Abbiamo sentito parlare di hacker, bug, millennium bug, virus che “divorano” l’hard disk all’apertura di una (apparente) innocente e-mail costringendo los fortunato utente a “cestinare” il proprio computer.
Ma nell’ultimo periodo si sta diffondendo una paura molto, molto più grande. Che potenzialmente potrebbe mandare in tilt l’intero mondo civilizzato, dalle conseguenze inimmaginabili.
L’allarme è lanciato da un competente ed accreditato organismo, l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa). Che mette in allerta sul pericolo che possano essere “bucati” sistemi che tengono in piedi infrastrutture guidate, gestite, sviluppate da sistemi informatici come ad esempio dighe, aeroporti e ospedali.
Perché, per i paesi più informaticamente evoluti come possono essere gli Stati Uniti i sistemi di difesa e prevenzione degli attacchi informatici sono efficientissimi, ma gli anelli deboli della catena sono rappresentati dai paesi dove la sicurezza informatica è meno diffusa, e che diventerebbero il punto di partenza di una “catastrofe” a livello digitale, quello che viene paragonato ad un “11 settembre informatico”.
L’invito dei responsabili Enisa è quello di investire sulla sicurezza, sulla protezione dei sistemi informatici e delle reti. In merito, è stata creata una guida al NSIE (Network Security Information Exchange) che rappresenta la sicurezza nella condivisione delle informazioni ed insegna come condividere le informazioni per limitare la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza delle reti e proteggere da minacce e cyber-attacchi.
