gio 09 febbraio 2012
CromosomaWeb internet web marketing

Web 2.0: furti, quando il database è un sito di gossip

Pubblicato da Ilaria Mariniil 20 gennaio 2010

gossip_internetQuando è il dettaglio a fare la differenza. E quando un Sito Internet diventa involontariamente fonte di informazioni che verranno utilizzate per attività illecite.
In America, e non solo, Tzm.com è uno dei più cliccati per restare sempre al passo con gli eventi, essendo uno dei siti più cool in tema di gos­sip, moda, lustrini e paillettes.

Le ragazze magari guardano la foto di Paris Hilton e commentano l’abbigliamento diamond del cane, la nuova acconciatura, il trucco, la borsa che lancerà una nuova moda fashion.
Ma Tzm.com ed alcuni dei siti destinati alle “leggerezze” mondane erano il… database di una giovane banda, ribattezzata immediatamente oltreoceano dall’autorevole quotidiano Los Angeles Time “Bling Ring”.

Ma chi ha astutamente sfruttato la capillarità di Interne per arricchirsi non sono chissà quali bande storiche, organizzazioni malavitose o chissà cosa, ma ragazzi di buona famiglia, cui l’ingegnoso piano “informatico” dei furti ha fruttato qualcosa come 3 milioni di dollari, provento della razzia di capi di abbigliamento, pietre pre­ziose, orologi, e acces­sori di lusso.
Vittime della Bling Ring le celebrità più esposte alla visibilità del Web e del calibro di Paris Hilton, Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom.

In generale, le case svaligiate sono concentrate per la maggiore sulle colline di Hollywood, territorio distante appena trenta chilometri dal sobborgo in cui si sono conosciuti ed aggregati i giovani ladri, il sobborgo alle periferia di Los Angeles Calabasas.

Mappe interattive della pianificazione dei furti, oltre ai siti gos­sipari, anche Social Network quali Facebook e Twitter, da tempo intelligentemente eletti quale sorta di ufficio stampa non convenzionale da parte delle star.

E se già utilizzare Internet come strumento… di lavoro per i furti, colpisce anche la fine della vicenda.
Gli inquirenti non hanno dovuto cercare tra ricettatori e mercato nero per trovare la maggior parte della refurtiva: non era infatti stata rivenduta per ottenere proventi milionari, ma i Bling Ring’s le avevano tenute a mo’ di trofeo facendosi fotografare con gli oggetti o addirittura indos­sandoli a feste ed eventi cui prendevano parte.
Forse perché la diciannovenne che viene indicata la “mente” della banda, Rachel J., è letteralmente osses­sionata dallo stile di vita delle star, dai vestiti agli accessori.

Web 2.0: Facebook, quando il viral message è molto… intimo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 14 gennaio 2010

facebook_status2Per avere successo c’è un’unica, basilare ed imprescindibile regola: far parlare di sé. Attirare l’attenzione. Anche per cose o argomenti che, alla fin fine, sono come sabbia tra le mani. Ma catalizzare le attenzioni altrui su se stessi, sul proprio prodotto, o sul proprio Sito Web serve a mantenersi “vivi”.

Queste sono le sette vite di Facebook, che continua a stupire – come nel caso dello sposo che cambiò il suo status direttamente davanti all’altare – con eventi che non hanno nes­suna rilevanza, ma creano una moda, un filone.
Ora su FacciaLibro impazza la moda… del colore di reggiseno.

Da qualche settimana molti dei frequentatori del Social Network più cool del globo si stanno domandando cosa significhino enigmatici post come “nero”, “bianco”, “rosa”. E un indizio: le parole arrivano esclusivamente da utenti del gentil sesso. Con una provocazione: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.
Poco ci è voluto a scoprire che i colori altro non erano che.. la tinta del reggiseno delle utenti in quel pre­ciso momento.

Il trend altro non è che l’ennesimo caso di viral mes­sage, quelle geniali invenzioni che fanno scervellare l’intera popolazione Internet o che ne attirano l’attenzione, aumentando il traffico e i contatti.
Stesso principio del diffuso video virale o del più strutturato marketing virale.

Siete marketing manager in erba e avete la tentazione di provare a generare un mes­saggio virale?
Utile può tornare questo breve vademecum in 7 punti pubblicato dall’agenzia GoViral per creare qualcosa che lasci il segno attirando attenzione:
1. la storia deve essere divertente, provocatoria, irriverente, sovversiva, fuori di testa per catturare l’attenzione;
2. il contenuto deve essere fresco, qualcosa che l’utente non ha mai visto prima o comunque migliore di quello che ha già visto;
3. l’associazione con la marca deve essere sottile, deve intrattenere con leggerezza senza riferimenti troppo diretti alla marca;
4. l’esecuzione neces­sita di un format che si possa condividere online con la propria rete sociale;
5. gli esseri umani hanno una tendenza innata a raccontare storie, quindi condivideranno e creeranno conversazioni quando il materiale offre i giusti spunti;
6. i riferimenti devono essere ad avvenimenti attuali, dato che la vita media di una notizia è breve, questi devono essere utilizzati con la mas­sima tempestività per evitare di essere respinti;
7. il pay-off deve avvenire rapidamente, il tempo è denaro e i consumatori non vogliono far sprecare tempo alle altre persone.

Web Marketing 2009: Hewlett-Packard il brand meglio diffuso

Pubblicato da Ilaria Mariniil 11 gennaio 2010

brand_internetHewlett-Packard, Sony e Toshiba sul podio della miglior diffusione on line del proprio brand nel 2009.
E’ quanto emerge dalla ricerca ICEcat 2009 Brand Poluraity Index, che pre­mia le tre multinazionali nel settore del marketing e della pubblicità in Rete per aver meglio veicolato il proprio marchio.

Lo scettro consegnato dopo aver analizzato una campione vastis­simo, qualcosa come 494 milioni di schede tecniche raccolte.
Le opinioni sono quelle scaricate dal sito ICEcat nel corso dell’anno appena concluso da oltre 8mila negozi e-commerce, per una copertura pari ad oltre 3mila brand tecnologici, per cui non indirizzata verso nes­sun risultato.

La top 15 delle aziende IT più ricercate in Rete: HP, Sony, Toshiba, Lenovo, Acer, Canon, Asus, IBM, Kingston, Belkin, Samsung, Philips, Cisco, Epson, Adobe.
Per il futuro gli esperti pre­vedono una gran rentrée della giapponese Fujitsu e l’entrata nelle posizioni che contano della Dell.

Evidentemente l’ottimo rapporto costi/benefici, l’utilizzo sempre crescente del mezzo informatico confermato quotidianamente dall’ennesima statistica ha spinto i responsabili manager dei tre colossi mondiali a spingere sull’acceleratore del Web.
Scelta confermata da un dato eclatante: se nei primi sei mesi del 2009 il trend di Internet mostrava un crescita di appena il 12%, nei primo mesi del 2010 il tasso di crescita media annua è pre­visto addirittura al 48%.
 
 
Glos­sario
 
Brand
La marca o brand (il secondo è un sinonimo mutuato dalla lingua inglese) è un nome, simbolo, disegno, o una combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.

Italia 2009: più computer, più connessioni (lente), più Web

Pubblicato da Ilaria Mariniil 28 dicembre 2009

computer_italiaPiù volte è stato rimarcato da autorevoli sondaggi e ricerche di quanto in Italia il computer sia oramai un bene di largo utilizzo e di quanto siano aumentata la permanenza davanti al desktop e gli accessi ad Internet: insomma, a grandi passi hardware, software e modem stanno tenendo il passo dei diffusis­simi televisione e cellulare.
Ma se questo è il lato progres­sista della medaglia, quello oscuro riguarda l’avvento della banda larga, che vede il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

A confermare sia gli aspetti positivi che negativi della tecnologia informatica italiana è l’ultimo rapporto in merito dell’Istat, che con le indagini “Multiscopo” rileva i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.
I dati del rapporto, di cui riportiamo i punti salienti, sono stati rilevati nel febbraio 2009.
 
Più linee Adsl, accessi ad Internet e pc
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, pre­sente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore Dvd (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Tra i beni tecnologici pre­senti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna para­bolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che pos­siede il personal computer, pas­sando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%).
Migliora anche la qualità della connes­sione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connes­sioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connes­sione a banda larga (linea telefonica Adsl o altro tipo di connes­sione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%.
 
Italia, connes­sione lumaca
Le differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa.
È pos­sibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%.
Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%. 
 
Web, questione di generazione
Nel 2009 il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Se si considera la frequenza di utilizzo, inoltre, si evidenzia che il 27% delle persone di 3 anni e più usa il personal computer tutti i giorni e il 21,8% di quelle di 6 anni e più usa Internet quotidianamente (Tavola 2.1).
Rispetto al 2008, aumenta la quota degli utenti sia del personal computer (2,6 punti percentuali) sia di Internet (4,2 punti percentuali), confermando così il trend registrato anche nel 2008 dopo il sus­seguirsi di due anni di stagnazione (2006−2007). In particolare, si registra un incremento significativo nell’uso quotidiano: dal 24,4% al 27% per il pc e dal 17,7% al 21,8% per Internet.
Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11–19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35–44 anni l’uso del personal computer (62%) e di Internet (58,2%) è molto più contenuto.
 
Internet, questione di classe (sociale)
L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale che comunque appare in attenuazione. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 90,2% e 88,3%) per i quali la sovrapposizione nell’uso del personal computer e di Internet è quasi totale, seguiti dagli occupati (66,7% e 63,6%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (16,3% e 14,3%) e i ritirati dal lavoro (12,4% e 10,6%).
Tra gli occupati l’uso del personal computer pre­vale tra i direttivi, quadri, impiegati (85,4%). Seguono i dirigenti, imprenditori, liberi profes­sionisti (81,3%) e, a grande distanza, i lavoratori in proprio e coadiuvanti (53,8%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 45,1%. Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (82,9%), seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi profes­sionisti (79,1%). Solo il 40,9% degli operai e apprendisti usa, invece, la rete.
Rispetto al 2008, l’uso di personal computer tra gli occupati è pas­sato dal 63,4% al 66,7% e la navigazione in Internet dal 59% al 63,6%.
 
Internet Home
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi pre­cedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo. Considerando i figli di 3–17 anni che vivono con i genitori (con uno o entrambi), si evidenzia che il 18,2% usa il personal computer solo a casa, il 2,3% lo usa solo a scuola, il 15% sia a scuola sia a casa (ma non altrove) e il 23% utilizza il personal computer in molteplici luoghi (a casa di altri e/o a casa propria e/o a scuola).
 
WiFi in aumento
Considerando, infine, il collegamento ad Internet senza fili, si evidenzia che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%). La quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.
Rispetto all’anno pre­cedente la situazione è piuttosto stabile, ad eccezione di chi usa il portatile con collegamento senza cavi (WIFI) che passa dal 22,1% nel 2008 al 32% nel 2009.
 
Mi connetto per…
Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete pre­valentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (79,1%), hanno consultato Internet per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%).
Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).
Decisamente più contenute le quote di utenti che negli ultimi tre mesi hanno usato Internet per cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro (17,7%), che hanno venduto merci o servizi (7,8%) o hanno fatto un corso on line (6,2%).
Rispetto all’anno pre­cedente si registra un incremento per quasi tutte le attività; in particolare, aumenta la quota di chi consulta Internet per apprendere (dal 58,3% del 2008 al 69,4% del 2009) e per leggere o scaricare giornali news, riviste (dal 38,4% al 46,7%). Aumenta anche la quota di chi ascolta la radio e guarda programmi televisivi via web (dal 21,4% al 29,5%) e di chi usa il web per trovare informazioni su servizi relativi a viaggi e soggiorni (dal 43,2% al 48,3%) e per cercare informazioni sanitarie (dal 35,7% al 40,5%).
Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software (38,5% rispetto al 22,7% delle donne), nell’usare servizi bancari (34,4% rispetto al 25,8%), nel cercare informazioni su merci e servizi (68,4% rispetto al 59,9%), nel giocare o scaricare giochi, immagini, musica (45,2% rispetto al 37,5%), nel vendere merci o servizi (10,8% rispetto al 4,3%) e nel leggere o scaricare giornali, news, riviste (49,7% rispetto al 43,2%).
Le donne sono più interes­sate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie (46,5% delle donne contro il 35,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di qualunque tipo (42% contro il 36,4% degli uomini).
 
Internet è comunicazione
Il 34,6% degli utenti di Internet utilizza la rete per inserire mes­saggi in chat, newsgroup o forum e il 27,9% utilizza i servizi di instant mes­saging. Internet risulta meno usato per effettuare videochiamate (19,7%) e per telefonare (16,9%).
Rispetto all’anno pre­cedente aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale: in particolare, registra un incremento di 13,3 punti percentuali l’uso della chat e di 6,6 punti percentuali l’uso di servizi di istant mes­saging.
L’uso della rete per comunicare è fortemente connotato con l’età: sono soprattutto i giovani di 15–24 anni ad inserire mes­saggi in chat, newsgroup, forum (oltre il 62% contro il 34,6% della media nazionale) o ad utilizzare i servizi di instant mes­saging (più del 51% contro il 27,9% della media nazionale).
Rispetto all’anno pre­cedente si sono registrati incrementi significativi in queste attività sia tra i giovani che tra gli adulti, anche se tale incremento non ha ridotto le distanze generazionali.
Va comunque sottolineato che, rispetto all’anno pre­cedente, si sono registrati incrementi significativi anche tra gli adulti di 35–44 anni. Ad esempio la quota degli individui che usano la chat è più che raddoppiata (pas­sando dal 12,2% al 24,5%), anche se tale incremento non ha ridotto le distanze con i giovani di 15–24 anni.
 
E-commerce in ascesa
Più di un quarto degli utenti di Internet acquista beni e servizi online. Il 24,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato nello stesso arco temporale (pari a 5 milioni 612 mila persone). A questa quota si aggiunge un 6,2% di utilizzatori di Internet che hanno ordinato e/o comprato merci e/o servizi più di un anno prima dell’intervista (1 milione 437 mila). Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 29,1% contro il 18,7% delle donne), delle persone tra i 20 e i 54 anni (oltre il 23% con un picco del 30,7% nella fascia 25–34 anni) e della popolazione residente nel Centro-nord (oltre il 26%) rispetto a quella residente nel Sud.
Analizzando l’acquisto di beni e servizi on line nell’arco temporale che va dal 2005 al 2009 si nota come l’uso del web per ordinare o comprare merci e/o servizi sia cresciuto in modo significativo tra il 2005 e il 2006 (pas­sando dal 16,8% al 20,6%), mentre per gli anni succes­sivi si sono registrati incrementi minimi.
Nel 2009, tra i beni e i servizi acquistati via web, si collocano le spese per viaggi e soggiorni (biglietti ferroviari, aerei, ecc.), ordinati o acquistati dal 38,4% delle persone che hanno effettuato ordini o acquisti su Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, e i pernottamenti per vacanza (27,6%). Seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%), attrezzature elettroniche e biglietti per spettacoli (entrambi con il 17,6%), software per computer e/o loro aggiornamenti (esclusi i videogiochi) (16,4%), gli articoli per la casa (14,5%) e hardware per computer (13,3%).
 

Tutto il rapporto è visionabile e scaricabile all’indirizzo http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091228_01/testointegrale20091228.pdf

Modem, Google, Facebook: Internet sempre più parte di noi

Pubblicato da Ilaria Mariniil 18 dicembre 2009

internet_futuroInternet qua, Social Network là, la Rete è il futuro, l’evoluzione passa per il Web, ci troviamo in chat, ho scritto sul mio Blog… Veniamo quotidianamente bombardati da neologismi inerenti il mondo del computer, e tutti abbiamo capito senza ombra di dubbio che un modem e la tecnologia informatica saranno il nostro pane quotidiano nel futuro pros­simo. Ma è pos­sibile quantificare ad oggi “quanto” Internet è pre­sente nelle nostre vite?

Ci ha pensato la società regina dei sondaggi sui contenuti del Web, la Nielsen che ha tracciato un profilo dell’utente americano.
Dall’altra sponda dell’Atlantico una persona trascorre 68 ore al mese connesso ad Internet, tra l‘ufficio e la propria abitazione).
L’analisi entra anche nei dettagli di queste ore di navigazione: in queste 68 ore vengono visitati 2700 Siti Web con una permanenza che in media si agira sui 57 secondi; l’ambito in cui si passa più tempo? Ovviamente Google, che rimane il siti internet più visitato (un’ora e 53 minuti) e ovviamente Facebook, su cui vengono trascorse 5 ore.
E i video? Quelli che hanno segnato la prima netta differenza con le forme cartacee di comunicazione? Gli strumenti on line nel 2009 hanno osservato un aumento di impiego del 25%.

Ma torniamo a Facebook, alle sue 5 ore di media per utente ed ai Social Network in particolare.
Un primo capostipite della comunicazione condivisa è stato MySpace sta arrancando (da giungo ad agosto sono stati persi 5 milioni di utenti), e nemmeno l’arrivo di Owen Van Natta, ex Facebook Executive, al momento sembra far invertire la rotta.

I due Social del momento, Facebook e Twitter, sono ancora nella loro fase positiva: non c’è più l’aumento sproporzionato di nuovi iscritti (forse perché del popolo di Internet ne fanno parte praticamente tutti) ma le utenze e i contatti restano attestati su cifre da capogiro, anche se con portate diverse.
FacciaLibro è il sito più visitato a fronte degli oltre 300 milioni di utenti registrati, mentre il microblogging di Twitter nella sua portata dimensionata rispetto al pre­cedente social network nel 2008 ha fatto segnare un + 400% in termini di utilizzo.
Pas­sando invece al social “profes­sionale” LinkedIn, nel settembre scorso ha conosciuto una crescita del 5,7% toccando i 50 milioni di utenti.

Medicina e salute: sul Web scarseggiano Siti di qualità

Pubblicato da Ilaria Mariniil 17 dicembre 2009

siti_web_saluteInternet soddisfa al giorno d’oggi quasi tutte le richieste: sul Web è pos­sibile cercare di tutto, e la Rete è utilizzata (purtroppo) spesso anche per cercare informazioni di carattere medico: secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, in Italia 18 mila realtà si occupano di tematiche inerenti medicina e salute.

Stando ad un’approfondita analisi condotta dallo studio Casaleggio Associati di Milano quattro milioni di italiani si connettono per cercare informazioni sanitarie.
Su quali dati è stata elaborata la ricerca? Il Ministero della Salute ha messo on line gli indirizzi di 53 siti web di associazioni di pazienti che mettono a confronto le loro conoscenze e le loro esperienze personali. Di queste realtà ne sono state isolate quindici, che sono state valutate in maniera peculiare: dalla struttura del sito ai servizi offerti e le modalità di comunicazione tra l’associazione in questione e i pazienti.
Tra queste il focus della Casaleggio ne ha scelte come detto quindici e ha analizzato i servizi che offrono nel sito on line, la struttura di quest’ultimo e le modalità con cui le associazioni comunicano ed interagiscono con i pazienti.

Il risultato però non è incoraggiante. Dei siti messi sotto la lente d’ingrandimento, solamente quattro hanno avuto come votazione un “ottimo”; uno solo ha raggiunto la sufficienza, nove sono stati giudicati “migliorabili” ed uno è stato bocciato.
In generale, la facilità di accesso ed utilizzo dei siti è risultata sufficiente, mentre è l’offerta dei servizi che è stata ritenuta migliorabile.

In pas­sato, nelle numerose analisi di questo genere, un fattore comune alle associazioni di pazienti on line è il mancato utilizzo di tecnologie informatiche già disponibili e di largo uso.
Non solo. Oltre al discorso prettamente tecnico, che però ricordiamo va a penalizzare sulla facilità di reperimento delle informazioni da parte degli utenti, in molti di questi siti difettano chiarezza dell’informazione, qualità e rigore, pes­simi pre­supposti per chi spesso è nel momento della vita – malati o parenti degli stessi — in cui ha bisogno di informazioni immediate ed attendibili.

Wi-Fe: a Ferrara Internet è gratis e senza limiti di tempo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 15 dicembre 2009

internet_wi-fiConnettersi a Ferrara col proprio portatile seduti al tavolino di un bar del centro? Da tempo questo tipo di servizio gratuito è pos­sibile all’ombra del Castello Estense grazie alla rete wireless Wi-Fe, con delle limitazioni temporali ovviamente. Ma per le festività natalizie il servizio rilancia.
Viene infatti abbattuta ogni barriera legata agli orari e sarà pos­sibile navigare senza fili per l’intera giornata: fino a domenica 10 gennaio il limite mas­simo di connes­sione verrà azzerato e la navigazione diventerà full time.
L’aumento del tempo varrà sia per tutti gli utenti già registrati sia per tutti quelli nuovi che si registreranno in questo periodo.
Le rete, attiva da aprile 2009 e ancora in fase di espansione, sta registrando un ottimo successo e la relativa community Wi-Fe di Facebook conta ormai circa 700 iscritti.
Per informazioni: http://wife.comune.fe.it (su Facebook “Wi-Fe: il wi-fi pubblico di Ferrara”)

Il progetto Wi-Fe (copertura con una rete pubblica wireless di alcune aree della città di Ferrara) inizia pre­valentemente con il centro storico, garantendo la copertura contemporanea per alcune decine di computer (o altri dispositivi collegabili a Internet) nelle seguenti zone:
- Piazza Municipale
- Corso Martiri della Libertà, Piazza Savonarola, Piazza Trento e Trieste
- Piazza Castello, Largo Castello, Piazza della Repubblica
- Giardino delle Duchesse
- Piazza XXIV Maggio (giardini acquedotto)

Il servizio, in questa fase, è strutturato per fornire la navigazione web e l’uso della posta elettronica.
 
 
Glos­sario
 
Wi-Fi
Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che pos­sono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11.
Accessi wi-fi sono disponibili in aeroporti, stazioni ferroviarie, internet cafè sparsi per il mondo. In Europa è diffusa la rete dei “Totem Free­station”.
Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un conces­sionario privato, come nel caso di Ferrara.

Shopping on line? L’e-commerce strega gli uomini!

Pubblicato da Ilaria Mariniil 1 dicembre 2009

ecommerce-onlineInternet sforna sondaggi a ripetizione per ogni argomento ed in ogni momento dell’anno. Arrivati a Natale, poteva mancare il consuntivo sul target e le abitudini del compratore in Rete per l’anno che sta finendo? Certo che no.

I dati arrivano da Twenga, uno dei motori di ricerca per lo shopping più completo del panorama Web, che ha messo sotto la lente le abitudini di uomini e donne italiane. E se lo shopping on the road è monopolio delle donne, quello on the web vede avvantaggiati… gli uomini!

Non solo. Il risultato del sondaggio fa trasparire che l’e-commerce è forse più radicato di quanto si possa immaginare: quasi una persona su due acquista on line. E, rispetto al 2008, sono le donne ad aver aumentato la propensione all’acquisto on the Web (+13%), anche se rimangono staccate.

La meticolosità nelle analisi prima di aprire il portafogli: confronto dei prezzi: 74%, delle donne contro il 75% degli uomini; informazioni supplementari prodotti e marche: gentil sesso 71% contro il 78% degli uomini.
Altri para­metri. La metà delle donne vuole toccare con mano ciò che acquista on line (37% degli uomini); quasi la metà (42%) teme che i prodotti consegnati siano un bluff rispetto a quanto proposto dalla pre­sentazione di chi lo vende (gli uomini sono fermi al 29%); il 37% teme ritardi nella consegna (contro il 28% degli uomini).
E la paura del pagamento elettronico? La paura di venire truffate frena una donna su tre (30%) e solamente un uomo su cinque (23%).
 

Le cifre raccolte da Twenga sugli acquisti on line (535 intervistati):

- Utilizzo di internet nel 2008: donne 26%, uomini 38%
- Utilizzo di internet nel 2009: donne 39%, uomini 59%
- Quest’anno mi informerò in rete su prodotti e marche: donne 71%, uomini 78%
- Quest’anno mi informo sui negozi: donne 57%, uomini 63%
- Quest’anno confronto i prezzi on line: donne 74%, uomini 75%
- Non mi fido dei pagamenti on-line: donne 30%, uomini 23%
- Voglio vedere e toccare con mano ciò che acquisto: donne 50%, uomini 37%
- Ho paura che i prodotti consegnati non siano fedeli alla descrizione: donne 42%, uomini 29%
- Temo ritardi e che non rispettino i termini di consegna: donne 37%, uomini 28%
- Ho paura di non poter cambiare i prodotti che non vanno bene: donne 32%, uomini 22%

Business a costo zero? Facebook lo strumento migliore

Pubblicato da Ilaria Mariniil 25 novembre 2009
facebook_marketing

Aziende, puntate su Facebook. E fatelo in maniera intelligente.
E’ questo il marketing–consiglio fornito da Clara Shih, autrice di The Facebook Era, da pochi mesi uscito in America.
Sì, perché uno dei principi fondamentali per fare business è essere dove sono i potenziali clienti, e Facebook con i suoi 300milioni di iscritti, in costante aumento, è l’attuale luogo ideale.

Ma non una pre­senza tanto per fare: bisogna infatti sfruttare la potenzialità del social network che sta schiantando il mondo delle comunicazioni via Web con astuzia.

Primo passo: allestire una Facebook Page, che consente di assemblare numerosi fan: ad oggi, il milione e 400mila Facebook Page on line attira quotidianamente qualcosa come 10 milioni di fan.
Senza dimenticare l’importanza di un buon sito internet (ben indicizzato), si procede con l’allestimento dell’indirizzo su Facebook in maniera tale da richiamare il nome dell’azienda stessa (es. www. facebook. com/ CalzaturificioRossi), mentre la Facebook Page deve rimandare al sito dell’azienda stessa o a siti di e-commerce.

A questo punto, allestita la struttura tecnica, restano (e non sono poca cosa) i contenuti, fondamentali per arrivare all’utente finale, conquistarlo e fidelizzarlo.
Le ovvie domande da non perdere mai di vista sono qual è il mio obiettivo? Attirare un maggior numero di clienti? Costruire o rafforzare l’immediatezza dei consumatori nel riconoscere il mio marchio?

Fatto questo, ovvero allestito in maniera razionale il cuore pulsante della comunicazione, si persegue l’obiettivo, lo si consolida e perché no, si può mutare in base elle evoluzioni delle esigenze sia dell’azienda stessa che dei fruitori finali.

Per affrettare la crescita attraverso Facebook fondamentali sono il numero di fan (ovvio, se noto che un’azienda ha 10 fan, qualche dubbio sulla validità del prodotto proposto viene anche ai digiuni di FacciaLibro), che in media sono 130 per l’utente medio iscritto al social network per eccellenza; le foto, i video e tutto ciò che serve a rendere credibile, completo e ricco di informazioni il proprio prodotto.

Ma anche l’aggiornamento continuo delle pagine, il contatto tempestivo con gli utenti che chiedono informazioni, lodano o magari anche criticano sono altri para­metri imprescindibili per un marketing di successo.

E, il bello di comunicare, è che non ci sono limiti alle idee. E il Web di limiti di spazio non ne ha, a differenza dei media tradizionali. E costa molto poco rispetto alle pubblicità su cartaceo, televisione o radio: aprire un profilo su Facebook, non dimentichiamolo, al momento è gratuito.

In Italia, tra le tante pubblicazioni sul tema, da segnalare Fare business con Facebook che ha un suo blog proprio sul sociale network del momento.

Siti Internet: come avere risultati assicurati

Pubblicato da Riccardo Visentinil 23 novembre 2009

googleAvinash Kaushik, guru di Google e mas­simo esperto al mondo in tema di Web Analytics, è intervenuto al Sia Guest di Rimini con un mes­saggio molto chiaro: “Su Internet i risultati sono misurati scientificamente”.

In poche parole, tutti coloro che sono interes­sati a sfruttare al meglio il proprio sito dal punto di vista commerciale aumentandone i contatti, devono concentrarsi sull’analisi dei comportamenti dei consumatori.

“Chi compie l’analisi dei dati sulle visite al suo sito — ha esordito Kaushik — avrà un futuro, chi invece non li studierà è destinato a non avere alcun vantaggio dal Web. Troppo spesso infatti bisogna fidarsi della sua efficacia semplicemente con un atto di fede, mentre grazie ad informazioni acquisibili in gran parte gratuitamente si può rispondere concretamente a domande sulle motivazioni della visita, sulla provenienza del visitatore e sulle sue pre­ferenze. Su Internet è pos­sibile misurare i risultati scientificamente e soprattutto la Rete consente di correggere un errore in poche ore, proprio monitorando con attenzione le visite, cosa che non accade con altri strumenti tradizionali. Attenzione: non sono i soli dati a migliorare il rendimento di un sito, ma la capacità delle persone di interpretarli. Quindi, se un imprenditore investe 100 euro, 10 li affidi al budget degli strumenti, 90 alle persone in grado di leggere le informazioni e orientare le strategie”.

Al termine del convegno Kaushik ha voluto dare un consiglio su come realizzare un sito efficace: l’utente deve arrivare all’informazione che gli interessa immediatamente, di solito questa informazione riguarda il prezzo del servizio ed è bene trovarlo direttamente sulla HomePage.
Un sito non deve essere “sexy”, dev’essere funzionale e consentire di raggiungere le informazioni in pochis­simi click.