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	<title>CromosomaWeb &#187; wikipedia</title>
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		<title>Wikipedia: il sito Web 2.0 per eccellenza in crisi?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse è stato il primo, grande esempio di <b>Web condiviso</b>. Parliamo naturalmente di <b>Wikipedia</b>, l’enciclopedia libera, capostipite dell’<b>open source</b> e soprattutto dell’interazione fra utenti, caratteristica alla base della storica entrata in scena del <b>Web 2.0</b>. Il padre del Web 2.0 per eccellenza ora sembra entrato in crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-710" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/opensource_wikipedia.jpg" alt="opensource_wikipedia" width="300" height="167" />Probabilmente è stato il primo, grande esempio di <strong>Web condiviso</strong>. Parliamo naturalmente di <strong>Wikipedia</strong>, l’enciclopedia libera, capostipite dell’<strong><em>open source</em></strong> e soprattutto dell’interazione fra utenti, caratteristica alla base della storica entrata in scena del Web 2.0.</p>
<p>Stando infatti alle rilevazioni dell’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, nei primi tre mesi del 2009 qualcosa come 49mila redattori (volontari) che da ogni parte del pianeta contribuiscono incessantemente al perfezionamento ed all’incremento delle voci disponibili della free encyclopedia inglese, quella con il maggior numero di voci, hanno terminato la loro collaborazione.<br />
Molti, ancor di più se paragonati ai 5mila abbandoni verificatisi nel 2008.</p>
<p>Motivi? Ce n’è ovviamente più di uno, ma tutti concorrono al segno negativo.<br />
Logicamente, il fatto che in dal momento della nascita (15 gennaio 2001) ad oggi la maggior parte delle voci sia stata creata e successivamente revisionata ed implementata stoppa quelle che possono essere le “entrate” di nuovi <strong>contenuti</strong>; ma anche il fatto che la direzione di Wikipedia stia cercando di arruolare redattori più esperti e professionali, ed in tal senso va la volontà di creare future partnership con i musei.</p>
<p>Il futuro di Wiki? C’è chi mette sul piatto della bilancia una normale “crisi” nella crescita.<br />
Ma c’è chi come il curatore della ricerca, il professor Felipe Ortega, vede protrarsi da troppo tempo la fase calante, che se protratta ancora nel tempo può mettere in serio pericolo le fondamenta del progetto stesso.</p>
<p>Ma se i redattori registrano un trend negativo, gli <strong>utenti </strong>no: nel periodo che va da settembre 2008 a settembre 2009, il sito ha registrato un +20% in merito.<br />
 </p>
<p>  <br />
 <br />
<strong><em>I numeri di Wikipedia (da </em></strong><a href="http://www.wikipedia.org" target="_blank"><strong><em>www.wikipedia.org</em></strong></a><strong><em>)</em></strong><br />
L’obiettivo di Wikipedia è di creare un’enciclopedia libera ed “universale”, in termini sia di ampiezza che di profondità degli argomenti trattati.<br />
Wikipedia è stata descritta da uno dei suoi fondatori (Jimmy Wales) come uno sforzo per creare e distribuire un’enciclopedia libera della più alta qualità possibile ad ogni singola persona sul pianeta nella sua propria lingua. Wikipedia deriva il suo nome dalla composizione della parola wiki, termine hawaiano che significa “veloce” e con cui viene chiamato un tipo di software collaborativo, e da pedia, suffisso di enciclopedia che in greco significa “insegnamento”.  Wikipedia, nelle intenzioni di Wales, dovrebbe raggiungere una qualità pari o migliore dell’Enciclopedia Britannica ed essere pubblicata anche su carta.<br />
È nata il 15 gennaio 2001 come progetto complementare di Nupedia (un progetto con scopo analogo ma la cui redazione era affidata ad esperti).<br />
È curata da volontari seguendo un modello di sviluppo di tipo wiki, nel senso che le pagine possono essere modificate da chiunque e non c’è un comitato di redazione né alcun controllo preventivo sul materiale inviato.<br />
Uno dei principi alla base di Wikipedia è il punto di vista neutrale, secondo il quale le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva.<br />
A causa della sua natura aperta, vandalismi ed imprecisioni sono problemi riscontrabili in Wikipedia.</p>
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		<title>Sveltopedia, la nuova web-enciclopedia dissacrante</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 09:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti Internet]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Unite l'utilità di Wikipedia e i 140 caratteri massimi messi a disposizione da Twitter ed ecco… un sito web tanto dissacrante quanto intelligente, Sveltopedia. 
"La scientificità di sveltopedia è paragonabile a quella della “Britannica”, se solo la “Britannica” l’avessero stesa i Pink Floyd in determinati momenti" [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-293" src="http://www.cromosomaweb.it/wp-content/uploads/enciclopedia_sveltopedia.jpg" alt="enciclopedia_sveltopedia" width="300" height="200" />Quante volte abbiamo pensato che le enciclopedie sono dei “mattoni”, utili sì ma noiose? E, stando ai numeri in crescendo, quanti apprezzano la semplicità di <strong>Twitter</strong>?<br />
Bene. Unite l’utilità di <strong>Wikipedia</strong> — l’enciclopedia libera on line per eccellenza – e i 140 caratteri massimi messi a disposizione dal famoso “uccello blu” ed ecco… un <strong>sito web</strong> dissacrante ed intelligente, <strong>Sveltopedia</strong>.<br />
Geniale? Sì, ma non è tutto.</p>
<p>Fin dall’antichità, e la pellicola “Il Nome della Rosa” è esempio per eccellenza del concetto, l’arte di far ridere era temuta perché porta alla riflessione, al pensiero. Sveltopedia tende a cavalcare questa scuola: le definizione pubblicate devono sposare la richiesta di essere ironiche per portare alla riflessione oltre che corrette.</p>
<p>Già la definizione che si legge nelle pagine di presentazione del progetto danno di che pensare: “Sveltopedia è una Wikipedia in formato Twitter. Per i non addetti ai lavori (che non sono tali, in quanto nessuno paga e non sono salariati), significa che è un’enciclopedia composta da voci stese collettivamente, le quali non superano i 140 caratteri – cioè lo spazio massimo dello status su Twitter”.<br />
Ancora: “La scientificità di sveltopedia è paragonabile a quella della “Britannica”, se solo la “Britannica” l’avessero stesa i Pink Floyd in determinati momenti. La potenziale espansione di questo dizionario collettivo è pari al vasto campo dei saperi umani, che disumanamente sveltopedia si propone di arare senza spendere nemmeno una goccia di sudore. E’ infatti semplicissimo partecipare a questa monumentale opera della conoscenza: basta comporre una voce lunga come un sms. E’ così possibile smentire con stile chiunque si permetta di dirvi che i messaggini sono inutili (comunque, davvero, smettela di mandarli ad amanti usando la “k” al posto di “ch”)”.<br />
Qualche esempio? Digitiamo l’indirizzo <a href="http://www.sveltopedia.com" target="_blank">www.sveltopedia.com</a>  (con il logo che richiama il marchio del famoso detersivo per i piatti) ed ecco che in home page c’è la definizione di “Silvio Berlusconi”. Anzi, diverse:<br />
1. Celebre organizzatore di party segreti noti in tutto il pianeta. Da anni la sua prostata cerca di liberarsene<br />
2. Qualcuno lodava, qualcuna la dava, qualcuno l’odiava. Ma era così, di Costituzione<br />
3. Tecnicamente immortale<br />
4. Papi<br />
5. Utilizzatore finale</p>
<p>Un esempio non politico? La moda ad esempio? I famosi stilisti Dolce &amp; Gabbana vengono così riassunti:<br />
1. I Rick&amp;Gian del Made in Italy<br />
2. Vestieristi di Simona Ventura<br />
3. Portatori insani di Swarovsky</p>
<p>I padri del progetto aperto a tutti, Lorenzo Viscanti e lo scrittore Giuseppe Genna, credono in Sveltopedia al di là del suo imprescindibile aspetto ludico: vogliono infatti farne una base per gli scrittori dell’era 2.0</p>
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