E’ sempre stata la bacheca del Comune la detentrice della verità, dove anni fa i nomi si leggevano con curiosità le coppie che presto sarebbero convolate all’altare, nel caso si scorgesse nella lista la vecchia compagna di classe bruttina che aveva battuto sul tempo.
E per un periodo, prima dell’avvento della privacy, anche sulla terza pagina dei quotidiani locali.
Stiamo parlando delle affissioni relative ai matrimoni, le obbligatorie pubblicazioni.
Ma anche questo tradizionale ed un pochino affascinante iter, al passo con la velocità con cui evolve Internet e di conseguenza i servizi burocratici e delle Pubbliche Amministrazioni… trasloca sul Web.
In Rete è infatti finito l’Albo pretorio, per cui da tempo le pubblicazioni di matrimonio sono visibili anche ben oltre la piazza comunale.
Ma non solo “eterne promesse” scritte con la tastiera: l’obbligatorietà delle migrazioni on line dell’Albo pretorio sposterà on the Web anche una serie innumerevoli di annunci: dalle gare d’appalto alle, licenze commerciali, dagli atti amministrativi all’elenco degli oggetti smarriti.
Tra i vantaggi una consultazione che non comporta l’obbligo di recarsi in Comune — tagliati viaggi in macchina, problema del parcheggio, maltempo — e lo snellimento delle pratiche burocratiche, tema centrale dalla notte dei tempi in ciascuna Amministrazione.
E chi non dispone di un computer io di una connessione Internet? Se non c’è un amico a disposizione, le biblioteche comunali risolvono tale problematica.
Ma, tra i contro, c’è già chi punta il dito su un servizio che potrebbe offuscare io diritto alla privacy…










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