lun 21 maggio 2012
CromosomaWeb internet web marketing

I siti Web e Internet hanno cambiato il mondo

Pubblicato da Ilaria Mariniil 20 novembre 2009

internetI 10 eventi più importanti di Internet nell’ultimo decennio sono stati pre­miati dai Webby awards.

Scorrendo i “vincitori” ci rendiamo conto di come il tema ricorrente sia la capacità di Internet di mettere il potere nelle mani della gente, eludendo i vecchi sistemi.
“Internet è la storia del decennio perché è stato il catalizzatore del cambiamento non solo sotto l’aspetto della nostra vita quotidiana ma di ogni cosa dal commercio alla comunicazione alla politica alla cultura pop”, ha dichiarato David-Michel Davies, direttore esecutivo Webby Awards (Reuters).

Ecco alcuni degli eventi Internet premiati:

- Wikipedia, l’enciclopedia gratuita open-source, lanciata nel 2001 e che oggi contiene oltre 14 milioni di voci in 271 lingue e porta persone che non si conoscono a lavorare su progetti comuni;

- La chiusura di Napster nel 2001, che ha aperto le chiuse del file-sharing;

- La rivoluzione del video online nel 2006 che ha portato a un boom dei contenuti artigianali e profes­sionali su Internet e contribuito a ridisegnare qualsiasi cosa, dalla pop culture alla politica;

- L’apertura di Facebook a coloro che non erano studenti di college e il lancio di Twitter nel 2006;

- La campagna pre­sidenziale Usa del 2008 in cui Internet ha modificato ogni aspetto del modo in cui si faceva propaganda;

- Le proteste per le elezioni iraniane del 2009 in cui Twitter è risultato vitale nell’organizzare manifestazioni e nell’esprimere esso stesso la protesta;

Con l’aumento della sua diffusione e della sua acces­sibilità, Internet ha dimostrato di non essere solo un contenitore di pagine Web, ma si offre come pre­zioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepas­sare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare.
Ed è proprio partendo dall’idea che Internet si costituisca come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare mes­saggi di solidarietà e civiltà, che è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, con l’obiettivo di candidare la Rete al pros­simo Pre­mio Nobel per la Pace (Wired).

(Fonte: PamelaFerrara.com)

Ferrara: dubbi sulle tasse? Un sito internet offre la soluzione

Pubblicato da Ilaria Mariniil 6 novembre 2009

tasse_sitoweb_ferraraLe tasse. Un incubo per larga parte dei contribuenti. Soprattutto quando ci si è dimenticati di pagarle, o quando arrivano avvisi di verifica in casi di (pre­sunto) mancato pagamento. E via a cercare affannatamente ricevute, date etc.

Ora, per semplificare l’iter ed aiutare nella ricerca di cartelle già pagate, Internet arriva in aiuto anche ai cittadini ed alle imprese dell’Emilia Romagna del Nord Ferrara inclusa: Equitalia mette a disposizione una risorsa on line per le prime verifiche pre­liminari, da effettuare eventualmente prima di rivolgersi a qualche sportello. Si tratta del sito www.equitaliaemilianord.it

Equitalia Emilia Nord S.p.A. – come si legge direttamente sul sito — è una società appartenente al Gruppo Equitalia S.p.A. e, in qualità di Agente della Riscos­sione per le province di Parma, Piacenza, Ferrara e Reggio Emilia, provvede alla riscos­sione spontanea, volontaria e coattiva delle diverse entrate dello Stato, di Enti territoriali, di Enti pubblici, anche pre­videnziali, nonché delle entrate di natura non tributaria che gli Enti diversi dallo Stato pos­sono affidarle quali i tributi locali dei Comuni, Province, Consorzi di Bonifica, Pre­fettura, Ordini Profes­sionali, ecc. In particolare è in grado di svolgere i seguenti servizi: riscos­sione e gestione Entrate Patrimoniali, riscos­sione e collaborazione alle attività di accertamento e liquidazione Imposta Comunale sugli Immobili, Riscos­sione TARSU e Tariffa (Rifiuti solidi urbani) e Imposta sulla Pubblicità, attività di riscos­sione dell’ICI, imposta per la quale collabora anche nelle attività connesse all’accertamento e liquidazione relativa agli anni pregressi.

Naturalmente per accedere alla propria posizione on line attraverso il servizio “Estratto conto” (il sito propone una semplice guida in pdf scaricabile cliccando qui) e consultare la propria situazione debitoria disponibile dall’anno 2000 in poi è neces­sario avere a disposizione le credenziali fornite da Agenzia delle entrate per l’accesso al “Cas­setto fiscale” (www.agenziaentrate.gov.it).

Una volta ottenute, il cittadino può collegarsi come detto al sito www.equitaliaemilianord.it (o al sito istituzionale www.equitaliaspa.it) entrando dall’apposita sezione. E’ inoltre pos­sibile effettuare pagamenti delle cartelle on line mediante carta di credito.
Per le informazioni sul servizio è stato istituito dall’Agenzia delle entrate il numero verde 848.800.444

E-commerce: in Emilia Romagna la spesa si fa con il mouse

Pubblicato da Ilaria Mariniil 3 novembre 2009

ecommerce_emiliaromagnaGià il Salvatempo firmato Coop Estense sembrò un’innovazione, a suo tempo.
Ora il Web 2.0 modifica il “luogo” dove fare la spesa: addio euro per il carrello che non si trova mai, addio coda alle casse! Infatti anche in Emilia Romagna come in molte regioni del Nord Italia la spesa può essere comodamente ordinata seduti alla scrivania, davanti allo schermo, utilizzando semplicemente la lista della spesa ed il… mouse.

E’ questo il futuro, il marketing basato sull’e-commerce, ed è quello proposto da quattro le grandi catene di supermercati italiani che offrono tale pos­sibilità: Esselunga, Coop e Despar e Auchan, quest’ultimo con un meccanismo leggermente diverso dalle prime tre realtà (la spesa si ordina al computer ma si ritira di persona).
Il “nuovo” modo di riempire la dispensa è rivolto ad un fruitore mediamente giovane ed evoluto.

Qualche cifra può rendere in maniera tangibile quanto l’idea di sostituire il mouse al carrello attiri gli acquirenti.
Se il servizio e-coop mette in cascina un migliaio di spese on line al mese (nel 2009 ad esempio l’e-commerce Coop ha registrato 1.429 utilizzatori mensili di cui oltre il 60% sono donne), la catena Esselunga grazie al suo sito www.esselungacasa.it on line dal 2001, nel corso del 2008 ha registrato un fatturato di 53 milioni di euro, di oltre un quarto superiore a quello dell’anno precedente.

Il Web 2.0 sta facendo impallidire, evidentemente, la tradizionale (e ben poco amata) coda alla cassa.
Il target? Profes­sionisti, che hanno i minuti contati, ed anziani e disabili, ovvero le categorie con problemi logistici negli spostamenti.
Contando su un parco veramente vasto di offerte, che viene implementato di continuo, tra cui scegliere e riempire il carrello “virtuale”, come funziona la spesa on line?
Davanti al computer, una volta entrati nel sito di Esselunga per esempio, è pos­sibile scegliere il giorno in cui farsi consegnare i sacchetti “veri” in un lasso di tempo che spazia nei venti giorni succes­sivi all’ordine.
Esiste un contributo pari a 7,90 euro per la consegna, costo azzerato per i disabili.
Il pagamento avviene esclusivamente attraverso strumenti on line, bancomat o carta di credito.

Qual è l’utente medio che fruisce del servizio? L’utilizzatore medio è compresa tra i 30–40 anni (38% dei casi), seguono poi i 40-50enni (32%).
La spesa-tipo è composta in media dal 60% di generi vari (alimenti confezionati), 23% salumi e latticini, 8% carni, 8% orto-frutta e dall’1% pesce.

Web 2.0: un sito per conoscere la criminalità real time

Pubblicato da Ilaria Mariniil 2 novembre 2009

sito_crimineUn sito per incontrare l’anima gemella, un sito per vendere all’asta, un sito per controllare comodamente dal divano il proprio conto corrente, un sito per conoscere in tempo reale (sì internet offre anche questo) il numero e la localizzazione degli evasori fiscali in Italia.
Ma ora il Web offre una nuova frontiera della simultaneità, del real time: una mappa interattiva che censisce il livello di criminalità delle principali città statunitensi.

Tre semplici pas­saggi e la criminalità americana non ha più segreti: dopo aver digitato l’indirizzo www.crimemapping.com ed essere arrivati nell’home page si sceglie uno Stato (o un determinato comparto della locale Polizia), si indica una città e la dettagliata cartina che appare sul nostro schermo mostra quanti crimini sono stati commessi in un determinato lasso di tempo pre­cedente alla ricerca.

E come esistono alert per parole chiave inviate periodicamente su Google, newsletter periodiche di ogni genere che invadono le nostre caselle di posta beh, Crime Mapping segnala già dalla pagina principale il servizio di… Receive Crime Alerts!

In realtà una mappa del crimine al di qua dell’Atlantico esisteva già: in Inghilterra e Galles è attivo http://www.beatcrime.info, scaricabile sul proprio computer pre­via autorizzazione della locale polizia (che da tempo le utilizzava al proprio interno) per monitorare il numero e la tipologia di crimini in ogni quartiere del paese.

Ma, come in tutte le cose, ci sono due lati di una stessa medaglia: secondo alcune correnti di pensiero aiuta gli stessi malviventi che ne sono i primi fruitori, che ad esempio vedendo una determinata zona martellata da furti in abitazione, verranno sfiorati dall’idea che quell’area offre ghiotti bottini.
In negativo l’hanno presa anche i proprietari di case nelle zone più colpite dalla criminalità – o immobiliaristi che devono vendere proprio in quella zona – che vedono il valore del mattone scendere.

Di positivo c’è che queste mappe della criminalità riportano implicitamente la tangibilità del lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine: se esistono tanti crimini scoperti, la Polizia ne è venuta positivamente a capo.

Realizzazione di portali e-commerce

Pubblicato da Ilaria Mariniil 30 ottobre 2009

portale-ecommerceSempre più spesso ci troviamo di fronte alla richiesta da parte di clienti di creazione di portali e-commerce.
E’ un dato di fatto che oggi i consumatori si rivolgono ad Internet prima di acquistare un prodotto, o solo per informarsi o per procedere direttamente all’acquisto online.
Ciò che spesso non si tiene in considerazione sono gli aspetti “collaterali” ad una scelta di questo genere: decidere di creare un sito e-commerce di successo non è come creare un profilo su Facebook o una casella di posta elettronica: è una scelta che richiede consapevolezza, pre­parazione e competenze.

Competenze che vanno dalla capacità di realizzare la giusta strategia di comunicazione (dal posizionamento della marca alla capacità di creare un rapporto di fiducia col consumatore) alla competenza tecnica del customer care fino ai problemi logistici di un magazzino che possa far fronte alle richieste, pas­sando per la neces­sità di mantenere i costi di spedizione i più bassi possibile.

Ma esiste un elemento davvero cruciale in questo meccanismo: la conoscenza del Web marketing e l’attenzione all’analisi dei risultati.
E’ neces­sario saper gestire gli strumenti offerti dal Web (dai motori di ricerca ai social network) ed essere in grado di analizzarne accuratamente i risultati per poter eventualmente procedere a modifiche e ottimizzazioni, sia del portale sia delle strategie di marketing.

In particolar modo i dati sulla navigazione degli utenti aiuta a capire la reale acces­sibilità dei contenuti, l’efficienza del funzionamento di ordini e pagamenti, l’aggiornamento dei dati pubblicati rispetto all’effettiva disponibilità del magazzino, ecc.

Sono neces­sarie competenze e una visione moderna del Web, rivolta all’analisi della sua funzionalità ed efficacia.

Lavoro: si cerca in Internet, si trova alla vecchia maniera

Pubblicato da Ilaria Mariniil 26 ottobre 2009

lavoro_internetInternet per cercare lavoro: una moneta a due facce.
Perché se da un lato il Web quale mezzo di ricerca di un’occupazione ha schiantato le forme cartacee che per decenni hanno visto milioni di persone cerchiare di rosso l’annuncio d’interesse, dall’altro le vie tradizionali (le conoscenze) per cercare uno stipendio fisso restano i canali che garantiscono il risultato migliore; hanno perso d’interesse anche le ricerche effettuate attraverso i canali delle agenzie del lavoro.

E’ questo il concetto base che emerge da uno studio effettuato dall’università telematica Unisu Niccolò Cusano sui neolaureati italiani.

Non solo. Spesso nel nostro Paese ci si trova davanti a giovani e rampanti laureati che però non sanno indirizzare il proprio curriculum ai destinatari utili.
La ricerca porta alla luce un senso di disorientamento una volta lasciate le confortevoli mura universitarie, considerando anche poco attinenti alla concretezza delle richieste del mondo del lavoro il proprio iter di studi.

E, siccome nemmeno la ricerca del posti di lavoro sfugge alla logica del Web 2.0, si cerca un’occupazione anche sui social network più diffusi per moltiplicare le pos­sibilità di arrivare al destinatario giusto.

Aziende, piccoli passi verso la Digital Business Economy

Pubblicato da Ilaria Mariniil 24 ottobre 2009

digital_economyTanti piccoli passi, ma la strada da percorre per arrivare al traguardo della Digital Business Economy non è poi così vicino.
E’ la conclusione cui è arrivato lo studio condotto dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha constatato che i due terzi delle imprese sono orientate verso il Web (66,8%).
Anzi: tra le realtà con più di 5 dipendenti, addirittura la percentuale sale vertiginosamente al 93%.

Tracciato anche l’identikit dell’utente medio: un profes­sionista del mondo del lavoro, con la rete che conta un uso consistente da parte di politici, giornalisti, docenti e popolo delle Pmi.

Geograficamente parlando, l’utilizzo della rete è maggiore al Nord (70%), poi abbiamo il Centro (63,8%) ed il Sud (59,7%).

In quanto alla rete aziendale, solamente il 38,7% del campione ne dispone.

Quanto si naviga in ufficio? E a cosa serve il Web da scrivania? L’uso di Internet in ufficio è quotidianità per il 79,2% delle imprese (meno del dieci per cento lo utilizza “spesso”).

Cosa muove il mouse? Lavoro (69%), aggiornamento e ricerca dati (44,4%), comunicazione (28,2%), scambio di dati (18,5%), pagamenti e transazioni on line (7,6%).

I domini. Il suffisso che da sempre caratterizza Internet nel nostro Paese, il .it, è quello maggiormente scelto: tra le realtà imprenditoriali che hanno un proprio sito, l’82,2% ha scelto di associarne il dominio al .it

La posta elettronica. Tra le imprese dispone di un servizio di posta elettronica personalizzata il 50,9% degli intervistati, ma solo il 10,5% mostra un interesse nell’attivazione.

Social Network. La ricerca condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche ricalca i dati diffusi dall’Unione Europea in merito alla propensione verso l’informazione “parallela” di blog e surrogati: 23° (e non esaltante) posizione.

Internet: aziende disposte a concederne 20 minuti al giorno

Pubblicato da Ilaria Mariniil 19 ottobre 2009

internet_aziendeVenti minuti al giorno. Venti giri di lancette. E’ il tempo mas­simo che il 70% delle Piccole e Medie Imprese italiane sono disposte a concedere quotidianamente ai propri dipendenti per l’uso di Internet a fini personali. La paura che regna sovrana nelle stanze dei bottoni è che i tanto odiati (e amati) Social Network tolgano tempo ed energia vitale al lavoro.

E’ il rias­sunto di uno studio condotto su un campione rappresentativo dal leader mondiale nella sicurezza dei contenuti Internet Trend Micro all’Istituto indipendente A&F Research.

Ma il risultato non è da leggersi come un’avversione delle aziende all’uso del Web. Tutt’altro. C’è una propensione forte all’utilizzo della tecnologia (dalle reti wi-fi al BlackBerry, tanto per fare alcuni esempi concreti), ma spaventa l’utilizzo inappropriato di Internet, che inevitabilmente mangerebbe linfa vitale alla produzione.

Ma i dirigenti non chiudono totalmente ad un piccolo “svago” giornaliero: il 68% degli intervistati concederebbe i famosi venti minuti di navigazione autonoma.
In generale, sono le aziende più piccole (meno di 50 dipendenti) che sono meno propense all’idea: solamente il 26,3% ritiene una buona idea concedere oltre venti minuti. Quasi la metà (44%) delle aziende da 51 a 250 dipendenti accetterebbe invece di garantire una finestra anche più lunga.

Cosa di Internet spaventa le aziende? Non è difficile immaginarlo: utilizzo della rete per visitare siti pornografici (56,2%), siti di giochi (41,8%), scommesse e lotterie (37,9) e siti per cuori solitari (34%).
Scontato il timore delle chat e dei Social Network, già vietate allo stato attuale dalle aziende di grandi dimensioni nel 42% dei casi. Seguono gli acquisti effettuati via computer e le ricerche di occupazione effettuate on line.

Altro aspetto che porta le aziende a restringere il “campo d’azione” dei propri dipendenti è un problema reale quale la sicurezza dei dati: le Piccole Medie Industrie nell’ultimo anno hanno subito seri problemi a causa dello spam (40% della casistica) e virus (24,6%).

Web classifica: le 50 cose più odiose di internet

Pubblicato da Ilaria Mariniil 17 ottobre 2009

classifica_internetL’altra faccia della medaglia. La medaglia chiamata internet. Perché se il web ha unito distanze abis­sali sfruttando la velocità dei proces­sori, ha aumentato i tavoli di confronto e discus­sione, sveltito la burocrazia e – perché no – permesso di trovare l’anima gemella, internet ha indiscutibilmente anche i suoi effetti collaterali.

Una speciale clas­sifica in tal senso l’ha stilata l’autorevole The Daily Telegraph, quotidiano d’Oltremanica fondato nel 1855, una delle pietre miliari dell’informazione mondiale. Ha messo nero su bianco le 50 cose più odiose sul web.

In cima cosa c’è? Il pres­sapochismo che un contenitore spesso senza vincoli e controlli come il web spesso asseconda: dalle pop up che ci invadono lo schermo e che spesso si riproducono tanto più quanto si cerca di fermarle, ai “mattoni” che spesso si rivelano gli allegati in pdf che ci impallano il pc, alla lunghezza (o larghezza) delle pagine che ci obbliga a lunghi scroll col mouse.

Ma tra le cose on the web che fanno arricciare il naso non ci sono solo argomentazioni tecniche e tecnologiche, ma anche “umane”. Tutte figlie dell’avvento e del radicarsi del social network: dalle accuse personali da parte di chi non condivide il nostro pensiero a chi ci dice che la grammatica non è il nostro forte. O agli amici, i colleghi o i “friends” raccolti sui social network che quotidianamente ci tampinano con video virali, campagne di sensibilizzazione o battaglie per salvare il pianeta, intasandoci la posta.

Ancora. Nella graduatoria stilata dal Telegraph le “innovazioni del secolo” che scompa­iono alla stessa velocità con cui sono arrivate alla ribalta, ed il modo con cui le celebrità utilizzano Facebook, Twitter ed i loro fratelli per far sapere ogni cosa di sé.

E, dulcis in fundo, la moda delle.. clas­sifiche. Una per ogni cosa. Compresa quella del Telegraph.

Aziende: la pubblicità sui blog ha delle regole

Pubblicato da Ilaria Mariniil 16 ottobre 2009

blog-fiestaGli Stati Uniti hanno deciso di introdurre una serie di regole che costringono gli autori di blog che fanno recensioni a specificare se hanno ricevuto compensi in denaro o in altra forma per parlar bene di determinati prodotti o servizi. Read the rest of this entry »