mar 07 febbraio 2012
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Italia 2009: più computer, più connessioni (lente), più Web

Pubblicato da Ilaria Marini il 28 dicembre 2009

computer_italiaPiù volte è stato rimarcato da autorevoli sondaggi e ricerche di quanto in Italia il computer sia oramai un bene di largo utilizzo e di quanto siano aumentata la permanenza davanti al desktop e gli accessi ad Internet: insomma, a grandi passi hardware, software e modem stanno tenendo il passo dei diffusis­simi televisione e cellulare.
Ma se questo è il lato progres­sista della medaglia, quello oscuro riguarda l’avvento della banda larga, che vede il nostro Paese nelle ultime posizioni in Europa.

A confermare sia gli aspetti positivi che negativi della tecnologia informatica italiana è l’ultimo rapporto in merito dell’Istat, che con le indagini “Multiscopo” rileva i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.
I dati del rapporto, di cui riportiamo i punti salienti, sono stati rilevati nel febbraio 2009.
 
Più linee Adsl, accessi ad Internet e pc
In Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi sono il televisore, pre­sente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore Dvd (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l’accesso ad Internet (47,3%). Tra i beni tecnologici pre­senti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l’antenna para­bolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).
Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che pos­siede il personal computer, pas­sando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad Internet (dal 42% al 47,3%).
Migliora anche la qualità della connes­sione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connes­sioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connes­sione a banda larga (linea telefonica Adsl o altro tipo di connes­sione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%.
 
Italia, connes­sione lumaca
Le differenze internazionali nell’accesso ad Internet mediante banda larga: l’Italia è indietro in Europa.
È pos­sibile effettuare dei confronti internazionali sulla base dei dati raccolti con l’indagine comunitaria sulla diffusione delle ICT presso le famiglie e gli individui realizzata dagli istituti di statistica dei paesi membri della Comunità europea. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siede un accesso ad Internet da casa, l’Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%.
Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che pos­siedono un accesso ad Internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%.
Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%. 
 
Web, questione di generazione
Nel 2009 il 47,5% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 44,4% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet. Se si considera la frequenza di utilizzo, inoltre, si evidenzia che il 27% delle persone di 3 anni e più usa il personal computer tutti i giorni e il 21,8% di quelle di 6 anni e più usa Internet quotidianamente (Tavola 2.1).
Rispetto al 2008, aumenta la quota degli utenti sia del personal computer (2,6 punti percentuali) sia di Internet (4,2 punti percentuali), confermando così il trend registrato anche nel 2008 dopo il sus­seguirsi di due anni di stagnazione (2006−2007). In particolare, si registra un incremento significativo nell’uso quotidiano: dal 24,4% al 27% per il pc e dal 17,7% al 21,8% per Internet.
Il picco di utilizzo del personal computer e di Internet si ha tra i giovani di 11–19 anni (rispettivamente l’89% e più dell’82%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35–44 anni l’uso del personal computer (62%) e di Internet (58,2%) è molto più contenuto.
 
Internet, questione di classe (sociale)
L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale che comunque appare in attenuazione. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 90,2% e 88,3%) per i quali la sovrapposizione nell’uso del personal computer e di Internet è quasi totale, seguiti dagli occupati (66,7% e 63,6%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (16,3% e 14,3%) e i ritirati dal lavoro (12,4% e 10,6%).
Tra gli occupati l’uso del personal computer pre­vale tra i direttivi, quadri, impiegati (85,4%). Seguono i dirigenti, imprenditori, liberi profes­sionisti (81,3%) e, a grande distanza, i lavoratori in proprio e coadiuvanti (53,8%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 45,1%. Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (82,9%), seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi profes­sionisti (79,1%). Solo il 40,9% degli operai e apprendisti usa, invece, la rete.
Rispetto al 2008, l’uso di personal computer tra gli occupati è pas­sato dal 63,4% al 66,7% e la navigazione in Internet dal 59% al 63,6%.
 
Internet Home
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa. L’88,6% delle persone che hanno utilizzato il personal computer nei tre mesi pre­cedenti l’intervista lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (38,8%), la casa di altri (23%), il luogo di studio (19,3%) e altri luoghi (16,5%). Per Internet si riscontra una situazione simile con l’85,2% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 37,4% dal luogo di lavoro, il 24% da casa di altri, il 15,8% dal luogo di studio e il 17,2% da altro luogo. Considerando i figli di 3–17 anni che vivono con i genitori (con uno o entrambi), si evidenzia che il 18,2% usa il personal computer solo a casa, il 2,3% lo usa solo a scuola, il 15% sia a scuola sia a casa (ma non altrove) e il 23% utilizza il personal computer in molteplici luoghi (a casa di altri e/o a casa propria e/o a scuola).
 
WiFi in aumento
Considerando, infine, il collegamento ad Internet senza fili, si evidenzia che sono ancora poche le persone che lo usano. Il 32% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via UMTS (8,1%), un cellulare via GPRS (6,7%) e un computer palmare (4,7%). La quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.
Rispetto all’anno pre­cedente la situazione è piuttosto stabile, ad eccezione di chi usa il portatile con collegamento senza cavi (WIFI) che passa dal 22,1% nel 2008 al 32% nel 2009.
 
Mi connetto per…
Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi tre mesi hanno utilizzato la rete pre­valentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (79,1%), hanno consultato Internet per apprendere (69,4%) e per cercare informazioni su merci e servizi (64,5%).
Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (48,3%); per leggere o scaricare giornali, news, riviste (46,7%); giocare o scaricare giochi, immagini musica (41,7%); cercare informazioni sanitarie (40,5%); cercare informazioni su attività di istruzione o su corsi di qualunque tipo (38,9%).
È meno diffuso l’uso di servizi bancari via Internet (30,5%), lo scarico di software (31,3%) e l’ascolto della radio o la visione di programmi televisivi su web (29,5%).
Decisamente più contenute le quote di utenti che negli ultimi tre mesi hanno usato Internet per cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro (17,7%), che hanno venduto merci o servizi (7,8%) o hanno fatto un corso on line (6,2%).
Rispetto all’anno pre­cedente si registra un incremento per quasi tutte le attività; in particolare, aumenta la quota di chi consulta Internet per apprendere (dal 58,3% del 2008 al 69,4% del 2009) e per leggere o scaricare giornali news, riviste (dal 38,4% al 46,7%). Aumenta anche la quota di chi ascolta la radio e guarda programmi televisivi via web (dal 21,4% al 29,5%) e di chi usa il web per trovare informazioni su servizi relativi a viaggi e soggiorni (dal 43,2% al 48,3%) e per cercare informazioni sanitarie (dal 35,7% al 40,5%).
Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software (38,5% rispetto al 22,7% delle donne), nell’usare servizi bancari (34,4% rispetto al 25,8%), nel cercare informazioni su merci e servizi (68,4% rispetto al 59,9%), nel giocare o scaricare giochi, immagini, musica (45,2% rispetto al 37,5%), nel vendere merci o servizi (10,8% rispetto al 4,3%) e nel leggere o scaricare giornali, news, riviste (49,7% rispetto al 43,2%).
Le donne sono più interes­sate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie (46,5% delle donne contro il 35,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di qualunque tipo (42% contro il 36,4% degli uomini).
 
Internet è comunicazione
Il 34,6% degli utenti di Internet utilizza la rete per inserire mes­saggi in chat, newsgroup o forum e il 27,9% utilizza i servizi di instant mes­saging. Internet risulta meno usato per effettuare videochiamate (19,7%) e per telefonare (16,9%).
Rispetto all’anno pre­cedente aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale: in particolare, registra un incremento di 13,3 punti percentuali l’uso della chat e di 6,6 punti percentuali l’uso di servizi di istant mes­saging.
L’uso della rete per comunicare è fortemente connotato con l’età: sono soprattutto i giovani di 15–24 anni ad inserire mes­saggi in chat, newsgroup, forum (oltre il 62% contro il 34,6% della media nazionale) o ad utilizzare i servizi di instant mes­saging (più del 51% contro il 27,9% della media nazionale).
Rispetto all’anno pre­cedente si sono registrati incrementi significativi in queste attività sia tra i giovani che tra gli adulti, anche se tale incremento non ha ridotto le distanze generazionali.
Va comunque sottolineato che, rispetto all’anno pre­cedente, si sono registrati incrementi significativi anche tra gli adulti di 35–44 anni. Ad esempio la quota degli individui che usano la chat è più che raddoppiata (pas­sando dal 12,2% al 24,5%), anche se tale incremento non ha ridotto le distanze con i giovani di 15–24 anni.
 
E-commerce in ascesa
Più di un quarto degli utenti di Internet acquista beni e servizi online. Il 24,4% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato nello stesso arco temporale (pari a 5 milioni 612 mila persone). A questa quota si aggiunge un 6,2% di utilizzatori di Internet che hanno ordinato e/o comprato merci e/o servizi più di un anno prima dell’intervista (1 milione 437 mila). Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 29,1% contro il 18,7% delle donne), delle persone tra i 20 e i 54 anni (oltre il 23% con un picco del 30,7% nella fascia 25–34 anni) e della popolazione residente nel Centro-nord (oltre il 26%) rispetto a quella residente nel Sud.
Analizzando l’acquisto di beni e servizi on line nell’arco temporale che va dal 2005 al 2009 si nota come l’uso del web per ordinare o comprare merci e/o servizi sia cresciuto in modo significativo tra il 2005 e il 2006 (pas­sando dal 16,8% al 20,6%), mentre per gli anni succes­sivi si sono registrati incrementi minimi.
Nel 2009, tra i beni e i servizi acquistati via web, si collocano le spese per viaggi e soggiorni (biglietti ferroviari, aerei, ecc.), ordinati o acquistati dal 38,4% delle persone che hanno effettuato ordini o acquisti su Internet nei 12 mesi pre­cedenti l’intervista, e i pernottamenti per vacanza (27,6%). Seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%), attrezzature elettroniche e biglietti per spettacoli (entrambi con il 17,6%), software per computer e/o loro aggiornamenti (esclusi i videogiochi) (16,4%), gli articoli per la casa (14,5%) e hardware per computer (13,3%).
 

Tutto il rapporto è visionabile e scaricabile all’indirizzo http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091228_01/testointegrale20091228.pdf

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