ex vicepresidente degli Stati Uniti, Premio Oscar e Nobel per la Pace 2007 — e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt.<br />
Un video prodotto da Current, ispirato alla serie dei “Geek files”, affronta in 32 minuti alcuni dei temi più interessanti legati al mondo di Internet: nascita della Rete e dei domini .it, il <em>digital divide</em>, il ruolo dei <strong>motori di ricerca</strong>, i cambiamenti sociali indotti da Internet, il futuro della Rete. Un prodotto didattico finalizzato a catturare l’attenzione dei giovanissimi e a sollecitare la discussione e l’approfondimento in classe grazie ad animazioni, interviste, intermezzi umoristici e alla conduzione di Giacomo Cannelli e Livia Iacolare, gli “infiltrati nella rete” per Current.</p>
<p>Che i ragazzi siano i principali <strong>utenti di Internet</strong> lo conferma un’indagine sulla conoscenza e l’utilizzo della Rete, condotta dalla società Pragma, nell’ambito della campagna di comunicazione del Registro .it, per la quale è stata realizzata una elaborazione per fasce d’età.<br />
Ne emerge una prevalenza anche qualitativa dei navigatori più giovani: il 46,5% degli intervistati fra i 16 e i 20 anni ha infatti dichiarato di fare uso di un dominio .it; una percentuale quasi doppia rispetto agli utenti over 20 (fermi al 24,4%). Tra i giovani che utilizzano domini .it, prevalgono a sorpresa le ragazze (50,7%) rispetto ai coetanei maschi (44,6%).<br />
L’utilizzo del dominio .it dichiarato dai giovani non è ovviamente indice di possesso, poiché solo i maggiorenni possono registrare un nome a dominio: i domini italiani registrati da ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono poco più di 21mila su un totale di 451mila circa assegnati alle persone fisiche.</p>
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		<title>KidzDream: il Web 2.0 offre la prima banca dei sogni</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprendo una finestra sul mondo del <b>Web</b>, ad oggi, è praticamente possibile trovar qualsiasi cosa. Ma i sogni, evento che generalmente rimane appeso ad una descrizione sfocata, legata ai pochi ricordi che rimangono una volta svegli? Beh, il <b>Web 2.0</b> offre una vetrina anche a quelli attraverso il <b>sito internet</b> www.kidzdream.org [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1000" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/sogni_multimediali.jpg" alt="sogni_multimediali" width="300" height="199" />Aprendo una finestra sul mondo del <strong>Web</strong>, ad oggi, è praticamente possibile trovar qualsiasi cosa.<br />
Ma i sogni, evento che generalmente rimane appeso ad una descrizione sfocata, legata ai pochi ricordi che rimangono una volta svegli? Beh, il <strong>Web 2.0</strong> offre una vetrina anche a quelli. E gli abbina una campagna di solidarietà.<br />
La nuova era di <strong>Internet </strong>offre ai navigatori la banca dei sogni dei bambini, <a href="http://www.kidzdream.org" target="_blank">KidzDream</a>, nato dal format multimediale online Artefacta, creato in collaborazione con Enciclopedia Treccani per la 52° Biennale arti visive di Venezia e basato su mappe in <em><strong>Google </strong>style</em>.</p>
<p>Piccole pesti dai 6 ai 12 anni racconteranno davanti ad una telecamera i loro sogni, cucendo con il filo e tessendo un ordito fatto di colori, suoni, odori, sensazioni che solo i bambini riescono a mettere insieme. Il tutto in un tempo che varia di 60” ai 2 minuti.<br />
Ed alla fine il tutto viene anche impresso sulla carta nel classico disegno.<br />
Nei luoghi tradizionalmente destinati ai più piccoli, come le scuole, ecco prendere vita il sogno più bello, quello più divertente, quello più pauroso, quello più nitido.</p>
<p>Sul <strong>sito ufficiale </strong>del progetto si parte da un planisfero, dove alcuni asterischi guidano ai paesi dove sono “presenti” sogni raccontati; entrando nelle varie città si accede ad un menù di piccoli film con i sogni dei bambini di quella parte del mondo.</p>
<p>Fino ad oggi il progetto pilota ha già raccolto <strong>video</strong> spaziando nel globo: dal Senegal (villaggio Mbour) a Napoli (scuola elementare 73° Circolo Didattico); da Barcellona a Roma (bambini Rom presenti della X circoscrizione). Per l’Italia, al momento sono disponibili anche i sogni di alcuni bambini di Venezia.</p>
<p>Ed i sogni dei bambini avranno come scopo finale – oltre a quello di assaporare la spontaneità e l’innocenza dei più piccoli – l’aiutare i pari età meno fortunati: dall’acquisto di materiale scolastico all’allestimento di luoghi per praticare sport, o per comprare giocattoli.</p>
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		<title>Marketing virale: finge di cercare l’amante su YouTube</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 18:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Marini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Marketing virale]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni su YouTube ha spopolato il video di una ragazza danese che raccontava di essere rimasta incinta dopo un incontro occasionale e di voler far conoscere il figlio al padre del quale non ricorda né nome né nazionalità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-143 alignleft" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="mamma" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/mamma.jpg" alt="Marketing virale su YouTube" width="300" height="180" />Negli ultimi giorni su YouTube ha spopolato il <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_15/damimarca_madre_falso_7df7226e-a218-11de-a593-00144f02aabc.shtml" target="_blank">video</a> di una ragazza danese che raccontava di essere rimasta incinta dopo un incontro occasionale e di voler far conoscere il figlio al padre del quale non ricorda né nome né nazionalità.</p>
<p>Il messaggio ha avuto un grande successo: più di un milione di utenti hanno cliccato nei giorni scorsi il video di Karen che tiene in braccio il suo bambino e ha ascoltato la sua storia commovente.</p>
<p>Peccato solo si trattasse di un falso.<br />
Infatti il video è stato ideato dall’ente del turismo “Visit Denmark”, la cui responsabile, Dorte Kiilerich, ha dichiarato che lo scopo era quello di dimostrare che la Danimarca è una società libera, dove le donne sono indipendenti e fanno le loro scelte.</p>
<p>Che è un po’ come invitare a visitare la Danimarca con la promessa di donne dai costumi sessuali decisamente liberi.</p>
<p>Molti danesi, però, non hanno gradito e lo spot è stato giudicato lesivo dell’immagine della Danimarca, una pubblicità “volgare che scredita le madri single”; “imbarazzante e triste”; “perfetta per un turismo sessuale”, come è stato commentato in molti forum.</p>
<p>I giudizi della stampa non sono stati diversi e hanno sottolineato, tra l’altro, che lo spot è stato pagato coi soldi dei contribuenti e che trasmette un’immagine completamente distorta del paese, tant’è vero che il video è stato rimosso.</p>
<p>Le nuove frontiere del marketing, come il marketing virale, dovrebbero sempre tener ben presente “cosa” stanno pubblicizzando e quali possono essere le reazioni che l’argomento suscita perché far scalpore non è l’unico scopo, anche il messaggio è importante.</p>
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