Internet per cercare lavoro: una moneta a due facce.
Perché se da un lato il Web quale mezzo di ricerca di un’occupazione ha schiantato le forme cartacee che per decenni hanno visto milioni di persone cerchiare di rosso l’annuncio d’interesse, dall’altro le vie tradizionali (le conoscenze) per cercare uno stipendio fisso restano i canali che garantiscono il risultato migliore; hanno perso d’interesse anche le ricerche effettuate attraverso i canali delle agenzie del lavoro.
E’ questo il concetto base che emerge da uno studio effettuato dall’università telematica Unisu Niccolò Cusano sui neolaureati italiani.
Non solo. Spesso nel nostro Paese ci si trova davanti a giovani e rampanti laureati che però non sanno indirizzare il proprio curriculum ai destinatari utili.
La ricerca porta alla luce un senso di disorientamento una volta lasciate le confortevoli mura universitarie, considerando anche poco attinenti alla concretezza delle richieste del mondo del lavoro il proprio iter di studi.
E, siccome nemmeno la ricerca del posti di lavoro sfugge alla logica del Web 2.0, si cerca un’occupazione anche sui social network più diffusi per moltiplicare le possibilità di arrivare al destinatario giusto.










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